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in archivio dal 29 set 2018

Luciano Rosario Capaldo

30 agosto 1955, Potenza - Italia

elementi per pagina
  • 18 aprile alle ore 9:07
    L'ottavo vizio

    Si può lasciarsi vivere come
    umani trasparenti,
    invisibili, attraversabili,
    seppur traspaia
    nobile animo e grande cuore,
    poi...
    mossi da innaturale desiderio,
    si decide di morire per donarsi
    finalmente un’esistenza.

    Luciano Capaldo 18 aprile '19
    *** Quanti, oggi nella totale indifferenza, invisibili e trasparenti senza saperlo o peggio forse coscienti, conquistano un esistenza…morendo! ***

     
  • 11 aprile alle ore 8:59
    Pensiero amichevole

    Tante le volte in cui
    s’inciampa, si cade,
    e quel fracasso che,
    oscuramente rimane
    …da tutti inavvertito.
     
    E’ quel silenzio intorno
    che uccide l’anima,
    trapassa il cuore
    e…insulta fino alla solitudine,
    unica amica rimasta e che
    sovente, elargisce
    opportune libertà.
     
    Luciano Capaldo 
     
    ***A chi non ha “amici”***
     

     
  • 10 aprile alle ore 18:37

     
  • 09 aprile alle ore 10:39
    Blasfemia di un "poeta"

    A leggere attentamente ogni  poeta,
    Dio  quanto ne è pieno il mondo,
    quaggiù la circostanza è molto inquieta,
    e già , stiamo proprio andando a fondo!
    Invidia, indifferenza, ignavia e cattiveria
    i temi da lui scelti per stupire  
    così, con gran maestria,
    di lui, uomo  perfetto, fa concepire.
     
    Ma in tutto ciò non è possibile
    che  pur minima  parte scriva
    per suo  bisogno vile
    sapendo poi celar la penna ad arte!
    Sicché ,per il  malfatto ,
    prendendo atto che poi è un umano,
    scrive e, di quel brutto  mondo da lui  ritratto,
    un po’ alla fine, se ne fotte…e ritrae la mano!
     
     
    Luciano Capaldo
     

     
  • 09 aprile alle ore 10:33
    Semplice semplice

    Sei... versi con rime baciate

    parole mai pronunciate

    fonte da cui scorrono

    sogni raggianti che si rincorrono

    fra fili di stelle o fieno di stalla

    il mio cuore il tuo cuore abbraccia e semplicemente ...balla!

     

    Io… non ti ho mai scritta!

     

    Luciano Capaldo 
     

    In amore talvolta non ci sono proprio parole eppure è semplice!

     
  • 04 aprile alle ore 11:53
    Il pino loricato

    Monumenti arborei, guerrieri naturali
    gli scheletrici loricati adattati ai forti venti e gelo
    rilevano  la loro origine glaciale che nulla possono, però,
    di fronte alla cattiveria del genere umano.
     
    Similmente quell’uomo o quella donna,
    simboli di forza e coesione familiare,
    incurvabili ed impettiti,
    roccaforti per i propri cari,
    freddati  da soli 100 grammi di piombo
    per lo stesso tipo di cattiveria
    -ogni giorno-
     
    Ah, come l’uomo sia  sempre più occupato
    ad uccidere i suoi simili.
    Ma quante sembianze ha quella pallottola.
     
    Privare del cibo, non curare, costringere il prossimo
    in un luogo inabitabile, ucciderlo di lavoro,
    indurlo al suicidio, mandarlo in guerra!
    Molti di questi… impuniti  dalla legge!
     
    E pensare che basterebbe presentarsi
    con la coscienza esposta, in bella vista,
    nudi e crudi per  rendere difficile l’uccisione.
     
    Ahimè … solo difficile!

    Luciano Capaldo 
     
    ***Lo spunto nasce dall’osservazione dei magnifici pini loricati del parco nazionale del  Pollino fra  Basilicata e  Calabria spesso uccisi dalla mano dell’uomo la stessa che oggi compie…Quel solo difficile… ma servirebbe impossibile!***
     
     

     
  • 02 aprile alle ore 9:59
    Viaggio di una primavera ( haibun)

    Magnifica giornata di primavera, cielo terso, lontanamente qualche soffice nuvola  che sembra contornare un magnifico acquerello. Respiro a pieni polmoni la penetrante aria di primavera . Ancora un po’ fresco al mattino. Salgo in auto per iniziare un lungo viaggio che mi condurrà da lei, accendo l’autoradio e la nostra canzone sembra accarezzare un cuore ancora innamorato. Sosta al bar per un buon caffè. Scorgo nei pressi un magnifico campo verde e fanno capolino tante margherite che sembrano chiamarmi ed io accetto l’invito…

