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Poesie di Marco Bo

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  • 18 maggio 2015 alle ore 10:02
    un nuovo giorno di silenzio e di felicità

    ho nostalgia di una canzone che non ho mai cantato
    eppure 

    ho nostalgia del suono di uno strumento che non so
    eppure 

    ho nostalgia di una lezione che non ho mai insegnato a nessuno
    eppure 

    ho nostalgia di un sole che non mi ha mai scaldato il viso
    eppure

    eppure io so per certo che sono nato tante volte sotto questo cielo di contrabbando
    e di quel miracolo ancora conservo e accarezzo le note,
    il suono segreto
    delle giuste parole 
    e il calore 
    buono
    che 
    ancora mi fa sperare in un nuovo giorno
    di  silenzio e di felicità
    sotto questo dimenticato cielo di periferia
     e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/un-nuovo-giorno-di-silenzio-e-di.html

  • 16 maggio 2015 alle ore 7:51
    forse la vita

    quel tempo di mezzo,
    come una panchina al parco
    ad inizio primavera
    forse la vita
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/forse-la-vita.html

  • 14 maggio 2015 alle ore 9:34
    troppo ribelle per il codice a barre

    troppo ribelle per il codice a barre
    troppo remissivo per questa società senza regole
    troppo brutto per esibirti
    troppo bello per non provarci
    troppo sciocco per non essere ingannato
    troppo svelto per non arrivare in tempo
    troppo lento per tenere il passo
    troppo mite per andare avanti
    troppo forte per non travolgerli tutti..

    e poi
    che sei abbastanza grande per consumare
    e che non sei abbastanza grande per decidere per determinare
    chi tu sia in realtà
    almeno per quel che rimane del tuo cammino sotto questi dimenticati cieli di periferia

    a volte si fa fatica a rinascere ogni giorno....
    e allora meglio non ascoltare
    non 
    ascoltare 
    fino 
    alla 
    fine

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/troppo-ribelle-per-il-codice-barre.html

  • 13 maggio 2015 alle ore 6:37
    il tempo negato

    l'isteria intorno è palpabile 
    opprimente
    angosciante, 
    toglie il respiro
    e fa male come il morso feroce di un cane randagio

    ma così è la vita adesso, così vanno le cose
    raramente qualcuno ascolta 
    e se ascolta è cosa di un momento, un istante fragile e fugace
    per il quale ci si sente obbligati a ringraziare

    ma se così è 
    allora poco ben poco rimane alla passione e ancora meno alla compassione

    ma altro non so e nemmeno posso fare adesso
     per il momento raccolgo sogni e pensieri
    come fiori freschi a primavera
    e sia quello che deve essere 
    presso questi grigi mari in tempesta di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/il-tempo-negato.html

  • 12 maggio 2015 alle ore 6:54
    rimozione rifiuti ingombranti

    incroci tangenziali marciapiedi
    rotonde semafori strisce pedonali
    strade viali asfalto e cemento
    rumore di fondo traffico movimento
    torri fortezze di plastica è acciaio
    prigioni dei corpi e delle anime 
    e una volta all'anno
    rimozione rifiuti ingombranti

    lacrime di pioggia e raffiche di vento
    deviazioni inversioni di marcia
    divieto di transito corsie d'emergenza
    sottopassaggi stazioni gas di scarico pozzanghere 
    fango e caffè dell'angolo,
    mercato fiori e cemento verdure e merce in sconto
    saldi di fine stagione...........
    stagioni

    stagioni
    il loro ciclo
    il senso della vita
    senza sconti o promozioni
    il senso del tempo che scorre
    questo dovremmo insegnare ai più piccoli
    che su zolle di terra non sono nati
    che hanno visto come prima cosa soltanto asfalto e cemento

    il ciclo delle stagioni
    e poi sporcarsi con la terra le mani 
    contemplarla la terra
    e poi provare a seminare
    e intanto tutto il resto che passa
     è  soltanto rumore di fondo
    tutto il resto è poco o niente
    e forse ancora meno

    perchè l'unica cosa che conta
    la più grande scoperta e rivoluzione sotto questo cielo sotto questo pallido sole di periferia
     adesso come migliaia di anni fa 
    è il ciclo delle stagioni
    la semina la cura e poi il raccolto
    il senso della vita
    e che così sia
    anche sotto questi cieli grigi di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/rimozione-rifiuti-ingombranti.html

