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Luciano Rosario Capaldo

30 agosto 1955, Potenza - Italia
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  • 05 luglio alle ore 13:19
    E così via

    E così via

    E’ quando ti volti indietro

    che accusi il tempo,

    che restituisci colore al colore

    odore all’odore

    e così via…

    Sensi o sensazioni,

    il rumore cupo del cuore

    che sbatte contro la ragione

    che ridona la vista

    ricorda la memoria

    smentisce ogni impegno

    in nome della semplicità

    delle piccole cose

    ...che hai vissuto inconsapevole

    e così via…

    Ho impegnato il mio tempo

    ignorandone il suo oceano

    come fossi un pesce

    interessato solo a nuotarci dentro

    dimenticando che

    la sua misura sono

    le trasformazioni.

    Si posano addosso, esse,

    come neve che si squaglia

    non appena decidi di utilizzarla

    e così via…

    Il tempo però che ho perduto

    per il mio amore

    per il nostro amore,

    ha reso importante il mio tempo

    ed è solamente...mio

    ed è solamente ...tuo

    e così sia…

    Luciano Capaldo

     

     
  • 22 maggio alle ore 19:25
    In suo onore

    ...avessi soluzione, sempre
    ad ogni problema,
    risposta certa, risolutiva, sai,
    potrei stravolgere il tuo passato
    deviare il tuo futuro,
    che mago!
    Ma, sono solamente tuo amico!
    Ascolto, non giudico,
    ti porgo la mia mano nelle cadute,
    entrambe per applaudire ai tuoi successi.
    Divido e condivido, con te le nostre emozioni
    i silenzi, le risa frastornanti e le lacrime del cuore.
    Amicizia, un po’ amore...o forse di più.
    All’amore...dell’amicizia, allora.
    Luciano Capaldo

     
  • 05 aprile alle ore 12:56
    E' solo una linea sottile

    Una linea sottile

    ...lasciati sparare,

    trapassare quel petto

    aperto, pulsante

    di un cuore che ama le

    sue origini, le sue radici

    ...lasciati convincere

    che la pace arrivi dopo

    una guerra che come

    tutte le guerre ucciderà

    distruggerà e basta!

    ...lasciati convincere

    che sia un dittatore

    avversario quello che ti

    sta strappando terra ed affetti,

    la vita e le vite,

    che ti sta riempiendo

    gli occhi di dolore e di rumori

    sconosciuti, di lamenti e sangue

    ...non lasciarti, però, convincere

    da chi invece poteva e non ha

    fatto, da chi può e non

    vede tutto un dolore

    impastato

    di lacrime e ceneri,

    l’urlo di macerie che premono

    sui cuori e sui corpi

    di un popolo offeso e tradito...

    da chi, poteva e non ha fatto

    da chi, può e non vede...ancora!

    Tu, invaso...cerca di

    comprendere bene.

    E’ solo una linea sottile...

    Luciano Capaldo

     
  • 31 marzo alle ore 13:19
    Pio

    Pio

    ...immobile,

    come spesso accade,

    qui, innanzi alla tua statua.

    Non riesco proprio a pregare

    oggi,

    un senso di vuoto ossimoro,

    mi esalta e mi allontana

    ho fretta d’andar via,

    poi... penso che tu

    ci rimanga male.

    Ma quante sono le preghiere

    che si levano in cielo

    ogni giorno, ogni minuto!

    Non sto pregando, eppure

    anche questa volta è un momento

    straordinario della mia vita.

    Ma perché non sussurro

    come fa quella anziana signora,

    o fisso i tuoi occhi?

    Respiro, sì respiro,

    e questo... è preghiera.

    Tu, capirai

    Luciano Capaldo

     
  • 19 marzo alle ore 19:16
    Lacrime

    Lacrime

    ...come sanno di ruggine

    le lacrime dei vecchi,

    si incastrano fra le palpebre

    e le pupille, un piccolo

    lago di desolazione, è terribile!

    Quanto profondo deve essere

    quel dolore, inutile, e che ormai

    non può più plasmare

    un uomo alla fine dei

    suoi giorni.