    La margherita
    sfoglia la mia  vita
    senza saperlo
     
    Ne colgo una e come un ragazzo alle prime armi mi accingo ad interrogarla nell’unico modo che noi tutti conosciamo…
     
    Chissà se m'ama
    Profumano  di sogni
    bianchi petali
     
    Quell’esile corpo e la sua porosa testa gialla mi hanno tanto  aiutato a proseguire il lungo viaggio.Con la speranza e la gioia stampate sul mio cuore risalgo allora in auto riaccendo l’autoradio, la musica è cambiata ma per me è rimasta la stessa di prima, tanto ormai…
     
    Nivea dama
    ha svelato il segreto
    E’ denudata.
     
    Son giunto a destinazione, stanco ma sul volto la felicità di riabbracciarla. Grazie Margherita.
     
     
     
    Sorniona appari
    proietti luce amica
    complice luna

    Luciano Capaldo 02 aprile '19

    *** un haibun***
     

     
  • 21 marzo alle ore 7:24
    Rinascita

    La rinascita
    Inonda di verde energia
    primavera che esplode,
    nuova linfa scorre
    nei vicoli del cuore.

    I tuoi alberi, oh natura,
    nuove foglie in chiome,
    il mio petto intanto fiero
    s’ empie al tuo dolce sole.
    Quel tuo viride fiorente
    d’energia travolgente
    dona forza ,
    crea boria fino
    a disegnare sfrontati sorrisi.

    Si confondono con i fiori
    grand’ occhi di bambini
    e nel dipinto variegato
    del tuo ennesimo miracolo
    si alza in cielo come un urlo
    lo sbadiglio appagato della mente
    e di un vecchio cuor ormai rinato!

    T’amo dolce primavera.

    Luciano Capaldo

     
  • 19 marzo alle ore 11:35
    Il mio papà

    Il mio papà!
     
    Nasce da questa immagine
    il mio bisogno di te, padre!
    Avrei voluto essere l’apice
    della piramide più alta del mondo
    …salendo sulle tue spalle.
     
    Oggi,  padre anche io di due figli, e custode
    di tanti errori, innocenti, ho solo
    trasmesso quello che ho percepito come
    infinito amore tenendoli in braccio
    ma da separato  ho potuto  approfittare
     di un generoso  dono di Dio!
    Sì, sentirsi chiamare papà
    e riconoscersi tale,
    è l’esatta gratificazione o dono per l’esercizio
    di un amore che non è quello del
    semplice padre.
     
    Almeno in questo son stato fortunato, papà!
    Non ho potuto conoscere il tuo fischio
    un tuo richiamo, il tuo marchio sulla mia vita,
    la protezione o ascoltare i tuoi passi!
     
    Sai,  nella vita è sempre facile
    guadagnarsi l’amore di una mamma…troppo naturale!
    Quello di un padre invece va meritato e questa lacuna
    segna la vita di tanti  figli, anche la mia.
     
    Ogni volta che uno dei mie
    mi chiama papà credo però di averlo meritato davvero.
     
    Avrei , per questo, voluto esclamare …il mio papà!
     
     
    Luciano Capaldo 
     
    ***Morto quando io avevo 5 anni, mio padre, purtroppo per me, è rimasto padre!***
    ***Non riesco ad inserire l'immagine cui fa riferimetno il primo verso...***
     

     
  • 11 marzo alle ore 11:45
    La mia primavera

    Poetico profumo di te, che
    colori l’anima nella geometria dei tuoi fiori
    ed ti emulo... inseguendo la tua luce!
     
    Nel tuo sguardo... i ciliegi,
    il tuo canto... le  esuberanti fronde
    i tuoi alberi... lemmi!
     
    Oh, quale gioia poterti riabbracciare
    accarezzare la prepotenza dei tuoi fiori
    che puntano precisamente al cielo sorridente
    e le mie ossa si dissociano dal freddo
    d’un algido inverno.
     
    Nel ritmo e contro ritmo, in questo continuo
    capovolgersi di tempo, di spazio
    Nostro Signore sembra riscrivere la Genesi.
     
    La primavera è religione, è miracolo
    ed anche il pensiero che va... a chi amo!
     
     
    06 marzo ‘19
     
    ***Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi. (Pablo Neruda)***
    ***Parlami di Dio, dissi al mandorlo. E il mandorlo fiorì.(Nikos Kazantzais)***
     
     

     
  • 26 febbraio alle ore 10:48
    Desueti, lemmi e figuri

    Eristico il verbo del  politico di turno,
    smargiasso, tronfio ancor crede d’affabulare
    platea col suo solipsistico apparire!
     
