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Poesie di Marco Bo

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  • 22 gennaio 2015 alle ore 12:09
    il prezzo

    il servizio è a pagamento 
    se ti esponi paghi il prezzo
    se ti nascondi paghi lo stesso
    se non ti importa nulla allora
    corri fuori adesso
    scappa!
    perché il servizio è a pagamento
    lo è sempre stato 

    e tu come hai potuto?
    come hai potuto credere che l’accesso virtuale al passato al presente e al futuro fosse gratuito?
    come hai potuto credere?

    il servizio è a pagamento 
    il prezzo era nascosto sì è vero,
    a tua discolpa lo potrai accennare 
    di fronte alla Commissione d’Inquisizione
    ma se tu vuoi un vero e diretto contatto fisico
    allora scendi in strada! 
    se vuoi un amico sincero
    se vuoi una stretta di mano e una pacca sulla spalla
    se  vuoi amore, vero
    allora cerca altrove
    cerca altrove!

    il servizio è a pagamento 
    lo è sempre stato
    questa è una registrazione
    e tu stai parlando con una macchina
    e allora
    perché recrimini?
    cosa lamenti cosa piangi?
    se vuoi calore umano 
    cerca altrove

    fine della conversazione
    il tuo credito è scaduto
    striscia la carta 
    se vuoi rinnovare la tua sottoscrizione
    in comode e flessibili rate mensili

    questa
    è 
    la
    fine...

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/06/il-prezzo.html

  • 16 gennaio 2015 alle ore 9:18
    ombra luce e poi buio

    c'era una strana luce quel giorno
    una strana luce che mi ha lasciato in testa questo pensiero

    noi non cerchiamo scuse, no
    noi cerchiamo stimoli

    noi non meritiamo la fretta di chi crede di sapere tutto
    noi meritiamo  la pazienza di chi sa di ignorare e in silenzio ascolta e sorride ...........

     ma siamo ancora capaci noi di ascoltare e di custodirci l'un l'altro
    presso queste periferie del mondo?

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/03/ombra-luce-e-poi-buio.html

  • 14 gennaio 2015 alle ore 14:37
    il passaggio verso la tranquillità

    non intorno non sotto non sopra non davanti o dietro, no

    il passaggio verso la tranquillità è attraverso 
    attraverso la tormenta

    poichè non ci sono scorciatoie, deviazioni, alternative sconti o altre promozioni in corso

    no, soltanto attraverso attraverso attraverso
    con un sorriso ricamato in viso

    avanti nell'occhio del ciclone schivando il lampo
     aprendo ancora le braccia per accogliere chi viene al nostro incontro 

    certo è che non si può attraversare la tormenta quando si è più fragili, no

    ma verrà il momento 

    sì verrà il momento

    l'importante è essere pronti
    e camminare a testa alta
    e colorare ogni grigio muro intorno
    con il nostro sì!  
    come regalo al mondo

    il passaggio verso la tranquillità è attraverso la tormenta
    con un sorriso come unica bussola,
    come lasciapassare
    un  salvacondotto per andare oltre
    verso la tranquillità
    che non è fuga, no
    non lo è mai stata
    è come bere un sorso d'acqua fresca la mattina,
    è semplicemente il nostro ritorno a casa

    il ritorno a casa
    verso le zolle di terra a cui apparteniamo
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/08/il-passaggio-verso-la-tranquillita.html

  • 13 gennaio 2015 alle ore 14:46
    discorsi di pace e di amore

    tutti abbiamo veramente bisogno
    di poche povere parole 
    versi composti di acqua e fango
    un canto di gioia
    come rugiada del mattino

    tutti abbiamo veramente bisogno
     per un fragile istante
    di poche  povere parole pronunciate 
    in bilico al bordo di questo minuscolo marciapiede
    fatto di asfalto come  fiammata di cemento,
     circondato da incroci svincoli  ed alti cancelli

    tutti abbiamo veramente bisogno
    di poche povere parole  fatte di luce e di sabbia
    così da ascoltare e salvare questo piccolo sussulto di vento
    il vento di pace e di amore
     che da quando siamo nati
    noi tutti portiamo dentro
    sotto questi sperduti e dimenticati cieli di periferia
    e sia quello che deve essere
    poichè in fondo 
    all'inizio e alla fine
    noi tutti abbiamo bisogno soltanto di
    discorsi di pace e amore
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/discorsi-di-pace-e-di-amore.html

  • 11 gennaio 2015 alle ore 21:41
    giorno di festa

    pagina bianca
    pensieri in testa
    cuore che arranca
    giorno di festa
    eppure 
    non si vede il sole
    eppure 
    mancano le parole

    io sono qui
    postazione scomoda
    ascolto il dì
    e sulle note dell'anima
    canto il mio quotidiano non so
    e provo a riparare il cammino
    chiudendo buchi con terra che non ho

    io sono qui
    a mani vuote
    cammino in salita verso nuove mete
    è tempo di andare dove non so
    riprendo il cammino e svanisco  tra la zolle di argilla azzurra
    antico mare di pace a cui appartengo
    e vado in silenzio
    sono un vagabondo
    mancan le parole
    cammino e con i miei passi rispondo
    al canto di gioia e di dolore
     di queste dimenticate periferie del mondo

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/giorno-di-festa.html

  • 08 gennaio 2015 alle ore 14:27
    oggetto: essere umano

    ordine del giorno
    oggetto essere umano

    procedura per la pratica in oggetto
    a chi di competenza
    oggetto 
    essere umano

    dopo migliaia di anni di sviluppo e di civilizzazione
    un contenitore  di metallo
    con motore a scoppio
    alimentato con un derivato di un combustibile fossile già utilizzato migliaia di anni fa
    dopo svincoli incroci, rotonde cavalcavia e tangenziali,
     ci porterà a destinazione,
    è mattina
    sotto cieli di aria condizionata
    è mattina

    si cerca una donna
    si cerca un uomo
    un essere umano
    non più oggetto
    mai più

    attenderemo poi in coda il nostro turno
    allo sportello dell'ufficio reclami pratiche e gestioni,
    centro unico prenotazioni per non si sa cosa
    per non si sa
    dove

    il distributore automatico ci fornirà un numero 
    e successivamente potremo inserire il codice
    alfanumerico personale
    che certifica
    la nostra
    consumistica esistenza in vita
    la nostra
    consumistica e produttiva
    esistenza in vita

    si cerca un uomo
    si cerca una donna
    un essere umano
    non più oggetto
    mai più

    il sistema centrale ci fornirà
     un nome utente
     e una password corrispondente
     da utilizzare per accreditarsi
    ed essere riconosciuti dal calcolatore
     e così poter inserire la pratica in oggetto
    la pratica
    in
    oggetto
    oggetto
    essere umano

    si cerca una donna
    si cerca un uomo
    un essere umano
    non più oggetto
    mai più

    dopo migliaia di anni
    e un giorno
     di sviluppo e civilizzazione
    un contenitore di metallo
    con motore a scoppio
    alimentato con un derivato di un combustibile fossile 
    già utilizzato migliaia di anni fa
    dopo svincoli incroci rotonde cavalcavia e tangenziali,
     ci riporterà a casa
    è sera
    sotto cieli di aria condizionata
    è sera

    attenderemo pazientemente
    nelle nostre case
    seduti in contemplazione 
    di uno schermo ultrasottile
     che trasmetterà immagini in alta definizione
    di ultra-realtà tridimensionale
    attenderemo
    attenderemo in raccoglimento, 
    in contemplazione 
    il responso 
    del sistema centrale

    si cerca un uomo
    si cerca una donna
    un essere umano
    non più oggetto
    mai più

    in assenza dei requisiti necessari per l'accreditazione
    avremo comunque la possibilità
    di rientrare in graduatoria
    il nostro codice utente
     potrà partecipare alla grande lotteria
     di fine anno fiscale
    in esclusiva per gli abbonati 
    fidelizzati scannerizzati e catalogati 
    in base al profilo utente
    all'eterogenesi dei fini
    all'età anagrafica
     alle preferenze alimentari, politiche, sessuali 
    e ad un'eventuale appartenenza ad una specifica denominazione religiosa

    a chi di competenza
    procedura per la pratica in oggetto
    oggetto
    l'oggetto
    l'essere umano
    oggetto.......

