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Poesie di Marco Bo

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  • 25 marzo 2015 alle ore 0:57
    poco più di niente

    poco più di niente in vera pelle siamo
    siamo increspature di ombra e di luce
    sulla linea dello spazio e del tempo

     siamo poco più di niente
    un granello di polvere nel vento
    trascorriamo qualche attimo infinito
     a rimirar le stelle e lo spazio immenso
    immenso

    immenso lo spazio e le stelle sotto questo cielo grigio e spento di periferia
    dove vaghiamo e passiamo giorni e notti immersi nella foschia
    la foschia che ci protegge dalla tempesta di passioni 
    la foschia che ci avvolge e difende dal dolore e dal male
    dalla pena, dalla fame e dalla sete
    la sete di sogni 
    e dagli schiaffi
    gli schiaffi della vita
    la vita

    poco più di niente
    la vita
    assaporarla in carne viva , in vera pelle
    e se questo rigo digitato potesse uscire da questo schermo
     e cantare
     la nostra pelle risuonerebbe come un rullo di tamburi nella savana
    un canto nuovo
    eppure sempre uguale sempre lo stesso
    adesso 
    come allora
    una preghiera
    un soffio di vita
    come migliaia di anni fa
    e ancora

    la vita
    oltre e nonostante tutto
    oltre la tempesta
    poco più di niente
    e così sia

    Marco Bo
    Marco Bohttp://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2014/03/poco-piu-di-niente.html

  • 21 marzo 2015 alle ore 23:29
    nell'osteria dei miei sogni di periferia

    che cosa dovrei aspettare ?

    perché dovrei rimanere ?

     continuerò a vagabondare come un commesso viaggiatore

    presso tutte le periferie e i confini di questo mondo

    e nel mio tempo libero in attesa, in coda in aeroporti e stazioni

     tra un veicolo e l'altro

     scriverò

     per trasportare la mente lontano nello spazio e nel tempo

    d'altra parte non ho più molto da dire, da risolvere o da vendere

    cercherò di salvare la mia anima, salvare me stesso

    o almeno sorseggiare un buon bicchiere di vino rosso

     seduto in bilico su 
    uno sgabello comodo

    nell'osteria dei miei sogni di periferia 
    e così sia

     Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/che-cosa-dovrei-aspettare-perche-dovrei.html

  • 20 marzo 2015 alle ore 0:21
    giù la maschera

    l'età in cui non riesci più a fare lo scatto giusto per superare l'ostacolo,
    puoi soltanto andarci a sbattere contro senza paura di farti male e senza paura del giudizio generale

    l'età in cui i più intorno sanno che cosa aspettarsi da te e ti chiedono esattamente quello che sai fare 
    e non altre mille cose confuse dalla loro pigrizia e brama di potere

    l'età dell'innocenza nell'essere finalmente la persona che ti senti di esere dentro
    senza paura di temere ritorsioni

    l'età della tranquillità
    tanto poco basta
    per vivere felici adesso e qua
    almeno per una volta soltanto, per un fragile istante fino al nostro incontro con l'eternità
    oppure fino al prossimo caffè aperto
    dove gustare un gelato al limone e correre via
    in un'afosa giornata di mezz'estate di periferia
    giù la maschera!
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/giu-la-maschera.html

  • 18 marzo 2015 alle ore 20:48
    domani parleranno d'altro

    la bufera fuori
    e un sorriso dentro
    un oasi di pace al riparo dal vento di quest'inverno 
    senza fine

    eppure 
    la fine ad un passo 
    ed in quel singolo passo contemplare l'immenso
    l'età, il tempo dell'essere umano in cui ti rendi conto che il tuo piede perfettamente poggia nell'orma antica lasciata da chi è arrivato prima di te
     ed il passo di chi continuerà il cammino
    trova casa ed al tempo stesso forza per andar lontano

    lontano
    la bufera fuori
    e un sorriso dentro
    un oasi di pace al riparo dal vento di quest'inverno senza fine
    e domani?

    domani parleranno d'altro
    io per il momento null'altro so fare
    mi fermo qua a contemplare l'infinito
    nel silenzio 
    e in questo piccolo e fragile passo
    e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/domani-parleranno-daltro.html

