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in archivio dal 09 dic 2011

Maria Angela Carosia

13 marzo 1965, Genova - Italia
Mi descrivo così: Scrivo in diversi siti, e sono in cinque antologie. Ho scoperto di amare la scrittura qualche anno fa, da allora non riesco più a smettere, questa passione mi ha davvero travolta. È uscito il mio primo libro, "Il sole s'affacciava"e un'altra vita. Entrambi vendita online

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  • mercoledì alle ore 11:02
    Il cielo è una speranza

    Il cielo è una speranza, un vuoto che avanza
    Si mette ad osservare manifestando l'ira travolgente
    sentimento distrutto da un sentimento che ignora
    alterando si scombussola
    Disperato affronta pioggia battente
    per l'amore necessario
    Libera l'atmosfera dall'aria inquinata
    viaggi sospesi nell'universo
    Mancherai tu, simpaticissimo tempo
    Ci hai dato stabilità, colei che cercavamo
    Senza te avrebbe contato poco o niente la vita
    unico, intelligente, amico

     
  • 16 giugno alle ore 9:07
    Stella mattutina

    Se comprendessi le parole
    se alla fine di un viaggio comprendessi
    liriche che fanno bene al cuore
    che per amore si uniscono ti sorprenderesti
    accudendole. Non immagineresti neanche un bicchiere
    mezzo vuoto, saresti tu a vedere solo tu la felicità
    di momenti, tutto sarebbe una sorpresa stupenda
    senza aspettarti nulla vivresti nell'attesa perchè senti
    che qualcosa arriverà, una magia grandissima, colma di luce
    Vedresti l'immenso apparire, la forza ti darà all'improvviso
    leggera sarai ed il cielo ascolterà la tua voce lontana
    con corde di violino profumate
    Si espandono sentendo aria fresca e linda nelle narici
    sbocciano e si riempiono di stella mattutina, soltanto

     
  • 16 giugno alle ore 9:02
    Svegliati a primavera

    Svegliati a primavera nel giardino della vita
    che dona colori meravigliosi, manda nell'aria profumi deliziosi
    fragranze parsimoniose deliziano l'olfatto com'è dolce il soffio di un respiro
    e di un vento caldo del mattino. Smette di farti arrabbiare
    ti rilassa, in soffice piuma che vola cantando la ninna nanna
    desideri, cercandola sempre, perchè il vuoto non senti
    ma una leggera piuma che si accende
    Scalda appassendo, mentre racconti vengon fuori
    ad intimare il silenzio. Minuscole sillabe interpretano
    teatri solitari. Palcoscenici appaiono cinguettando
    cori surreali smortano i pensieri e resta la speranza
    a parlare di catene, da chiudere, voler condannare
    nessuna possibilità, al meno corretto
    che le regole viola, pestando i piedi
    senza il minimo pudore di fronte al male

     

     
  • 11 aprile alle ore 8:55
    Sulle pagine del tempo

    Con le favole non si gioca
    ma perchè ci si prova
    dimenticandoci che le parole
    hanno un suono
    battute dai gesti
    di certi sentimenti
    alcuni intensi ed altri meno,
    il perdono poi cos'è
    è una parola grossa
    che va pesata
    a secondo di com'è,
    abbiamo timore
    quando dobbiamo perdonare
    a volte facile
    e all'inizio impossibile sembra
    ed un pugno allo stomaco senti,
    svuoti l'anima
    riconoscerla non vuoi
    esasperata ti consoli
    mostrandoti infelice,
    sfogliando album
    che ti portano
    a ricordare momenti
    in cui pensavi
    di vedere solo pessimi ricordi
    e che dimenticata sarai
    col tuo nome inciso,
    sulle pagine del tempo
    nell'inchiostro terminato.

     
  • 09 aprile alle ore 15:54
    Rumori dentro

    Rammenta il sogno dell'universo
    rammenta i passi fermati, ci sono ricordi che ti incatenano
    ti impediscono di fare anche un solo passo
    aspetti treni persi nelle ore mancate lacrimare ti han fatto
    arrivano i sogni e aprono il cielo ad un tramonto ferito
    sotto gocce di pioggia acida
    quando bagnano rinfrescano
    scivolare addosso le senti
    che piacere sentirle dimentichi tutto
    leggera sei voli con la fantasia lontana ti trovi
    dal male di mille parole odiate
    hai iniziato a trasformarle in ciò che volevi
    schiacciandole forte sentire la pressione che esercitavi
    mentre le scacciavi dalla tua testa spenta
    solamente il vuoto intorno a te ed inutili pensieri
    annientati dai rumori dentro

     

     
  • 05 aprile alle ore 15:30
    Un conflitto interiore

    Essere litigiosi non porta a nulla
    non volersi fidare nemmeno
    Un conflitto interiore sconvolge e si vede
    Difficilmente resta invisibile
    chi è molto sensibile e sta male l'anima legge
    Non può nascondersi da occhi indagatori
    essa che vive per consolarsi criticando
    che solamente così va avanti
    per non pensare alle offese
    al non sentirsi appagata ne fuori e ne in casa
    Se hai bisogno troverai mani protese
    in soccorso ti verranno ma se serena
    ti mostri senza usar la vendetta
    e studi le espressioni di visi
    qualche volta corrucciati
    Esser permalosi e fragili
    per principio è una sconfitta
    un muro invalicabile trovi
    tutti ti voltano le spalle
    criticandoti lasciandoti sola
    anche se non lo desideri
    Dovresti domandarti
    se hai fatto le scelte giuste
    se dividi la tua vita con persone
    che ti ascoltano comprendendo
    innocenti estranei ai mali tuoi
    a non saper, stare bene

    PS: Vivere cosi è un tormento e anche per chi deve subire -

     
  • 03 aprile alle ore 18:28
    Buona Pasqua a te

    Buona Pasqua a te, che vivi nel timore di giorni usciti e mai tornati
    Buona Pasqua a te umile e sincero
    che non giudichi limitandoti ad aiutare il meno fortunato
    sorridendogli incoraggiandolo ascoltando le sue preghiere
    sentite vissute in armonia con le nuvole piene di pioggia
    Buona Pasqua a te riconoscente verso colui che ha donato
    una parte di se nascosta trovata accontentandosi di poco
    Buona Pasqua a te innamorato dei sogni dove il cielo
    inventa un nuovo giardino e moltiplicato per due
    da i frutti al vero padrone senza spacciarli per suoi
    anche se non lo sono, congratulandosi dandogli
    quello che gli spetta con un messaggio od una telefonata
    di ringraziamento come ha fatto lui ricambiandolo
    allo stesso modo. Buona Pasqua a te, che entri nel cuore
    lasciando un segno profondo, davvero immenso, indimenticabile

     
  • 30 marzo alle ore 9:37
    In un volo di gabbiano

    Sei assorta in un volo di gabbiano
    impedisci a tempi di respirare musiche assenti
    forniscono immagini spente distolgono da insicurezze
    munite d'apprensione
    Comprendi sufficientemente lo stato che vivi
    Carichi la batteria e riprendi la vita
    La sfogli riciclandola.
    Poi le spruzzi del profumo a tua scelta
    riuscendo a respirarla magnificamente
    ed una ventata di freschezza ringiovanisce la pelle
    che premurosa lucentezza dona, mostrandosi bella
    come una dea, proveniente dal monte
    dedito al culmine estivo
    che manda odore di arance invernali
    gustose e succose, appetibili per la terra
    e per il suo, respiro cristallino

     
  • 25 marzo alle ore 15:12
    Respiri nel vento

    Puoi avere sensazioni amori che respiri nel vento
    ma vorresti gioire sempre ammirando le stelle e viverle profondamente
    osservandoti riprendi ad ascoltare il cuore della notte con velocità attiva
    saltelli mentre sogni di non esser tu uccidendo la verità che reputi brutta
    quando il blu se ne va o risulta inesistente sin dalla nascita
    ritrovandola percorri piano gli orari e cominci a fregartene del tempo che passa senza riflettere più
    noncurante il ben servito dà, volta le spalle a te persa in un cumulo di piogge
    distrutte dal dolore uscito dai germogli inceneriti
    Comprendi a malapena parole noiose
    Incidi sinfonie rilassanti per le tue paure cercate

     
  • 05 marzo alle ore 15:12
    Con i raggi solari

    Cieli azzurri di mari ed in fiore corteggiano lo splendore di uno sguardo innamorato la brillantezza che emana profuma lieve come un rintocco di campana una nota serena si infrange sul selciato è romantica e rassegnata, ma non perde la speranza confida nella provvidenza che il sole spunterà aspettare sempre non si farà perchè lui, la ama, a dispetto di altri protegge terre svantaggiate e rimproverate, da sballate misure di sicurezza coperte, con quel poco che hanno nelle nebbie speciali inventate, dai venti lontani insaponati, dalle pietre

     
  • 30 gennaio alle ore 22:11
    Nelle notti del cielo

    La notte è fatta per dormire
    come un tempio, per pregare
    che inutile pazzia, graffia il tempo dei ricordi
    Dietro a pareti spesse, si sentivano frasi
    che mormoravano il silenzio, povere di contenuti
    immerse da invidie e malvagità
    incapace di riununciare alle molte agiatezze
    destinate al niente, guardate male
    fra le righe di spartiti suonati
    erano tanti, li avrebbe dovuti suonare
    con lentezza, sommandole
    sentendo la malinconia contagiosa
    il non voler confermare l'amarezza
    di quanta ne ha data.
    Metterla di fronte al fatto compiuto
    unisce un filo strappato
    Debolissimo si sfila.
    Perde i pezzi del destino
    alcuni messi nelle mani del paradiso
    si dividono, per non trovarsi più
    farla finita, dietro a facciate forzate
    che correggere non si riesce
    troppa diversità. negli animi litigiosi
    uno bugiardo, nascondendo
    pesanti, affermazioni
    nelle notti del cielo

     
  • 21 gennaio alle ore 15:34
    Stare in silenzio

    Non voglio pensare a quello che potrebbe succedere
    temo che qualcuno potrebbe lasciarci le penne
    considerare solamente chi sta male è un grosso sbaglio
    anche per lui.
    Un essere umano ha bisogno di sapere
    che non deve seguirlo 24 ore su 24
    che può staccare un attimo.
    Così è sempre forte e chiunque può andargli incontro
    se tutti quelli che lo circondano fanno respirare e non soffocare
    Chi soffoca, ragionando poco lucidamente
    dovrebbe rendersi conto del danno che può fare
    e decidere di prendersene cura e sempre, finchè campa
    oppure stare in silenzio e ascoltando, chi sa, senza interferire

     
  • 13 gennaio alle ore 9:35
    I doni preziosi

    C'è una sola stella che luccica se la guardi ti si apre il cuore e con amore la rendi felice mai soffrirai sentendoti infelice ridendo potrai goderti l'infinito dormire e sognare in una notte che ti protegge come morbidissime coperte avvolgenti piene di calore materno la paura dai tuoi occhi sparirà mai più la vedrai credici perchè solamente credendoci succederà. I doni preziosi accadono senza dubbi senza esitazioni quando li inviti convinta dimostrandogli la tua massima riconoscenza che li stavi aspettando per abbracciarli

     
  • 09 gennaio alle ore 14:29
    Il sorriso degli occhi

    Il sorriso degli occhi, dipinge il vento, colori dell'anima che sorridono anche ad un cielo grigio lo vedono tramontare insieme alle verdi speranze, svanite in valli lontane, enormi praterie che si scrutano e pensano, come sarà il domani, per loro, avranno la libertà, di sperare quando il buio calerà ancora, sulle palpebre stanche, appesantite dai ricordi? Può darsi che vivranno ma come, dopo ferite, che si chiudono a stento, senza rimuoverle, per sempre?

     
  • 04 gennaio alle ore 20:13
    Nel buio di una grotta

    Fai quello che sai fare
    quello che ti piace di più
    perchè il tempo è tiranno
    di te si preoccupa poco
    e se sei malvagio ti getta per terra
    cercando di farti morire
    ucciderti senza pietà
    buttandoti nella forca
    ritrovandoti nel buio di una grotta
    ove sentirai delle urla arrivare
    dall'oltretomba, che rideranno
    provando gusto a vederti marcire
    negli inferi dell'inferno.
    Sprofonderai nessuno ti salverà
    ed il tuo cuore piangerà
    mentre cenere diventi
    con il resto dei giorni
    andati in fumo
    ove la pazzia miete
    nel disordine dei pensieri muti
    risvegliati da ombre grigie
    invadenti, che non capiscono
    quanto possono nuocere
    a chi desidera stare solo
    i soliti discorsi, i troppi timori
    che è insopportabile
    un essere che non sa
    di provare soddisfazione
    se non è assillante
    e se si, accogliere il distacco

     

     
  • 19 dicembre 2020 alle ore 9:28
    Verso l'alba

    Verso l'alba si muove il silenzio dei sensi
    induce a cercar una salvezza
    se la cerchi e non la trovi ti rimane il dolore
    quel dolore che desideri uccidere
    eliminarlo dal tempo che rimane
    come pezzi di pane rappresi
    vedendo il sole addormentato
    tu lo osservi, preoccupata
    stressata dai giorni di misere
    sensazioni. Cupe si prodigano
    a rincoquistar l'alba. Gelata
    riserva un pò di emozione
    tutta quanta rammenta la vita
    fermata ad un angolo di strada
    impolverata che prosegue
    ma non distoglie lo sguardo
    da chi fa resistenza ad una richiesta
    che conferma al vento un passaggio
    ingarbugliato che non scorge
    la luce, ove esserci, dovrebbe

     
  • 16 dicembre 2020 alle ore 9:41
    Tra il vento dei ricordi

    Tra il vento dei ricordi finisce la sera
    e in solitudine racconti la tua storia
    la racconti con emblema attenzione
    modificandola ritagli di giornali
    appendi fra stracci consumati
    osservi movimenti incerti
    ti guardano ma non come vorresti
    tu che calmo sei un altro essere
    diventato appoggiato a lacrime
    infantili la pioggia ancora
    ci sarà diversa però meno amara sarà
    vivremo più tranquilli confondendo
    le stelle nelle tiepide sere
    d'estate dettate dal cuore
    improvvisamente liberi ci sentiremo
    nei bagliori futuri che canteranno
    canzoni passate destinate ad esser
    cestinate dimenticandole volendo
    stanchi di ascoltarle al di fuori
    dei giorni finiti che affiancano
    treni a lunga percorrenza

     
  • 29 agosto 2020 alle ore 16:53
    Una tromba marina

    Una tromba marina si sfoga
    un cono lunghissimo ruota
    si frastaglia verso il cielo
    con una forza disumana possente
    s'impressiona chi l'avvista
    e al di fuori del tempo terreno
    crea un'ondata di sgomento
    e scialbo genere umano
    contorce lo sguardo
    che resta allibito per la potenza
    distruttiva minacciando pure
    il vento, se gli passa vicino
    Terrorismo crea, smuove
    le coscienze, informandole
    delle misure che attuerà
    se il pianeta non verrà salvato
    dai troppi sprechi a discapito
    degli sfortunati sprovvisti
    di immense provvigioni
    per un paradiso preferito
    poteri ha, ne ha sempre
    avuti, togliendoli a povere
    popolazioni dimenticate
    dove soffi di sospiri assenti sono
    imboccando, cortissime vie

     

     
  • 13 agosto 2020 alle ore 16:34
    Cosa ne puoi sapere

    Cosa ne puoi sapere
    di come si vive, in quei granelli
    di temporali che non lasciano la pioggia
    cosa ne puoi sapere, di quel disordine
    che si piega con una mano mentre ti giri
    e non trovi uno straccio di prove
    senza conoscere quel fatidico motivo
    la certezza che spoglia il mistero
    cosa ne puoi sapere, di cosa capita
    ai neuroni, ma soprattutto, all'anima
    ed al cuore, quando vengono invasi
    da un trasformista, che non può rivelare
    la sua parte vera, perché anche lui,
    non la sa? Pensi che è facile
    per un essere umano, conviverci
    se non sa, la verità, che è confuso
    dovendo accogliere comunque,
    le provocazioni?

     
  • 28 giugno 2020 alle ore 11:08
    Pronunciando parole

    Dispiace che tutto finisca
    sapevo che avresti incrociato
    un viaggio e ti fossi ritrovata
    a perderti in un mondo sconosciuto
    Non avevo idea
    di quando il destino ci avrebbe separati
    finendo di parlarci, come facevamo
    saper che desideravi moltissimo
    momenti essenziali per il tuo divenire
    mentre cercavi serenità
    Mi parlavi vicina, pronunciando parole
    grandi, profonde, le uniche
    in grado di farti sentire rinata
    essere felice di esserci senza stupirti
    Anche tu facevi parte di questa terra
    imbrogliata, dagli scherzi del vento
    Avevi necessità, di veder un pò di chiaro
    che ti circondasse, facendoti brillare
    come una dea, creature, tutte
    contente di sé.

