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in archivio dal 09 dic 2011

Maria Angela Carosia

13 marzo 1965, Genova - Italia
Mi descrivo così: Scrivo in diversi siti, e sono in cinque antologie. Ho scoperto di amare la scrittura qualche anno fa, da allora non riesco più a smettere, questa passione mi ha davvero travolta. È uscito il mio primo libro, "Il sole s'affacciava"e un'altra vita

elementi per pagina
  • 19 novembre alle ore 19:07
    Nella sua meraviglia

    Non dimenticare che la poesia
    di una eterna follia
    impavida si avvolge
    nel suo scialle
    romantico lei
    come nessuna al mondo
    può darti quel che vuoi
    la senti, vive
    dentro di te
    E'sola, quando ti vede
    sa emozionarti
    non ti fa sentire sola
    scalda il tuo corpo
    e cancella le paure
    sognando
    si immerge nei sogni
    in dolori immensi
    dove cura le cicatrici
    con i suoi versi eleganti
    L'amore cresce, mentre
    ascolta la voce del cuore
    che è triste
    e scorge un temporale
    che finisce nella sua meraviglia

     
  • 12 novembre alle ore 14:32
    Nel raggio di un sole

    Nel raggio di un sole
    sboccia una rosa
    splendente più che mai
    petali rossi
    ravvivono il cielo
    e visi incantati
    esprimono lo stupore
    di quanto la natura
    sia speciale
    per creature buone
    e belle, che rispettano
    il ciclo di gesti naturali
    e non superficiali
    osservando antiche
    tradizioni cancellate
    dalla smania
    di essere potenti
    per conquistare la vetta
    più alta e lanciarsi
    con il paracadute
    mentre guardano
    con gli occhi in su.

     
  • 17 ottobre alle ore 16:27
    Raccontare il silenzio

    Magari sapessimo
    raccontare il silenzio
    non farlo stancare
    e un'ombra portarla sempre
    con noi rivedendoti
    potessi credere che era
    tutta un'illusione
    che traspariva nel tuo viso
    ingannato da una pioggia di sole
    lontana. Come ridevi
    quando la nebbia non c'era
    eri quieta, convinta di vedere
    il mare calmo pure a nord
    con la tramontana pacifica
    ed un'alba sorridente
    Per te, fingeva.
    Il buio, molto presto ti rapiva
    e lo sentivi, nervoso.

     
  • 21 settembre alle ore 18:33
    Domani forse

    Domani forse
    andrà meglio
    domani forse
    saremo sereni
    ci sentiremo un pò
    più liberi
    senza la paura
    che un vuoto ci schiaccia
    nel pianeta
    molto complicato per un cuore
    che non vola
    tra vita e morte
    in venti che camminano forte
    Non è facile tenere il timone
    di una nave quando il mare
    è mosso, non è facile
    andare dritti senza sbattere
    sulle scogliere senza sprofondare
    ma che ne sanno quelli
    nati, nell'oro prezioso?

     
  • 02 settembre alle ore 17:45
    Mi emozionano sempre

    Mi emozionano sempre
    intramontabili veramente
    quando le ascolto
    mi faccio trasportare
    più dalla musica
    che dalle parole
    può darsi, perchè
    la leggerezza è un'azione 
    lenitiva dalle lettere
    non esce niente
    da far distendere i nervi
    mentre tasti lenti
    conquistano l'anima
    accarezzandola nei punti
    giusti facendoli sparire
    facendo nascere pensieri
    meno cupi arrivando al sole
    ed alle stelle, sorridenti

     
  • 24 agosto alle ore 13:28
    Rivolti al passato

    Sei apparsa nei miei sogni
    in quei respiri sento il silenzio
    una musica nuova
    traspare nel sole
    vellutata si adagia
    e posandosi sui pensieri
    vedo uno sguardo sorridente
    molto rilassato
    che non sa dare una risposta
    mentre un'emozione
    vola e di impulso l'anima respira
    quando insegue la mattina
    dubbiosa con gli occhi
    rivolti al passato
    non tanto lontano.