  • 16 marzo 2015 alle ore 9:53
    poesia con la matita in bocca

    presso queste periferie
    molti, per tutta la vita
    hanno ben poco da dire

    meglio non bussare alla porta chiusa a chiave
     meglio restare fuori al freddo ad ascoltare
    con attenzione
    il buon suono del silenzio che c'è

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/poesia-con-la-matita-in-bocca.html

  • 15 marzo 2015 alle ore 10:35
    primo verso

    un respiro

    un sentiero

    un passo

    è tempo di tornare a casa

    primo verso

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/08/primo-verso.html

  • 13 marzo 2015 alle ore 17:27
    la soluzione ottimale

    la soluzione ottimale
     è un gradino scosceso dove ci si accomoda cercando pace e un po' di gloria
    e sul quale facilmente si scivola
    prima o poi

    la soluzione ottimale è un contenitore immenso che si riempie in pochi attimi
    con poco o niente
    lacrime e sorrisi
    sentieri da sempre incisi come un ricamo,
     un codice, un tatuaggio 
     sulla nostra pelle fragile

     la presunta e tanto desiderata soluzione ottimale è, 
    dopo aver fatto una lunga coda,
     l'arrivo allo sportello del centro unico prenotazioni con tanta ansia speranza e illusioni
     e all'improvviso rimanere lì così senza parole senza memoria senza sapere come quando
     e nemmeno dove andare,
    la soluzione ottimale........ 

    la soluzione ottimale
     l'alternativa c'è!
    dice il sistema a reti unificate nel messaggio della sera,
      la soluzione è
     fare altro!
     e poi fare altro ancora
    fare altro
    migliaia di volte dall'inizio alla fine e ancora.....
    ma non servirà a nulla
    fare altro non è che la condanna dei nostri giorni
    del nostro sogno, miraggio di un presunto sviluppo e progresso
    della nostra ossessione di crescita illimitata e poi ancora 
    fare altro
     continuamente
    costantemente cambiare
    assolutamente sì 
    e poi assolutamente no....

    non servirà a nulla perchè
    la soluzione ottimale
     non è nella nostra natura 
    la soluzione 
    quella ottimale quella vera semplicemente non è 
     della nostra dimensione
    e allora
    per il momento la decisione,
    un decisione almeno, è presa 
    non andrò da nessuna parte
    non farò nient'altro che non sia una cosa
     ben precisa
     sempre la stessa cosa
    sempre quella solita cosa 
    l'unica che sappiamo e possiamo fare
    durante il nostro fragile e precario sempre

    dare soddisfazione alla vita,
    vivere! 
    a braccia aperte ed a mani vuote, così senza soluzioni
    e sia quel che deve essere
    pressi questi incroci e svincoli senza via d'uscita 
    in questi dimenticate tangenziali di vita in periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/la-soluzione-ottimale.html

  • 09 marzo 2015 alle ore 23:40
    sono un essere umano, non posso farne a meno

    regalo due abbracci umani 
    uguali!
    ritirare quando possibile
    che tanto non hanno data di scadenza

    regalo un sorriso e una stretta di mano
    perchè mi servono entrambi
     e se li regalo io so che si moltiplicheranno e torneranno a me ancora 
    e ancora,

    regalo regalo regalo
    perchè sono un essere umano
    sono fatto così, non posso farne a meno

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/03/non-posso-farne-meno.html

  • 09 marzo 2015 alle ore 2:48
    dare soddisfazione alla vita

    tutti noi esseri viventi a breve conservazione
    sui cammino dal così deve essere
    al così può essere, soltanto una cosa possiamo fare sotto questo cielo sotto questo sole
    dare soddisfazione alla vita,
    vivere! 
    a braccia aperte e mani vuote, 
    vivere
    così come viene senza soluzioni
    e sia quel che deve essere
    pressi questi dimenticati incroci di periferia
    e così sia

    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/03/dare-soddisfazione-alla-vita.html

  • 04 marzo 2015 alle ore 11:06
    il fuoco

    in questo spento e sperduto avamposto di periferia
    il fuoco che accenderà gli animi se mai arriverà  sarà il fuoco di chi viene da lontano
    di chi ha traversato le rapide ed ha vinto la corrente impetuosa 
    è sopravvissuto ai marosi ed alle correnti, alle tormente dell'anima e del cuore

    in questo spento angolo di periferia
    il fuoco che accenderà gli animi se mai arriverà
    sarà un fuoco meticcio

    chi non lo sa è già spento dentro da tempo
    perchè il fuoco dentro non lo ha più da tanto 
    e non ricorda più il colore delle scintille
    e non distingue più il calore buono di una stretta di mano da quello finto
    delle mille lusinghe ed effimere connessioni virtuali

    e tutto il resto è nebbia,
    foschia che si perde lontano
    lontano

    in questo spento angolo di periferia
    il fuoco che accenderà gli animi se mai arriverà,
     arriverà da lontano
    e saprà chiamare tutti ed ognuno con il proprio nome
    essere
    umano!
    e così sia
    presso questo spento e sperduto angolo di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/il-fuoco.html

  • 01 marzo 2015 alle ore 8:59
    esiste un codice per ogni cosa

    esiste un codice per ogni cosa
    esiste un divieto, una regola per ogni operazione
    una legge un regolamento
    una procedura un protocollo
    un decalogo
     un catalogo colmo
    di cose da fare da comprare da visitare
    da mangiare

    esiste un codice per ogni cosa
    a quando l'essere umano?

    quanto manca all'essere umano?

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/esiste-un-codice-per-ogni-cosa.html
     

  • 27 febbraio 2015 alle ore 0:01
    perchè scrivo

    ascoltare è impegnativo,
    ascoltare è vincolante
    ascoltare è faticoso, laborioso…. 

    il vero ascolto contiene e custodisce  il sacro dono 
    di prestare attenzione a qualcuno in sua presenza
    guardandolo negli occhi

    per ascoltare davvero 
    bisogna imparare a prendersi il tempo di farlo e poi regalarlo via il tempo buttarlo fuori lontano!

    bisogna saper aspettare prima di replicare
    insomma per ascoltare davvero
    ci vuole tempo, impegno, costanza, pazienza dedizione 
    ci vuole passione insieme
    e soprattutto per ascoltare è necessario essere
     essere 
    così , senza vergogna essere!

    l’ascolto, il vero ascolto è un nodo che ti lega e ti rende libero per sempre, 

    e allora 
    perché scrivo?
    perché la gente non ascolta
    la gente non ascolta
    non ascolta
    più
    fine

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/perche-scrivo.html

  • 23 febbraio 2015 alle ore 23:34
    il tempo negato

    l'isteria intorno è palpabile 
    opprimente
    angosciante, 
    toglie il respiro
    e fa male come il morso feroce di un cane randagio

    ma così è la vita adesso, così vanno le cose
    raramente qualcuno ascolta 
    e se ascolta è cosa di un momento, un istante fragile e fugace
    per il quale ci si sente obbligati a ringraziare

    ma se così è 
    allora poco ben poco rimane alla passione e ancora meno alla compassione

    ma altro non so e nemmeno posso fare adesso
     per il momento raccolgo sogni e pensieri
    come fiori freschi a primavera
    e sia quello che deve essere 
    presso questi grigi mari in tempesta di periferia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/il-tempo-negato.html

  • 18 febbraio 2015 alle ore 6:38
    principianti da una vita

     uno non si prepara a niente nella vita
    uno si esercita giorno per giorno
    momento dopo momento
    istante dopo istante
    a portare come regalo a se stesso e al mondo 
    il prossimo respiro

    respiro
    inspiro
    espiro 
    e ancora
    ancora

    e sia quello che deve essere presso questi cieli grigi di periferia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/02/principianti-da-una-vita.html

  • 16 febbraio 2015 alle ore 18:45
    troppo stesso si sente dire

    troppo spesso si sente dire
    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande

    la verità è che tutti sogni sono nudi e fragili per il momento
    i sogni hanno freddo là fuori persi e soli per le vie del mondo

    la verità è che ai sogni bisogna dare da mangiare e da bere 
    bisogna vestirli i sogni con abiti caldi e carezze sincere
    i sogni non si possono comandare
    e le cadute non servono a niente, fanno soltanto tanto male

    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande
    che bisogna
    che si deve
    che si 
    e poi che non 
    si deve

    ma uno non si prepara a niente nella vita
    uno si esercita giorno per giorno
    momento dopo momento
    istante dopo istante
    a portare come regalo a se stesso e al mondo, 
    il prossimo respiro
    respiro
    inspiro
    espiro 
    e ancora
    ancora

    troppo spesso si sente dire che bisogna 
    troppo spesso si sente dire che non si deve 
    e poi che si deve
    io per il momento null’altro so fare
    provo a respirare
    ancora
    e sia quello che deve essere presso questi cieli di periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/01/troppo-spesso-si-sente-dire.html

  • 13 febbraio 2015 alle ore 21:00
    povere e fragili parole

    è già mattino là fuori 
    poggio un piede a terra 
    cercando un po' di calore
    cammino nel buio 
    cerco di non fare rumore 
    apro la porta 
    e comincio a viaggiare
    lontano 
    lontano verso non so dove

    il sole è ancora basso sulla linea dell'orizzonte,
    e non vuole uscire
    sento sulle mie spalle cadere un peso enorme
    sono i mille incroci del possibile che mi lacerano il cuore
    e che scorrono in corpo come sangue nelle vene

    camminerò questo nuovo giorno
     come un solitario cane randagio nelle periferie
    e mille volte inciamperò 
    cercando un tratto di strada senza buche e senza interruzioni

     ma non è dato ai vagabondi come noi presso queste scoscese vie
     di camminare in tranquillità e pace e così sia
    no,

    qui si procede a vista e si spera nel sole 
    che illumini questi versi, questi canti di dolore
    perchè a volte il poco che resta è solo questo
     eppure 
    la fede è grande, la speranza, ultima a vivere ed a morire, ci sostiene ancora e nonostante tutto
    e queste povere e fragili parole 
    a volte sembra che abbiamo il potere di curare
    di curare

    e così si fa sera ancora 
    ed io torno a casa da te 
    poggio un piede a terra
     cercando un po' di calore
    cammino nel buio 
    cerco di non fare rumore 
    chiudo la porta
     e comincio ancora viaggiare
    lontano  
    lontano nel tuo cuore

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/povere-e-fragili-parole.html

  • 12 febbraio 2015 alle ore 23:47
    rifugiato

    tu schernisci io tremo
    tu provochi io temo
    tu parli, io in silenzio affondo, annego
    in questo mare nostro della disperazione e morte
    tu cerchi inesistenti differenze 
    tu coltivi la discriminazione nel campo dell’esistenza
    io saldo le crepe
    tu mastichi procedure, sistemi metodi
    regolamenti e decreti che segnano con il fuoco
    con il marchio clandestino!
    io accarezzo il cuore
    io cerco un segno di pace
    dopo giorni e notti sotto cieli neri
    alla deriva senza speranza in questi dimenticati mari
    dopo incubi di morte e di bombardamenti  
    e tu carichi ancora la tua arma
    e tu usi e getti uomini donne e bambini alla deriva
    uomini donne e bambini dalle periferie del mondo
    io sogno di vivere per un momento
    io sogno di poter riposare libero
    io sogno rispetto 
    per me per te e per i nostri figli,
    e un solo sospiro
    libero
    adesso
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/05/rifugiato.html

  • 08 febbraio 2015 alle ore 15:28
    quanto spazio rimane alla libertà?

    quanto spazio rimane alla libertà?
    forse poco forse nulla chissà
    forse soltanto una zolla di terra
    nascosta tra le crepe  e il  cemento

    ed io rimango qua in silenzio e ti penso
    e penso
     a tutto il tempo trascorso insieme
    e penso che tutto il resto ed anche quello che rimane disperso tra le zolle del campo, tra l'asfalto e il cemento
    è soltanto rumore di fondo
    e nulla più