     
  • 15 maggio 2020 alle ore 16:21
    I ricordi sono soffi

    Ci dimentichiamo
    che i ricordi sono soffi
    e vivono improntati
    sulle incertezze
    manipolare
    non li possiamo
    son passati
    che vanno accolti
    come sono
    Amarli no, ma raggiungerli
    si, in questi tempi duri
    dove neanche i silenzi
    custodiscono l'anima
    saranno loro a guarirci
    a renderci più forti
    facendo comprendere
    lo stato in cui siamo
    che potremmo affrontare
    uscendone vivi
    dal tunnel dubbioso
    inseguito da raffiche di vento
    in poverissime zone
    quasi dimenticate
    goccioline di sudore
    aggrappate, a delle funi
    sfilacciate

     

     
  • 12 marzo 2020 alle ore 17:28
    Favola dagli occhi a mandorla

    Favola dagli occhi a mandorla
    nell'ombra scruta il verde
    dell'innocenza
    che tuttavia
    non proprio innocente è
    lati nascosti ha
    e son quelli cattivi
    che si mascherano
    e rivivono una nuova identità
    sforzandosi di essere
    quello che non sono
    indossando abiti
    per niente adatti
    all'immagine che indossano
    sempre in tutte le occasioni
    di finte espressioni
    destinate ad impazzire.
    Riconosce che è come un sogno
    e si illude di poter cambiare
    vestendosi d'aurora resuscitata
    fra terreni incontaminati.
    Li fa suoi camuffandoli
    senza esserne sicura
    che accolta verrà
    facendola sentire
    comodamente
    a casa sua

     
  • 13 gennaio 2020 alle ore 12:05
    Senza trovare un pò di pace

    Se l'ombra
    potesse parlare
    dicesse come guarire
    dai tormenti
    di certi che consegnano
    la chiave alla ricchezza
    e da lei si fanno plagiare
    forse non rischieremmo
    di trovarci difronte
    a degli ingordi
    che finiscono
    dichiarando guerra
    ai deboli ed onesti
    che pensano
    alle solite cosine
    quelle che rendono
    felici, senza avere
    troppe manie
    di correre come pazzi
    senza trovare un pò di pace

     
  • 13 gennaio 2020 alle ore 9:25
    Il rumore del silenzio

    A tratti scruta il cielo
    e cade. Lui parla
    commenta gocce
    di pioggia
    che sbattendo sugli scogli
    imponente si schianta
    veloce raggiunge
    il massimo dei poteri
    ne ha molti
    ruba energie
    dalle forze
    della natura
    e le sovrasta
    Il gorgoglio dell'acqua
    gli dona serenità
    gli animali versi
    che tuonano nella mente
    talmente forte
    da ricaricarla
    generano in lei
    assoluta potenza
    E' splendito tutto questo
    essenziale per godersi
    l'assenza del male

     
  • 09 gennaio 2020 alle ore 15:45
    Possessività

    Ti tormenti
    ferisci mettendoti
    ad insinuare
    che non centri
    formi dei pericoli
    non vivi
    se non accetti di curarti
    alcuni hanno la peggio
    tu sì, ma più protezioni hai
    affinchè le batterie cariche sono
    Vigili, guardando sguardi
    li controlli, che non ti vengano
    rubati, al ferir delle emozioni
    con le tue stesse mani
    t'incateni, vieni usata
    e poi gettata nell'oceano
    nuoti sobbalzata da onde
    giganti schizzandole
    liberandotene
    dandole ai malcapitati
    Poveretti, farli soffrire
    perchè, loro, non colpevoli
    di questa croce
    odiata e dannata
    dal cosmico cielo
    assorbito da veleni
    soprannaturali?
    E'indemoniata
    corpi estranei
    la trasformano
    in un essere artificioso
    e molto cattivo

     

     
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  • 10 aprile 2020 alle ore 17:09
    Meno dolorosa

    Come comincia: Quando chiama insistentemente
    obbligando qualcuno a ripetere più volte
    quello che è già stato detto significa
    che è in crisi
    se si rifiuta di capirlo, o non lo capisce
    i rapporti vanno interrotti e lo deve capire
    Se insiste a procedere su quella strada
    allora deve capire che se non cambia vita
    resterà così con una certa agitazione addosso
    che però, non ha il diritto  di addossarla sugli altri
    Quando si da tanto fastidio anche se non si vuole essere
    aiutati bisogna allontanarsi chiarendo alcune cose
    che non si sopportano, con quelli, i quali, si ha a che fare
    vivendoci insieme. Se non lo fa, continuerà, è facile
    ad essere scontrosa, che poi la gente si allontana
    ed è bruttissimo, per lei, innamorata della compagnia
    Arrabbiarsi, sputare fuoco su tutti, rovina solamente
    quello che si è costruito quindi meditare
    per non fare scelte sbagliate. All'inizio chiunque
    sembra bravo, innamorato perso, ma potrebbe fingere
    perchè le piace comandare, sentirsi  vulnerabile
    dimostrare di saper esercitare la sua forza, imporre il suo essere
    maschio, forte e non debole. La vittima se vuole illudersi
    senza ascoltare coloro che ci tengono ad aprirle gli occhi
    ha il dovere di tenersi tutto per sè, pure i figli, debbono esserne
    all'oscuro, perchè sono i primi, a non avere nessuna colpa
    Cercare il pelo nell'uovo per non farsi dire te l'avevo detto
    parlando di argomenti che non sono quelli i veri problemi
    a far scaturire un malessere profondo, non serve nemmeno
    a se stessa, ma di parlarne con uno specialista sì, se la fede
    non basta, dopo ovviamente, trarre delle conclusioni
    che aiutino a trovare una soluzione, meno dolorosa

    NB: Riflessioni rivolte a persone che sono così

     
  • 18 dicembre 2019 alle ore 0:09
    Che cosa rappresentava per lei?

    Come comincia: Che cosa rappresentava per lei? Proprio non si sa, una persona o un demonio che puntava dritto il dito per far danni a suo piacimento? Usciva e quando rientrava era un altro. Escogitava piani. Nella sua testa gli frullavano cose apparendo sereno mai poi sentendosi dire di no, che non sarebbe stato accontentato per avere più soldi a disposizione il suo umore si incrinò, inventandosi qualcos'altro o cercando un alleato che potesse permettergli di realizzare quello che avesse in mente. Tantissime guerre creò, fingendosi di essere sempre una vittima raccontando come visse da bambino che una vita facile non ebbe. Trascrisse delle pagine. Ogni giorno le riempiva prese nota di quello che sentiva e vedeva un'idea che servì per sopportare dando luogo ad una speranza ad una via d'uscita finendo tutto quel gran casino. Viveva sognando, con uno sguardo languido. Le porte si aprivano dentro passi più volte veloci, alquanto strani. Al chiuso si sentiva soffocare anche solo mezza giornata per sentirsi prigioniero. Non c'era un momento in cui non smettesse di pensare, la sua mente era continuamente al lavoro, progettare doveva dicendo bugie a non finire. Quanto rumore usciva dagli strumenti che costruì, portandoseli ovunque sperando che molti lo notassero dicendogli bravo per qualsiasi cosa facesse. Era anche una malattia, quella che lo rese veramente euforico. Un senso a tutto questo c'era, ma è possibile, che dipendesse solamente dal suo stato di salute e non dalla personalita? Se lo chiedeva spesso dicendo a se stessa tante volte che non poteva essere. Capì, ascoltandolo, che dava risposte giuste, tacendo quando doveva e sapeva quando era finito dalla padella alla brace, quindi si convinse che fingeva, con le nuvole che si abbassavano. La nuvolosità in aumento appariva con forti precipitazioni temporalesche. Rimase comunque nel vago, perchè nessuno le spiegò. Nessuno voleva affrontare questo argomento per quanto delicato fosse, trovandosi i malcapitati in balia del vento, senza cinture allacciate bene. Curarlo bisognava, qualcuno però non prese le giuste precauzioni, forse per la troppa debolezza che regnava in un cuore in tessuto di lana, dove si prosciugava, aumentando la sete

     
  • 15 dicembre 2019 alle ore 22:13
    Racconto giallo. "Sbattendo la porta"

    Come comincia: Fiorella: ciao Viola, stanotte è entrato nella mia stanza mentre dormivo credo volesse ammazzarmi.
    Viola: e perché dovrebbe farlo, cos'hai fatto tu per meritare una fine bruttissima?

    Fiorella: lui vuole tutto e io spesse volte glielo impedisco. La mia unica colpa è questa, che poi lo faccio anche per lui, intendiamoci. Abbiamo costruito insieme quello che abbiamo e da anni pensa di campare senza preoccupazioni. Detesto questo suo modo di vedere le cose carissima Viola

    Viola: fai bene ad essere dura e che eviti di uscirci insieme. Vorrei tanto che tu potessi andartene via da qui. Dovresti cercarti un'altra casa.

    Fiorella: ma se io me ne vado perdo tutto.

    Viola: non penso, qualcosa ti resterebbe e anche se poco pazienza. Ciò che conta di più è che tu non lo hai vicino ad assillarti continuamente.

    Fiorella: ci sono momenti che dico ma si, me ne torno al mio paese dove la gente è più vera rivedere quelle amiche e organizzare qualche festa in casa come si faceva una volta con il sorriso che mai mancava rispettandoci senza provare invidia per nessuno. A quei tempi si viveva davvero e non come oggi con troppe esigenze e tanta indifferenza. Viviamo facendoci del male ogni giorno non pensando ai giorni volati.

    Viola: Fiorella adesso basta, smettila di deprimerti, pensa alle tue figlie.

    Fiorella: certo hai ragione Viola, però quell'uomo mi sta uccidendo. Io vorrei cambiare discorso, se non riesco non è colpa mia, mettitelo bene in testa, per favore.

    Fiorella: me lo spieghi tu, come posso fregarmene? Non lo vedi com'è, pronto ad architettare un piano, per far tanto rumore?

    Viola: che cosa vorresti fare con lui? Che ne pensi di prendere una decisione? Direi che sarebbe il caso di affrontare la questione, cercando innanzitutto di capire chi è, perché sinceramente a me sembra che abbia un segreto che forse si porta dietro da quando era solo un ragazzo.

    Viola: Fiorella devi sapere che mi aveva raccontato alcuni episodi veramente curiosi. Mi raccontò che nel paese dove era cresciuto seppe che un ragazzino che faceva il pastore per un suo stretto parente fu trovato morto. Qualcuno gli fece vedere il corpo e lui che era giovanissimo rimase scosso da non riuscire a dormire , vedendo quando chiudeva gli occhi anche se non dormiva fiamme alte ed aerei che volavano sulla sua testa.

    Fiorella: io Viola, se potessi me ne andrei all'estero per non farmi più trovare se soltanto avessi il coraggio di farlo, ed invece mi ritrovo sempre qua parlando degli stessi problemi che mi irritano tanto. Non so che fare con quest'uomo è avvilente addossandomi colpe che non ho.

    Viola: io ti sono amica, potresti venire da me se vuoi. La casa è piccola ma potrei ospitarti, poi nel frattempo, vedremo gli sviluppi di questa complicanza che onestamente tu, avresti dovuto darci un taglio quando ti accorgesti di quegli strani comportamenti abituali. Potremmo prendere informazioni su di lui.

    Viola: io Fiorella sono tentata ad andare a parlare con dei conoscenti assieme a te. Verresti? Dimmi di sì, te ne supplico.

    Fiorella: va bene Viola. Dimmi da dove vuoi che incominciamo. Intanto vorrei recarmi in banca per scoprire se ha aperto nuovi conti e se si, a favore di chi.

    Fiorella: ma chi ti dice, che puoi?

    Viola: posso, conosco uno che mi conosce da vent'anni e abbiamo la stessa età. È una persona gradevole emiliano di nascita matto per i computer che un giorno si era messo a giocare in borsa ritrovandosi senza un soldo. Ci volle parecchio per lui, per rivedere la luce. Quando ci riuscì, diventò più sensibile, aprendo un locale per donne spaventate fuggite da storie che le avevano rapite.

    Mauro: ciao Fiorella devo parlarti. Mauro sono impegnata, che cosa vuoi ancora, si può sapere. Non credi che sia arrivato il momento di farla finita. Lui al telefono la sentì particolarmente agitata. Si meravigliò, pensando che dietro a questo suo cambiamento ci fosse una persona a proteggerla da renderla forte. Quando la conversazione terminò, Mauro si vestì e scese a piano terra comunicando al portiere che doveva assentarsi dallo studio pubblicitario per circa quattro ore. Salì sul suo fuoristrada facendo inversione di marcia. Aveva i capelli al vento, elegantissimo ed un'abbronzatura quasi perfetta. Sembrava un divo di Hollywood. Era nervoso correva come un pazzo non rispettando i semafori la casa dove viveva con Fiorella distava due chilometri dal suo studio, non poté trovarlo nelle vicinanze per questioni economiche. Prezzi veramente troppo alti per le sue possibilità. Mauro mise il viva voce e compose il numero della moglie quell'attesa lo innervosiva pensare che lei era un'altra e poteva aver scoperto il suo lato interiore gli sconvolgeva la mente. Egli era un bugiardo cronico e non voleva che nessuno lo scoprisse. Viola rispose ma riattaccò immediatamente.

    Mauro: la sua voce grintosa gli fece paura, il cuore sobbalzò nel petto. Fiorella ebbe la sensazione che lui volesse raggiungerla allora prese il cappotto e raggiunse il taxi che la stava aspettando. Quando sali, disse all'autista di accompagnarla in banca guardandolo con un'aria molto infelice. Viola si sedette vicino a lei sul sedile posteriore mentre dallo specchietto notò un uomo subito non lo riconobbe ma dopo sì, comunque ormai si stavano allontanando non erano lontane ma lui non avrebbe provato lo stesso ad inseguirle non voleva dare nell'occhio. Salì nell'appartamento entrando scorse una lucina che proveniva dalla stanza delle figlie. Esse a quell'ora dovevano essere uscite da circa due ore. Al mattino solitamente alle 7 erano già sulla porta per recarsi a scuola. Ciò lo mise in allarme avanzando delicatamente nell'ingresso di un corridoio semi buio. Il suo volto si specchiò. C'era uno specchio rettangolare spostato da una parte messo per potersi ammirare. La figlia maggiore odiava quella egocentricita' e lui la sua disapprovazione, non la vedeva per niente di buon occhio. Le pupille di Mauro scorsero una figura alta 1,65 capì che in casa qualcuno lo stava aspettando e chi. Perché sei qui, papà, gridava la ragazza. Lei sperava in quel momento che cadesse. La sua vicinanza era irritante come un tuono tempestoso che investe il cuore e ruba la voce. Uscì allo scoperto, accendendo la luce. Il buio scomparve ora potevano fissarsi negli occhi. Papà, che ci fai qui, non dovresti essere al lavoro? Tu invece a scuola, esatto? Disse con un sorriso sarcastico. Sonia s'intimori, non gli sembrò, calmo davvero, come voleva far sembrare.

    Sonia si fece coraggio, dicendo: papà perché non mi dici chi sei, ti tieni tutto dentro, menti spudoratamente. Hai mentito a tutti, con quale faccia, mi domando io? Scusa ma come puoi insinuare questo? Stai delirando figlia mia. Sono un padre che lavora, ho sempre portato i soldi a casa non vi ho mai fatto, mancare niente, trattando tua madre come una signora che se non fosse stato per me avrebbe continuato a vivere dove viveva.

    Sonia: papà sono una ragazzina, non stupida, convincitene per favore. Dovresti spiegarmi perché sei venuto. Non sono tenuto a darti spiegazioni quindi aspetta tua madre e in silenzio. Siamo intesi?

    Sonia rabbrividì. Suo padre le mostrò i denti, quell' interrogatorio la stava logorando. Egli si accomodò sul divano versandosi del moscato glielo dette un viticoltore pugliese che trascorse tutta la vita nei campi prendendo tanto sole e tanta pioggia nella felicità la troppa fatica veniva ricompensata dagli abbracci della moglie e dai figli al suo rientro in casa.

    Mauro: mentre beveva dei passi avanzarono, era lei la moglie incredula, per quello che l'impiegato le disse.

    Mauro aprì un altro conto ma non seppe a nome di chi. L'impiegato, non volle svelarlo, si preoccupò per essa che la vide molto provata per ciò che scoprì. Nel taxi Viola le svelò dei segreti. Lo aveva seguito per due settimane di fila quando staccava dal lavoro ritrovandosi in un pub pieno di clienti. Mauro un essere egocentrico che non si capiva o troppo chiuso volendo star solo per ore nella sua camera oppure trascorrere il suo tempo quando poteva nei labirinti della bellezza di Giamaica per meditare facendo yoga con una insegnante dagli occhi stregati come quelli di una zingara. Da essa si sentiva ipnotizzato. Metteva musiche rilassanti consigliandogli di immaginare di vedere una barca al centro di un lago sotto un cielo senza nuvole. Mauro la sentì entrare. Fiorella procedette di corsa verso il salotto. Quella mattina ne aveva sentite troppe di cose da non poterne più. Pensò di non dirgli nulla e chiedere il divorzio. Un'ombra si rifletee sul muro maestro. Entrambi si accorsero dell'altro. I loro volti increduli per qualche istante restarono paralizzati, però non persero l'occasione di dirsi di tutto, dire che il loro amore era finito e per sempre. Egli pensando di volersi sentire libero, come non lo era mai stato, non ebbe nessuna difficoltà ad accettare la separazione. Mauro uscì dall'appartamento senza nemmeno salutare la figlia disperata, sbattendo la porta

