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Poesie di Luciano Rosario Capaldo

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Luciano Rosario Capaldo

  • domenica alle ore 13:06
    Una poesia d'amore

    Una poesia d’amore

    ...è un cielo verticale,

    salgono,

    si radunano e si scontrano

    i miei nembi pensierosi,

    al dolore lacerante rivolti

    d’una terra sofferente,

    sodomizzata come una

    sgarbata prostituta.

    Paga l’unica colpa

    di subire il protettore sbagliato,

    l’uomo!

    Feriamo, invece, tutti noi!

    Nell’essere visionari,

    nella preghiera, non ci accorgiamo

    che stiamo uccidendo proprio quel Dio,

    venerato ed invisibile, e che a noi si manifesta

    tramite sua pelle...Terra!

    Una poesia d’amore

    Luciano Capaldo

  • 13 ottobre alle ore 19:14
    Tramonto

    La tua mancanza…
    il mio urlo sigillato nella bottiglia
    affidata alle onde,
    nella fissità del tempo,
    prima d’incontrare una riva di sabbia
    nell’evanescenza di un tramonto… il mio!
     

  • 10 ottobre alle ore 13:23
    Autunno

    S’accorcia la vita,

    ormai ristretta è

    ...l’estensione della luce.

    Le dita delle mani infreddolite

    le tende svelano un grigio e coprono

    finestre chiuse al silenzio bentornato,

    alla calda solitudine, mentre si annusa

    l’umidità e mi concentro su di te.

    Nei boschi, fra gli alberi ingialliti

    filtrano generosi... raggi di sole, e

    illuminano geometriche e setose strade

    dai ragni intesse.

    Si calpestano verdi ricci e castagne sparse,

    qua e là.

    La larga felpa grigia accoglie nel suo

    tepore il tuo bel corpo ancora un po’ ambrato,

    testimonianza di una calda estate

    trascorsa al mare...insieme.

    Autunno, ora, tempo di ceppi scoppiettanti

    e di amori che nascono fra profumi avviluppanti.

    Il nostro amore, invece, è e resterà

    confermato.

    Luciano Capaldo

     

  • 06 ottobre alle ore 19:03
    Da un canto a cappella

    ...un canto a cappella

    da un coro di ragazzi, improvvisato,

    in uno spazio limitato,

    sorrisi che ancor più addolciscono le note,

    dolci ed eleganti, i movimenti dei loro corpi

    ad accordare ed esaltare, non senza brividi,

    la semplice bellezza del respiro...quotidiano

    ...gratitudine, allora, dall’alba al crepuscolo che

    conduce variegatamente al tramonto e poi

    alla notte dove, chi ama, in genere, cerca le stelle

    oltrepassando il buio.

    Così, nel perché dell’esistenza

    ho imparato ad amare, anche il buio,

    che, di proposito, ci mostra le stelle.

    Luce donano al cuore e cammino

    alle nostre gambe...sempre.

    Da un canto a cappella.

    Luciano Capaldo

     

  • 30 settembre alle ore 12:37
    Enzo ( mio fratello )

    ...non il sangue fa la famiglia,

    senza l’odore delle persone,

    senza il rumore dei loro passi,

    nella vitale assenza, non avverti quel legame.

    E’ un’antica vecchia storia, questa,

    ma è il cuore che ha memoria

    e conserva e s’inventa odori e passi

    anche quando ti lasciano solo come un sasso.

    Esco di casa ogni dì, nella speranza

    sempre d’incontrarti, lungo il Viale,

    con quel tuo scomposto incedere, malconcio,

    e invano guardo, cerco

    ciò che non esiste e mai più esisterà.

    Credevo, e bene ho fatto,

    che il non cercarti, ormai spirato,

    il non accompagnarti innanzi a Dio,

    bastare mi potesse

    a creare l’effimera illusione che tutto

    fosse frutto...d’una cieca mente

    o del mio cuore, ormai troppo tenero.

    Non so nemmeno dove han trovato

    per te la sepoltura, io continuo a uscir

    di casa e prima o poi ti rivedrò.

    Se ti venissi a cercare dove so

    ...morirei di dolore.

  • 25 agosto alle ore 17:59
    Ciclicamente

    ... Benefica estiva pioggia, questa sera.
    Vanitosamente, un fresco accarezza
    e addolcisce un mese rovente.
    ... quale effimera gioia!

    Già intravedo il silenzio
    di ombrelloni stinti che si assenteranno
    mentre l’aria incomincerà a chiudersi.
    Prevarrà, allora, l’onda rumorosa
    la battigia spumeggiante
    che ingoia grida e gioie,
    sopiranno del tutto,
    non più tramonti di pesca,
    il grigio si impossesserà
    delle mie pupille.

    Ripiegherò attentamente
    ancora una volta
    l’immagine di questa assolata stagione
    la riporrò nel cuore
    custodendone ricordi e profumi
    e sapori e…
    Il mare sarà sempre lì,
    a ricordarmi che non posso
    fare nulla!

  • 13 luglio alle ore 12:40
    Estate

    Estate

    Amo “Bruno Martino” perché

    odiava “l’estate”

    Quel caldo che ondeggia

    e smuove strisce d’asfalto

    ed esalta il chiassoso frinire

    delle cicale padrone ormai

    di ogni pineta ed ogni rumore

    diviene sofferenza.

    Odio l’estate, per quel

    falso senso di libertà che

    induce ognuno di noi a scoprirsi…

    Odio l’estate, per il semplice fatto

    che è estate!

    Odio l’estate per quel senso

    di tanto e di passeggero, per la polvere

    che continuamente si accumula sui mobili,

    per le bianche lascive tende svolazzanti

    dalle finestre sempre aperte,

    per la libertà e la condivisione,

    per quel profumo di mare che prepotentemente

    entra nelle case,

    per quelle luminose notti che regalano

    stelle completamente aperte,

    per le campagne dorate e le tregue di frutta,

    per le assordanti campane delle fresche chiese

    e gli amori...

    Ogni pensiero si perfeziona...d’estate.

    Già, l’estate presto finirà.

    Luciano Capaldo

  • 30 giugno alle ore 16:48
    Acacie e tigli

    ...e annuso il vento
    che porta delle acacie e tigli
    il profumo inebriante e forte
    e mi pare di sentir ancor, le grida
    da bambino quando in queste
    pure acque ci tuffavamo
    e, talvolta privi di costume, il bagno
    mentre si adocchiava già, a riva,
    avvolto in quella carta color marrone
    il mezzo sfilatino con frittata.
    Quant’era bella e buona
    l’aria che respiravo
    frammista agli sfottò e risa
    e c’era una Italia povera ma in ripresa.
    In questa terra ormai sospesa
    fra verdi colline ed Appennini
    è cresciuto anche il mio cuore
    e oggi, seduto in riva a quel che rimane
    di un fiume antico,
    rivivo gli attimi più belli del mio corso
    e ascolto, questa volta, l’odore di acacie e tigli
    ammiro l’aria che circonda i miei ricordi
    e le mie corse al parco, a scuola o al palazzetto Coni
    per ritrovar gli amici, amori e timori,
    Com’è cambiato tutto, il cuore della gente
    pure gli amori e sempre più timori,
    ma c’è speranza ancor al mondo
    finché forte sarà il magico
    odor di acacie e tigli.
    Luciano Capaldo

  • 22 giugno alle ore 19:20
    Costiera

    Costiera
    ... s'incontrano e si accatastano una sull’altra
    le case , realtà verticali
    di vite consumate fra terrazzi a colture
    e , un sole la cui luce gioca per entrare nelle dimore
    fra vicoli stretti e strapiombi
    che t'innamorano come da
    nessun altra parte al mondo.
    Scruti dalle Torri e dall'Infinito
    E , empio di respiro, ossigeni il tuo cuore.
    Al profumo dei limoni e delle mimose,
    già a gennaio, offri l'anima e tutti i sensi tuoi.
    E, ogni luogo di essa si spertica a
    quel sole unico,e poi...si inchina grato al mare del golfo.
    Qui ancora cantano le sirene!
    E ti chiama...questo mare, ti chiama.
    Luciano Capaldo

  • 21 giugno alle ore 17:38
    A mio fratello

    ...recido ogni mia follia con quella gialla falce di luna

    e ti accompagno fra le stelle

    In una immagine capovolta, il mare, dall'alto,

    risucchia e ingoia ...ogni lacrima terrena.

