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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa.Libero pensatore,poeta, appassionato di arte, musica,cinema (e altro ancora), sport nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto:cittadino del mondo intero

06 settembre alle ore 10:08

Una cosa a quattro (il mago di...Azz) - seconda parte

Il racconto

Mi avvicinai, così, a lei (nel frattempo m'ero tolto anch'io di dosso i vestiti - una camicia celeste a maniche lunghe, un jeans marca "wampum" con toppe e buchi dappertutto - ed ero completamente nudo) e dopo aver appoggiato entrambe le mani sul suo culo, glielo allargai cominciando all'unisono a leccare i due buchini posteriori. Gli inglesi (proprio quelli della famosissima frase "siamo inglesi, niente sesso!") li chiamano (dal basso verso l'alto) rispettivamente "pussy" e "ass-hole": me ne ricordai mentre svolgevo la mia opera; o meglio ancora, mentre la mia lingua era intenta a far godere la ragazza durante quegli interminabili ma afrodisiaci preliminari. Quelle due parole in inglese erano le sole che avessi mai imparato in mia vita sino ad allora: me li aveva insegnati al liceo il mio amico di banco Davide Pieri, un tipo smilzo con gli occhiali neri e spessi. In classe tutti lo chiamavan "sega d'oro" o "segantino" ed il motivo di tali nomignoli lo lascio immaginare a chi legge. Egli vantava un primato imbattibile in tutta la Maremma: un giorno riuscì a segarsi per venti volte. Il padre, poi, una volta lo scoprì mentre armeggiava col suo uccello in bagno (a dire il vero, non vi è adolescente al mondo che non abbia vissuto questa esperienza!), lo cacciò di casa minacciandolo di non farlo più rientrare. La sera stessa, Davide, era seduto intorno al tavolo per cenare con i suoi, dopo cena tornò in bagno per riprendere ad allenar...il suo posto di combattimento. In quel momento, mi sentii come l'artificiere che abbia innescato la carica di esplosivo: a quel punto, però, urgeva che vestissi i panni del guastatore perché quella carica bisognava farla esplo...implodere ad ogni costo. Così presi a infilare il dito medio della mia mano sinistra, a turno, in entrambi i buchi del culo di Micky in modo da farla eccitare di più, se mai ve ne fosse stata necessità: era vogliosa tantissimo, infatti, visto che aveva cominciato ad ansimare a tutto spiano già da diversi istanti prima di allora. Aveva la patatina rasata (molti la chiamano così, altrove; oppure figa, bernarda, fregna...in Toscana molto si usa la parola passera o il suo diminutivo passerina) e ciò eccitava anche me, non poco. Mi accorsi intanto che il mio uccello fu cotto a punti...era venuto duro al punto giusto. A quel modo compresi che non vi era tempo da perdere, era giunta, cioé, l'ora della penetrazione (notoriamente non ho mai avuto erezioni interminabili): lo afferrai allora con la mia mano destra (sono mancino ma anche scaramantico all'eccesso: mi ero sempre segato con la destra, infatti, prima di allora, e preferii usare tale mano) e glielo infilai "dritto per dritto" nel buco di sopra (ass hole, come lo chiamano i sudditi britannici della regina Elisabetta e come mi aveva edotto il mio amico Davide), il quale - ahilui! - nel frattempo era diventato talmente rosso da sembrare la punta di un ice...del peperoncino più piccante al mondo. In quell'attimo mi tornò alla mente il signor Francini Emiliano, pisano di Pontedera, vecchio mio insegnante di lettere, storia e filosofia: egli avrebbe usato, senza minimamente esitare, l'espressione "per esteso", a suggello dell'azione e del fatto avvenuto per...come quando si appone la propria firma su un documento o alla fine di una missiva. Quell'insegnante era il più vecchio tra tutti quelli che io ebbi al liceo, ma lo era solo anagraficamente: lui sembrava molto più giovane, dentro, di molti tra noi alunni, che eravamo pure poco più che adolescenti, ed