    E’ ingiusto... così.

    L’eloquenza di quelle

    lacrime, un grido di tormento,

    che ammonisce un mondo.

    Luciano Capaldo

     
  • 06 marzo alle ore 13:54
    Acre odor

    Acre odor

    ...e così l’acre odor

    macina distanze lontane

    e vicine.

    Raggiunge il cuore

    attraverso gli occhi

    della pace, infangata

    ed abbandonata dai popoli.

    Non più colpi di spada

    inferti nei duelli da Colosseo,

    minacce nucleari...serpeggiano

    e le genti rincorrono

    viaggi di speranza.

    Ma dove conduce questa immensa

    flebile speranza, ogni luogo

    è abitato da uomini che

    vivono un’era di guerra.

    Sembra illusorio...tutto!

    Tanto vale rimanere lì, o forse qui,

    o forse la forza delle gambe

    è maggiore di quella

    del cuore, di ritrovare

    fra polvere e lacrime,

    il mondo nuovo!

    Finché all’uomo verrà

    donata solo vita,

    sarà sempre più acre

    quell’odore.

     
  • 02 marzo alle ore 12:37
    Con le pigne nel cervello

    Con le pigne nel cervello

    ...e così, tutto sembra

    dare vita alla morte.

    Un’angoscia che colpisce

    e calpesta anni di sacrifici

    di noi tutti , civili ed incivili,

    per una guerra che non voglio

    ma che devo subire

    per velleità di vendetta

    di presidenti contrapposti,

    lontanissimi da me

    dalla mia quiete

    dalla mia zona

    dai miei sogni

    per anni coltivati

    fino ad una sopraggiunta

    ...quasi vecchiaia

    nella continua amarezza e difficoltà.

    Perché le gioie durano poco!

    Si erige un palazzo,

    si costruiscono case,

    amori nascono e muoiono

    lasciano tracce che ti toccano

    e feriscono il tuo cuore

    ma questa guerra...

    questa guerra, non c’entra

    un cazzo con me,

    con i miei figli

    che in questo paese di merda

    combattono la guerra

    del lavoro, andando al fronte

    del nord,

    con la mia compagna

    con la mia auto

    con la mia bici

    piccole cose conquistate nei decenni

    senza russi o ucraini

    senza Europa e senza NATO

    Ora, tutto e tutti si risvegliano

    nell’incubo di una seconda guerra,

    già seconda a quella

    dei due anni al covid

    di distanziamento sociale

    e, oggi, paradossalmente,

    l’unica vicinanza è un contatto

    di guerra.

    Con le pigne nel cervello

    ci professiamo pacifisti

    armandoci!

    Facciamo ancora in tempo

    ...a vivere!

     

     
  • 28 febbraio alle ore 18:24
    Noi uomini

    ...mi chiedi di frugare,

    a mani nude fra la polvere

    di stelle precipitate

    insieme alle bombe,

    difficile trovare l’amore

    di un momento prima,

    quando l’urlo del cielo

    accompagna pianti e grida.

    Eppure è proprio lì,

    in quel mucchio di detriti

    e polvere ,che bisogna cercare

    la ragione... che non c’è!

    La ferocia del non palare,

    e il sangue acre e raggrumato

    di cuori spenti

    e mattoni di anni di sacrifici

    e ancora...dolore.

    Sembra non finire mai la sofferenza

    su questa amara terra!

    Noi uomini!

    Luciano Capaldo

     
  • 24 febbraio alle ore 19:35
    Una preghiera

    ...chi adesso pregherà di più!

    Nessuno di noi è in pace,

    protestiamo contro la guerra

    credendoci migliori ...

    no, non è così!

    Della pace in noi manca

    evidentemente

    la consapevolezza, così

    nulla si può fare

    per evitare la guerra.

    Allora, preghiamo!

    Egoisticamente, preghiamo

    e pregherà di più il soldato

    per le sue cicatrici

    pregheranno di più i bambini

    nella loro devastante innocenza

    pregheranno di più vecchi e donne

    pregherà di più perfino il guerrafondaio

    perché possa sconfiggere il suo nemico.