    Tutto diviene fragile sottile .. .lieve

    ...e, vola via la tua vita,

    lasciando incompleto e slegato un fraterno amore.

    Riposa in pace

    Lc

    8 giugno 2021

  • 23 aprile alle ore 18:44
    La malattia

    Ma cos’è una rima che genera tanto suono
    e non crea alcunché, una dissonanza,
    quell’emozione, invece, che agguanta un pensiero
    e tu...visionario sai trasformarlo in parole,
    che poi diventano emozione,
    che poi ti fanno superare l’uomo,
    che quando poi scompari, essa...
    rimane immortale!
    Poesia.

     

  • 14 aprile alle ore 19:43
    Diogene ed il sonetto

    Diogene e il sonetto
    Ah, se vita mia fosse
    un classico sonetto,
    un incalzar di giorni
    in rima baciata,
    ed altri, in intervallo, per
    esser poi uniti... logicamente!
    Ma invece ogni mio giorno ... un’apocope!
    Così, somigliano a realtà troncata
    ogni mio dì, a venire.
    Retoriche giornate,
    vuote romanticherie,
    ampolloso sviscerare
    di frasi e di concetti,
    rimbombano nei cassetti
    d’una vita fatta
    di bugie e tanti, tanti
    gli attor distratti.
    Menzogne veritiere
    catturano l’orecchio
    ma non un sofferente
    cuore esperto.
    Continuo invano a cercar
    con lanternino vita
    che mai potrà trovar
    rima baciata,
    ormai costretta a rimaner
    serie di giorni o versi
    fra lor... tutti diversi.
    Anacoluto o dissociato mondo!
    Luciano Capaldo
    Oggi sempre più il bisogno che uno “schiavo ” sia venduto al “padrone” perché questi venga istruito!!!
    Il prezzo di scambio di uno schiavo è un uomo di governo, per poterlo ammaestrare- Diogene docet

  • 03 aprile alle ore 9:45
    In nome del Padre

    Indossi un mantello di miseria,
    disperato e speranzoso ti siedi
    a tavola e ordini il giorno per pranzo
    e la notte per cena, e,
    con le mani sotto le ascelle,
    sogni in grande
    ...un tozzo di pane secco.

    Ti arrangerai nella miseria
    senza che alcuno si chieda
    cosa ti sia accaduto veramente
    ...nel tuo spirito.

    Ma alla fine avrai per regalo
    una favola d'amore.

    Vicendevolmente, in nome del Padre.

    Luciano Capaldo

  • 07 marzo alle ore 10:10
    E,

    E, ti amo perché riesci

    a farmi credere d’essere io a guidarti

    quando ti porto per mano

    E, t’amo per il corpo sfruttato,

    umiliato , violentato, ucciso,

    per l’intelligenza soffocata,

    per essere stata sempre un angelo

    con le ali tarpate.

    E, t’amo per la tua indistruttibilità

    nel tempo,

    per il coraggio che hai,

    perché vuoi essere ascoltata

    quando mi guardi.

    E, ti amo perché vuoi essere amata

    e non compresa, perché sei una grande

    rompiballe.

    E, t’amo perché amo la poesia

    perché adoro cercare in te quell’essere

    fanciulla.

    E, vi amo perché la parità

    è solo la vostra superiorità.

    E, amo le vostre lacrime

    perché subito dopo diventano sorriso.

    E, tu donna!

  • 16 febbraio alle ore 13:16
    Quel telefono senza fili

    Quel telefono senza fili

    Perché non riesco a  pregarti
    mentre sono felice, quando...spensierato,
    incontro la vita  con quel  piglio leggero
    con il sorriso efficace.

