username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Michela Zanarella

in archivio dal 26 mar 2008

01 luglio 1980, Cittadella (PD) - Italia

11 settembre 2008

Nel vento

Intro: Una bufera, gli elementi della natura si scontrano e procurano pensieri, osservazioni, e soprattutto nascondono incontri imprevedibili. Di quelli che non si possono dimenticare.

Il racconto

Adesso, pensandoci bene, penso di aver incontrato il mio sguardo nel vento.
Da giorni la bufera ha scapigliato gli alberi ed il mare con una forza mai vista.
E' da tanto che non si vedono le foglie impazzire nel vuoto, oggi, però c'è un'atmosfera diversa.
Le polveri si tingono di fuoco, rincorrendosi come amanti senza regole.
Sto da ore alla finestra, senza battere ciglio, ed il vento ulula come un cane arrabbiato,
vorrei vedere le sue labbra, la dentatura affilata, dev'essere una belva, anche se sinceramente non lo immagino così brutale.
Fuori i campi stringono i frutti alla terra, a fatica.
Quest'anno il raccolto doveva essere dei migliori, invece, un ciclone improvviso ha pensato bene di rubarsi l'oro contadino.
Temo per i miei abeti, loro sì che avranno paura di morire, sono così vecchi, che forse cadrà qualche ramo.
Mi siedo su una seggiola di legno, sempre attenta alla rivoluzione d'aprile, davanti casa.
C'è chi si protegge per stada con cappucci e berretti, chi si tiene le mani tra i capelli, chi stringe gli occhi, quasi accecandosi, ognuno cerca la fuga verso un posto sicuro, al coperto.
Amo osservare le facce della gente e leggere negli occhi ed è nel momento di una lotta estrema che capisco quanto una persona tenga a se stessa.
Non ho mai incrociato il mio sguardo nemmeno allo specchio, per paura di capire quanto sono fragile.
Il desiderio di conoscermi è forte, ma voglio pensare che ho le pupille d'un felino o di qualche creatura strana.
I vetri continuano a tremare e dalle fessure della finestra una voce insolita mi incita ad osservare il cielo.
Vedo un uomo soffiare contro le nuvole, vestito di grigio.
Lo fisso quasi attratta e mi perdo nel vortice della bufera.
Mi trovo sommersa da piume e petali perduti in corsa, ed è alzando il capo che scopro di essere seduta sulle ginocchia di quell'uomo cupo.
Sento il suo corpo avvolgermi totalmente, annientando ogni mio pensiero.
Vorrei scappare lontano, rientrare al caldo della mia stanza, ma qualcosa mi trattiene e non riesco nemmeno a muovermi.
La mia inquietudine si disseta nelle labbra gelide del misterioso personaggio.
Non avevo mai baciato nessuno.
Dovevo reagire e svegliarmi da questo incantesimo, non potevo essere caduta tra le braccia di uno sconosciuto.
Apro gli occhi e per la prima volta mi vedo nuda, foglia innamorata del vento.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento