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Autore

Mohsin Hamid

in archivio dal 10 feb 2015

1971, Lahore - Pakistan

segni particolari:
Il mio romanzo "Il fondamentalista riluttante" è stato un bestseller mondiale, tradotto in più di 25 lingue.

mi descrivo così:
Nato a Lahore, ho studiato e vissuto per molto tempo a Londra, New York e in California. Negli ultimi anni sono tornato a vivere nel mio Paese, per poter raccontare il Pakistan dal Pakistan. 

10 febbraio 2015 alle ore 16:47

Il fondamentalista riluttante

di Mohsin Hamid

editore: Einaudi

pagine: 134

prezzo: 7.13 €

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Il fondamentalista riluttante è il secondo romanzo di Mohsin Hamid del 2007, finalista al Booker Prize.
Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell'Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di consulenza newyorkese. Diventa così un brillante analista finanziario, sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo per valutare i potenziali di sviluppo delle imprese in crisi. Impegnato a volare in business class tra Manila e il New Jersey, Lahore e Valparaiso, e a frequentare l'alta società di Manhattan al braccio della bella e misteriosa Erica, Changez non si rende conto di far parte delle truppe d'assalto di una vera e propria guerra economica globale, combattuta al servizio di un paese che non è il suo. Finché arriva l'Undici settembre a scuotere le sue certezze. "Vidi crollare prima una e poi l'altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi". È questo il primo sintomo di un'inarrestabile trasformazione. Il businessman in carriera, rasato a puntino e impeccabilmente fasciato nell'uniforme scura del manager, comincia a perdere colpi. La produttività cala e la barba cresce, quella barba che agli occhi dei suoi concittadini fa di ogni "arabo" un potenziale terrorista. E mentre gli Stati Uniti invadono l'Afghanistan, il Pakistan e l'India sembrano sull'orlo di una guerra atomica, e New York si lascia andare a un'agghiacciante volontà di potenza tinta di nostalgia, anche la personalità dell'amata Erica rivela lati sempre più patologici.
La storia di un uomo che nella America delle possibilità cerca la sua e la trova, oltre che l’amore, ricambiato da Erica, che però non riesce a vivere il presente perché troppo preoccupata – e influenzata – dal suo passato, da un ex fidanzato (Chris), morto troppo e presto (e non fosse morto?). 
Un’America del prima e del dopo: “La distruzione del World Trade Center aveva rimesso in circolo vecchi pensieri che in precedenza erano depositati come sedimenti sul fondo di una palude”, una ricerca di integrazione, ma poi, tutto torna chiaro, quale accoglienza? Tutti quei gesti smodati di incomprensione, di solitario arrivismo, di prevaricazione sociale avevano trovato un senso; e poi si aggiunge un gioco d’identità, quella che Changez – prima - aveva accolto con favore, ma che poi si rivela un grossolano errore, un errore verso le proprie radici, verso le proprie origini, verso uno strapotere che non si fa scrupoli, verso un’identificazione che non potrà mai essere possibile, al di là dei tempi, perché Changez in fondo è sempre stato un musulmano, pakistano, con la carnagione scura e la lunga barba, e viene da chiedersi – pensando con gli occhi della società americana – lui è un compagno o un nemico?

recensione di Gino Centofante

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