    D'altronde è respiro, è  vita
    e nessuno vorrebbe morire soffocato
    ma, spesso è solamente supplica , e allora...

    Quella comunicazione senza fili
    che ci fa incontrare noi stessi...
    dall'altra parte della conversazione! 

    Luciano Capaldo

  • 07 febbraio alle ore 17:51
    Vuoto

    Vuoto
    E’ contraddittorio quanto il vuoto
    …pesi!
    Occuparlo con qualcosa del momento? Mah !
    Vano, quanto inutile concetto.
    E, sempre rimarrà quella imperfetta chiusura,
    quel mosaico traballante di tessere
    non combacianti.
    Se non sei tu a ricolmare quel vuoto…

    Luciano Capaldo

    Per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato.
    Se lo riempi con altro, ancora di più spalancherà le fauci.
    Non si chiude un abisso con l’aria.
    (Emily Dickinson)

  • 24 gennaio alle ore 15:03
    Fuggo

     Voglio andare via...
    via da qui, dove la violenza
    è troppo quotidiana,
    dove la rabbia, versata, ha coperto
    le impronte dei nostri avi
    lasciate lungo il cammino della libertà
    -donataci-

    Voglio andare via da qui,
    dove l’egoismo, peggio di un virus,
    ci ha resi tutti ciechi
    incorrendo un domani fatto di vetrine e di arroganza.

    Voglio andare via da qui,
    dove il giorno è uguale alla notte
    e la notte puzza di paura.

    Ogni ombra si separa dai corpi
    e fiuta uomini buoni da indossare
    scevri d’inquietudine ed intolleranza
    di aree d’ anime ...ormai chiuse.

    Voglio fuggire via
    da un mondo che non ama
    da canzoni che mentono
    ai colori contraffatti
    dalla morte stessa, che, prima o
    poi, comunque ti raggiunge.

    Fuggo, fuggo, fuggo
    scrivo, scrivo scrivo.

    Luciano Capaldo

  • 11 dicembre 2020 alle ore 17:24
    E non mi arriva il mare...

    E non mi arriva il mare
    sorde orecchie e muti occhi
    si affidano ad una antica conchiglia.
    Voglio solo la nostra salsedine,
    rimasta imprigionata fra le
    pieghe di un costume
    nascosto sul fondo di un borsone
    ...anch' esso dimenticato.
    Si è fermata ogni cosa da allora;
    l'azzurro di un cielo estivo,
    il verbo amare, il sudore di complici corpi
    e...quella salsedine al sapore di libertà.
    Uno strano odore di disinfettante
    città di flaconi di gel
    ed il lattice copre le unghie.
    Mezzi volti in giro e rabbia nei rossi occhi
    di gente che ormai deprime se stesso.
    Viaggiamo tutti in parallelo
    ad un mondo che abbiamo conosciuto e
    amato e odiato ed ora desideriamo
    ritorni fra noi ma adesso
    ...non mi arriva il mare.

  • 03 dicembre 2020 alle ore 11:00
    Comunque... credo

    Avrai per tetto cielo e stelle,
    luna e sole, e poi, nuvole su cui dormire.
    Avrai tappeti di petali di rose,
    menta profumata per giaciglio.
    Una slitta colorata scierà
    in un cielo bianco, innevato, portandoti
    come dono planetario per ogni cuore innamorato.
    Tanto sarai desiderato, figlio diletto,
    per te si auspicherà il meglio al mondo.
    Verrai cresciuto, educato ed un po’ viziato.
    Crescendo imparerai la vita
    dimenticando gli insegnamenti ricevuti,
    così, un giorno, si constaterà
    che l’amor profuso non è bastato
    se poi intorno tutto… è avariato!