     
  • 13 dicembre 2019 alle ore 14:55
    Guardò il soffitto

    Come comincia: Comandava senza riflettere alle conseguenze. Adele impertinente rincorreva sogni che li viveva come se potesse affrontarli veramente la sua ossessione insistente si ripercuoteva fissata in un punto della mente. Appoggiata al cuscino guardò il soffitto le diede dei suggerimenti che si contorcevano su di essa e più pensava e peggio era. I tramonti l'accompagnavano sempre, ogni minuto un problema di quelli complicati senza provare una gioia immensa con molta leggerezza scrollandosi negatività, tutte quante, per ringraziare felicemente.
    In un contrasto di parole, i ricordi si assopivano, tenui come spine. Le offese subite, ciondolavano cadendo ad ogni passo sui bordi di vie pericolanti. Le pareti del cuore indurite adoravano la pioggia e il ticchettio delle gocce sui vetri. Com'era rilassante, sentirli, al posto delle voci del giorno. Nella sua vita c'era un segreto se lo portò appresso ma lo svelò. Un beneficio volle, che accadesse, il solo scopo di sapere che tutti potessero sapere anche famiglie non toccate e forse consapevoli, responsabili, di non aver detto, quel nuocere distruttivo posto ai lati delle stanze dai muri spessi ed uno sottile. Molta falsità traspariva. Rispose attaccata al telefono, con il filo in mano. Cercava di apprendere spiegazioni vane nessuna verità a galla venì.
    Lesse lettere, in alcuni pezzi si soffermò, osservando certe frasi che le fecero comprendere cose sfuggite lasciate a macerare, che prendessero forma, riciclandole. Conveniva a cervelli non curanti, di proseguire e spartirsi torte farcite buonissime lasciandone di vuote, al meno, arioso, che tante porte per lui rimasero ben salde ma rivolte ad un cielo nebuloso tratto da un'immagine dal battito violento, preso dalla scossa rumorosa, con brividi inespressivi.
    Una frase trovò, in una lettera, nella quinta riga. Quella capii, che era la chiave giusta. Le fornii alibi, vicini alla verità, illuminandole la traiettoria. Percorreva via via, momenti sepolti e mai visti conoscendoli solamente per sentito dire, nel cammino di camini accesi di giorno messi ogni tanto a dormire immersi nel silenzio fluttuante di un'alba gelosa di lei, rincorsa dall'aria indispettita, a volte pungente, nel sogno di domani, sognandolo splendido, con essenza, di rose profumate

     
  • 27 febbraio 2014 alle ore 16:58
    Innamorata dell'esistenza

    Come comincia: Quel giorno Roberto, non era tornato a casa, Regina sapeva che al suo ritorno l’avrebbe tradita, troppo tempo era stata via sistemandosi in un paradiso dove i brutti ricordi scivolavano sulla sua pelle recisa dal tempo. Quegli anni sfuocati, riflettevano su di essa, chiedendosi: perchè, diede la mano a un uomo, insolente, attaccato al lavoro e poco alla famiglia, a lei, ai bambini, che proprio lui, in un primo momento desiderava? Regina smise di pensare, accendendo la radio e ballando immersa dal calore creato, nell’appartamento luminoso, tappezzato da quadri meravigliosi, pieni di natura, non contaminata, dipinti dalla bravura di un giovane pittore poco conosciuto, ma che lei insieme al suo bambino più grande, tantissimo amava. Essa ad un tratto, distolse l’attenzione dai suoi pensieri, decidendo di rivedere gli abiti nel grande laboratorio delle sarte, lasciate sole, per mesi, senza avere i suoi consigli, che esse apprezzavano tanto, perchè Regina oltre ad essere una brava stilista, era molto attenta, ai loro problemi, di donne, trascurate dal marito, proprio come lei, innamorata, dell’esistenza.
     

     
  • 26 febbraio 2014 alle ore 8:37
    Le campane suonavano

    Come comincia: Le campane suonavano a festa, il matrimonio di Stefano e Marina era stato celebrato in una chiesa gotica romana, con navate meravigliose, lunghe e larghe, che catturavano gli invitati degli sposi molto eleganti, contenti di essere li, per quell evento tanto voluto, da un periodo dove esisteva solamente delusione, caratterizzata dai momenti inconsueti, litigi all’ordine del giorno, che straziavano il cuore. Essi prima di sposarsi si ripudiavano, perchè troppo diversi. Lei proveniva da una famiglia altolocata, possedeva terreni, ville, su altipiani di montagna, dove andava spesso, per sentire il silenzio, e ammirare i prati in fiore, quando la neve si scioglieva, e il sole arrivava a scaldare la solitudine di una mamma premurosa, che Marina adorava, comprandole tutti gli anni un regalo per il suo compleanno, festeggiato in ristoranti famosi, molto richiesti. Sua madre era stata lasciata dal marito, giocatore d’azzardo, oltre che direttore bancario. Stefano al contrario di lei apparteneva a una famiglia contadina, la quale viveva con poco, ma era felice, unita, ogni giorno mangiavano tutti insieme, in una rustica cucina, scaldata da una stufa a legna, in certi periodi anche d’estate, per via del bosco, che si trovava a fianco all’abitazione. Loro comunque impararono ad amarsi, e a capire che il vero amore prevale su tutto, e niente è più forte di lui
     

