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Poesie di Michela Farinazzo

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  • 15 marzo 2010
    Profondo Dolore

    Mio Dio come è difficile far capire al cuore
    Di dare un senso al dolore
    Mi gira la testa, mi sento soffocare, vorrei urlare
    Ma il pianto fermo in gola
    Non me lo lascia fare.
    Le onde del destino e quelle del cuore
    Si placano solo con un gesto d’amore…
    Ma quando si parte dal gesto d’amore
    Mi chiedo cosa succede al destino e al cuore.
    Trasformano l’amore in profondo dolore.

     

    A mio padre mancato da poco, il cui cuore si è fermato
    E col suo anche il mio. Mi ha regalato la sua vita , io
    Gli ho donato la mia. Grazie papà
    Sei stato la più bella poesia della mia vita.
    Ora io ricomincio da qui.

  • 15 marzo 2010
    Tempesta

    Scrivere sul muro le proprie emozioni
    Leggere tra le righe delle canzoni
    Provare col pensiero a volare in alto
    Chiudere con un sorriso un forte pianto
    Un nuovo incontro, un grande amore
    Gioco sottile tra passione e cuore.
    Ecco perché occorre ricordare
    Ogni tanto lasciarsi andare
    Bisogna approfittare di ciò che resta
    Realizzare tutti i progetti che abbiamo in testa
    Ritornare a pensare che fa bene sperare
    Ma Non Smettere Di Sognare.
    TEMPESTA!

  • 15 marzo 2010
    Tu mi parli

    Tu mi parli e io devo imparare ad ascoltare
    percepire la voce del tuo cuore
    le frasi nascoste nei tuoi occhi.
    Tu mi parli
    ma io non sono più capace di leggere le note tristi
    quelle che stanno nel pentagramma di mezzo
    o quelle alte che urlano alla vita
    tutta l’ingiustizia e l’amore che ti è stato negato.
    Tu mi parli quando mi ascolti
    ma io non riesco ad ascoltare quando mi parli.
    Io non posso fare altro
    che provare ad ascoltare la voce del tuo cuore
    aprendo gli orecchi del mio.
    Cristina… Amica mia di tutta la vita

  • Puro e sincero come un limpido cristallo di luce
    Quel Ragazzo dagli occhi di cielo era così
    Semplicemente il Figlio di Dio.
    Sottile velo d’amore tra fantasia e realtà
    Anima dei miei giorni, immagine reale dei miei sogni
    Ecco perché io credo nel sole anche quando non brilla
    Nell’amore anche quando non mi viene dato
    Nel Signore anche quando tace.
    Soprattutto.
    Era scritto nel tuo libro:
    i tuoi… i miei giorni erano fissati
    quando ancora non ne esisteva uno.

  • 08 novembre 2007
    Vorrei ancora...

    Il trascorre del tempo arrugginisce i cuori  e la memoria del dolore li abbatte.
    Sapevo che l'amore non poteva essere così brutto
    come l'ho vissuto finora...
    ma non immaginavo che fosse così bello come lo sto vivendo
    adesso nell’attesa di tornare con te.
    Vorrei ancora sorprenderti
    vorrei sorprendere il tuo respiro tra pensieri d'amore per me
    vorrei emozionarti come solo i nostri sentimenti sapevano fare
    solo per te voglio aprire il mio cuore
    aiutami a sbiadire i miei dubbi
    salvami dalle stupide esitazioni
    poi niente più ci impedirà di vivere i nostri sogni.
    Per sempre

  • Da anni ormai sei cieca, questo è vero
    e il perché lo diventasti è ancora un mistero
    Oh , non dolerti mamma, non essere infelice
    se veder non ti è più dato il nostro mondo
    così poi tanto bello non è, non è giocondo
    scorda i fantasmi che la tua mente sogna
    la bellezza che tu credi è una menzogna
    e il perduto veder mai più pesar ti duole
    beati gli occhi che son chiusi al sole
    non vedono lo strazio della mia malattia
    che mi rende sempre più difficile la via.
    Madre dolcissima ti prego credi a me
    Papà col suo male è più al buio di te.
    La vita ci messi in ginocchio a colpi di dolore
    ma abbiamo resistito uniti dall’amore.

  • 31 marzo 2007
    Bimbo mio

    A Chiara perchè il dolore porti amore
    e l'amore alimenti il coraggio di crederci ancora

     

    Un soffio di vento, lo stupore è improvviso
    Pensiero stupendo che mi illumina il viso
    Mi fermo un istante e sento il tuo cuore
    Sei parte di me per un atto d’amore
    Porterai con te la luce, bimbo mio
    Ed io sarò mamma per volere di Dio.