aveva una aperta mentalità. Ci insegnò molte cose, davvero (senz'altro moltissime ne imparò Alfredo da esso), e in gioventù (fatto strano ma di non poca rilevanza, a parer mio) aveva detenuto un record, al pari di Davide, singolare alquanto e, probabilmente, mai battuto o avvicinato da niuno: fu il più giovane ragazzo della regione ad essere entrato in un bordello e ad aver fatto l'amore con una troia, visto che aveva solamente dodici primavere e sette mesi quando lo fece. Una volta, in classe, ebbe a dirci: "era meglio quando c'erano i casini!". Lui non era un fascista, sia chiaro, e non rimpiangeva quel periodo storico perché allora vi era il fascismo e la dittatura, in Italia, bensì tutt'altro: suo padre e suo fratello, infatti, erano dei sovversivi e subirono il confino coatto per le loro idee, e lui si riferiva al fatto che a quel tempo ci si accoppiava con le donnacce in locali chiusi e quindi...molto più in sicurezza rispetto ad oggi che lo si fa per strada, spesso. Non appena fui dentro Micky, lei cominciò a dimenare il suo culo in avanti e all'indietro, proprio come aveva fatto prima: un movimento ritmico o andanseuse come avrebbero affermato nostri cugini d'oltralpe. Era una che ci sapeva fare col culo, Micky: fu lapalissiano oltremodo che non fosse alle prime armi. Io, invece, per mio conto, mai avevo fatto sesso anale, in mia vita: stavo, perciò, improvvisando, o meglio è proprio il caso di dire che andavo a "cappella", e mi accorsi anche di cavarmela non malaccio, in fondo. Infatti, quella leggera insicurezza la quale per un sol attimo era balenata nella mia testa, in maniera del tutto naturale e fisiologica prima di cominciare, svanì all'improvviso come per incanto. Le cose tutte della vita sono così, probabilmente: pensi che siano montagne insormontabili, osservandole dal basso ma quando sei in cima, lassù in alto e guardi giù, ti accorgi che è tutto molto più semplice...un gioco da ragazzi. Mentre penetravo nella ragazza, dolcemente gli stimolavo i capezzoli e gli stringevo i piccoli seni con le mani eppoi la baciavo sul collo e sulle spalle. Lei ansimò a più riprese di puro piacere e ciò provocava in me uno stato di altrettanto godimento e benessere. Le cose andarono avanti per alcuni minuti, sino a che non mi piegai tutto per intero sopra Micky e mentre ero ancora dentro di lei col mio uccello gli sferrai una stilettata con la mia lingua che partì dal suo culo e giunse sin sopra al collo. La ragazza, allora, si avvinghiò attorno al tronco dell'albero, con le sue esili e lunghissime braccia, ed emise un rantolo che pareva senza fine:
 - Aaahhhhhh!
A questo punto presi Micky in braccio (era leggerissima come una piu...un fenicottero rosa) e dolcemente l'adagiai per terra, ai piedi dell'albero stesso. Mi sedetti di fianco a lei, dopo di che cominciammo a toccarci e a palparci ovunque; a leccarci eppoi a baciarci ed a scambiarci sguardi di voluttuosa complicità. Il suo corpo profumava di salsedine e la sua bocca aveva il sapore all'amarena. Nel frattempo Alfredo che all'incirca un quarto d'ora prima era andato nella spiaggetta con le altre due ragazze, aveva le sue gatte da pela...tette, culo ed il pisello volante di Ramona da tenere a freno. Mi raccontò alla fine, egli stesso, poco prima di salutarci, quello che fece: dopo il bagno una doppia penetrazione anale con lui dentro il culo di Francie e la trans mozzafiato dentro di lui, a sua volta. Quando i tre tornarono in pineta, ci demmo il cambio e ripetemmo, per filo e per segno, identico copione ma a parti invertite: Alfredo portò Micky in spiaggetta e si prese cura del suo culo mentre io restai con le altre due in pineta facendo la doppia penetrazione da attivo e da passivo contemporaneamente. Anche questo non lo avevo mai fatto prima di allora, né sapevo - del resto - che il mio amico lo aveva fatto in spiaggia mentre facevo l'amore con Micky, nella