username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa. Libero pensatore, poeta, appassionato di arte, musica, cinema (e altro ancora) nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto: cittadino del mondo intero!

06 luglio alle ore 4:01

Un sillogismo aristotelico

Il racconto

"Shakespeare sta all'animo umano ed al cuore dell'uomo come Leopardi sta al suo subconscio ed al suo dolore"

                                           = Spiegazione =
 Se Shakespeare é stato (definito) il "poeta dell'animo umano" per eccellenza, colui - cioé - che più (e meglio) di ogni altro abbia cantato, narrato e scritto sull'uomo e i suoi sentimenti e le sue pene d'amore (perdute o meno che siano!), sull'uomo ed i suoi intrighi ed i suoi sbagli, sull'uomo e le sue virtù e le sue debolezze; mettendone pure a nudo la sua quint'essenza e la sua vera natura, scavando - e scandagliando -  all'interno del cuor suo, sezionandolo (l'uomo) e "vivisezionandoli" (il cuore e l'uomo) da ogni lato e da ogni sfaccettatura possibile ed immaginabile per estrapolarne di volta in volta il meglio ed il peggio, Leopardi, invece, é stato il "poeta del profondo" dell'uomo: che ha sì scavato anch'esso nel suo subconscio e nella sua interiorità, nel suo estremo substrato e nel suo lato più oscuro e recondito, ma trovandovi soltanto paure, angosce,  dubbi, perplessità, incertezze, ed amarezze, ed ossessioni. Il recanatese é stato colui che più (e meglio) d'ogni altro si sia fatto carico dei dolori interiori suoi e dell'umanità intera, portandone sulle deboli sue spalle (e fragili) di uomo il fardello, a volte pesantissimo ed a volte insopportabile, ma facendolo pur sempre con dignità, forza e coraggio.
 Entrambi (Shakespeare e Leopardi), a mio modesto avviso, furono, però, pur sempre "inguaribili romantici ottimisti": entrambi, infatti, amarono (seppure in maniera differente l'uno dall'altro) fin troppo la vita; e l'amarono così tanto da non averla potuta odiare!

Taranto, 14 ottobre 2013. 

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento