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Autore

Marco Bo

in archivio dal 23 mag 2013

Periferie del mondo

mi descrivo così:
"Chi può dire di che carne son fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione" C. Pavese

12 maggio 2016 alle ore 17:38

L'artefice di chi adesso sono

Nel commentare i tuoi versi
mi sono reso conto di parlare e ricordare a me stesso che
forse studiare da piccolo mi avrebbe aiutato a raccogliere prima questa semplice evidenza in mano

che il passaggio di calore da un corpo caldo ad un corpo freddo non è soltanto una legge della fisica ma è indizio d'amore

che  i secchi per le perdite del cuore si posizionano da soli
che, sì è vero, l'ordine è autosufficiente e funziona sempre
ma se io rimango ordinatamente con me stesso
non assaporerò mai quel frammento di calore a me concesso sotto questo grigio cielo suburbano

nel commentare i tuoi versi mi sono reso conto di parlare e ricordare a me stesso che perdere qualcosa è un dono

e che sgretolarmi e disperdermi nel fango come l'acqua che scivola e si disperde in mille rivoli di nuova vita
è il vero l'artefice di chi adesso sono

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/05/lartefice-di-chi-adesso-sono.html

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