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in archivio dal 29 set 2018

Luciano Rosario Capaldo

30 agosto 1955, Potenza - Italia
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  • 10 dicembre 2021 alle ore 19:40
    'E nonne

    'E nonne

    'E mani re' nonne
    song sempe piene e' rughe e vene

    lunghe taglienti ed eleganti
    come e' pieghe e' nu' pantalone
    ben stirato.

    Segui bbene chelle vene ca' te
    narrano a' storia
    impara a carezzarle, seguirle,

    sentirai o' sangue scorrere
    e raggiungerà o' core toje.

    Luciano Capaldo

     

     
  • 07 dicembre 2021 alle ore 19:45
    Tu...

    ...tu sei l'odore del Natale,
    quell'incantevole fragranza che ti circonda
    entrando nella cartoleria,
    il mistero dell'acacie e della resina,
    la fresca sensazione dell'erba appena tagliata
    ...insomma sei una confusione enorme!
    Luciano Capaldo

     
  • 07 dicembre 2021 alle ore 19:44
    Forse... Natale

    ...non si capisce proprio niente
    di questo amore, eh!
    Ogni anno, abeti e presepi
    più ricchi e fastosi,
    brillano in ogni casa, in ogni dove.
    Il miele scorre
    a fiumi dopo che tanto sangue
    ha appena riempito piazze, strade
    e non solo.
    Una pace, una tregua, ma, poi,
    tutto tornerà com’era prima.
    Puoi scommetterci!
    Rimarrà negli occhi il fasto ed il falso
    di questi giorni, qualche pelliccia indossata
    alla messa di Natale e per qualcuno
    un pezzettino di gamberetto ancora
    intrappolato fra i denti storti.
    Che paradosso accorgersi che
    la parola amore inizia e finisce con la lettera
    o...di odio!
    Luciano Capaldo

     
  • 29 novembre 2021 alle ore 17:53
    Un sogno vero

    Un sogno vero

    … di faccia al mare, la felicità

    è una idea semplice,

    vola la mente, ti penso

    ...all’improvviso il mondo cambia

    Luciano Capaldo

     

     
  • 28 novembre 2021 alle ore 14:13
    Cu tutto o' core

    E pparole pe’ tte nun esistene
    è stata a' mano e' Dio...a creare Napoli!
    Si troppa luce pure ppe o' sol ...
    da o Maschio, al Palazzo alla Galleria...Posillipo,
    un’infinità e' bellezza!
    Che vuo’ cchiù?
    Ca’ c'è cchiu' e' quanto puo' bberè cu e' occhi
    Ogne juorno, ra luntano, te guardo e me piace cchiù assaje
    “Napule, luntano’a te...quanta malincunia”
    Ma quanti sul ci’ stann’ o’ munno...duje
    nu' è là e l'altro sta ca'...ra te!
    Quando te percorrevo, e’ gambe si ne andavano ra sole,
    mo' te seguo cu e' uocchi 'ncoppa
    a facebook, propeto a' stessa cosa,
    vir' ca' piacere!
    Cu’ tutto o’ core...sempe.
    Luciano Capaldo

     
  • 22 novembre 2021 alle ore 13:37
    Sono vivo

    Parole spente,

    negli occhi, invece,

    fisse le immagini

    di distruzione e di paura!

    Tremò, quella inspiegabile calda sera di novembre,

    la mia terra e con essa

    le mie ossa, scoprendo,

    nell’angoscia di quegli interminabili secondi,

    che c’era qualcosa di più grande di noi

    che uccide e distrugge quello intorno a noi.

    Una bestia enorme ed affamata

    che, chilometri e chilometri

    in profondità, si risveglia ,

    azzera

    quella difficile solidità con la quale

    eravamo cresciuti.

    Sfoglie sottili… vite sottili.

    Il giorno successivo,

    bimbi inconsapevoli ed innocenti,

    fra tende prontamente allestite,

    correvano, giocando e

    donando, così, alla vita

    la duttilità, propria

    di chi la vita

    vuole e deve vivere, comunque!

    Le lacrime di chi ha perso tutto

    impasteranno la polvere di quei giorni

    echeggiano sirene e l’aria

    ormai rigida, ci chiamerà a nuovi

    immensi sacrifici.

    Ad ogni costo

    Luciano Capaldo 23 novembre ‘21

    ***Palesi ancora oggi, segni e sofferenze .***

     
  • 17 novembre 2021 alle ore 17:47
    Carezze e abbracci

    … abbraccia oggi,
    è già domani!

    Fugge la vita, fugge come il treno
    che poi rincorriamo per avvincere
    chi non abbiamo voluto salutare e
    invece dovuto avremmo.

    Evitiamo la vita d’altri, spesso,
    restiamo soli con una grande
    ingratitudine verso noi
    chiedendo a Dio di restituirci
    la spalla su cui piangevamo.

    Siamo pieni di vuoto in
    questa desertica solitudine
    mentre corre il treno...

     
  • 08 novembre 2021 alle ore 13:50
    Fugge frattanto...

    Fugge frattanto...

    … e quando, all’ambizioso

    arazzo di rosse fragole

    stampate sul tuo vestito estivo,

    sostituito si sarà il giallo inimitabile

    di un manto di caduche foglie

    di vendemmia e morti,

    riapriremo, finalmente, i cuori

    ai ceppi scoppiettanti

    nei camini e , braccia pronte

    saranno ai festeggiamenti del Natale,

    l’augurio di felicità e salute

    superare forti neve e gelo ci farà,

    nell’attesa d’una nuova primavera

    a concludere di vita ennesimo ciclo,

    e intanto il tempo se ne va…

    Luciano Capaldo

     
  • 24 ottobre 2021 alle ore 13:06
    Una poesia d'amore

    Una poesia d’amore
    ... è un cielo verticale,
    salgono,
    si radunano e si scontrano
    i miei nembi pensierosi,
    al dolore lacerante rivolti
    d’una terra sofferente,
    sodomizzata come una
    sgarbata prostituta.

    Paga l’unica colpa
    di subire il protettore sbagliato,
    l’uomo!

    Feriamo, invece, tutti noi!
    Nell’essere visionari,
    nella preghiera, non ci accorgiamo
    che stiamo uccidendo proprio quel Dio,
    venerato ed invisibile, e che a noi si manifesta
    tramite sua pelle... Terra!

     
  • 13 ottobre 2021 alle ore 19:14
    Tramonto

    La tua mancanza…
    il mio urlo sigillato nella bottiglia
    affidata alle onde,
    nella fissità del tempo,
    prima d’incontrare una riva di sabbia
    nell’evanescenza di un tramonto… il mio!
     

     
  • 10 ottobre 2021 alle ore 13:23
    Autunno

    S’accorcia la vita,

    ormai ristretta è

    ...l’estensione della luce.

    Le dita delle mani infreddolite

    le tende svelano un grigio e coprono

    finestre chiuse al silenzio bentornato,

    alla calda solitudine, mentre si annusa

    l’umidità e mi concentro su di te.

    Nei boschi, fra gli alberi ingialliti

    filtrano generosi... raggi di sole, e

    illuminano geometriche e setose strade

    dai ragni intesse.

    Si calpestano verdi ricci e castagne sparse,

    qua e là.

    La larga felpa grigia accoglie nel suo

    tepore il tuo bel corpo ancora un po’ ambrato,

    testimonianza di una calda estate

    trascorsa al mare...insieme.

    Autunno, ora, tempo di ceppi scoppiettanti

    e di amori che nascono fra profumi avviluppanti.

    Il nostro amore, invece, è e resterà

    confermato.

    Luciano Capaldo

     

     
  • 06 ottobre 2021 alle ore 19:03
    Da un canto a cappella

    ...un canto a cappella

    da un coro di ragazzi, improvvisato,

    in uno spazio limitato,

    sorrisi che ancor più addolciscono le note,

    dolci ed eleganti, i movimenti dei loro corpi

    ad accordare ed esaltare, non senza brividi,

    la semplice bellezza del respiro...quotidiano

    ...gratitudine, allora, dall’alba al crepuscolo che

    conduce variegatamente al tramonto e poi

    alla notte dove, chi ama, in genere, cerca le stelle

    oltrepassando il buio.

    Così, nel perché dell’esistenza

    ho imparato ad amare, anche il buio,

    che, di proposito, ci mostra le stelle.

    Luce donano al cuore e cammino

    alle nostre gambe...sempre.

    Da un canto a cappella.

    Luciano Capaldo

     

     
  • 30 settembre 2021 alle ore 12:37
    Enzo ( mio fratello )

    ...non il sangue fa la famiglia,

    senza l’odore delle persone,

    senza il rumore dei loro passi,

    nella vitale assenza, non avverti quel legame.

    E’ un’antica vecchia storia, questa,

    ma è il cuore che ha memoria

    e conserva e s’inventa odori e passi

    anche quando ti lasciano solo come un sasso.

    Esco di casa ogni dì, nella speranza

    sempre d’incontrarti, lungo il Viale,

    con quel tuo scomposto incedere, malconcio,

    e invano guardo, cerco

    ciò che non esiste e mai più esisterà.

    Credevo, e bene ho fatto,

    che il non cercarti, ormai spirato,

    il non accompagnarti innanzi a Dio,

    bastare mi potesse

    a creare l’effimera illusione che tutto

    fosse frutto...d’una cieca mente

    o del mio cuore, ormai troppo tenero.

    Non so nemmeno dove han trovato

    per te la sepoltura, io continuo a uscir

    di casa e prima o poi ti rivedrò.

    Se ti venissi a cercare dove so

    ...morirei di dolore.

     
  • 25 agosto 2021 alle ore 17:59
    Ciclicamente

    ... Benefica estiva pioggia, questa sera.
    Vanitosamente, un fresco accarezza
    e addolcisce un mese rovente.
    ... quale effimera gioia!

    Già intravedo il silenzio
    di ombrelloni stinti che si assenteranno
    mentre l’aria incomincerà a chiudersi.
    Prevarrà, allora, l’onda rumorosa
    la battigia spumeggiante
    che ingoia grida e gioie,
    sopiranno del tutto,
    non più tramonti di pesca,
    il grigio si impossesserà
    delle mie pupille.

    Ripiegherò attentamente
    ancora una volta
    l’immagine di questa assolata stagione
    la riporrò nel cuore
    custodendone ricordi e profumi
    e sapori e…
    Il mare sarà sempre lì,
    a ricordarmi che non posso
    fare nulla!

     
  • 13 luglio 2021 alle ore 12:40
    Estate

    Estate

    Amo “Bruno Martino” perché

    odiava “l’estate”

    Quel caldo che ondeggia

    e smuove strisce d’asfalto

    ed esalta il chiassoso frinire

    delle cicale padrone ormai

    di ogni pineta ed ogni rumore

    diviene sofferenza.

    Odio l’estate, per quel

    falso senso di libertà che

    induce ognuno di noi a scoprirsi…

    Odio l’estate, per il semplice fatto

    che è estate!

    Odio l’estate per quel senso

    di tanto e di passeggero, per la polvere

    che continuamente si accumula sui mobili,

    per le bianche lascive tende svolazzanti

    dalle finestre sempre aperte,

    per la libertà e la condivisione,

    per quel profumo di mare che prepotentemente

    entra nelle case,

    per quelle luminose notti che regalano

    stelle completamente aperte,

    per le campagne dorate e le tregue di frutta,

    per le assordanti campane delle fresche chiese

    e gli amori...

    Ogni pensiero si perfeziona...d’estate.

    Già, l’estate presto finirà.