  • 22 novembre 2020 alle ore 17:05
    La bestia (23 novembre 1980)

    Sei venuto a recidere,
    speranze e vite... dell’uomo.
    Ah, novanta fa paura, indubbiamente!
    Tanti furono i secondi dell’infame,
    lunghi, inesorabili 90 secondi.
    E’ iniziato, dall’ora, qualcosa che ancora oggi
    non è terminato. Il dolore
    l’abbandono, le lacrime di polvere
    il freddo gelido... all’improvviso, e poi
    sirene, sirene, un’altra dimensione.
    Ma quanta dignità in un popolo
    così ferito e messo a lutto.
    Naufraghi in terra-ferma!
    Dagli abissi profondi e sconosciuti
    soggiunge ciecamente e scuote
    vigliaccamente gli animi
    domenicali di brava gente
    mentre qualche radio privata trasmetteva
    musica folk.
    Così altre vittime da smaltire
    per noi sopravvissuti, e da
    accantonare nelle successive narrazioni.
    Racconti!
    Su quelle macerie sorgeranno
    case, quartieri, Cittadelle
    ma poggeranno sempre su
    delle voci imprecanti e visi smarriti
    mentre il tempo si fermava alle 19:33

    23 novembre 2020

    “Si sta come d’autunno sugli alberi, le foglie”.

  • 20 novembre 2020 alle ore 16:32
    Meraviglia

     ...mira la mente verso l'alto,
    assistono sorpresi gli occhi
    l planare di una foglia,
    non ha tutta questa  fretta di morire.

    È quella leggerezza
    che implica il coraggio del sorriso
    e che sembra quasi rasentare il cinismo
    e allora io... sorrido al cielo.

    Luciano Capaldo

  • 08 novembre 2020 alle ore 20:06
    Novembre

    Sono versi scritti a matita
    spariranno... prima o poi! 
    Senza retaggi,
    manca di nastri ad ornamento. 
    Una lirica  autunnale
    che solca questo ambìto
    e aureo cielo novembrino 
    C'è lentezza nello spirare delle foglie
    e la terra le accoglie sbiadite 
    Fra laconici e talvolta austeri
    si alternano i pomeriggi ai tramonti. 
    Si trascinano i giorni che ti calpestano dentro
    ma sprazzi di bellezza
    riaccendono amore e speranza. 
    In questa altra  estate 
    sorridono i morti. 
    Cominceranno le piogge.

    Luciano Capaldo

  • 22 ottobre 2020 alle ore 16:26
    Segmento

    Un segmento di orizzonte,
    una incipiente separazione fra cuore e mente,
    fra me e te fra cielo e mare…
    ancora divisi ma imprescindibili.

    Fra necessario ed impossibile
    una linea che traccia il possibile
    uella perfetta fusione in cui si tuffa l’amore,
    la perfezione e noi… ci incontriamo!

  • 08 agosto 2020 alle ore 16:02
    Senza ali

    …e ti chiedo di amarmi,
    proprio quando non lo merito affatto
    di scrutare fra mille e più lampi di lacrime
    la nuvola del mio bisogno
    … e, il disagio di non poterti più abitare
    dentro severamente accompagna le mie palpebre.
    Esse, pesanti e ingiuste, sembrano disegnare
    la mia storia, la mia pelle, le mie rughe.
    Una musica, un odore, una qualsiasi cosa
    è l’immagine di un ricordo, di un ricordo di te.
    Bugiardo è allora l’epitaffio di me stesso
    su quella lapide che vorrei essere e sarò
    se…senza di te.
    Io…una farfalla senza ali, oramai.
    ***Un epitaffio spesso contiene le lodi di un defunto…***

  • 16 giugno 2020 alle ore 18:38
    Per sempre

    Per sempre

    …e ti proteggerò, come quel caldo rifugio,
    abbraccerò ogni tua debolezza
    e carezzerò i tuoi rosei pensieri
    … e mi proteggerai, come una madre
    quando allaccia la piccola mano del figlio alla sua
    e mi toccherai scambiando la mia solitudine con la tua
    … e ci proteggeremo anche quando il torto sarà ingombrante,
    daremo il verde al grigio, il verbo esatto per animare il suono delle nostre parole,
    indosseremo il profumo del Natale, e mentre tu
    sfoggerai il tuo ampio manto di fragole
    … io, io…ti amerò.

    Luciano Capaldo, 16 giugno ‘20

    ***Io sono con te in ogni maledetto istante che ci vuole dividere e non ci riesce.” Alda merini