    Granciporro consumato  nell’agorà raccolta
    credendo nell’inanità del credulone spettatore.
    Veruno però ritiene pletorica l’assunta sua retorica!
     
    Disertano la piazza allor lasciando solo l’ormai stolido faccendiere
    frusto da sue  menzogne  a girovago
    sciamannato …per altre agorà da conquistare!
     
    Tutto sarà vano però  di fronte ad  una massa
    ormai scottata ma al tempo stesso cruda
    …servono i fatti ad un popolo stanco e impoverito!
     
    Luciano Capaldo
    *** Il fascino delle parole desuete… ‘ottusità  di una politica che crede ancora di ingannare …la buona fede del popolo perbene***
     

     
  • 19 febbraio alle ore 12:44
    La serenità

    Quel delizioso senso di galleggiamento,
    quel roseo fluir di tempo, inspiegabile,
    non sprecabile…serenità!
     
    Ho così opposto resistenza
    … alla resistenza stessa per allontanare la tristezza.
    Improvvisamente la realtà è divenuta tale,
    ho accettato quello che non si può più cambiare
    ed ho compreso che è vitale
    intrecciare la magia di due anime per sempre
    per toccare la dolcezza ed assaporare  la calma
    di cui lo stesso Dio ha bisogno… per te!
     
    Luciano Capaldo 
     
    ***La vera ricchezza è una mente serena***
     
     
     

     
  • 14 febbraio alle ore 8:31
    Teneramente

    Nell’accogliente pensiero d’averti affianco
    mi addormento e sacrifico alla notte quel mio lato
    non più  vigile, quello esposto alla pericolosità
    del sogno!
     
    Può tradire infatti la speranza, la vaporosità
    del desiderio fluttua nel ventoso cielo della realtà.
    Ma tu… tu no. Fedelmente m’ami!
     
    Ormai son come la castagna
    che, abbandonato il riccio
    è  divenuta caldarrosta
    …alla perenne fiamma  di un certo  ” teneramente”.
     
    Vivrò cent’anni e cent’anni ancora tu vivrai
    se solo lo vorrai, se solo lo vorremo,
    squarciando quel grigio ciel ventoso per appropriarci
    del nostro azzurro… definitivamente!
     
    nell’accogliente certezza di averti affianco,
    ogni mattina mi risveglio offrendo alla vita
    solo il mio lato migliore, l’unico ormai,  e… sorrido.
    A te… mio unico lato migliore.
     
    14 febbraio ‘19
    ***Serenamente affronto il timore dell’amore***
     
     

     
  • 03 febbraio alle ore 12:16
    Porte blindate

    Lacera l’indifferenza
    nell’assenza di un sole
    ormai dimentico…
    si blindano le porte.

    ***Al di fuori di tante porte, oggi…tanti muri!***

     
  • 22 gennaio alle ore 9:58
    Il ciottolo e la nuvola

    Un giorno accadde che due lacrime scivolando
    da due visi ormai  divisi... caddero in terra.
    Una si posò sul lato caldo di un sasso,
    un forte raggio di sole la riscaldò ed essa,
    magicamente, evaporando salì in cielo.
     
    Una nuvola diventò ed il suo bianco
    e lucente corpo navigava nel ciel sereno
    trasformandosi talvolta in delfino e tal altra
    in un grazioso barboncino.
     
    L’altra lacrima, più sfortunata, cadde
    sul lato oscuro di quel sasso, quello all’ombra.
    Il freddo della notte la gelò e sempre per magia
    in un ciottolo si trasformò incominciando
    a rotolarsi fino a tuffarsi in 
    un ruscello che conduceva al mare.
     
    La nuvola ed il ciottolo proseguivano
    il loro viaggio. Cieli sempre più vasti
    ed oceani immensi… le loro case.
     
    Un giorno però l’orizzonte fece loro
    un brutto scherzo ed unì il cielo all’oceano
    e si confusero  così il ciottolo e la nuvola
    sembravano tutt’uno!
     
    Ogni cosa ed ognuno di noi esiste in quanto
    esiste un’altra cosa ed un altro uomo.
    La ragione ha bisogno del torto
    come il giorno della notte…
    nella  fiabesca dicotomia della vita!
     
    Luciano Capaldo 
     
    ***Le fiabe esistono, le fiabe...siamo noi***

     
  • 15 gennaio alle ore 16:24
    Allora navigo

    E’ quel  calore
    riferito ad una emozione,
    quella sensazione , quel battito
    un po’ speciale, eppur  ci sfugge
    di sovente che trattasi del contrario;
    solo brividi!
     
