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Autore

Manuela Capotombolo

in archivio dal 24 lug 2018

22 aprile 1983, Roma - Italia

segni particolari:

La verità è che dovrei vestirmi solo di una pagina bianca. Con quella addosso, io, davvero, scriverei il mio romanzo.

mi descrivo così:
Mio figlio mi ha insegnato che tra le cose che non si possono fare ci sono quelle che si devono fare. I classici sono la mia passione e nella poesia trovo sempre la verità.

24 luglio 2018 alle ore 12:38

L'altra voce

Intro: Un  pescatore russo ha perso il figlio durante un naufragio.  Il padre, distrutto dal dolore, fugge per terre lontane approdando fino a Batrun. Tutto questo è realtà o deriva dalla malattia di un vecchio che non ha preso le sue medicine? n.b. La klikusa: (donna russa affetta da una malattia nervosa) è la moglie e madre del ragazzo. Sheol: inferno.

Il racconto

Finalmente a Batrun. Il ricordo ti insegue! La foschia si dirada, l'acqua è uno specchio. Il mare ingrossava, le onde rullavano! Giù al porto c’è vita. Il peschereccio di Taganrog affondava! Fu una disgrazia. Hai ucciso tuo figlio! Colpa della tempesta. Della tua superbia, volevi salpare per forza! Il sale di tante lacrime ha spaccato il mio volto. La klikuša piange ancora il suo sangue! Prego per lei, è ancora mia moglie. Vigliacco! Per venti anni ho espiato su ‘navi di Tarsis’. Sei fuggito! Cerco la pace. Scava con le unghie la tua fossa: lo Sheol aprirà le porte! L’albatros vola sopra la mia testa. Vecchio pazzo, vedi solo ciò che hai dentro! È di fronte a me: ha perdonato.
 
<< Papà, le medicine! >>.
 

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