    si cerca un uomo
    si cerca una donna
    un essere umano
    non più oggetto
    mai più

    si cerca un uomo
    si cerca una donna
    un essere umano
    in compagnia di altri suoi simili
    esseri umani
    attorno a un fuoco
    alimentato da un combustibile fossile
    adesso come migliaia di anni fa
    attorno a un fuoco
    raccontando storie
    raccogliendo le memorie
    memorie di noi
    di come eravamo
    di come siamo ancora
    oltre e nonostante tutto
    noi siamo esseri umani
    ed abbiamo memoria di noi
    ed abbiamo 
    memoria
    di noi
    e così sia
    così sia!

    si cerca un uomo
    si cerca una donna
    un essere umano
    non più oggetto
    mai più

    si cerca un uomo
    si cerca una donna
    adesso
    come migliaia di anni fa
    la posizione è ancora libera
    e la candidatura è spontanea
    la candidatura
    è spontanea

    procedura per la pratica in oggetto
    a noi la competenza
    e solo a noi!
    la competenza
    adesso

    ordine del giorno
    oggetto essere umano
    si cerca un uomo
    si cerca una donna
    un essere umano
    non più oggetto
    mai più

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/10/oggetto-essere-umano.html

  • 06 gennaio 2015 alle ore 9:18
    la pace nei cuori

    a volte ho paura di rinchiuderla la vita in una gabbia
    a volte ho paura di lasciarla andar via lontano
    e che poi lontano io ci sono già andato e poi sono tornato
    e sono tornato in un luogo che chiamo casa
    e lì ho incontrato ancora e di nuovo i miei vecchi che aspettavano vicino al fuoco che passasse il gelo del tempo e dei cuori 
    ed il ciclo delle stagioni

    ed ho visto la pace nei loro cuori e l'agitazione al tempo stesso 
    la loro paura di rinchiuderla la vita in una gabbia
    e altre volte la paura di lasciarla andar via lontano...
    .
     nel vedere nello specchio del cuore e dell'anima la stessa paura 
    allora e solo allora ho assaporato un sorso di tranquillità
    allora e solo allora ho capito che non sono io che scappo che rinchiudo che taglio che sbaglio che incasso e poi lascio
    che canto e poi grido 
    grido canzoni che ancora vivono presso questa città di periferia
    non sono io,
    è l'anima
    e che l'anima è sempre stata qui 
    ancora oltre e nonostante tutto 
    e allora e da allora paura più non
    ho
    e sia quello che deve essere 
    vicino vicino
    e poi lontano
    lontano
    presso la pace nei cuori
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/la-pace-nei-cuori.html

  • 05 gennaio 2015 alle ore 9:43
    se la nostra vera casa

    se l'incontro è la nostra meta, la nostra vera casa
    per arrivarci
    non si può camminare su ponti bruciati
    bisogna costruirne dei nuovi

    che poi difficile non è costruirne dei nuovi
    difficile è riconoscere che i vecchi ponti non ci sono più e che molta acqua è passata sotto
    senza attendere il nostro saluto il nostro perdono il nostro grido di aiuto

    se l'incontro è la nostra meta, la nostra vera casa
    per arrivarci è necessario mettersi in cammino
    è necessario costruire l'incontro tutto intorno a noi
     e così sia 
    presso questi dimenticati ponti di periferia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/se-la-nostra-vera-casa.html

  • 04 gennaio 2015 alle ore 8:19
    grazie a te

    ciao 
    dico grazie a te e penso al domani
    ciao dico grazie a te e vado avanti
    ciao dico grazie a te
    io e te che percorriamo una rotonda di periferia sempre la stessa
    e poi prendiamo la prima o la seconda uscita che sia
    e lentamente ci muoviamo dal parcheggio della vita sulla via
    ci salutiamo e continuiamo il nostro cammino
    vicino vicino e poi lontano

    lontano lontano ma poi
    poi torniamo
    perchè noi siamo amici
    e allora dico 
    grazie a te 
    dico grazie a te
     e penso al domani
     dico grazie a te
     e vado avanti
     grazie a te
    e grazie a noi 
    noi che sappiamo che sono stati anni difficili presso questi svincoli di periferia
    eppure viviamo e ci doniamo al mondo così come siamo e continuiamo il nostro cammino
    e ci regaliamo un sorriso e poi diciamo grazie 
    grazie ancora oltre e nonostante tutto 

