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Racconti di Michele Tommasini

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  • 18 giugno 2015 alle ore 10:37
    La strada...la vita..

    Come comincia: La strada, la vita a volte la percorri così velocemente che non hai il tempo per il tempo, altre volte così lentamente da esser quasi fermo, immobile e tutto intorno a te scorre via e non sai se hai perso qualcosa o se stai prendendo qualcosa.
    La strada a volte è piena di tornanti, un susseguirsi di curve ondulate che non ti fanno vedere oltre, ma sai che devi farle, a volte ti stanno strette, a volte larghe, ma le percorri piegandoti un po’ per tornare più in piedi che mai.
    A volte è così dritta da perdersi nell’infinità, nell’orizzonte infinito, un lungo rettilineo interminabile dove sei solo e non vedi la fine, ma passo dopo passo vai avanti. A volte inciampi, cadi in quella buca che era lì per farti capire che devi vivere tutto perché ogni passo, ogni attimo è importante, in un attimo tutto può nascere e finire, le difficoltà vanno vissute per poterle superare. A volte è piena di rapide salite e lente discese. La strada a volte è una salita da affrontare dove trovi parte di te e più vai in alto e più aumenta la consapevolezza di te, a volte è una discesa da affrontare dove ti lasci andare cercando di respirare. A volte è piena di ostacoli improvvisi, ma in qualche modo li superi sempre, a volte hai delle brusche frenate e a volte accelerazioni improvvise. La strada a volte è così bella da essere surreale, a volte ti fermi ad assaporare, ad osservare quello che ti circonda perché non l’avevi mai visto così e mai lo rivedrai. Ogni volta il nostro sguardo cambia la visuale che abbiamo e ci fa vivere emozioni sempre nuove ed uniche. La strada con i suoi mille colori, mille suggestioni, mille incontri, con le sue fermate e le ripartenze. La strada è anche sorrisi, saluti fugaci che ti regalano un attimo di felicità, la strada è persone che incontri nel lungo cammino, alcune saranno sempre lì, altre rimarranno indietro e altre cambieranno strada, ma ogni persona ci lascerà qualcosa. La strada della vita, la mia strada, la mia vita...sempre andando avanti cercando di prendere e vivere tutto quello che ha da offrire, ogni singolo pezzetto...

  • 11 settembre 2014 alle ore 11:03
    Una fredda calda sera

    Come comincia: A volte capita che negli angoli più nascosti, sperduti di un vecchio armadio, di un vecchio cassetto trovi cose che sapevi di avere, ma che da tanto, troppo tempo non vedevi e così ti trovai lì, un po’ impolverato, traboccante di fotografie che addirittura fuoriuscivano dalle tue pagine, perché a quell’epoca tutte le foto venivano stampate, tenute, tenute come se si avesse in mano la cosa più preziosa e fragile del mondo, tenute lievemente con le punta delle dita per non lasciare le proprie impronte su di esse, dando così ad ogni foto un valore immenso, un valore che ora si è un po’ perso.
     
    E così per caso, senza nessun motivo apparente, in una fredda serata invernale mi trovai seduto a terra a sfogliare quel vecchio album di foto di un passato reso immortale, con quella curiosità di riscoprire cose passate, cose lontane. Con gli occhi spalancati cominciai a sfogliarlo lentamente, rividi persone che ormai non vedo e sento da molti anni, rividi persone che purtroppo non ci sono più, momenti, posti, luoghi ormai lontani, fuori dal tempo. Su alcune foto l’occhio diventò lucido, su altre ci scappò un sorriso, su altre ancora rimasi bloccato rimanendo lì a fissarle per dei minuti e su altre mi soffermai solo pochi secondi.
     
    A volte, quando capita, è bello ricordare, è bello sapere che certe cose sono sempre lì racchiuse in un vecchio album che risveglia ricordi lontani e anche se un po’ impolverati, basta poco per farli tornare nitidi.
     
    Finii di sfogliare l’album dopo un paio d’ore, ore bellissime, intense, piene di emozioni, di sensazioni, di ricordi belli e tristi, di qualche lacrima, ore che fanno parte della vita, della mia vita.
     
    Lo rimisi in un angolo sapendo che in futuro lo avrei ritrovato per farmi rivivere le stesse emozioni, forse anche di più.
     
    A volte negli angoli più remoti ritrovi te stesso, un te stesso che non ricordavi, anche se sempre lì e da lì puoi ripartire con una marcia in più sentendoti meno solo.
     
    A volte basta una fredda sera per scaldarti il cuore.
     

  • 26 novembre 2013 alle ore 11:24
    Una foglia

    Come comincia: Eccoti lì, ferma immobile su quel ramo in attesa di un leggero soffio che ti liberi, che ti faccia iniziare quel percorso che ti porterà lontano.
     
    Lì ferma ed immobile cerchi di cogliere ogni minima folata di vento, ma bisogna avere pazienza e il momento giusto arriverà. Poi via, quella ventata arriva e tu ti stacchi da quel ramo che ti aveva tenuto stretto a se, che ti aveva nutrito, fatto crescere ed inizi a volteggiare nell’aria. 
     
    All’inizio la spinta ti ha portato in alto e molto lontano, dove non pensavi mai di poter arrivare e tutto sembra più bello, meraviglioso, lì libera e leggera come non mai hai iniziato il tuo viaggio, il tuo personale e solitario cammino, che sognavi e che ora stai disegnando.
     
    Poi ecco che all’improvviso quel minimo, leggero, impercettibile soffio di vento viene a mancare e tu inizi a scendere, a voltarti, a capovolgerti, a tremare, a guardarti indietro e ad avere paura. Inizialmente scendi piano, poi più velocemente, girandoti sempre su te stessa più e più volte, temi sia la fine di tutto, ma poi con tutta la forza che hai riesci a risalire, ad andare ancora più in alto di dove mai eri stata, ma poi come un ciclo riscendi per poi risalire con più veemenza, e così continui, un sinuoso ed ondulante movimento naturale che ti fa toccare i punti più alti e quelli più bassi.
     
    A volte sembri in caduta libera e sfiori il terreno, ma poi come per magia torni a salire con quell’energia e quella forza che mai hai avuto così e forse mai avrai più, quella forza che piano piano durante il viaggio inizi a scoprire e a comprendere.
     
    A volte, come giusto che sia, hai fatto brusche virate a destra e a sinistra per poi continuare il tuo percorso lungo quel sentiero.
     
    Poi alla fine l’energia finisce, le forze vengono a mancare e tu scendi, ma ormai sei lontana da quel ramo che non vedi da tanto, tantissimo tempo, hai fatto molta strada, hai fatto la tua strada, quella  da te prima sognata e poi disegnata, hai visto molte cose, cercando sempre di acciuffare tutto quello che potevi perché hai capito che solo così potevi andare lontano.
     
    Poi alla fine rasente al suolo fai gli ultimi metri di quello che è stato un entusiasmante viaggio, a volte assai difficile, ma per lo più meraviglioso, sono i tuoi ultimi istanti di felicità, poi quel terreno che hai visto molte volte e da cui sei sempre fuggita ti accoglie con se.
     
    Ormai sei lì ferma su quel campo che da quel ramo non vedevi, ma che hai visto avvicinarsi piano piano con il tempo, lì adagiata fiera di te, fiera di tutte le salite e discese, in ricordo di quel leggiadro svolazzare lentamente morirai, seccherai e alla fine scomparirai.
     
    Quella foglia sono io.......