  • 11 maggio 2015 alle ore 0:49
    la vita intera

    sotto questi cieli di periferia
    possiamo permetterci il lusso di camminare lungo il corso
    e respirare a pieni polmoni la fresca e frizzante brezza mattutina

    le scarpe che scricchiolano e scivolano sul porfido lucido e fradicio
    ascoltare le parole ma non capire il senso del discorso
    e poi il profumo del caffè che oscilla tra le sedie ed i tavolini
    disposti sotto i portici

    camerieri dal passo veloce, tazzine e piattini che sbattono
    gocce di rugiada scivolano tra i petali di fiori
    su davanzali in festa già vestiti di primavera

    è solo mattina, è solo il primo respiro del giorno
    eppure, prima che sia sera
    questo istante sembrerà infinito
    e in cuor nostro sentiremo di avete vissuto una vita intera
    e allora
    rendiamo
    grazie qui e adesso
    e che così sia

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/la-vita-intera.html

  • 06 maggio 2015 alle ore 11:38
    la poesia della vita

    la poesia della vita?
    il primo e l'ultimo verso sono scritti da sempre

    tutto il resto nel mezzo
     è tutto e niente 
    è un po' di meno dell'ancor di più
    è un cesellare il vento, un ricamare il tempo
    con sottilli filamenti di sogni e di speranze 
     
    la poesia della vita
     camminare lungo argini e ruscelli 
    ringhiere nelle periferie dell'universo che dividono il deve essere dal così potrebbe essere se 
    se solo avessimo la forza e la determinazione di saltare oltre il muro!

    la poesia della vita 
    cantare ogni singolo passo che portiamo dentro 
    con speranza e con passione
    ad ogni nuovo compagno di viaggio che incontriamo lungo cammino
    e così sia
    presso questi solitari e dimenticati sentieri di periferia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/la-poesia-della-vita.html

  • 05 maggio 2015 alle ore 15:53
    lontano da sguardi e da vane parole

    c'è isteria intorno
    è come camminare su vetri rotti
    facendo finta di danzare su un sottile tappeto di raso rosso

    e l'angoscia più grande 
    e l'ansia che cresce
    che alberga nel non sapere
    verso quale peggio si debba andare,
    a quale sciagura ci si debba abituare

    c'è isteria intorno
    è la paura che si muove piano
    che ci scuote dentro nel profondo dell'anima
    e schiaccia ogni desiderio sotto una coltre di pena e di rabbia
    e rompe il respiro tra il cuore e la gola

    c'è isteria là fuori
    eppure
    nel buio vedo la tua mano 
    è un segno di pace
    che implora
    andiamo!

    andiamo
    dove nessuno ci possa vedere
    dove nessuno possa spaventare il nostro cuore in pena,
    dove noi sapremo camminare 
    con passo fermo anche sui vetri rotti
    e sapremo danzare in bilico sui confini dei nostri cuori infranti

    andiamo!
    dove nessuno ci possa raggiungere
    per chiederci un ingiusto lasciapassare 
    per non si sa cosa per non si sa dove
    perchè il nostro altrove 
    la pace a cui noi apparteniamo è già qui 
    è dentro vicino 
    vicino
    lontano 
    lontano da sguardi distratti e da vane parole 
    e così sia
    presso questi dimenticati incroci di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/lontano-da-sguardi-e-da-vane-parole.html

  • 29 aprile 2015 alle ore 7:31
    è come se

    è come se
    è come se due fiumi, uno in secca e uno in piena s'incontrassero
    è come se due cuori uno in secca è uno in piena si scontrassero
    il cuore in piena va perchè deve andare perchè non può farne a meno
    semplicemente perchè vuole una vita da vivere
    un letto dove riposare le sue acque tribolanti
    un mare a cui arrivare....

    il cuore in secca sta così nel mare della vita e non sa più dove andare
    non sa più come vivere e perchè 
    forse vorrebbe risalire la corrente ma non sa e non vuole ascoltare
    il rumore tumultuso, il pianto straziante il grido di aiuto
    il segno di pace che l'altro cuore nel suo tumultuoso andare porta con sè

    è come se
    è come se due fiumi s'incontrassero
    è come se due cuori si scontrassero
    eppure
    eppure
    della stessa acqua
    dello stesso fango
    dello stesso sangue
    noi tutti siamo
    noi tutti 
    siamo...

