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Autore

Marguerite Yourcenar

in archivio dal 23 set 2003

08 giugno 1903, Bruxelles - Belgio

17 dicembre 1987, Mount Desert, Maine - Stati Uniti

segni particolari:
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1947, presi la cittadinanza statunitense, pur continuando sempre a scrivere in francese.

mi descrivo così:
La mia opera è impregnata di cultura storica e umanistica, dispiega una vasta gamma di modi stilistici a seconda dei temi trattati e attesta lo sforzo tenace e costante di capire fino in fondo le ragioni dell'agire umano.

27 settembre 2013 alle ore 8:53

L'opera al nero

di Marguerite Yourcenar

editore: Feltrinelli

pagine: 304

prezzo: 7,23 €

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L'opera al nero è un romanzo storico di Marguerite Yourcenar del 1968, le cui vicende ruotano attorno alla figura di Zenone, un filosofo, scienziato e alchimista che l'autrice immagina essere nato in Belgio nel XVI secolo. Dal libro è stato tratto nel 1988 il film "L'opera al nero", con Gian Maria Volonté nel ruolo di Zenone.
L’autrice ci narra della vita del medico e alchimista, dal Medioevo al Rinascimento. Un uomo troppo avanti per il tempo in cui ha vissuto. Ha condotto una vita al “nero” come dal titolo, una vita, cioè ai margini, nascosto, segnata dalla clandestinità e dalla paura incessante. Per costruire questo complesso personaggio l’autrice si è ispirata alla storia reali di persone vissute in quei secoli come il chimico Paracelso, Michele Serveto, Leonardo dei Quaderni, Erasmo da Rotterdam e il filosofo Tommaso Campanella. Come tutti queste grandi personalità anche Zenone ha dovuto patire il fatto di anticipare il pensiero del tempo. La sua figura di martire si spiega durante il suo processo quando si accorge, discutendo con i teologi, «che non esiste accomodamento durevole tra coloro che cercano, pensano, analizzano e si onorano di essere capaci di pensare domani diversamente da oggi, e coloro che credono o affermano di credere, e obbligano con la pena di morte i loro simili a fare altrettanto».
L’autrice sapientemente non si sofferma a ricrearci semplicemente un quadro storico, ma anzi, crea una sorta di dialogo interiore fra l’essere e l’anima, fra le idee, e l’azione, fra la verità, e la finzione. Zenone è un animo libero, e perciò diverso, contro ogni materia dello scibile umano: dalla vita quotidiana, alla religione, dalla sessualità, alla cultura. Un animo coraggioso che decide di schierarsi anche contro la più feroce e spietata arma di censura: L’Inquisizione, che inserirà un suo libro filosofico tra la lista dei Libri Proibiti. Straniero in ogni terra, malfattore in ogni luogo, solo dopo aver scoperto e combattute le sue verità, si spoglierà di ogni suo avere per tornare a Bruges, sua terra natale, sotto il nome di Sebastiano Theus. Siamo nel momento della Controriforma, e la libertà di Zenone sarà un duro prezzo da pagare, basti ricordare altri uomini di grande lungimiranza che hanno come lui percorso la via della verità come Galilei, o Giordano Bruno. Nulla è lasciato al caso, e l’autrice correda il tutto con uno storicismo davvero puntuale, quasi maniacale. Zenone se prima verrà aiutato da un priore che lo lascerà lavorare come medico in un monastero, dopo dallo stesso e dai suoi confratelli verrà accusato, e così la decadenza e l’uscire fuori allo scoperto,  l’essere riconosciuto, e quindi marchiato. Un’anima che vola, che si inabissa nelle tragicità del vero, che non si lascia intimorire, e stempera la sua vita, prima che la condanna riesca a portargli il suo conto.

recensione di Gino Centofante

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