    Luciano Capaldo

     
  • 30 giugno 2021 alle ore 16:48
    Acacie e tigli

    ...e annuso il vento
    che porta delle acacie e tigli
    il profumo inebriante e forte
    e mi pare di sentir ancor, le grida
    da bambino quando in queste
    pure acque ci tuffavamo
    e, talvolta privi di costume, il bagno
    mentre si adocchiava già, a riva,
    avvolto in quella carta color marrone
    il mezzo sfilatino con frittata.
    Quant’era bella e buona
    l’aria che respiravo
    frammista agli sfottò e risa
    e c’era una Italia povera ma in ripresa.
    In questa terra ormai sospesa
    fra verdi colline ed Appennini
    è cresciuto anche il mio cuore
    e oggi, seduto in riva a quel che rimane
    di un fiume antico,
    rivivo gli attimi più belli del mio corso
    e ascolto, questa volta, l’odore di acacie e tigli
    ammiro l’aria che circonda i miei ricordi
    e le mie corse al parco, a scuola o al palazzetto Coni
    per ritrovar gli amici, amori e timori,
    Com’è cambiato tutto, il cuore della gente
    pure gli amori e sempre più timori,
    ma c’è speranza ancor al mondo
    finché forte sarà il magico
    odor di acacie e tigli.
    Luciano Capaldo

     
  • 22 giugno 2021 alle ore 19:20
    Costiera

    Costiera
    ... s'incontrano e si accatastano una sull’altra
    le case , realtà verticali
    di vite consumate fra terrazzi a colture
    e , un sole la cui luce gioca per entrare nelle dimore
    fra vicoli stretti e strapiombi
    che t'innamorano come da
    nessun altra parte al mondo.
    Scruti dalle Torri e dall'Infinito
    E , empio di respiro, ossigeni il tuo cuore.
    Al profumo dei limoni e delle mimose,
    già a gennaio, offri l'anima e tutti i sensi tuoi.
    E, ogni luogo di essa si spertica a
    quel sole unico,e poi...si inchina grato al mare del golfo.
    Qui ancora cantano le sirene!
    E ti chiama...questo mare, ti chiama.
    Luciano Capaldo

     
  • 21 giugno 2021 alle ore 17:38
    A mio fratello

    ...recido ogni mia follia con quella gialla falce di luna

    e ti accompagno fra le stelle

    In una immagine capovolta, il mare, dall'alto,

    risucchia e ingoia ...ogni lacrima terrena.

    Tutto diviene fragile sottile .. .lieve

    ...e, vola via la tua vita,

    lasciando incompleto e slegato un fraterno amore.

    Riposa in pace

    Lc

    8 giugno 2021

     
  • 23 aprile 2021 alle ore 18:44
    La malattia

    Ma cos’è una rima che genera tanto suono
    e non crea alcunché, una dissonanza,
    quell’emozione, invece, che agguanta un pensiero
    e tu...visionario sai trasformarlo in parole,
    che poi diventano emozione,
    che poi ti fanno superare l’uomo,
    che quando poi scompari, essa...
    rimane immortale!
    Poesia.

     

     
  • 14 aprile 2021 alle ore 19:43
    Diogene ed il sonetto

    Diogene e il sonetto
    Ah, se vita mia fosse
    un classico sonetto,
    un incalzar di giorni
    in rima baciata,
    ed altri, in intervallo, per
    esser poi uniti... logicamente!
    Ma invece ogni mio giorno ... un’apocope!
    Così, somigliano a realtà troncata
    ogni mio dì, a venire.
    Retoriche giornate,
    vuote romanticherie,
    ampolloso sviscerare
    di frasi e di concetti,
    rimbombano nei cassetti
    d’una vita fatta
    di bugie e tanti, tanti
    gli attor distratti.
    Menzogne veritiere
    catturano l’orecchio
    ma non un sofferente
    cuore esperto.
    Continuo invano a cercar
    con lanternino vita
    che mai potrà trovar
    rima baciata,
    ormai costretta a rimaner
    serie di giorni o versi
    fra lor... tutti diversi.
    Anacoluto o dissociato mondo!
    Luciano Capaldo
    Oggi sempre più il bisogno che uno “schiavo ” sia venduto al “padrone” perché questi venga istruito!!!
    Il prezzo di scambio di uno schiavo è un uomo di governo, per poterlo ammaestrare- Diogene docet

     
  • 03 aprile 2021 alle ore 9:45
    In nome del Padre

    Indossi un mantello di miseria,
    disperato e speranzoso ti siedi
    a tavola e ordini il giorno per pranzo
    e la notte per cena, e,
    con le mani sotto le ascelle,
    sogni in grande
    ...un tozzo di pane secco.