    è soltanto spazio e tempo regalato all'oblio
    e allora io resto qui e ti accompagno
    ti prendo sotto braccio ti stringo la mano
    ti dico ti amo

    quanto spazio rimane alla libertà non so, 
    forse soltanto questi due secondi appena trascorsi sul quadrante della storia,
    quelle due parole
    che rendono una vita intera
    degna di essere vissuta
    presso questi svincoli di periferia

    quanto spazio rimane alla libertà?
    forse poco forse nulla chissà
    una zolla di terra 
    e se così deve essere, che sia!
    perchè noi siamo già liberi dentro  e 
    lontano lontano 
    presso questi sentieri abbandonati di periferia 
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/quanto-spazio-rimane-alla-liberta.html

  • 07 febbraio 2015 alle ore 15:54
    un vecchio errore

    un vecchio errore

    un sogno si sabbia e di sale

    una vita per andare lontano

    un fragile istante per tornare

    un vecchio errore

    non riconoscere il primo dolore

     non sapere se fuori fa freddo o c'è il sole

    se al prossimo incrocio ci aspetterà il male o il bene

    un vecchio errore

    e mille piccole impercettibili deviazioni 

    che danno forma e sostanza al nostro fragile e precario essere qui adesso

    un vecchio errore

    e non voler pagare la cauzione

    perchè in fondo che male abbiamo potuto fare?

    quale la nostra colpa se non provare ad essere per un momento vivi! 

    imperfetti ma felici e sereni sotto questo cielo, sotto questo sole

    felici e sereni

    respirare 

    ancora

    fino a domani 

    presso queste dimenticate e scoscese periferie del mondo 

    un vecchio errore

    una deviazione

    la vita 

    adesso 

    così 

    com'è

    e nulla più

    e tutto qui

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/un-vecchio-errore.html

  • 04 febbraio 2015 alle ore 6:57
    l'amore vive nella premura e nelle piccole cose

    l'amore vive nella premura e nelle piccole cose
    nel raccontare una cosa per volta 
    e colorare i dettagli con infinite sfumature,
    solo per il piacere di stare insieme ad ascoltare
    ad ascoltare le parole e la voce 
    riecheggiare nella stanza

    l'amore vive nelle piccole cose
     nella caffettiera sul fuoco la mattina
    nello scarpe di cuoio della festa tirate a lucido
    nella legna spaccata per la stufa 
     nella minestra buona in una fredda sera di livido d'inverno 

    l'amore alberga nelle piccole cose, nei minimi dettagli 
    nelle pieghe della biancheria profumata
    nel sorriso dietro alla finestra 
    all'arrivo inaspettato o fuori orario,
    in una  passeggiata in riva al mare la mattina

    di che cosa parliamo quando parliamo d'amore?
    forse è lo stupore e la paura del cuore,
     quest'unico breve soffio di vita... 
    ma altre parole non ho,
    mi giro e trovo il tuo caldo respiro,
    e non ho più paura, non ho più bisogno di una risposta, mi basta
    respirare nel tuo caldo respiro

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/07/lamore-vive-nella-premura-e-nelle.html

  • 01 febbraio 2015 alle ore 8:59
    vediamo tutto sappiamo tutto

    vediamo tutto
    sappiamo tutto
    ogni piccolo angolo è illuminato
    da luci fari riflettori, pozzanghere di luce lanciate qua e là

    tutto è illuminato nudo
    e squarciato di fronte ai nostri occhi fragili
    occhi fragili e vecchi di millenni

    vediamo tutto
    sappiamo tutto
     stringiamo stretti nodi intorno al cuore e all'anima
    e poi parliamo di
    amore amore amore....

    vediamo tutto
    sappiamo tutto
    siamo bravi
    seguiamo istruzioni
    codici prenotazioni reclami
    e connessioni virtuali.....

    forse sarebbe meglio non vedere
    non sapere 
    e sperare 
    sperare
    presso questi grigi cieli di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/vediamo-tutto-sappiamo-tutto.html