    Nell’esercizio della preghiera,

    esiste, invece, la certezza

    ch’ essa, sia lo strumento più potente.

    L’unico che ci rimane

    Respiriamo la preghiera,

    e suo mezzo,

    per non morire

    per affondare ogni guerra.

    Luciano Capaldo 

     
  • 18 febbraio alle ore 18:04
    Due corpi

    … sto qui a domandarmi

    ma perché non mi tocchi l’anima!

    Falla sussultare ,

    fai che il mio corpo

    riesca ad abbracciare il tuo

    ...suo mezzo.

    Se è vero che essa

    è una conquista,

    allora...conquistala.

    I nostri corpi saranno

    il dono che avrà memoria.

    Ti chiedo di abitarci

    in questa mia anima.

    Rendila fiera, del tutto irremovibile

    di fronte al mondo

    di fronte alla vita

    di fronte a me stesso.

    Solo allora, io non dovrò mai

    più preoccuparmi di lei.

    Due corpi

    Luciano Capaldo

     

     
  • 08 febbraio alle ore 18:38
    Carbone

    ...sembrano spariti ormai

    quei giorni di sano dolore,

    quello che misurava l’uomo

    nella sua bontà o cattiveria,

    rendendoli sempre più...

    Alla ricerca dell’amore, si va

    per abbattere il dolore

    di un immeritato ghetto

    e trovare, magari, quel senso di

    beatitudine ...necessario.

    Ma quanta bellezza, però, può nascere dal dolore!

    Perfino il carbone può trasformarsi in

    una preziosa pietra.

    E così, spesso, si continua

    ad amare chi ti ha fatto del male,

    chi ti ha abbandonato nel tuo buio lacerante,

    ...nella speranza, appunto, di una redenzione,

    trasformazione

    per non rimanere sempre quel pezzo di... carbone.

    Luciano Capaldo

     

     
  • 31 gennaio alle ore 18:21
    Un arco

    Un arco

    Indecifrabile sentimento,

    tristezza mi assale e mi riporta una memoria

    ... non mi appartiene,

    odori antichi, di un giallo

    sbiadito, anzi sudicio.

    Un pozzo di solitudine mi chiama,

    mi dimeno e tento un ricordo, ma non è mio

    ..è un fuori luogo che cerca un incontro.

    Inesistente io,

    per un attimo

    o forse due, la noia scorre

    nella mente... fa così tanto rumore!

    Tu mi conosci, assordata porgi te stessa.

    Ti adagi e poi riparti,

    come un dolce arco

    in un romantico accordo slavo

    Luciano Capaldo

     
  • 10 dicembre 2021 alle ore 19:40
    'E nonne

    'E nonne

    'E mani re' nonne
    song sempe piene e' rughe e vene

    lunghe taglienti ed eleganti
    come e' pieghe e' nu' pantalone
    ben stirato.

    Segui bbene chelle vene ca' te
    narrano a' storia
    impara a carezzarle, seguirle,

    sentirai o' sangue scorrere
    e raggiungerà o' core toje.

    Luciano Capaldo

     

     
  • 07 dicembre 2021 alle ore 19:45
    Tu...

    ...tu sei l'odore del Natale,
    quell'incantevole fragranza che ti circonda
    entrando nella cartoleria,
    il mistero dell'acacie e della resina,
    la fresca sensazione dell'erba appena tagliata
    ...insomma sei una confusione enorme!
    Luciano Capaldo

     
  • 07 dicembre 2021 alle ore 19:44
    Forse... Natale

    ...non si capisce proprio niente
    di questo amore, eh!
    Ogni anno, abeti e presepi
    più ricchi e fastosi,
    brillano in ogni casa, in ogni dove.
    Il miele scorre
    a fiumi dopo che tanto sangue
    ha appena riempito piazze, strade
    e non solo.
    Una pace, una tregua, ma, poi,
    tutto tornerà com’era prima.
    Puoi scommetterci!
    Rimarrà negli occhi il fasto ed il falso
    di questi giorni, qualche pelliccia indossata
    alla messa di Natale e per qualcuno
    un pezzettino di gamberetto ancora
    intrappolato fra i denti storti.
    Che paradosso accorgersi che
    la parola amore inizia e finisce con la lettera
    o...di odio!
    Luciano Capaldo