     

    … di Dio... di Dio.


    Mio Dio…


    Il sogno si è scontrato col muro della realtà.
    Il rimpianto per quel dono svanito, desiderato
    alimenta il dolore per ciò che poteva ma che non è stato.
    Forte è la tristezza come strana è la serenità
    In me resta la magia di aver sognato di te


    E aver creduto, per un solo istante, di essere in tre.

  • 19 febbraio 2007
    Nei tuoi silenzi

    Quando passeggio nei tuoi silenzi
    passo a passo inseguo suoni che non sento
    sguardi che non mi scrutano
    dita che non mi accusano,
    arranco fino alla cima dei miei pensieri
    per trovare una eco della tua voce
    o l’orma di una vecchia carezza…
    Quando passeggio nei tuoi silenzi
    tu sei l’inizio e la fine della mia solitudine.

  • 17 ottobre 2006
    ... Amicizia

    Ricordo quando l'ho tradotta dal latino. Credo fosse di Cicerone ma in fondo che importa. E' una grande fonte d'ispirazione per chi amico ancora non è e per chi, come me ha la fortuna di averne una accanto da 25 anni. A te Cristina ... e un pochino anche a me. A tutti coloro che hanno e sono amici :


    … l’ amicizia che sopporta tutto, anche i veri o presunti tradimenti.


    … l’ amicizia che costa fatica, lacrime, litigi, dolori, presunte separazioni ma, viceversa, offre gratificazioni immense, sorrisi sereni, gioie.


    … l’ amicizia grazie alla quale ogni giorno diventa sempre più bello.


    … l’ amicizia vera, quella che per quanto gli altri ci provino, non gela in inverno e non si scioglie d’estate.


    … l’ amicizia si crea e cresce durante una serie d’incontri ciascuno dei quali riprende quello precedente senza averne perso memoria di causa.


    … l’ amicizia consiste nell’ accorgersi che l’amico ci completa e che noi completiamo lui senza però il bisogno di ricordarglielo tutti i giorni.


    … l’ amicizia, se è sincera sa anche parlare… tacendo.

  • 11 ottobre 2006
    Lentamente muore…

    Sono convinta di vivere in un mondo che, prigioniero è, di facezie, false verità e reali ipocrisie.

    L'idea originale della poesia che segue NON è mia.

    Io, con molto rischio, l'ho ampliata, e credo calzi a pennello per la società in cui viviamo.

    Vorrei invitare le persone a riflettere un po' di più, anche solo con questa semplice lettura...


    Lentamente muore

    Chi diventa schiavo dell’abitudine

    Chi percorre ogni giorno le stesse strade

    Chi non cambia mai marcia

    Chi non parla a chi non conosce…


    Lentamente muore

    Chi evita una passione

    Chi preferisce il nero al bianco

    Che sceglie il male al bene

    Chi non ha mai provato forti emozioni…

    … di quelle che fanno brillare gli occhi

    … di quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso

    … di quelle che ti accelerano improvvisi i battiti del cuore

    … di quelle che di un errore ne fanno un grande sentimento

     


    Lentamente muore

    Chi non capovolge il tavolo ma si cela dietro ad un falso perbenismo

    Chi lavora ma è infelice

    Chi non rischia la certezza della propria realtà di sempre

    … per l’incertezza di un sogno

    Chi non si permette almeno una volta:

    … di alzare la voce

    … di piangere per e con un amico

    … di dividere con chi ama una forte gioia e un grande dolore

     


    Lentamente muore

    Chi non viaggia con la mente e col cuore

    Chi non sa leggere tra le righe

    Chi non ascolta con l’anima

    Chi non sa trovare pace con se stesso

    Chi fa della noia e dell’odio la ragione di vita

     


    Lentamente muore

    Chi insegue e poi tradisce i propri ideali

    Chi non conosce l’alto significato della stima e dell’onore

    Chi non si lascia aiutare perché è convinto di potersela sempre cavare

    Chi si lamenta della pioggia e non conosce il calore del sole

    Chi non dimentica e porta rancore

     


    Lentamente muore

    Chi non ha coraggio di lottare per la vita

    Chi non gioisce per chi ha appena aperto gli occhi sul mondo

    Chi non conosce l’umiltà di accettare un NO per un falso SI’

    Chi si rifiuta di rispondere a chi non sa

    Chi per anni subisce ingiustizie

    Chi non può gridare al mondo la sua innocenza

     