    Sotto pelle, non cercano calore,
    quel freddo… è solamente amore.
     
    Sono sempre  turbato dai pensieri
    che si impossessano del mio attuale,
    attraversando un passato  che ogni volta
    io respiro nuovamente , una realtà
    senza essere attuale,  non c’è astrattezza.
     
    Si ride e si piange, si vive comunque
    ma alla fine sono la stessa sensazione.
    Se i pensieri dovessero  prendere il sopravvento
    offuscare  i ricordi, cerco allora
    di Immaginare  possibili nuove  sensazioni
    capaci di  sconfiggere ogni pur minimo  rimpianto.
     
    Luciano Capaldo 
     
    *** In equilibrio si vive procedendo  sulla propria instabilità emotiva, fra passione e indifferenza, fra pianto e riso, alla continua ricerca di  nuove sensazioni che possano bandire ogni rimpianto. Occorre impossessarsi della propria vita e navigare…tanto!***
     
     
     

     
  • 11 gennaio alle ore 11:52
    La felicità

    E pensare che d’essa  t’accorgi
    lì, nel rimpianto, sì,  quando ormai
    indossato  l’abito più bello  svolta  e se ne va.
    Vorremmo, evidentemente,  che fosse immenso il rumore
    del suo palesarsi, invece,  spesso la delusione
    è tanta.
     Crediamo di non viverla,
    abbiamo  sensi spesso offuscati,
    ottusi , insensibili alla meraviglia del semplice.
     
    Inconsapevoli felici!
     
    Se sol  mi fossi lasciato andare…
    Se sol avessi la noia  abbandonato …
    Se sol avessi cercato d’evitare il dolore…
    Dimenticare, immaginare , sognare
    e  poi scoprire  nel cuore di chi ti ama
    la vera felicità e condividerla.
    Allora io …son felice.

    Luciano Capaldo

    ***Sii il miglior giudice della tua stessa felicità. (Jane Austen)***

     

     
  • 03 gennaio alle ore 12:03
    Il tempo sornione

    Sornione , il tempo  ed  anche indifferente
    verso l’amore del genitore… scorre.
    Esso ha svuotato gli occhi dei miei figli
    un tempo ricolmi di amore ed ammirazione
    …per me!
    Anche la confidenza con l’odore della mia pelle
    alla quale inesorabilmente sono stati  a lungo
    abbarbicati nel tentativo di farli addormentare,
    è svanita  portando via con sé anche le sillabazioni,
    i pianti e le argentine  risate.
    Da tempo il pudore come anche il giudizio
    o la stessa vergogna hanno preso il posto
    di quell’aria un tempo respirata insieme.
    La stessa!
    All’ammirazione ed imitazione ormai
    da tempo  è subentrata la critica
    come giusto che fosse.
    Hanno scoperto i miei difetti
    ed è anche maturato l’oblio.
    Per fortuna nel genitore soggiunge l’eco
    sì , l’eco del ricordo, dei ricordi  che rimbalzando
    sul  cuore ripercorrerà sempre
    quei momenti incancellabili rivivendoli
    anche per loro… i miei figli.
    C’è tenerezza  ma non rimpianto!

    Luciano Capaldo 
     
    ***Il tempo ci restituisce solo il ricordo…***
     
     

     
  • 24 dicembre 2018 alle ore 10:57
    La vita è un verricello

    La vita… è un verricello,
    è come l’acqua in piena  d’un ruscello
    che piano piano ma costantemente
    ti spinge a mare dolcemente.
     
    Ti manda  giù, su e poi ancora giù.
     
    Se ti dimeni perdi ogni forza
    e quella corda infin  ti strozza,
    l’acqua pian piano ti sommerge
    ed il tuo corpo più non emerge.
     
    Il buio ti sovrasta e tu ancor più giù.
     
    Sei ormai giunto allo  sfinimento
     non t’accorgi così  che è il momento
    per la tua vita di  tirare le somme
    non hai più tempo insomma.
     
    - Esclami solo, da lassù -
    se avessi messo il ..salvagente!
     
     
    Luciano Capaldo
     
    ***Ironia della vita in quel verricello che funziona al contrario. Spesso piccoli accorgimenti potrebbero renderla più facile…anche a chi ci gira intorno!***
     
     

     
  • Sgranellarsi come
    sabbia del tempo
    d’una clessidra
    …la mia vita
    si assottiglia in quel foro
    che congiunge o separa
     l’essere al fui!
     