     
  • 29 novembre 2021 alle ore 17:53
    Un sogno vero

    Un sogno vero

    … di faccia al mare, la felicità

    è una idea semplice,

    vola la mente, ti penso

    ...all’improvviso il mondo cambia

    Luciano Capaldo

     

     
  • 28 novembre 2021 alle ore 14:13
    Cu tutto o' core

    E pparole pe’ tte nun esistene
    è stata a' mano e' Dio...a creare Napoli!
    Si troppa luce pure ppe o' sol ...
    da o Maschio, al Palazzo alla Galleria...Posillipo,
    un’infinità e' bellezza!
    Che vuo’ cchiù?
    Ca’ c'è cchiu' e' quanto puo' bberè cu e' occhi
    Ogne juorno, ra luntano, te guardo e me piace cchiù assaje
    “Napule, luntano’a te...quanta malincunia”
    Ma quanti sul ci’ stann’ o’ munno...duje
    nu' è là e l'altro sta ca'...ra te!
    Quando te percorrevo, e’ gambe si ne andavano ra sole,
    mo' te seguo cu e' uocchi 'ncoppa
    a facebook, propeto a' stessa cosa,
    vir' ca' piacere!
    Cu’ tutto o’ core...sempe.
    Luciano Capaldo

     
  • 22 novembre 2021 alle ore 13:37
    Sono vivo

    Parole spente,

    negli occhi, invece,

    fisse le immagini

    di distruzione e di paura!

    Tremò, quella inspiegabile calda sera di novembre,

    la mia terra e con essa

    le mie ossa, scoprendo,

    nell’angoscia di quegli interminabili secondi,

    che c’era qualcosa di più grande di noi

    che uccide e distrugge quello intorno a noi.

    Una bestia enorme ed affamata

    che, chilometri e chilometri

    in profondità, si risveglia ,

    azzera

    quella difficile solidità con la quale

    eravamo cresciuti.

    Sfoglie sottili… vite sottili.

    Il giorno successivo,

    bimbi inconsapevoli ed innocenti,

    fra tende prontamente allestite,

    correvano, giocando e

    donando, così, alla vita

    la duttilità, propria

    di chi la vita

    vuole e deve vivere, comunque!

    Le lacrime di chi ha perso tutto

    impasteranno la polvere di quei giorni

    echeggiano sirene e l’aria

    ormai rigida, ci chiamerà a nuovi

    immensi sacrifici.

    Ad ogni costo

    Luciano Capaldo 23 novembre ‘21

    ***Palesi ancora oggi, segni e sofferenze .***

     
  • 17 novembre 2021 alle ore 17:47
    Carezze e abbracci

    … abbraccia oggi,
    è già domani!

    Fugge la vita, fugge come il treno
    che poi rincorriamo per avvincere
    chi non abbiamo voluto salutare e
    invece dovuto avremmo.

    Evitiamo la vita d’altri, spesso,
    restiamo soli con una grande
    ingratitudine verso noi
    chiedendo a Dio di restituirci
    la spalla su cui piangevamo.

    Siamo pieni di vuoto in
    questa desertica solitudine
    mentre corre il treno...

     
  • 08 novembre 2021 alle ore 13:50
    Fugge frattanto...

    Fugge frattanto...

    … e quando, all’ambizioso

    arazzo di rosse fragole

    stampate sul tuo vestito estivo,

    sostituito si sarà il giallo inimitabile

    di un manto di caduche foglie

    di vendemmia e morti,

    riapriremo, finalmente, i cuori

    ai ceppi scoppiettanti

    nei camini e , braccia pronte

    saranno ai festeggiamenti del Natale,

    l’augurio di felicità e salute

    superare forti neve e gelo ci farà,

    nell’attesa d’una nuova primavera

    a concludere di vita ennesimo ciclo,

    e intanto il tempo se ne va…

    Luciano Capaldo

     
  • 24 ottobre 2021 alle ore 13:06
    Una poesia d'amore

    Una poesia d’amore
    ... è un cielo verticale,
    salgono,
    si radunano e si scontrano
    i miei nembi pensierosi,
    al dolore lacerante rivolti
    d’una terra sofferente,
    sodomizzata come una
    sgarbata prostituta.