     
  • 25 febbraio 2014 alle ore 15:38
    Firenze addormentata

    Come comincia: Faceva freddo, le sue mani non sentivano più niente, sembrava quasi che avesse perso sensibilità, lucidità, sotto quella coltre di neve bianca, che le aveva fatto dimenticare come lei e Giorgio si fossero lasciati, quella giornata, iniziata bene, ma finita male, vicino alla propria abitazione, “villa stupenda”, con piscina, dove ai bordi della vasca prendevano spesso il sole, vicini vicini, senza staccarsi gli occhi di dosso, per un paio d'ore, finchè il tempo glielo permetteva, e la voglia non smetteva, di conoscere bene, il vero motivo, del perchè volevano stare insieme per sempre, viaggiando su strade che li conducevano sul posto di lavoro, “edificio enorme”, frequentato da colleghi avvocati, due dei quali uomo, e donna, che si davano da fare, per complicargli la vita, cercando di farli dividere, per riavere il controllo, di un processo, che avrebbe dato ad essi maggiore popolarità, maggiore ricchezza. Laura piangeva, ripensando al diverbio avuto con lui, alle parole cattive, che dicevano: vattene, tu non puoi stare con me, stamattina sono stato dal dottore, e mi ha dato la conferma che tanto temevo, dicendo che non potrò avere figli, con nessuna, per una malattia avuta da ragazzo, in un'età un pò avanzata. Essa a quel punto, scappò, e si ritrovò sola, chiamando un taxi, che la portò all'aereoporto, dove prese un aereo, per una destinazione molto lontana, affianco a uno, che la guardava, mentre si sistemava i suoi lunghi capelli e lasciava Firenze, addormentata

     
  • 24 febbraio 2014 alle ore 22:48
    Là fuori sapevano

    Come comincia: Rientrò in serata, nell'albergo, dalle luci soffuse, che scoprivano un'eleganza che lasciava senza fiato, in una stanza bellissima, dove c'erano vasi pieni di fiori profumati, nascosti da tende, alla vista di chi ci abitava di fronte. Là fuori sapevano, che era frequentato da un'attrice di teatro affascinante, che recitava divinamente, davanti ad un pubblico attento, seguendo la bravura disinvolta e audace dall'aria solare. Girava quasi tutta l'Italia, avendo sempre tanto successo. Valentina ne era fiera, ma in alcuni momenti no, perchè aveva perso l'amore, un uomo stanco, della sua passione, dei suoi continui spostamenti. Thomas era una persona riflessiva, che si conosceva molto bene, sapeva esattamente di cosa aveva bisogno, qual era quella lei, che poteva veramente conquistarlo. Lui viveva la sua vita, chiusa, nella cattiveria degli altri, a volte insopportabile, per quello che faceva. Egli scriveva, pubblicò tanti libri, che purtroppo solo pochi avevano avuto ottimi risultati, non riuscendo a guadagnare abbastanza, neanche per poco tempo. Valentina quella sera si distese presto sul letto, voleva pensare unicamente a lui, a quando le massaggiava il collo, e le diceva ti amo, nel fruscio del vento agitato, che lo guardava vicino a un camino, posto accanto al divano, scaldato anche da un cagnolino innamorato della sua padrona, che lo viziava. L'attrice all'alba decise di prepararsi, indossando un abito fresco, dai colori vivaci, correndo da Thomas, che le corse incontro, al centro della citta piena d'arte, importante, incoronata da un anello al dito meraviglioso, e una nascita inaspettata

     
  • 26 dicembre 2011 alle ore 14:13
    Si allontanava rapidamente

    Come comincia: Era bello quel giorno, il vento stava spazzando le nuvole e il suo umore cattivo che voleva pensare a lei, non riusciva, suo figlio un bimbo piccolo si trovava in ospedale, sua moglie lo aveva dato alla luce con tanta gioia, andando via, dopo poche ore dal parto. Il cuore non era riuscito a sopportare quel lungo travaglio, che poteva evitare, se il personale di turno si fosse precipitato tempestivamente nella sua stanza, dove il sole filtrava, illuminandole il viso, sconvolto dal dolore, che appesantiva la sua schiena, sorretta da lui, mentre il sudore gli gocciolava. In quel periodo il reparto si trovava a fronteggiare una situazione di emergenza molto estenuante, erano arrivate tante straniere, sbarcate con mezzi di fortuna, che avevano rischiato di affondare, lontano dalla riva, presa d’assalto, costringendo abitanti di un’isola americana a fare un passo indietro, accettando estreme condizioni per tutti, davvero disastrose. Marina era stata una donna sempre forte, amava la vita e quando conobbe Mauro ancora di più, tanto che si faceva portare in locali lussuosi, dove si baciavano, alla vista di molti, sotto riflettori, testimoni di un amore, sentito e conosciuto, quando tutto ormai per entrambi sembrava finito Erano cresciuti troppo in fretta, il tempo per essi non era stato proprio buono, i loro genitori avevano deciso di separarsi, lasciandoli soli, all’età di quattordici, sedici anni, in una piccola casa, scampata alla guerra, che non dimenticò facilmente, nei lunghi anni vissuti. Quegli anziani si amavano, prendendosi cura calorosamente dei nipoti, i quali li ricambiarono teneramente. La giornata di Mauro cambiò, egli tornando indietro  con la mente rivolta al passato giurò a se stesso di non legarsi mai a un’altra, anche se Gloria in alcuni momenti lo faceva sentire bene come rinato, non appena si poteva sfogare in ufficio, parlando a lei, dei suoi problemi, di essersi innamorato, di una donna malata, consapevole della sua malattia, che presto l’avrebbe uccisa. All’improvviso i suoi pensieri spostarono l’attenzione, al campanello, fuori sul pianerottolo di casa c’era Gloria, desiderosa di vedere lui, che potè guardarlo soltanto dalla finestra, mentre si allontanava, rapidamente