    noi che prima o poi ci incontreremo ancora presso questo parcheggio di periferia
    oppure in mezzo alla folla di un centro commerciale moderna cattedrale
    tra preghiere di saldi e sconti di fine stagione a non finire
    e noi guarderemo le vetrine 
    e parleremo di un sogno tropicale
     e di piedi nudi sulla sabbia
    e di un sogno di pace impastato di luce di sole di pioggia e di acqua di mare
    e poi sia quello che deve essere presso questi cieli di periferia 
    io per il momento null'altro so fare
    se non dire
    grazie a te
    e così sia

     ciao 
    dico grazie a te
     e penso al domani
    ciao dico grazie a te 
    e vado avanti
    ciao dico grazie a te e a noi due
    noi che percorriamo questa rotonda sempre la stessa
    noi che voleremo via un giorno ma poi ritorneremo, rinasceremo ancora e per sempre nella nostra amicizia
    e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2015/01/grazie-te.html

  • 02 gennaio 2015 alle ore 8:07
    troppo spesso si sente dire

    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande

    la verità è che tutti sogni sono nudi e fragili per il momento
    i sogni hanno freddo là fuori persi e soli per le vie del mondo

    la verità è che ai sogni bisogna dare da mangiare e da bere 
    bisogna vestirli i sogni con abiti caldi e carezze sincere
    i sogni non si possono comandare
    e le cadute non servono a niente, fanno soltanto tanto male

    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande
    che bisogna
    che si deve
    che si 
    e poi che non 
    si deve

    ma uno non si prepara a niente nella vita
    uno si esercita giorno per giorno
    momento dopo momento
    istante dopo istante
    a portare come regalo a se stesso e al mondo, 
    il prossimo respiro
    respiro
    inspiro
    espiro 
    e ancora
    ancora

    troppo spesso si sente dire che bisogna 
    troppo spesso si sente dire che non si deve 
    e poi che si deve
    io per il momento null’altro so fare
    provo a respirare
    ancora
    e sia quello che deve essere presso questi cieli di periferia
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/troppo-spesso-si-sente-dire.html

  • cosa vorranno tutti quanti non si sa
    e intanto aspettano il vuoto che c'è

    tu quello che non vuoi lo sai bene
    non vuoi finire giù in quella voragine
    eppure vai giù
    e non sai come risalire
     non sai come tornare su 
    e non riesci a più fermarti
    e non sai più come fare
    ci fosse almeno un vigile del cuore ad avvisare i viaggianti

    "lungo il percorso ci sono esseri umani
    prestare attenzione!"

    cosa vorranno tutti gli altri non si sa
    e intanto aspettano il vuoto che c'è

    e tu per il momento null'altro sai fare
    sai soltanto volare via con la tua poesia
    poesia poesia poesia
    che poi cosa vuoi che sia?
    forse è soltanto l'urgenza della vita che vola via!
    poesia poesia poesia
    cantare il caldo durante l'inverno
    e rimpiangere il freddo che non c'è più sotto cieli di aria condizionata in periferia

    cosa vorranno tutti  quanti non si sa
    e intanto aspettano il vuoto che c'è
    tu quello che non vuoi lo sai bene
    non vuoi finire giù in quella voragine
    eppure vai giù
    ma forse alla fine e in fondo 
    il vero miraggio è voler risalire
    forse l'importante è rimanere in bilico sul bordo di una zolla di terra in mezzo al campo, in mezzo alla via
    e sia quello che deve essere presso questo grigio sentiero di periferia
    e così sia

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/esseri-umani-lungo-il-percorso-prestare.html

  • canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    io corro verso di te
    come un fiume in piena
    corro verso di te
    e ti incontro nel cammino
    no, non è un sogno,
     è la mia vita
     e io sono come un fiume
     che corre a te vicino
    e continuo a chiamarti amore

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    camminando io ti vedo
    e ti chiamo qui accanto
    e tu mi porti per mano al mare,
     il mare mio destino
     che mi aspetta
     solitario e lontano
    e continuo a chiamarti amore

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    camminando per arrivare e te
    inciampo nel cammino
    ma non è stanchezza né il dubbio 
    è solo il rumore di fondo del mondo che a volte mi confonde 
    mi confonde
    ma io ti cerco ti chiamo e ti ritrovo
    sul cammino
    e continuo a chiamarti amore