    Paga l’unica colpa
    di subire il protettore sbagliato,
    l’uomo!

    Feriamo, invece, tutti noi!
    Nell’essere visionari,
    nella preghiera, non ci accorgiamo
    che stiamo uccidendo proprio quel Dio,
    venerato ed invisibile, e che a noi si manifesta
    tramite sua pelle... Terra!

     
  • 13 ottobre 2021 alle ore 19:14
    Tramonto

    La tua mancanza…
    il mio urlo sigillato nella bottiglia
    affidata alle onde,
    nella fissità del tempo,
    prima d’incontrare una riva di sabbia
    nell’evanescenza di un tramonto… il mio!
     

     
  • 10 ottobre 2021 alle ore 13:23
    Autunno

    S’accorcia la vita,

    ormai ristretta è

    ...l’estensione della luce.

    Le dita delle mani infreddolite

    le tende svelano un grigio e coprono

    finestre chiuse al silenzio bentornato,

    alla calda solitudine, mentre si annusa

    l’umidità e mi concentro su di te.

    Nei boschi, fra gli alberi ingialliti

    filtrano generosi... raggi di sole, e

    illuminano geometriche e setose strade

    dai ragni intesse.

    Si calpestano verdi ricci e castagne sparse,

    qua e là.

    La larga felpa grigia accoglie nel suo

    tepore il tuo bel corpo ancora un po’ ambrato,

    testimonianza di una calda estate

    trascorsa al mare...insieme.

    Autunno, ora, tempo di ceppi scoppiettanti

    e di amori che nascono fra profumi avviluppanti.

    Il nostro amore, invece, è e resterà

    confermato.

    Luciano Capaldo

     

     
  • 06 ottobre 2021 alle ore 19:03
    Da un canto a cappella

    ...un canto a cappella

    da un coro di ragazzi, improvvisato,

    in uno spazio limitato,

    sorrisi che ancor più addolciscono le note,

    dolci ed eleganti, i movimenti dei loro corpi

    ad accordare ed esaltare, non senza brividi,

    la semplice bellezza del respiro...quotidiano

    ...gratitudine, allora, dall’alba al crepuscolo che

    conduce variegatamente al tramonto e poi

    alla notte dove, chi ama, in genere, cerca le stelle

    oltrepassando il buio.

    Così, nel perché dell’esistenza

    ho imparato ad amare, anche il buio,

    che, di proposito, ci mostra le stelle.

    Luce donano al cuore e cammino

    alle nostre gambe...sempre.

    Da un canto a cappella.

    Luciano Capaldo

     

     
  • 30 settembre 2021 alle ore 12:37
    Enzo ( mio fratello )

    ...non il sangue fa la famiglia,

    senza l’odore delle persone,

    senza il rumore dei loro passi,

    nella vitale assenza, non avverti quel legame.

    E’ un’antica vecchia storia, questa,

    ma è il cuore che ha memoria

    e conserva e s’inventa odori e passi

    anche quando ti lasciano solo come un sasso.

    Esco di casa ogni dì, nella speranza

    sempre d’incontrarti, lungo il Viale,

    con quel tuo scomposto incedere, malconcio,

    e invano guardo, cerco

    ciò che non esiste e mai più esisterà.

    Credevo, e bene ho fatto,

    che il non cercarti, ormai spirato,

    il non accompagnarti innanzi a Dio,

    bastare mi potesse

    a creare l’effimera illusione che tutto

    fosse frutto...d’una cieca mente

    o del mio cuore, ormai troppo tenero.

    Non so nemmeno dove han trovato

    per te la sepoltura, io continuo a uscir

    di casa e prima o poi ti rivedrò.

    Se ti venissi a cercare dove so

    ...morirei di dolore.