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Autore

Matteo Cammisa

in archivio dal 01 ago 2006

31 ottobre 1985, Lucca - Italia

06 febbraio 2008

Un episodio di vita... (Prima parte)

Intro: Due amici per la pelle e una serata brava per cambiare la vita noiosa di sempre. Un imprevisto e due omicidi. Una storia di gioventù bruciata, morte e amicizia.

Il racconto

I due erano giovani, uno musicista di nome Taco, disperato, estroverso l'altro Andrea uno studente nella facoltà di medicina profondo e sensibile. Una sera uguale a tutte le altre, annoiati dalla routine del solito bicchierino al pub di Nicola e una pagliuzza fumata al chiaro di luna, presero una decisione: un cambiamento di programma che sarebbe costato loro molto caro. Tutto ciò che avevano guadagnato nelle loro vite sarebbe di li a poco andato perso. Solo una cosa sarebbe rimasta…

Taco, il più pazzo dei due, era irrequieto spintonava l’amico intento a parlare con gli altri del gruppo. Erano tutti sul ciglio della strada davanti al pub, come sempre a decidere il da farsi della serata. Non c’era uno straccio d’idea buona e sapevano bene che nessuno si sarebbe mosso di lì. Taco aveva i capelli corti un naso che odiava e un fisico asciutto. I suoi occhi erano sempre arrossati dalle parti per via di una dermatite che secondo lui un giorno l’avrebbe ucciso. Andrea era un bel ragazzo, aveva tutto scuro: i capelli, gli occhi, i vestiti e l’orologio. Andava in chiesa la domenica sera perchè il sabato si ubriacava. Non era un alcolizzato. Amava la compagnia e il dialogo. Quella sera aveva in mano una bevuta che più di una volta rischiò di finire in terra per via dell’altro.
“Si può sapere che cazzo hai? Fatti un drink e sta buono un attimo!”
In realtà Taco era gia sbronzo. Teneva una boccetta piena di tequila nel cruscotto della macchina e Dio solo sa quanto amasse svitare il tappo in guida, annusare un po’ l’interno e poi con uno scatto tirare giù una piccola sorsata. “Stasera è la serata Tes!” disse Taco all'amico. Tessa era il nome di una ex di Andrea. Era nato come un gioco, una presa di giro del suo amore infinito per una milanese che sul più bello lo lasciò nel peggiore dei modi, poi quel nome è diventato parte di lui. A ricordargli forse di pensarci due volte la prossima volta che una fighetta gli spara un “Ti amo!” da zero.
“Andiamocene da questo schifo…”sparò Tac.
In quell’istante una ragazza gli si avvicinò salutandolo e lui di risposta mollò una correggia che fortunatamente nessuno udì.
“Ciao.” Era quella che un mese prima si era sbattuto nella sua macchina in versilia. Una serata memorabile.
“Che fai di bello stasera?”
“Scappo da questa merda” disse indicando gli altri e il pub di fronte.
“Qual è il problema bello mio? E’ per via della tua musica vero?l’ho ascoltato il pezzo non è male però forse è troppo tecnico. Non ci capisco molto…”
“Fanculo la musica!Non c’entra, è questo posto, questa gente è sempre uguale non succede mai un cazzo di niente! Sono tremendamente frustrato e ho voglia di scoppia…” un ragazzo dietro l’aveva spinto facendogli mangiare le parole. Subito chiese scusa.
“Secondo me sei solo depresso. Mi fai pena. Hai tutti i tuoi amici qua, le bevute scontate e poi ci sono io. Vieni da me stasera ti tiro su” Tac sapeva che non alludeva al sesso ma ad una lunga chiacchierata sulla vita e la bellezza dei fiori nei campi.
“No grazie, stasera non mi va. Te l’ho detto ho bisogno di novità!”
“Va bene va bene. Allora alla prossima caro. Non te lo stuzzicare troppo eh…ciao…” Salutò che gia era di spalle e Taco pensò che aveva un gran di dietro ma che come tutte le donne era una stronza micidiale, con quelle frecciatine poteva andarsene a fanculo.
Tes non era più fuori sulla strada, si stava dirigendo verso l’entrata del pub districandosi tra la gente accalcata davanti. Era a braccetto con una bionda molto più bassa di lui, forse una ex.
“No! La ex no! Non farmi questo” pensò Taco dirigendosi verso l’amico.
Lo raggiunse con un braccio alla spalla e lo tirò a sé.
“Sei irrequieto stasera” disse Tes scocciato, intanto la biondina era svanita nel fumo sull’ingresso. Non si poteva fumare dentro così tutti stavano sulla soglia creando un alone nebbioso densissimo.
“Andiamocene, ti ricordi della promessa?”
“Stasera?Gli altri non verranno mai”
“Chi ha detto che devono venire. Noi due da soli”
“Sembra una frase da finocchi”
“Non cambiare discorso. Si va con la mia, gli altri lasciamoli qui”
“Aspetta dai almeno sentiamo se hanno voglia” Ma Taco era gia girato intento a raggiungere la macchina. Aveva una jeep scassata del due dopocristo. Andrea voleva un bene fraterno a Tac, avevano fatto gli studi insieme e ogni tanto suonavano lui al piano e l’altro alla batteria, lo strumento della sua vita, si scambiavano pareri gioie e dolori. Erano una bella coppia. “Andre!hey dove vai? Ti sto ordinando la grappa!” era Marco un amico di recente scoperta di solito simpatico, uno con cui puoi passare una serata. “Devo andare via” urlò Tes dalla porta
“E perché?”
“Quell’ altro è impazzito non vorrei facesse delle stupidaggini”
“Non sarebbe la prima volta…” disse ridendo con la grappa in mano
“Devo andare, poi ti racconto saluta gli altri! La prossima offro io!” si girò di scatto e con un balzo saltò fuori. “Ora dov’è” pensò.
Tac stava passando un periodo strano: amici che si allontanano riflessioni sulla vita che deprimono e il futuro che gli pareva sempre più nero. Era già in macchina quando arrivò Tes con il suo cappottane mosso dal vento e dal correre frenetico. Si appoggiò alla macchina e disse “Pensavo fossi già partito”.
Dolcemente rispose “No amore mio non ti ci lascio da sola!” e poi grave “Salta su patata!”.
Tes aprì lo sportello e si lasciò cadere sul sedile sfondato della macchina.
“Accidenti! Lavala ogni tanto , sta macchina puzza di vomito. Hai mica scurreggiato?” disse mentre apriva il finestrino.
“Allora dove andiamo?” Aggiunse Andrea.
Taco rispose con un sorriso diabolico che partiva da un orecchio fino all’altro. “Da Ginger!Speravo tu avessi capito…”
“Vuoi andare in quel posto di sfigati veramente?”
Ginger era un night, una specie di discoteca dove nessuno balla e le donne si spogliano appoggiate a un palo di metallo.
“Andiamo a dare un occhiata sono curioso. Fanculo quello che dice la gente”
“Quanto hai?”
“Abbastanza”
“Quei posti costano”
“Offro io”
“Non è questo il punto…”
“Certo che lo è, poi me li ridarai”
“Ok …” prese la boccetta del cruscotto e tirò giù un goccetto.
Uno qualsiasi dei poliziotti anche il più stupido avrebbe capito che il conducente era ubriaco ma a loro non importava, erano giovani, era la loro serata. (continua... vedi seconda parte)

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