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Autore

Michela Farinazzo

in archivio dal 08 mag 2006

14 maggio 1964, Casale Monferrato

segni particolari:
Uno, nessuno, centomila...

mi descrivo così:
Porto gli occhiali per vedere meglio le sfumature della vita, le mie mani che scrivono quello che il cuore vede. Tutto questo senza poter mai lasciare la mia gabbia dorata della mia casa perché una grave malattia un'ala mia ha spezzata!

01 agosto 2006

Come un sasso nel cuore

Dedicata a mio padre che il tempo trascorso come prigioniero in un campo di concentramento lo sente ancora vivo sulla pelle dopo 60 anni e all'intelligenza di mia madre nell'aver saputo stargli vicino al di là del ricordo con mesto silenzio

 

 

Come si muore,
quale preghiera rimane, quale forza nel cuore,
quali ancora parole se non lamenti.
Insieme e in fondo soli,
senza più ricordi, senza pelle e più ossa,
ombra della propria ombra di notte e col sole.
Calda la paura rende di fuoco l’aria, di sale le lacrime, di ghiaccio il sudore.
Come si muore a pochi passi dalla morte,
come si muore in piedi e ginocchio a terra,
con occhi randagi a cercare la fuga
non dalle mura ma dai cento sguardi,
sbarrati nell’orrore dell’addio alla vita
e spaccati dall’odio dell’odio
come un sasso nel cuore.
Come si muore, insieme, spalla a spalla, corpo contro corpo nudi nel freddo e vuoti nella vita oltre la morte.
Tutto rimane,
le braccia marchiate, le vite segnate,
le lacrime coi ricordi,
a torturare l’anima di chi ce l’ha fatta,
e per sempre vivrà nel ricordo di chi non è tornato, di ciò che ha visto e mai dimenticato.

Come polveri bruciate e ceneri la mano ferma e fredda, carnefice... mai tremò nel legare il dolore alle fiamme, la vita alla morte.

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