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    io continuo a chiamarti amore e a cercarti
    e non è invano
    no, non è invano
    sin dal primo giorno 
    sapevo che questo sarebbe stato il mio destino
    camminare verso di te
     in inverno in estate e in ogni stagione

    come un fiume in piena che nel periodo delle piogge 
     corre verso il suo destino
    come un fiume in piena che nel tempo delle piogge 
     corre verso il mare

    come un bisonte che sulla prateria dei suoi sogni 
    non teme fulmini, pioggia o tempesta
    e corre senza posa a testa bassa contro il vento 
     a testa bassa corre senza posa contro il vento
    contro il vento

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    e nessuno lo può fermare

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che sottovoce chiamiamo amore

    Marco Bo

    Wichita Kansas 2004  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/03/canzone-del-bisonte-e-del-fiume-e-di.html

  • 29 dicembre 2014 alle ore 9:24
    buoni propositi

    nel segnare le linee sottili che uniscono i punti sulla geometria della mia fragilità
    cercherò di non inserire la fragilità di qualcun altro
    e nemmeno la sua forza

    nell’uscire dal cono d’ombra delle mie paure
    cercherò di non spingere via dalla luce qualcun altro 
    e nemmeno la sua forza

    nel passare ad un capitolo nuovo della mia vita
    cercherò di non includere le rime di qualcun altro
    per poi lasciarlo solo all’improvviso senza parole 
    senza spiegazioni
    recitando le sue rime o semplicemente facendo finta di non averle mai conosciute
    di non averle mai sentite

    nel vivere la mia vita cercherò di andare verso l’incontro con ogni nuovo compagno di viaggio
    con occhi semplici e cuore attento così da non scambiarlo per me stesso
    e nemmeno con le fragilità che io porto addosso

    nel vivere la mia vita e preparare le nuove partenze cercherò di non lasciare qualcun altro 
    chiuso dentro la scatola delle cose che al traslocare non porterò con me sulle vie del mondo 
    soltanto perché la sua forza adesso non serve più a scavalcare le paure che io porto nel profondo

    buoni propositi
    cose successe a me
    cose che ai mille incroci con il possibile sicuramente anche io avrò inciso sul cuore di qualcuno 
    lungo il cammino per queste periferie del mondo e dell’essere umano

    buoni propositi
    altro non so
    provo a rimanere sveglio fino al mattino 
    in questa notte dell’ultimo dell’anno
    provo a pensare che qualcosa cambierò
    migliorerò
    buoni propositi
    e così sia

     

  • 28 dicembre 2014 alle ore 9:22
    tutto da una vita

    ascoltare una risposta e poi parlare
    non negare un pianto e poi sorridere

    ripetere mille e una volta ancora la stessa storia ed assaporare il gusto dello stupore
    dello stupore della gioia ancora nuova e fresca di giornata come il pane

    non chiedersi mille volte perchè un regalo ogni tanto arriva
    e non pensare mille volte se sia giusto o no farne uno

    rastrellare le foglie in cortile poi tornare in casa vicino alla stufa
    e tirare un sospiro di sollievo
    prestare attenzione ad un silenzio
    guardare insieme il cammino
    provare ad indovinare la giusta direzione
    e poi muovere il primo passo il primo passo

    questo il poco che ho imparato
    questo il poco che so per il momento da tutta una vita
    piccola
    fragile
    la mia porzione di vita
    che provo a portare con cura presso queste periferie del mondo
    mano nella mano
    con ogni nuovo compagno di viaggio
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/tutto-da-una-vita.html

  • 27 dicembre 2014 alle ore 10:56
    stazione felicità

     se la felicità esiste
    forse alberga in quell’attimo infinito 
    che trascorre tra l’arrivo tanto desiderato e la successiva partenza

    quell'istante esatto, sul quadrante della storia, 
    in cui non attendiamo nulla,
     non desideriamo nient'altro
    se non di respirare
    e rimaner seduti in pace su quella panchina 
    e guardar le cose immobili in attesa
     e le persone che passano
    presso quella stazione
    felicità