    Luciano Capaldo 
     
     
    ****Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris****
     

     
  • 17 dicembre 2018 alle ore 16:52
    Dicembre (acrostico)

    D  evoti  d’emblée agli auspici,  festosamente tutti ci apriamo
    I  mmolando ogni gelido cinismo quotidiano
    C  he prontamente, sappiamo, in vita ritornerà  dopo… Sua venuta.
    E  ntrando nelle chiese,  questa volta stracolme di anime,
    M asticando ancora l’ultimo gamberetto rimasto fra i denti
    B  onarietà  esprimiamo… anche all’ultimo degli ultimi
    R  estando però attenti a darle una scadenza –non oltre il 31-
    E  rientrando,  ci chiudiamo alle spalle le porte blindate, serriamo  le finestre, e torniamo
    i felici indifferenti…di sempre!
     
    Luciano Capaldo 12 dicembre ‘18
     
    ***Dicembre mese della falsità … o forse no!***
     

     
  • 12 dicembre 2018 alle ore 9:40
    La vita è negli occhi

    Sembra non abbia più nulla da dire
    nessun verbo da proferire,
    eppure,  sento di morire in quegli occhi
    che dicono di averne subite tante, troppe,
    sono miscela di anima e corpo.
     
    Sento in  essi il frastuono delle bombe,
    il lutto tanto  inesorabile quanto sublime è l’anima,
    quell’anima silenziosa… senza lamento alcuno,
    la morte scavalcata, la miseria e l’abbandono
    l’indifferenza di una memoria spesso dimentica.
     
    C’è un  paradosso…
    fin quando essi  lacrimosi e gonfi
    rimarranno aperti
    …sarà ancora vita.
     
    Con amore!

    Luciano Capaldo

    *** E’ il volto di una bimba siriana privata della sua infanzia al quale un giornalista ha chiesto di posare abbozzando un sorriso!***
     

     
  • 06 dicembre 2018 alle ore 16:40
    Tu, sole e luna

    Fra luna e stelle
    naviga il  sole azzurro  del pensiero.
    Da  quel mantello blu con tante punte gialle
    spunta un raggio che teneramente
    ambisce  e trova la sua compagna
    - luna-
    ed impugnata  una penna, ormai  insieme,
    creano  la vita e l’amore
    su quella antica pergamena
    che è il cielo.
    Caratteri d’oro animano la tavolozza blu
    e catturano il mio pensiero che come uno scolaro,
    attento ed  educato,
    segue la lezione.
    Da quel momento inseguo l’emozione,
    fino al mattino, quando dalla magica penna
    fuoresce solo un tenero rosa
    che fissa in  quell’azzurro
    la perfetta osmosi che un sole ed una luna
    creano  per il miracolo della vita!
     
    In te sole e luna…in me!

    Luciano Capaldo
    ***Il sole  e la luna rappresentano il ciclo della vita e nella loro necessaria complementarità  ci suggeriscono  la strada. Ognuno di noi cerca la sua luna o il suo sole***
     
     
     

     
  • 26 novembre 2018 alle ore 15:15
    La sera

    La sera
    Al fato della sera… io m’affido,
    e copre, impassibilmente, città e persone,
    ogni lividezza cura, ogni parola soverchia scaccia ,
    lo strappo di un giorno avverso si ricuce e luce dona
    ad ogni comprensiva diurna incomprensione.
    Sereno allora mi consegno al suo insindacabile giudizio,
    traboccante d’essa i miei polmoni,
    e, mentre s’abbuiano i nostri volti
    brillano invece gli occhi… i tuoi.
    L’amor mi giudica.


    ***Ogni sera la mia età cresce… ma solo di un po’.***

     
  • 17 novembre 2018 alle ore 13:24
    Un invito

    V enire… andare … partire per un lungo viaggio.

    A lla fine un nobile gesto di umiltà che

    F arà rifiorire la vista e non ti

    F arà più esser cieco, ottuso. Non farti sfuggir la vita allor!

    A h, quale azione coraggiosa che condurrà al vivere più volte. Così

    N on tornerai più come quando sei partito. Esattamente sarà

    C ome innamorarsi una seconda volta, ogni volta, e di

    U n mondo nuovo, diverso, assai lontano, o forse inimmaginabilmente così a portata!

    L ì scoprirai una miniera… la tua, ricca di preziosi, inestimabili valori

    O vunque tu andrai o meglio sarebbe …dove t’hanno già mandato!

    Luciano Capaldo 

    ***C’è un modo giusto, liberatorio e non aggressivo di liberare gli altri dalla propria prigione. Un bel vaff…*