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Autore

Michel Houellebecq

in archivio dal 30 dic 2015

26 febbraio 1956, Réunion - Francia

segni particolari:
Il mio vero nome è Michel Thomas, sono francese ma nel 2001 ho lasciato la Francia dopo aver vinto un processo in cui ero accusato di islamofobia per via della mia posizione sulla religione musulmana.

mi descrivo così:
Sono uno scrittore, saggista, poeta, regista e sceneggiatore. E secondo alcuni sono anche un provocatore. Io invece credo di raccontare storie, poi sarà il lettore a decidere quanto verosimili.

22 gennaio 2016 alle ore 19:57

Le particelle elementari

di Michel Houellebecq

editore: Bompiani

pagine: 337

prezzo: 10.20 €

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È il secondo romanzo del grande autore francese, edito in Italia da Bompiani nel 1999. Quest'opera lo consacrò al grande successo di pubblico, indicandolo come scrittore aderente al transumanesimo (i limiti dell'umanità si superano attraverso una modificazione 'genetica' dell'uomo, che vada oltre la sua finitezza e meschinità).
"Una grande scrittura, costruita sul vuoto di tutto il resto", ha detto di lui più di un critico. E, in effetti, è proprio il vuoto del'esistenza che Houellebcq prova a descrivere in questo romanzo con effetti sorprendenti. Incapacità di amare, dipendenza dal sesso, impossibilità di rifare l'esistente: questi sono i veri protagonisti de 'Le particelle elementari', oltre ai due fratelli, Bruno e Michel. Che sono, dopotutto, gli alter-ego dello scrittore. Sessuomane il primo; chiuso al mondo, come una monade, il secondo. Perno della vicenda, anche se sembra restare solo sullo sfondo, una madre edonista e assente, libertina ante litteram, insofferente riguardo ai propri figli. C'è una scena in cui l'erotomane Bruno fa l'amore con una delle sue tante amanti e, per un attimo, il protagonista rivede sua madre a gambe aperte davanti a un ragazzo. C'è molto di autobiografico in questa storia abbandonica e disperante, se è vero che, in più di un'intervista, lo scrittore ha definito 'cagna' sua madre, che lo aveva abbandonato quando era piccolo. Grande 'nichilista' letterario, Houellebecq affida al freddo Michel, biologo molecolare, l'unica speranza possibile: mutare il genere umano perchè possa avverarsi un miglioramento del destino dell'uomo, strappato - finalmente - alla fredda logica degli ormoni e della riproduzione.

recensione di Tullia Bartolini

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