    è come se 
    il mondo finisse qui

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.fr/2015/04/e-come-se.html

  • 27 aprile 2015 alle ore 9:58
    responsabile al miglioramento continuo

    un cuore che batte
    un cuore che ascolta
    che ride e che piange 
    che accoglie chi tace
    perche è debole e fragile

    un cuore che batte
     che tende la mano a chi è solo è non esce 
    e  ascolta il silenzio che scorre 
    come acqua gelida
    sulla sua pelle fragile

    un cuore che batte
     la ricerca è in corso
    la posizione è la seguente
    responsabile al miglioramento continuo
    questi di seguito i requisiti minimi

    un cuore che batte
    un cuore che ascolta
    che ride e che piange 
    che accoglie chi tace
    perche è debole e fragile

     la ricerca è in corso
    la posizione è a tempo indeterminato
    fino a che il nostro fragile e precario tempo sarà
    noi tutti qui adesso
    presso queste dimenticati suburbi del mondo
     responsabili al miglioramento continuo
    astenersi perditempo
    e così sia
    presso questi cieli grigi di periferia

    Marco Bo  
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/responsabile-al-miglioramento-continuo.html

  • 25 aprile 2015 alle ore 9:04
    promessa

    che la rabbia non sia più rabbia
    che la paura non sia più paura
    che il dolore non sia più dolore
    no!
    non è dato a noi
    no

    solo la speranza
    solo la speranza
    solo la speranza
    e la nostra promessa
    di vivere un giorno ancora
    respiro dopo respiro
    lacrima dopo lacrima
    sorriso dopo sorriso
    mano nella mano
    e sia quello che deve essere
    sotto questo cielo grigio di periferia
    e così sia

    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/promessa.html

  • 23 aprile 2015 alle ore 16:53
    sugli alberi maturano i frutti

    sugli alberi maturano i frutti
    la vita vista dai bambini
    ...........................................................

    fine della vecchia storia
    sono finite tutte le guerre
    le persone non scappano più per non morire 
    le persone non pagano più per scappare
    il villaggio non si indebita più per pagare il viaggio
    i trafficanti non hanno più i soldi per comprare armi
    le armi non crescono sugli alberi
    sono finite tutte le guerre
    sugli alberi maturano i frutti
    questo è l'inizio della nuova storia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/sugli-alberi-maturano-i-frutti.html

  • 19 aprile 2015 alle ore 14:07
    esseri umani?

    esseri umani?
     fasce di muscoli 
    sculture di ossa
    e sangue che scorre
    il tutto raggomitolato a un grande sogno
     e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/esseri-umani.html

  • 17 aprile 2015 alle ore 21:19
    un giorno sarò grande abbastanza

    un giorno sarò grande abbastanza da contenere in me eppur distinguere
    il giorno e la notte
    il buio e la luce,
    distinguerli, sì, ma non dall'apparente luminosità del raggio scagliato verso l'orizzonte infinito , verso il nulla,
    no
    ma dal vero calore che l'anima percepirà e dai colori che da essa verranno a galla

    un giorno sarò sicuro abbastanza da lasciare che la mia fragilità mi lasci le ossa rotte e il cuore in affanno

    un giorno sarò veloce abbastanza da correre più in fretta delle mie paure

    un giorno sarò grande e forte abbastanza....
    un giorno sarò piccolo e fragile abbastanza
     da prendermi per mano
    e portarmi via

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/un-giorno-saro-grande-abbastanza.html

     