     
  • 18 gennaio alle ore 9:41
    Con la neve nel cuore

    L'aspetti
    mentre dolcemente la senti arrivare
    nell'ebbrezza di un'aria
    che accarezzi e scoprendola
    cammini senza pensare
    alle cose tristi nei sentieri
    tortuosi che impediscono
    di uscire dalla tana del tuo lupo
    che grande si fa imponendo
    il suo tempo e la sua storia
    in un bosco fitto dove la luce
    se ne va, con la neve nel cuore

     
  • 13 gennaio alle ore 21:00
    Nel fluire di una nevicata

    Nel fluire di una nevicata
    ci si sente rapiti
    dal suo fascino bianco
    avvolti dal ghiaccio
    che si rapisce in un respiro
    affannoso che tremando
    si abbellisce nelle sue forme
    più chiare come limpidi occhi
    tra pensieri cancellati
    dalla morbidezza sinuosa
    di un delicato lenzuolo
    e invisibili stelle
    rinchiuse da una notte eterna

     

     
  • 09 gennaio alle ore 15:45
    Dalla finestra

    Dalla finestra
    il cielo si respira
    nell'arduo di un pensiero
    che angusto si posa
    su una pioggerellina
    sottile in un arrivederci
    alle feste finite
    riflesse nel verde
    invernale, un tempo
    lasciato nelle rive
    a raccogliere gli ultimi resti
    di conchiglie cercate
    adagiate sul bordo del fiume
    malinconico e triste
    che l'aria assorbe

     
  • 04 dicembre 2017 alle ore 9:44
    Canzoni intramontabili

    Hanno un volto
    una sola faccia
    ti emozionano
    come gocce di profumo
    si espandono sentendole vive
    ogni volta che le ascolti
    Ti fan venir voglia di seguire 
    quel ritmo vecchio
    ma che vorresti seguire sempre
    L'umore migliora, gettando lo sguardo
    infelice cambiandolo con un altro
    Ti muovi danzando oltre quel sipario
    di un errante destino che ti ha infastidito
    molte volte incominciando a farsi sentire
    quando la musica finisce e sola ti lascia
    nel vuoto del tempo

     

     
  • 13 ottobre 2017 alle ore 11:24
    Nelle sere

    Nelle sere di certe giornate
    il tempo mente
    vaga nel suo mondo
    che non ha ritorno
    si concede a pause riflessive
    vorrebbe mettere tutti i tasselli
    a posto rivedere storie passate
    come temporali d'autunno
    che gocciolano immensamente
    riprendere fiato, e attendere
    di illuminarsi ancora
    e trovare un piccolo tassello
    spostato da una lingua
    spaventata dai suoi imbrogli
    senza fine

     
  • 05 ottobre 2017 alle ore 17:01
    Nella terra bisognosa

    E' lei, la semplicità, che non mette in difficoltà
    è lei che d'innanzi a una parola in più
    fa risplendere  volti che pensano di non avere un futuro
    che possono vederlo soltanto in un miraggio
    Lei è la vita, con le sue doti gentili, che si appresta
    a ridare speranza alle genti scoraggiate 
    da un ingorgo di fiumi che si intrecciano
    fermando un cammino spaventato
    e abbandonato, da quelli che molta strada fanno
    e non varcano un respiro nella terra bisognosa

     
  • 11 settembre 2017 alle ore 18:23
    Arrivò all'ìimprovviso

    Arrivò all'improvviso
    quell'aereo si schiantò
    il pianeta tremò difronte
    ad un boato che nel cielo
    occhi arrivarono scrutandolo
    e pensando da lontano
    Immediatamente la notizia
    si diffuse, in quel vuoto
    devastante, ove invisibili pianti
    presero posto ad urla silenziose
    fornite a televisioni
    che fecero il giro di tutto il mondo
    con il fiato sospeso, in interminabili
    voci di domande numerose

    11 settembre

     

     
  • 17 giugno 2017 alle ore 22:44
    Riscrivi il tempo

    Riscrivi il tempo e pensi
    a quello che è passato
    e poi lo scegli, fra tanti
    dispiaceri. È lui che vuoi
    non lo cambieresti, neanche
    per un miliardo di stelle
    anche se sono più belle
    più intelligenti. Ti accontenti
    non dici niente, ma capisci
    che la tua ragione di esistere
    può aiutare a dimostrare
    che non bisogna demoralizzarsi
    perché c'è solo un'alternativa
    o proseguire, oppure spegnere
    tutti i riflettori e prenderci il posto
    che ci aspetta lassù, senza ma
    senza se, nel paradiso spensierato
    dei colori infiniti, ove il tramonto
    si addormenta rapidamente
    abbracciato ai pensieri finiti

     

     
  • 17 gennaio 2017 alle ore 16:34
    C'è deserto nell'aria

    C'è deserto nell'aria
    la paura sgretola
    il mondo. Lo invita
    a munirsi di spade
    a salvare l'anima
    a fronteggiare fantasmi
    usciti da covi
    scurissimi, un'ora di respiro
    soltanto, nei nascondigli segreti
    rimprovero alla vita
    che nulla non fa
    per mettersi al riparo

