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Autore

Michel Houellebecq

in archivio dal 30 dic 2015

26 febbraio 1956, Réunion - Francia

segni particolari:
Il mio vero nome è Michel Thomas, sono francese ma nel 2001 ho lasciato la Francia dopo aver vinto un processo in cui ero accusato di islamofobia per via della mia posizione sulla religione musulmana.

mi descrivo così:
Sono uno scrittore, saggista, poeta, regista e sceneggiatore. E secondo alcuni sono anche un provocatore. Io invece credo di raccontare storie, poi sarà il lettore a decidere quanto verosimili.

30 dicembre 2015 alle ore 18:22

Sottomissione

di Michel Houellebecq

editore: Bompiani

pagine: 252

prezzo: 11.05 €

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In una Parigi non così lontana nel tempo, abitata da solitudini e insoddisfazione, un professore universitario di circa quarant'anni conduce un'esistenza grigia, segnata da rapporti familiari inesistenti e da incontri sessuali senza futuro. Intanto, mentre lo osserva, il mondo di cui fa parte cambia repentinamente, soprattutto dal punto di vista politico. La Francia viene infatti sconvolta da una serie di attentati che consolideranno la salita al potere della fazione musulmana, pronta ad accordi di ogni tipo col governo, pur di mantenere il monopolio delle politiche familiari e della cultura. Romanzo arcinoto al grande pubblico, uscito a ridosso della strage alla redazione del "Charlie Hebdo", "Sottomissione" è l'ennesima, ottima prova di un magnifico scrittore, già autore di opere di grande successo. Lo stile è fluido, crudo, scarno, anche nelle diffuse scene di sesso e disperazione urbana; capace di creare tensione fino all'ultima pagina. Il romanzo peraltro non ha, a nostro avviso, alcuna caratteristica islamofoba. È, piuttosto, una critica all'Occidente, al suo lassismo, alla triste perdita dei valori. Né è, tanto meno, un romanzo misogino: la descrizione di una certa solitudine - tutta declinata a femminile - è solo la constatazione di quanto si possa essere stanchi di una falsa, illusoria libertà e di quanto le donne fatichino, oggi, a trovare una dimensione di autentica felicità.

recensione di Tullia Bartolini

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