pinetina. Ci avevo preso gusto, oramai, e visto che ero in ballo pensai che fosse meglio così, in fondo! Coincidenze? Forse, chissà; oppure segno del destino. Fu ad ogni modo un vero godimento per me: mai più feci una cosa simile dopo di allora, né ho mai raggiunto l'apice del piacere a quel modo. Quel giorno, evidentemente, anche se durò pochissimo (non sono mai stato un super dotato o una macchina da sesso dalla durata in...all'infinito: la mia autonomia, del resto, era oramai agli sgoccioli dopo il primo round con Micky), tutto filò liscio e durante la estemporanea ma piacevole esperienza con tre diverse donne (o "cosa a quattro", come erroneamente l'aveva definita Alfredo non tenendo conto del fatto che fossimo in cinque!) trovai il feeling giusto, il timing perfetto o, chissà, soltanto il sensazionale appeal con me stesso e la mia esistenza: imparai dopo (ma no dal mio amico Davide, questa volta!) questi termini britannici ed anglosassoni. Quel giorno, evidentemente, alla villetta al mare, fu proprio "come non mai", come suol dirsi ovunque: uno di quelli che non lo cerchi da nessuna parte ma arriva uguale. Allora fui fortunato ed anche determinato, saggio come non mai a saper cogliere l'attimo e grazie al mio amico conobbi l'amore anale e mi sverginò il culo una donna, tutto in una volta sola: mai avrei immaginato una cosa simile! Quello che feci allora, fu fatto senza esitazione alcuna da parte mia, né minimamente ho mai pensato di esser andato contro natura. Credo, infatti, in definitiva, che nessuno vada mai contro natura a questo mondo e su questa terra sotto il cielo che la illumina di giorno: soprattutto se fa qualcosa che li piace o lo rende felice seppur per un sol attimo fugge...quello che era capitato a me. Ora, tuttavia, sovente ripenso a quel giorno e ai momenti di estremo piacere che vissi e in cui godetti: lo faccio più con nostalgica amarezza e malinconia, piuttosto che con gioia o commozione; soprattutto, però, lo faccio con moltissimo rimpianto. Dopo di allora, infatti, tornai - per così dire - nei ranghi, allineandomi a quella vita mediocre ed insignificante da piccolo borghese per cui mi sentivo votato o che forse il destino aveva voluto e scelto al mio posto: anonima ed incolore, a volte addirittura insignificante ed inutile. Una vita senza squilli di tromba o alzate di capo, sommessa e vile sino all'eccesso. Inoltre, quella fu, purtroppo, l'ultima volta che vidi Alfredo. Dopo di allora ci perdemmo di vista, di punto in bianco non ci scambiammo telefonata alcuna e così nessuno dei due ebbe più notizie dell'altro. Sovente e volentieri, accade questo per le amicizie adolescenziali, scolastiche, di gioventù e così, dopo essere stati "culo&camicia" o "barba&capelli" per tanto tempo ed aver vissuto tante cose assieme, ci si ritrova ad essere perfetti estranei: non vi sono motivi particolari, a mio avviso, per cui questo accada ma credo sia soltanto il fisiologico svolgersi e dipanarsi dell'esistenza di ognuno. Sino a quando, un giorno l'inverosimile accadde...ricevetti la ferale notizia da amici comuni, in paese: Alfredo Tonini (o "il Tonini", semplicemente, come da tutti era conosciuto) era morto, una sera d'estate (la stagione che in definitiva egli amava di più perché più affine al suo carattere), ad Edinburgo, in Scozia, dove nel corso di una rissa (scoppiata, a quanto pare, a causa di una donna!) gli avevano fracassato il cranio con una bottigliata. Molti giudicherebbero Alfredo uomo immorale, ricco di vizi: io non saprei mai dare un giudizio, né lo farei sapendolo ma solamente so ch'egli non aveva confini nella sua testa e sapeva - non di rado - guardare oltre l'orizzonte, cioè laddove ben pochi puntano lo sguardo. Non lo dimenticherò mai, Alfredo: per me sarà sempre il mago di...Azz.

da: "Racconti erotici", 12 maggio 2021.

     

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