     
  • 08 gennaio 2017 alle ore 10:57
    Non cercare di capire

    Non cercare di capire
    perchè è il silenzio
    che ti spiega
    lui è la soluzione
    di tutto, è il mezzo
    che fa arrivare
    alla verità, verità attesa
    in un temporale di fine estate
    fra parole forse molte
    molte da soffocare, toglierti
    una calma vera, quella sempre
    cercata, che quando arriva
    rimpiangi, di non averla trovata prima

     
  • 27 novembre 2016 alle ore 22:21
    Nelle ombre ti specchi

    Quando perdi una mano
    sicura, nelle ombre ti specchi
    e cammini inseguendo il vento
    tornare vorresti rivedere quelle onde
    calme attraverso l'anima
    spenta al centro di un vuoto
    che rimane su di un fianco penetrando
    mentre senti palpebre leggere
    dove scendono gocce di pioggia
    che lavano dolori, forse per sempre
    come acque infinite

     
  • 25 ottobre 2016 alle ore 17:14
    Ballerina

    In un soffio sei felice
    voli come una colomba
    sulle punte danzi
    e attenta il pubblico guardi
    mentre giri saltellando
    nelle tue morbide grazie
    rivestite di un bianco soave
    in un unico balletto che avvolge
    nella magia della tua bellezza
    con i capelli ben raccolti
    Sul palco ti lasci andare
    ed i fari alti, illuminano
    la danza, applaudita dopo
    un silenzio educato
    nel cuore che batte
    emozionandosi

     
  • 06 settembre 2016 alle ore 16:39
    Ombre dubbiose

    Un colore è mutato
    è diventato più opaco
    quei valori salgono
    tendono a salire
    e le giornate pensano
    guardandosi leggendo
    qualche riga per trovare
    risposte distensive
    in ombre dubbiose

     
  • 06 settembre 2016 alle ore 12:17
    Quando l'ispirazione non c'è più

    Un raggio di sole
    se ne va. Ti lascia
    senza parole
    fra lacrime di un vento
    che tiepido si scioglie
    scrutandoti tra righe
    di un foglio dove
    non sai cosa scriverai
    Guardandolo pensavi
    a quanta ispirazione
    arrivava, e sprigionava
    la tua fantasia.
    Tu felice scrivevi
    la tua penna scorreva
    in frasi
    che non avresti mai
    creduto potessero arrivare
    prima di fermarti a pensare
    nella malinconica
    poesia, tenuta stretta per un po'
    e dopo pubblicata timidamente.

     
  • 08 agosto 2016 alle ore 23:06
    Apatia

    Ti perdi in quelle
    oscure dimensioni
    che non possono
    essere adatte a te
    Ti perdi mentre provi
    a cancellare ricordi
    fastidiosi e noiose
    interruzioni in zone
    limitate per te
    Ti perdi in quei segnali
    che ti lanciano quelle vie
    vivaci, e tu, stanca di esser
    viva, vorresti addormentarti
    assaporare soltanto la vera
    serenità, che senti solo tu
    dentro di te, accompagnata
    da una musica soave
    nel silenzio del cuore

     
  • 08 agosto 2016 alle ore 11:03
    Quegli alberi

    Quegli alberi si abbattono
    cercano un sostegno
    e lo cercano morendo
    Fra le case sbiadiscono
    Uno scroscio d'acqua
    incessante cerca fra siepi
    la pace ed una culla che conforta
    lasciandoci sereni
    farci scoprire parti migliori
    accantonate in angolini sfruttati
    negli stessi dialoghi
    che non hanno mai fine

     
  • 25 giugno 2016 alle ore 8:07
    Illusioni nel buio

    Albergano nelle reti
    dei lamenti
    che intrappolano i sogni
    ad occhi aperti, dicendosi
    è vero, verissimo
    non può essere falso
    e si prova a trovar
    un altro alibi
    più convincente del primo
    sospeso ad una cordicella
    che tintinna, aspettando
    di esser sostituito
    dal suo successore
    mentre il viaggio
    prosegue, verso la meta
    bellissima, quella sperata
    vissuta in armonia
    dove ti convincono ad illuderti
    ancora e fantasticare all'orizzonte
    allontanato dalla magia
    nel sole senza un sorriso
    con un'altra melodia

     

     
  • 22 giugno 2016 alle ore 9:49
    Senza una continuazione

    Aprono spie scure
    appaiono come lingue
    biforcute, nei soli
    di complessi vani
    che tengono tendoni
    scuri dividendoli
    e subito richiusi
    la luce non deve entrare
    deve rimanere coperta
    dalle tenebre inabissate
    nei luoghi delle tombe
    centenarie, ove la nascita
    non viene ricordata
    sepolta dall'infinito
    da quelle distese di ghiaccio
    glaciale, abitate da bestie
    in via di estinzione, su lastroni
    senza una continuazione

