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in archivio dal 29 set 2018

Luciano Rosario Capaldo

30 agosto 1955, Potenza - Italia

elementi per pagina
  • mercoledì alle ore 9:40
    La vita è negli occhi

    Sembra non abbia più nulla da dire
    nessun verbo da proferire,
    eppure,  sento di morire in quegli occhi
    che dicono di averne subite tante, troppe,
    sono miscela di anima e corpo.
     
    Sento in  essi il frastuono delle bombe,
    il lutto tanto  inesorabile quanto sublime è l’anima,
    quell’anima silenziosa… senza lamento alcuno,
    la morte scavalcata, la miseria e l’abbandono
    l’indifferenza di una memoria spesso dimentica.
     
    C’è un  paradosso…
    fin quando essi  lacrimosi e gonfi
    rimarranno aperti
    …sarà ancora vita.
     
    Con amore!

    Luciano Capaldo

    *** E’ il volto di una bimba siriana privata della sua infanzia al quale un giornalista ha chiesto di posare abbozzando un sorriso!***
     

     
  • 06 dicembre alle ore 16:40
    Tu, sole e luna

    Fra luna e stelle
    naviga il  sole azzurro  del pensiero.
    Da  quel mantello blu con tante punte gialle
    spunta un raggio che teneramente
    ambisce  e trova la sua compagna
    - luna-
    ed impugnata  una penna, ormai  insieme,
    creano  la vita e l’amore
    su quella antica pergamena
    che è il cielo.
    Caratteri d’oro animano la tavolozza blu
    e catturano il mio pensiero che come uno scolaro,
    attento ed  educato,
    segue la lezione.
    Da quel momento inseguo l’emozione,
    fino al mattino, quando dalla magica penna
    fuoresce solo un tenero rosa
    che fissa in  quell’azzurro
    la perfetta osmosi che un sole ed una luna
    creano  per il miracolo della vita!
     
    In te sole e luna…in me!

    Luciano Capaldo
    ***Il sole  e la luna rappresentano il ciclo della vita e nella loro necessaria complementarità  ci suggeriscono  la strada. Ognuno di noi cerca la sua luna o il suo sole***
     
     
     

     
  • 26 novembre alle ore 15:15
    La sera

    La sera
    Al fato della sera… io m’affido,
    e copre, impassibilmente, città e persone,
    ogni lividezza cura, ogni parola soverchia scaccia ,
    lo strappo di un giorno avverso si ricuce e luce dona
    ad ogni comprensiva diurna incomprensione.
    Sereno allora mi consegno al suo insindacabile giudizio,
    traboccante d’essa i miei polmoni,
    e, mentre s’abbuiano i nostri volti
    brillano invece gli occhi… i tuoi.
    L’amor mi giudica.


    ***Ogni sera la mia età cresce… ma solo di un po’.***

     
  • 17 novembre alle ore 13:24
    Un invito

    V enire… andare … partire per un lungo viaggio.

    A lla fine un nobile gesto di umiltà che

    F arà rifiorire la vista e non ti

    F arà più esser cieco, ottuso. Non farti sfuggir la vita allor!

    A h, quale azione coraggiosa che condurrà al vivere più volte. Così

    N on tornerai più come quando sei partito. Esattamente sarà

    C ome innamorarsi una seconda volta, ogni volta, e di

    U n mondo nuovo, diverso, assai lontano, o forse inimmaginabilmente così a portata!

    L ì scoprirai una miniera… la tua, ricca di preziosi, inestimabili valori

    O vunque tu andrai o meglio sarebbe …dove t’hanno già mandato!

    Luciano Capaldo 

    ***C’è un modo giusto, liberatorio e non aggressivo di liberare gli altri dalla propria prigione. Un bel vaff…*

     
  • 15 novembre alle ore 13:03
    Vento

    Lasciarsi andare, aggrapparsi
    sornione un mare attende la mia fine
    … o il mio riemergere.
     
    Rampicante senza appiglio… io
    lama affilata d’un  coltello… tu!
     
    Di te privo, purtroppo rappresento
    un’indimenticabile  passato
    impossibile da seppellire
    che  graffia e scivola s’un  vuoto presente.
     
    Almeno tu, vento, non hai bisogno
    di aggrapparti… mai!
     

    ***Ci si aggrappa nella vita ma spesso a fare da appiglio può esserci un passato o un presente tagliente o muri invalicabili!***

     
  • 05 novembre alle ore 11:43
    Rughe

    Rughe
     
    Ma perché preoccuparsi;
    le rughe agli occhi son la mia memoria.
    Sono la strada che seguono le mie lacrime
    Lacrime sempre più amare!
    O forse sono le lacrime che solcano il viso,
    regalandoci le rughe.
    Si…. regalandoci le rughe!
    Come dire che  non esiste memoria senza lacrime
    Non esiste viso senza rughe .
    Il mio viso è memoria.
    Le stesse rughe si aggrovigliano come matassa
    sul mio cuore ormai stanco ma non vecchio
    pulsante ma pieno del sale delle  lacrime
    che hanno riempito la mia vita.
    Voglio sempre che i  tuoi occhi chiusi incontrino i miei.
    Voglio che le mie rughe continuino le tue.
    Bene,  voglio uno spazio fra queste rughe
    Voglio che adesso solchino l’oblio.
    (Luciano Capaldo)
     

     
  • 28 ottobre alle ore 13:41
    Ispirazione

    Ispirazione
    In quel lento e assente fluire
    d’un grigio empio d’umido sonnecchiare
    e lo sguardo pesa negli occhi semichiusi,
    gocce d’autunno che annuncia
    vendemmia e castagne.

    Focolai già accesi consumano
    vergini ceppi di stagione, all’inizio... appena!
    in quell’odoroso fumo
    di inesperti camini
    evanescente va tutta
    la mia malinconia.

    Poi… mi volto e m’impregna quell’azzurro
    raggio di sole che altruista s’eleva oltre
    l’arco d’un sorriso ancora estivo.

    Mio dolce amore
    che riconduci il tempo a giusta dimensione!


    28 ottobre ‘18

     
  • 19 ottobre alle ore 11:27
    Un respiro

    E’ quella silenziosa scia
    che un’anima segna quando
    il suo precipitar poi per tutti noi
    divien frastuono.
     
    Come è facile uscir di vita,
    pensando che ogni respiro
    possa…incarnare una scelta,
    perfino quella definitiva
    …inconsapevolmente,
    quell’essere o non essere!
     
    In questa terra di nessuno
    rimango, lo so,  esposto  alla fede
    ma anche alla scientifica certezza
    che l’ultimo respiro sarà comunque
    sempre…di vita!

    Luciano Capaldo

     
  • 14 ottobre alle ore 9:38
    Molto e molto altro ancora

    Una nave senza porto
    un fiume senza sbocco
    un’anima dannata in fuga
    ma costretta fra pareti
    che rimbalzano pensieri
    una solitudine sofferta
    fra orgoglio e sconforto
    e, senti di non contar nulla per nessuno
    la tessera mancante del puzzle della vita
    … della tua vita,
    quell’ infinità finita della tua anima
    riflessa allo specchio.

    Crescere senza amore
    … è tutto questo ma molto
    molto altro ancora.



    ***La dedico a chi non ha avuto un’infanzia felice***

     
  • 29 settembre alle ore 8:42
    L'urlo

    La tua mancanza…
    il mio urlo sigillato nella bottiglia
    affidata alle onde,
    nella fissità del tempo,
    prima d’incontrare una banchina di sabbia
    nell’evanescenza di un tramonto… il mio!

    29 settembre 2018