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/06/stazione-felicita.html

  • 21 dicembre 2014 alle ore 22:20
    lo sguardo dell'anima

    guardare il viso di un bambino
    e provare ad immaginare come sarà da grande

    provare ad immaginare il suo viso il suo sorriso il suo pianto
    immedesimarsi e provare a respirare al ritmo del suo respiro

    guardare il viso di un vecchio e provare ad immaginare com'era da piccolo

    provare ad immaginare il suo viso il suo sorriso il suo pianto
    immedesimarsi e provare a respirare al ritmo del suo respiro

    che grande responsabilità alberga in uno sguardo

    se si presta attenzione
    si rischia di vedere distintamente l'anima nuda e fragile,
    appena nata sotto questo sole, sotto questa luna
    l'anima nuda e sola in cammino presso queste mille 
    notti insonni

    l'anima, quel filo teso
    il senso scritto, ricamato sul nostro viso sin dal primo giorno 
    e fino alla fine del nostro fragile e precario sempre

    il senso inciso sul viso di tutti e di ognuno 
    lo sguardo dell'anima
    che ci separa e al tempo stesso ci accomuna
    sotto questo cielo, sotto questo sole
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/lo-sguardo-dellanima.html

  • 20 dicembre 2014 alle ore 11:21
    viali e vetrine di periferia

    non fa paura il fatto che la vita sia fatta a pezzi e frammenti irregolari e storti
    contorti e fragili
    ritagli

    no, non è questo che fa paura la sera quando cala il sole

    l'angoscia, il tremore arriva quando tra un pezzo e l'altro non si vede più il legame il collante il filo teso
    questo è il motivo dell'inquietudine che ci porta via un po' alla volta
    verso un silenzio cattivo
    colmo di rabbia 
    un silenzio che fa male al cuore
    presso queste periferie del mondo e dell'essere umano

    e allora
    meglio strillare
    meglio gridare fuori 
    il nostro spavento
    perchè forse non è tardi 
    forse questo vento seppure finto 
    questo vento sotto cieli di aria condizionata forse ci salverà ancora 
    e schiarirà l'orizzonte e ci farà scorgere quel filo teso tra un dubbio e una certezza 
    quel filo teso sul mistero eterno
    e forse rimarremo così per un momento in pace
    ancora
    in pace fuori 
    a guardare la gente che passa
    nel traffico e nella confusione
    tra un rito e una rappresentazione
    rimarremo così assorti e felici
    con un sorriso schiacciato in faccia
    perchè in fondo quello che conta è la convinzione
    quel filo teso
    e così sia
    presso queste grigi viali e vetrine di periferia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/viali-e-vetrine-di-periferia.html

  • 18 dicembre 2014 alle ore 8:26
    poesia una cosa alla volta

    io canto 
    io canto una cosa alla volta
    perchè la vita va avanti e indietro così 
    a passi brevi e incerti sul piano inclinato del mondo
    va avanti così come onde del mare come mare in tempesta

    e allora io canto 
    io canto  una zolla di terra, 
    un acino d'uva una goccia di pioggia
    perchè di questi poveri e sacri elementi noi tutti siamo fatti sotto questo sole

    e se la poesia  è passata da qui
     lo ha fatto per un attimo per un breve soffio di vento 
    in questo deserto di mille solitudini 

    e allora senza paura io canto 
    canto versi dalla periferia del mondo
    per chi avrà la pazienza di aspettare ed ascoltare
    e sia quello che deve essere
    e così sia

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com.es/2014/12/poesia-una-cosa-alla-volta.html

  • 16 dicembre 2014 alle ore 6:53
    e se viaggerò

    e se viaggerò fino alla fine del mondo
    e respirerò l'aria pungente delle montagne più alte
     e l’aria calda al gusto di salsedine delle coste più lontane
    non scorderò la nebbia della mia infanzia 
    la nebbia santa 
    che nascondeva il confine fra il cielo e la terra, 
     tra la terra e il fiume

    la nebbia che trasformava le colline a cui noi apparteniamo
     in isole immerse in un immenso mare
    in un immerso mare

    e se viaggerò fino alla fine del mondo
    non dimenticherò che 
    per rimanere a casa
    bisogna andare molto lontano
    per rimanere a casa
    il cammino è lungo una vita intera
    e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com.es/2014/05/e-se-viaggero.html

  • 15 dicembre 2014 alle ore 15:23
    mezzadria

    autunno, 
    si affonda tra i rami spezzati tra zolle di terra fra i filari e nei campi
    autunno
    terra e polvere nel vento, vento che porta la foschia
    si affonda
    autunno, 
    sudore ed acini d’uva schiacciati tra le dita
    vinacce, mosto, verderame, non c’è tranquillità senza pane,
    si affonda.
    autunno
     ci spostiamo di casa in casa di raccolto in raccolto, 
    siamo uccelli migratori, anche se mai alziamo la faccia dalla terra
    affondiamo tra le zolle del campo

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com.es/2013/09/mezzadria.html

  • 14 dicembre 2014 alle ore 9:31
    è uno di quei giorni

    è uno di quei giorni che
    qualcosa quadra
    la tua fiducia, la tua speranza
    tutto il resto no

    è uno di quei giorni che 
    son le opportunità che contano
    e che devi cogliere 
    tutto il resto no

    è uno di quei giorni che
    il tuo buon nome serve a qualcuno per un po' e per qualcosa che non so
    e tutto il resto no

    è uno di quei giorni che 
    qualcuno ti dirà che tanto tu sei così
    che tanto tu tornerai sempre lì
    e tu invece non tornerai mai più
    mai più

    è uno di quei giorni che 
    alla sera stringere la mano del cuore di buoni amici è l'unica salvezza possibile dal grigiore di queste periferie 
    e tutto il resto no

    è uno di quei giorni che
    qualcosa quadra
    e tutto il resto no
    ma tanto tutto il resto 
    non è importante
    non è importante
    non è
    importante 
    no

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/e-uno-di-quei-giorni.html

  • 12 dicembre 2014 alle ore 23:23
    alzare le mani

    è un onore alzare le mani
    e cantare che siamo tutti uguali 
    siamo esseri umani!

    è un onore alzare le mani 
    e ballare e cantare ancora la gioia
     di essere qui adesso insieme
    e di sperare ancora oltre e nonostante tutto 
    sperare ancora nel domani

    è un onore alzare le mani
    e cantare ancora e per sempre 
    che siamo tutti uguali 
    siamo esseri umani!
    e che così sia
    presso questi grigi cieli di periferia 
    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/08/alzare-le-mani.html

  • 10 dicembre 2014 alle ore 9:48
    lievi increspature di vita

    al contrario di chi credeva di sapere tutto 
    io sono partito presto
    che al buio e al fresco si cammina meglio
    e così sul cammino ho incontrato 
    prima una certezza e poi un poteva essere 
    una mappa del tesoro e poi un imbroglio
    un segno di pace e poi un pedaggio
    un miraggio un graffio al cuore e poi un bacio al vento
    e alla sera al calar del sole
    ancora un dubbio un nodo 
    ancora un ingarbuglio da sbrogliare e tanti ricordi 
    antichi che uno alla volta tornavano ad incontrarmi su questo sentiero 
    di periferia

    altro non ho altro non so se non che andrò avanti fino a che vedrò 
    innanzi una prospettiva una profondità un crepuscolo da esplorare là 
    davanti
    una lieve increspatura di vita sulla linea spazio temporale

    questo prego e spero 
    sotto questo temporale
    prego e spero che i miei occhi non vedano, non distinguano mai tutto
    chiaramente
    la linea dell'orizzonte 
    e le mille sfumature
    e così baciato dalla consapevolezza di non sapere andrò avanti ancora e ancora 
    e che sia quello che deve essere presso questi grigi sentieri di 
    periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/lievi-increspature-di-vita.html

  • 08 dicembre 2014 alle ore 21:39
    regali di oggi

    parlare con gli amici venuti da lontano di stagioni e di campagna 
    sulla piazza del mio paese davanti alla chiesa 

    un aeroplano di carta che fa mille giravolte

    un bicchiere di vino sorseggiato tra i ricordi

    un frammento di me che solo gli amici sanno raccontare

    e poi pulir la strada dalle foglie secche prima di partire

    un bacio e una carezza per il cuore
    i regali di oggi 
    presso questi sentieri di periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/regali-di-oggi.html

  • 07 dicembre 2014 alle ore 8:56
    nonostante la tempesta

    nonostante la diffidenza
    sorridere al vento contrario con sete di libertà

    perchè la vita è un gioco
    la vita è breve
    la vita è tutto
    la vita è interamente compresa in questo unico e fragile respiro
    e nulla più

    nonostante la tempesta
    vestirsi soltanto con la responsabilità della speranza
     qualunque cosa accada
    presso questi dimenticati cieli di periferia
     e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/nonostante-la-tempesta.html