  • 31 gennaio 2015 alle ore 16:06
    per costruirsi una vita

    per costruirsi una vita
    ci vuole una vita intera
    per demolirla è sufficiente un solo secondo
    un pensiero ramingo uno sciagurato sogno di finito ed effimero
    sotto questo precario cielo di periferia

    per costruirsi una vita ci vuole tutto il cammino e al tempo stesso ogni singolo passo
    e la felicità se arriva è soltanto un lieve soffio di vento,
    è la pace che senti quando si scioglie la neve a fine inverno 

    ma è solo un attimo fuggente
     ed è già tempo di riprendere il cammino verso l'incrocio con il possibile, all'incontro con la nostra rosa dei venti

    per costruirsi una vita 
    è necessario prima o poi, in qualsiasi momento del cammino,
    almeno per una volta avere un pensiero un desiderio un sogno di infinito
    presso questo nostro quotidiano e precario sempre
    sotto questi grigi cieli di periferia
    e che così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/per-costruirsi-una-vita.html

  • 30 gennaio 2015 alle ore 10:13
    un giorno sarò grande abbastanza

    un giorno sarò grande abbastanza da contenere in me eppur distinguere
    il giorno e la notte
    il buio e la luce,
    distinguerli, sì, ma non dall'apparente luminosità del raggio scagliato verso l'orizzonte infinito , verso il nulla,
    no
    ma dal vero calore che l'anima percepirà e dai colori che da essa verranno a galla

    un giorno sarò sicuro abbastanza da lasciare che la mia fragilità mi lasci le ossa rotte e il cuore in affanno

    un giorno sarò veloce abbastanza da correre più in fretta delle mie paure

    un giorno sarò grande e forte abbastanza....
    un giorno sarò piccolo e fragile abbastanza
     da prendermi per mano
    e portarmi via

    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/un-giorno-saro-grande-abbastanza.html

  • 28 gennaio 2015 alle ore 20:43
    sogni di pace

    sono anni questi che non passano 
    sono anni uguali a poco o nulla
    e più scorre il tempo 
    e più  noi tutti diventiamo piccoli
    piccoli
    e gli spazi tra di noi si allargano 
    sono crepe profonde
    solchi di solitudine 

    eppure ci avevano detto che saremmo stati sempre più vicini, sempre più felici
    e ci avevano descritto il presente come un gioco e il futuro come un sogno senza fine senza zavorre e senza radici
    e invece stiamo sprofondando in un abisso, 
    un incubo di paura e di mille insicurezze

    forse dovremmo rimanere in silenzio ad ascoltare il vero sogno che abbiamo dentro
    fatto di terra di sole e di pioggia
    fatto di semina di sudore e di messi buone
    e poi ridere dovremmo con gli occhi del cuore 
    del nostro affanno 
    perchè in fondo sono piccoli anni questi 
    e tutt'intorno si sentono respirare, sospirare mille solitudini 
    lontane 
    lontane
    eppure
    forse quel sospiro nel temporale
    non è altro che l'estremo  tentativo dell'anima 
    di vincere l'ardua sfida
    è l'ultimo saluto, prima di partire per sempre l'ultimo addio prima che sia troppo tardi
    prima che non sia più
    piccoli anni e mille solitudini
    forse sogni di pace
    e nulla più

    Marco Bo

  • 26 gennaio 2015 alle ore 20:13
    appartenenza, circolarità

    a volte abbiamo paura
    e la paura cammina accanto alla sensazione di solitudine
    e nemmeno il sole riesce ad illuminare quel sentiero 

    intorno la notte sembra aspettare in silenzio un nostro passo falso
    e noi che ci affanniamo e cerchiamo un secondo di speranza
    un respiro di innocenza ancora
    e la sensazione di appartenenza,
    di circolarità

    appartenenza, circolarità
    una culla di pace dove dormire ancora
    per un minuto soltanto, per un anno interno o per un millennio
    che tanto è uguale, il tempo è un’illusione
    la nostra vita è tutta qua,
    terra pioggia e vento
    passato presente e futuro
    stazioni di un lungo viaggio
    uno specchio con la nostra immagine riflessa
    appartenenza
    circolarità
    e ritorno a casa
    che così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/04/appartenenza-circolarita.html