    Lentamente muore

    Chi la vita non la vive ma la subisce

    Chi gli è stata negata la libertà di poter essere se stesso

    Chi è sano e non si accorge d’esserlo

    Chi si lascia scivolare tutto addosso

    Chi si sposta un passo più in là se gli cade il mondo addosso

    Chi alza le spalle al povero e spreca sorrisi col ricco

    Chi non si accorge che lentamente muore…

     

    Occorre imparare a vivere a piccole dosi

    Ricordando che essere vivi richiede uno sforzo

    Di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare

     

    DEDICATA A…


    … chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore

    … chi saluta ancora con un bacio

    … chi lavora molta ma trova il modo di divertirsi

    … chi va in fretta in macchina ma adagio quando prega

    … chi arriva in ritardo e non cerca scuse

    … chi spegne la tv per ascoltare chi gli parla

    … chi è felice il doppio quando fa a metà del suo avere

    … chi rischia del suo per aiutare un amico

    … chi mantiene l’entusiasmo di un bambino ma pensa da uomo

    … chi vede nero solo quando è buio

    … chi sa ancora sorridere, piangere di gioia e amare

    … chi non aspetta Natale per essere buono

     

    Affinché queste persone si mantengano solide nel loro essere senza morire lentamente.

  • 01 agosto 2006
    Come un sasso nel cuore

    Dedicata a mio padre che il tempo trascorso come prigioniero in un campo di concentramento lo sente ancora vivo sulla pelle dopo 60 anni e all'intelligenza di mia madre nell'aver saputo stargli vicino al di là del ricordo con mesto silenzio

     

     

    Come si muore,
    quale preghiera rimane, quale forza nel cuore,
    quali ancora parole se non lamenti.
    Insieme e in fondo soli,
    senza più ricordi, senza pelle e più ossa,
    ombra della propria ombra di notte e col sole.
    Calda la paura rende di fuoco l’aria, di sale le lacrime, di ghiaccio il sudore.
    Come si muore a pochi passi dalla morte,
    come si muore in piedi e ginocchio a terra,
    con occhi randagi a cercare la fuga
    non dalle mura ma dai cento sguardi,
    sbarrati nell’orrore dell’addio alla vita
    e spaccati dall’odio dell’odio
    come un sasso nel cuore.
    Come si muore, insieme, spalla a spalla, corpo contro corpo nudi nel freddo e vuoti nella vita oltre la morte.
    Tutto rimane,
    le braccia marchiate, le vite segnate,
    le lacrime coi ricordi,
    a torturare l’anima di chi ce l’ha fatta,
    e per sempre vivrà nel ricordo di chi non è tornato, di ciò che ha visto e mai dimenticato.

    Come polveri bruciate e ceneri la mano ferma e fredda, carnefice... mai tremò nel legare il dolore alle fiamme, la vita alla morte.

  • 06 giugno 2006
    La piega di un petalo

    In fondo alla stanza

    in un angolo semibuio,

    un vecchio pendolo giace

    impolverato ma ancora imponente

    compie il suo lavoro così,

    senza sosta: ha visto passare anni

    scadendo sempre nel lento oscillare

    ore, minuti e secondi…uguali

    inesorabili segni del tempo

    che ci portano via

    lasciando sui nostri volti

    profonde insenature indelebili

    tirannie di ciò che è stato

    o che avremmo voluto (lo) fosse.

    Lo osservi

    e scopri quanta eternità nasconda

    se freneticamente aspetti qualcuno…

    e come vorresti che magicamente si fermasse

    quando con quel qualcuno già ci sei…

    lui è sempre lì, fermo, alto e pronto

    con i suoi rintocchi che perforano il cuore

    a ricordarti di non buttarti via

    perché, nella vita, anche la

    piega di un petalo di rosa

    potrebbe trasformarsi in un ultimo rintocco.

  • 08 maggio 2006
    Ogni colpo

    Spiegami, O mio Signore,

    perché hai voluto morire nel dolore

    Dimmi, O mio Signore,

    perché come un ladro Tu che eri un eroe

    Raccontami com’è possibile

    che ogni volta che ripenso ai chiodi sotto il martello

    Ogni colpo lo sento rimbombare nel cervello

    Ed è così grande il mio dolore

    da sentire una forte fitta al cuore

    Profonda… straziante

    che non guasta dire lacerante

    Eppure chi ti ha visto, chi era presente,

    dice che quasi parevi sorridente

    Tutto era scritto nel Tuo libro:

    i tuoi… i miei giorni erano fissati

    quando ancora non ne esisteva uno.


    Ecco perché io credo nel sole anche quando non brilla…

    … nell’amore anche quando non mi viene dato,

    … in DIO anche quando tace.


    Soprattutto.