    NB mi riferisco ai misteri

     
  • 04 maggio 2016 alle ore 16:52
    Si smorta il sole

    Si smorta il sole
    coprendo il giorno
    che nel buio non respira
    ed il sospiro cresce
    negli occhi in fari
    luminosi
    dove si rivedono
    oggetti fuori posto
     

     
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  • 27 febbraio 2014 alle ore 16:58
    Innamorata dell'esistenza

    Come comincia: Quel giorno Roberto, non era tornato a casa, Regina sapeva che al suo ritorno l’avrebbe tradita, troppo tempo era stata via sistemandosi in un paradiso dove i brutti ricordi scivolavano sulla sua pelle recisa dal tempo. Quegli anni sfuocati, riflettevano su di essa, chiedendosi: perchè, diede la mano a un uomo, insolente, attaccato al lavoro e poco alla famiglia, a lei, ai bambini, che proprio lui, in un primo momento desiderava? Regina smise di pensare, accendendo la radio e ballando immersa dal calore creato, nell’appartamento luminoso, tappezzato da quadri meravigliosi, pieni di natura, non contaminata, dipinti dalla bravura di un giovane pittore poco conosciuto, ma che lei insieme al suo bambino più grande, tantissimo amava. Essa ad un tratto, distolse l’attenzione dai suoi pensieri, decidendo di rivedere gli abiti nel grande laboratorio delle sarte, lasciate sole, per mesi, senza avere i suoi consigli, che esse apprezzavano tanto, perchè Regina oltre ad essere una brava stilista, era molto attenta, ai loro problemi, di donne, trascurate dal marito, proprio come lei, innamorata, dell’esistenza.
     

     
  • 26 febbraio 2014 alle ore 8:37
    Le campane suonavano

    Come comincia: Le campane suonavano a festa, il matrimonio di Stefano e Marina era stato celebrato in una chiesa gotica romana, con navate meravigliose, lunghe e larghe, che catturavano gli invitati degli sposi molto eleganti, contenti di essere li, per quell evento tanto voluto, da un periodo dove esisteva solamente delusione, caratterizzata dai momenti inconsueti, litigi all’ordine del giorno, che straziavano il cuore. Essi prima di sposarsi si ripudiavano, perchè troppo diversi. Lei proveniva da una famiglia altolocata, possedeva terreni, ville, su altipiani di montagna, dove andava spesso, per sentire il silenzio, e ammirare i prati in fiore, quando la neve si scioglieva, e il sole arrivava a scaldare la solitudine di una mamma premurosa, che Marina adorava, comprandole tutti gli anni un regalo per il suo compleanno, festeggiato in ristoranti famosi, molto richiesti. Sua madre era stata lasciata dal marito, giocatore d’azzardo, oltre che direttore bancario. Stefano al contrario di lei apparteneva a una famiglia contadina, la quale viveva con poco, ma era felice, unita, ogni giorno mangiavano tutti insieme, in una rustica cucina, scaldata da una stufa a legna, in certi periodi anche d’estate, per via del bosco, che si trovava a fianco all’abitazione. Loro comunque impararono ad amarsi, e a capire che il vero amore prevale su tutto, e niente è più forte di lui
     

     
  • 25 febbraio 2014 alle ore 15:38
    Firenze addormentata

    Come comincia: Faceva freddo, le sue mani non sentivano più niente, sembrava quasi che avesse perso sensibilità, lucidità, sotto quella coltre di neve bianca, che le aveva fatto dimenticare come lei e Giorgio si fossero lasciati, quella giornata, iniziata bene, ma finita male, vicino alla propria abitazione, “villa stupenda”, con piscina, dove ai bordi della vasca prendevano spesso il sole, vicini vicini, senza staccarsi gli occhi di dosso, per un paio d'ore, finchè il tempo glielo permetteva, e la voglia non smetteva, di conoscere bene, il vero motivo, del perchè volevano stare insieme per sempre, viaggiando su strade che li conducevano sul posto di lavoro, “edificio enorme”, frequentato da colleghi avvocati, due dei quali uomo, e donna, che si davano da fare, per complicargli la vita, cercando di farli dividere, per riavere il controllo, di un processo, che avrebbe dato ad essi maggiore popolarità, maggiore ricchezza. Laura piangeva, ripensando al diverbio avuto con lui, alle parole cattive, che dicevano: vattene, tu non puoi stare con me, stamattina sono stato dal dottore, e mi ha dato la conferma che tanto temevo, dicendo che non potrò avere figli, con nessuna, per una malattia avuta da ragazzo, in un'età un pò avanzata. Essa a quel punto, scappò, e si ritrovò sola, chiamando un taxi, che la portò all'aereoporto, dove prese un aereo, per una destinazione molto lontana, affianco a uno, che la guardava, mentre si sistemava i suoi lunghi capelli e lasciava Firenze, addormentata