  • 16 aprile 2015 alle ore 6:36
    poesia del tutto

    poesia del tutto
    non andrò da nessuna parte
    anzi se posso non partirò
    e comunque non porterò niente con me
    non vedrò nessuno
    e se riesco farò finta di non sentire
    e poi se proprio insistono 
    i detentori della presunta ragione
    allora fingerò 
    fingerò di non capire

    perchè il segreto è
     non fare
    non muoversi 
    non guardarsi indietro
    non sperare
    non pretendere
    non voler battere il ferro finchè è caldo
    non cavalcare l'onda
    semmai passare sotto la sua cresta
    e continuare così 
    fino a che il nostro fragile e precario sempre sarà
    forse così nessuno si accorgerà
    che la vita vera ha avuto luogo qui
     in silenzio

    che la felicità
    passa, 
    sì passa e va
    nello spazio e nel tempo
    del tutto compreso in un solo sì 
    sì 
    tutto il resto è poco o nulla
    e forse ancora meno
    poesia del tutto....
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/poesia-del-tutto.html

  • 14 aprile 2015 alle ore 9:22
    infraordinaria frenesia fragilità

    infraordinaria frenesia fragilità

    micro opaco spazio 
    tempo ordinario

    infraordinaria felicità

    oggetti minimi per trascurabili micro felicità

    banale normalità
    piccoli gesti di riguardo

    infraordinaria frenesia
    fragilità

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/10/infraordinaria-frenesia-fragilita.html

  • 12 aprile 2015 alle ore 7:56
    Il nostro cuore sa di felicità

    il momento preciso della felicità io lo conosco!

    è in quel raggio di Sole che attraversa la piazza piena di bambini che giocano a pallone
    una porta la scalinata del municipio  e l'altra porta la scalinata quella della chiesa

    è all'incrocio della piazzetta dove le nostre madri, dopo averci lasciato a scuola con un bacio, 
     si salutano con la borsa della spesa in mano davanti alla bottega del paese 
    mentre dall'altra parte della strada qualcuno con il vestito della festa aspetta la corriera per andare in città
    forse per una visita dal dottore forse al mercato chissà

    è in quella risata dei nostri padri  davanti al bar della piazza dopo una giornata di duro lavoro
     con la tuta blu ancora addosso
     la cappellina in testa e il fango delle vigne sugli stivali

    è nella corsa trafelata giù per le colline quella volta che ci hanno visto sull'albero a mangiare le albicocche  mature
    quelle più dolci quelle più buone

    è nella nostra traversata della valle tra Castagnole e Refrancore quell'anno che d'inverno la neve ci aveva accompagnato per settimane  e settimane 
    e noi camminavamo felici sul ghiaccio del ruscello fino in fondo alla collina, 
    eravamo stanchi morti quel giorno, 
    avevamo fame e freddo e forse un po' paura, 
    ma eravamo felici insieme 
    amici noi bambini e bambine, eravamo i Re e le Regine nel regno immaginario delle nostre colline

    sì,
    il momento preciso della felicità io lo conosco,
     l'ho vissuto  l'ho assaggiato e poi ne ho mangiato un bel pezzo
    insieme ai miei amici

    e adesso? 
    adesso presso queste periferie del mondo è il tempo dei fantasmi, 
    la piazza è vuota, davanti al bar sono in pochi ormai a ridere al dolce vento dell'estate ,
     la bottega del paese è chiusa 
    e la corriera che va in città forse non passa più.....

    eppure quell'albero di albicocche è ancora là 
    eppure il ruscello in fondo alla valle è ancora là

    forse ci incontreremo un giorno tutti quanti i vivi e i morti e faremo una festa insieme, canteremo e balleremo con la musica della banda del paese

    e mangeremo le albicocche più buone
     quelle più buone quelle più mature
     e poi scivoleremo felici sul ghiaccio del ruscello fino in fondo la collina
    ancora e ancora

    ancora
    perchè noi la felicità la conosciamo 
    la felicità è viva in tutti noi, 
    i vivi e i morti, i sani ed i malati
     i corpi ed i cuori pulsanti ed i fantasmi 

    la felicità è viva
    la felicità è viva in noi per sempre
    il nostro cuore cammina avanti a  noi 
    il nostro cuore sa di felicità

    e così sia
     così 
    sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/il-nostro-cuore-sa-la-felicita.html

    dedicato alla terra a cui appartengo a Cesare Pavese, al mio paese agli amici ai miei cari a tutti i grandi e i bambini che, nonostante il freddo di questo stanco ed insipido mondo artificiale, continuano a conservare la rivoluzione nel cuore!

  • 11 aprile 2015 alle ore 8:17
    locomotiva

    quanto tempo ho e quanto manca all'arrivo?
    sono passeggero oppure sono io al comando ?
    sono solo 
    io
     o sono solo 
    in compagnia del mondo?

     non ho risposte precise adesso
    ascolto chi c’è da ascoltare,
     dico le mie parole
     e porto avanti un passo alla volta il mio pezzo di mondo
    prossima stazione
    speranza

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/locomotiva.html

  • 08 aprile 2015 alle ore 10:48
    Testa Alta, Via Maestra

     fare una cosa per volta
    che tanto la vita è una sola
    una
    sola
     e scorre 
    un secondo alla volta
    sul quadrante della storia
    della piccola e della grande storia 

    rispondere con un sorriso al silenzio
    rispondere
     perchè siamo
    soltanto perchè 
    siamo
    e non pretendere nulla in cambio

    fare o non fare?
    non so
    nessuno sa 
    io so che 
    possiamo celebrare la vita
    io so che
    possiamo creare
     non solo eseguire 
    camminando  
    a Testa Alta presso la Via Maestra
    in questa Città della vita vera
    di periferia
    e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/testa-alta-via-maestra.html

  • 07 aprile 2015 alle ore 15:32
    infinito e definitivo

     come in autunno una goccia di rugiada cade su una foglia
    e in essa scompare per sempre

    così è il mio amore per te
    infinito e definitivo

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2015/04/infinito-e-definitivo.html

  • 04 aprile 2015 alle ore 10:43
    la mancanza

    non cercare di colmare la mancanza
    ma cammina al suo incontro, 
    cercala al quotidiano incrocio tra 
    il così deve essere e il così può essere

    e poi 
    non cercare le parti che mancano  per completare il puzzle, 
    ma contemplali quegli spazi vuoti, abbracciali e gioisci con essi

    non cercare il pezzo perfettamente confezionato che possa inserirsi in quello spazio vuoto, 
    no 

    forse il segreto per raggiungere il frammento di felicità  a noi assegnato sotto questo cielo, sotto questo sole
    è semplicemente continuare a camminare 
    camminare  con la consapevolezza che non basteremo mai a noi stessi  e nemmeno a tutti i nostri compagni di viaggio desiderati

    eppure insistere e camminare verso il ritorno a casa

    casa, rifugio per un momento
    sotto questo cielo, sotto questo sole
    vivere
    mano nella mano con la nostra mancanza
    con quel vuoto immenso dentro di noi che ci commuove ancora 
    adesso
    come migliaia di anni fa

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/la-mancanza.html

  • 03 aprile 2015 alle ore 21:34
    invocazione della sera

    diamo tempo al tempo 
    silenzio al silenzio 
    respiro al respiro 
    e preghiere all'immenso

    diamo tempo al tempo 
    silenzio al silenzio 
    respiro al respiro 
    e preghiere all'immenso

    e intanto scende la sera
    ancora
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/invocazione-la-sera.html