    Ti arrangerai nella miseria
    senza che alcuno si chieda
    cosa ti sia accaduto veramente
    ...nel tuo spirito.

    Ma alla fine avrai per regalo
    una favola d'amore.

    Vicendevolmente, in nome del Padre.

    Luciano Capaldo

     
  • 07 marzo 2021 alle ore 10:10
    E,

    E, ti amo perché riesci

    a farmi credere d’essere io a guidarti

    quando ti porto per mano

    E, t’amo per il corpo sfruttato,

    umiliato , violentato, ucciso,

    per l’intelligenza soffocata,

    per essere stata sempre un angelo

    con le ali tarpate.

    E, t’amo per la tua indistruttibilità

    nel tempo,

    per il coraggio che hai,

    perché vuoi essere ascoltata

    quando mi guardi.

    E, ti amo perché vuoi essere amata

    e non compresa, perché sei una grande

    rompiballe.

    E, t’amo perché amo la poesia

    perché adoro cercare in te quell’essere

    fanciulla.

    E, vi amo perché la parità

    è solo la vostra superiorità.

    E, amo le vostre lacrime

    perché subito dopo diventano sorriso.

    E, tu donna!

     
  • 16 febbraio 2021 alle ore 13:16
    Quel telefono senza fili

    Quel telefono senza fili

    Perché non riesco a  pregarti
    mentre sono felice, quando...spensierato,
    incontro la vita  con quel  piglio leggero
    con il sorriso efficace.

    D'altronde è respiro, è  vita
    e nessuno vorrebbe morire soffocato
    ma, spesso è solamente supplica , e allora...

    Quella comunicazione senza fili
    che ci fa incontrare noi stessi...
    dall'altra parte della conversazione! 

    Luciano Capaldo

     
  • 07 febbraio 2021 alle ore 17:51
    Vuoto

    Vuoto
    E’ contraddittorio quanto il vuoto
    …pesi!
    Occuparlo con qualcosa del momento? Mah !
    Vano, quanto inutile concetto.
    E, sempre rimarrà quella imperfetta chiusura,
    quel mosaico traballante di tessere
    non combacianti.
    Se non sei tu a ricolmare quel vuoto…

    Luciano Capaldo

    Per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato.
    Se lo riempi con altro, ancora di più spalancherà le fauci.
    Non si chiude un abisso con l’aria.
    (Emily Dickinson)

     
  • 24 gennaio 2021 alle ore 15:03
    Fuggo

     Voglio andare via...
    via da qui, dove la violenza
    è troppo quotidiana,
    dove la rabbia, versata, ha coperto
    le impronte dei nostri avi
    lasciate lungo il cammino della libertà
    -donataci-

    Voglio andare via da qui,
    dove l’egoismo, peggio di un virus,
    ci ha resi tutti ciechi
    incorrendo un domani fatto di vetrine e di arroganza.

    Voglio andare via da qui,
    dove il giorno è uguale alla notte
    e la notte puzza di paura.

    Ogni ombra si separa dai corpi
    e fiuta uomini buoni da indossare
    scevri d’inquietudine ed intolleranza
    di aree d’ anime ...ormai chiuse.

    Voglio fuggire via
    da un mondo che non ama
    da canzoni che mentono
    ai colori contraffatti
    dalla morte stessa, che, prima o
    poi, comunque ti raggiunge.

    Fuggo, fuggo, fuggo
    scrivo, scrivo scrivo.

    Luciano Capaldo