     
  • 24 febbraio 2014 alle ore 22:48
    Là fuori sapevano

    Come comincia: Rientrò in serata, nell'albergo, dalle luci soffuse, che scoprivano un'eleganza che lasciava senza fiato, in una stanza bellissima, dove c'erano vasi pieni di fiori profumati, nascosti da tende, alla vista di chi ci abitava di fronte. Là fuori sapevano, che era frequentato da un'attrice di teatro affascinante, che recitava divinamente, davanti ad un pubblico attento, seguendo la bravura disinvolta e audace dall'aria solare. Girava quasi tutta l'Italia, avendo sempre tanto successo. Valentina ne era fiera, ma in alcuni momenti no, perchè aveva perso l'amore, un uomo stanco, della sua passione, dei suoi continui spostamenti. Thomas era una persona riflessiva, che si conosceva molto bene, sapeva esattamente di cosa aveva bisogno, qual era quella lei, che poteva veramente conquistarlo. Lui viveva la sua vita, chiusa, nella cattiveria degli altri, a volte insopportabile, per quello che faceva. Egli scriveva, pubblicò tanti libri, che purtroppo solo pochi avevano avuto ottimi risultati, non riuscendo a guadagnare abbastanza, neanche per poco tempo. Valentina quella sera si distese presto sul letto, voleva pensare unicamente a lui, a quando le massaggiava il collo, e le diceva ti amo, nel fruscio del vento agitato, che lo guardava vicino a un camino, posto accanto al divano, scaldato anche da un cagnolino innamorato della sua padrona, che lo viziava. L'attrice all'alba decise di prepararsi, indossando un abito fresco, dai colori vivaci, correndo da Thomas, che le corse incontro, al centro della citta piena d'arte, importante, incoronata da un anello al dito meraviglioso, e una nascita inaspettata

     
  • 26 dicembre 2011 alle ore 14:13
    Si allontanava rapidamente

    Come comincia: Era bello quel giorno, il vento stava spazzando le nuvole e il suo umore cattivo che voleva pensare a lei, non riusciva, suo figlio un bimbo piccolo si trovava in ospedale, sua moglie lo aveva dato alla luce con tanta gioia, andando via, dopo poche ore dal parto. Il cuore non era riuscito a sopportare quel lungo travaglio, che poteva evitare, se il personale di turno si fosse precipitato tempestivamente nella sua stanza, dove il sole filtrava, illuminandole il viso, sconvolto dal dolore, che appesantiva la sua schiena, sorretta da lui, mentre il sudore gli gocciolava. In quel periodo il reparto si trovava a fronteggiare una situazione di emergenza molto estenuante, erano arrivate tante straniere, sbarcate con mezzi di fortuna, che avevano rischiato di affondare, lontano dalla riva, presa d’assalto, costringendo abitanti di un’isola americana a fare un passo indietro, accettando estreme condizioni per tutti, davvero disastrose. Marina era stata una donna sempre forte, amava la vita e quando conobbe Mauro ancora di più, tanto che si faceva portare in locali lussuosi, dove si baciavano, alla vista di molti, sotto riflettori, testimoni di un amore, sentito e conosciuto, quando tutto ormai per entrambi sembrava finito Erano cresciuti troppo in fretta, il tempo per essi non era stato proprio buono, i loro genitori avevano deciso di separarsi, lasciandoli soli, all’età di quattordici, sedici anni, in una piccola casa, scampata alla guerra, che non dimenticò facilmente, nei lunghi anni vissuti. Quegli anziani si amavano, prendendosi cura calorosamente dei nipoti, i quali li ricambiarono teneramente. La giornata di Mauro cambiò, egli tornando indietro  con la mente rivolta al passato giurò a se stesso di non legarsi mai a un’altra, anche se Gloria in alcuni momenti lo faceva sentire bene come rinato, non appena si poteva sfogare in ufficio, parlando a lei, dei suoi problemi, di essersi innamorato, di una donna malata, consapevole della sua malattia, che presto l’avrebbe uccisa. All’improvviso i suoi pensieri spostarono l’attenzione, al campanello, fuori sul pianerottolo di casa c’era Gloria, desiderosa di vedere lui, che potè guardarlo soltanto dalla finestra, mentre si allontanava, rapidamente