  • 01 aprile 2015 alle ore 20:27
    sogni stesi al Sole ad asciugare

    piccoli balconi di periferia
    con sogni parcheggiati fuori alle intemperie ad aspettare
    anni fa li tenevi dentro casa nel salotto buono
    sul divano come ospiti d'onore i tuoi sogni

    adesso stanno fuori sul balcone a raggrinzire sotto il Sole a diradarsi sotto la pioggia
    ad esaurirsi e morire lentamente
    accompagnando il ciclo della natura e delle stagioni

    stanno lì i sogni,
    abbandonati con la tuta e le scarpe da lavoro in attesa del prossimo turno alla catena di montaggio

    che cosa è successo? e quando è successo?
    ti sei distratto un attimo ed è già autunno

    autunno…
    forse no!
    forse c’è ancora tempo
    forse è tempo di fuggire,
     forse è tempo di raccoglierli i sogni
    di portarli dentro
    forse è tempo di dare loro da mangiare e da bere
    forse è tempo di chiedere scusa ai tuoi sogni
    forse è tempo di spiegare a loro perchè li hai traditi
    forse è tempo di  prenderli per mano i tuoi sogni e di partire
    forse è tempo di tornare
    di tornare a seminare
    forse questo è il tempo
    il tempo di tornare a casa
    a casa
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/09/sogni-stesi-al-sole-ad-asciugare.html
     

  • 29 marzo 2015 alle ore 0:21
    un gelato al gusto di limone e libertà

    intraprendere una strada
     accoglierla
    inseguire una poesia
     riconoscerla 
    e coglierla
    tra i rovi e le spine sparse sul selciato
    nascosta ai bordi della via
    della via del vivere

    vivere
    vivere pienamente
    e ricordare sempre il grande sogno
    ogni giorno
    il grande sogno
    quello di andar lontano 
    lontano per le periferie del mondo 
    e vicino
    vicino al cuore dell'essere
    dell'essere umano

    e il resto
    tutto il resto verrà da sè
    oppure se ne andrà lontano da qui
    chi lo sa ma poco importa
    l'importante è intraprendere una strada 
     percorrerla fino in fondo
    e se è necessario ripercorrerla ancora e ancora
    vivere pienamente 
    andar lontano
    e poi tornare al centro del cuore dell'essere umano
    oppure al bar dell'angolo a prendere un gelato 
    al gusto di limone e libertà!
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/un-gelato-al-gusto-di-limone-e-liberta.html 

  • 26 marzo 2015 alle ore 7:54
    il viaggio è come un fiume

    il viaggio è come un fiume
    il viaggio ti dà forma
    e tu viaggiatore sei come acqua
    acqua corrente
    acqua

    Il viaggio ti mette di fronte ai tuoi limiti, alle tue frontiere mentali e fisiche

    Il viaggio riempie lo spazio tra quei limiti 
    ed i limiti di tanti nuovi compagni di viaggio desiderati

    Il viaggio chiarisce a te stesso i tuoi più reconditi sogni sentimenti e bisogni

    Il viaggio è come il letto di un fiume che segna il tuo cammino verso il mare

    il mare, l'arrivo la meta, l'inizio e la fine
    il viaggio

    e tu viaggiatore sei come acqua 
    acqua corrente 
    che segue il solco designato 
    e, ora lentamente e poi con furore e con prepotenza, scende
    scende verso il mare la metà la fine e l'inizio
    l'inizio e la fine
    il viaggio

    e tu viaggiatore come l'acqua corrente 
    che scende,
    scende e forma rapide e poi cascate 
    e quando il letto del fiume si apre ancora in una salvifica ansa,
    tu viaggiatore acqua 
    ti acquieti e aspetti
    aspetti la piena,
    la corrente nuova d'inizio primavera che prima o poi arriverà e ti porterà in pace alla meta, al mare alla fine
    e all'inizio ancora
    e ancora

    il viaggio è come un fiume
    il viaggio ti dà forma
    Il viaggio è il contenitore e
    tu viaggiatore sei acqua
    sei la sostanza, 
    sei la materia
    così fragile
    e al tempo stesso
    così sublime
    sei la materia che, prima di iniziare il cammino, nemmeno tu sai

    il viaggio è la salvezza del mondo
    il viaggio è la tua salvezza 
    e tu lo sai
    tu lo sai da sempre
    da quando hai visto per la prima volta la luce del sole
    da quando hai assaporato sulla pelle per la prima volta il suo calore
    ed hai lasciato le tue prime tracce sul selciato
    buon cammino a te viaggiatore
    buon cammino 
    e così sia

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2014/03/il-viaggio-e-come-un-fiume.html