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Autore

Nanni Bassetti

in archivio dal 10 nov 2006

13 settembre 1970, Bari

segni particolari:
Sub ed informatico o viceversa :-)

04 dicembre 2006

Viaggio impossibile

Intro: Un viaggio in aereo verso il Messico con un risveglio insolito. Inquietudine e angoscia per risvegliarsi e capire che si trattava di un sogno o forse no…

Il racconto

Ricordo ancora quando volai verso il Messico... fu un viaggio indimenticabile. Già in aereo avevo il sentore che qualcosa sarebbe accaduta, tutti erano silenziosi, vedevo le nuvole scorrere sotto le ali dell'aereoplano, la distesa infinita dell'oceano Atlantico e pensavo a quella terra lontana che mi aspettava ma.... Una hostess mi si avvicinò e con uno sguardo gelido mi chiese se volessi da bere, le risposi che avrei gradito una tequila secca (iniziavo a comportarmi da messicano), lei si eclissò per dieci minuti e poi tornò con un bicchiere del buon distillato di agave, lo sorseggiai e poi caddi in un letargo, sognando un mare sconfinato ed irraggiungibile. Al mio risveglio nell'aereo non c'era più alcuno, pensai ad uno scherzo, ma poi mi domandai come fosse possibile che tutti i passeggieri si fossero coalizzati per fare uno scherzo ad uno sconosciuto...strano....molto strano!
Esplorai tutta la fusoliera, ma niente di niente era presente, bussai alla porta della cabina di pilotaggio, nessuna risposta, provai ad aprirla e...orrore non c'era alcuno che guidasse l'aereo, quindi con rabbia e disperazione sferrai una pedata sulla porta per richiuderla.
Una sensazione di panico mi avvolse, non sapevo che stesse succedendo, era tutto innaturale, credevo di essere finito in una puntata dei "Confini della realtà", ma purtroppo quella era la mia realtà.
Infine mi decisi a guardare dall'oblò e ciò che vidi era a dir poco assurdo, fuori non c'erano nuvole o mare ma c'era il nero, il vuoto, lo spazio profondo e senza stelle, ero forse impazzito?
Rimasi una buona mezzora incantato a contemplare quella assoluta vacuità, cos'era successo?
Essendo un appassionato lettore di fantascienza pensai di essere caduto in una faglia spazio temporale, ma non sapevo nemmeno io cosa fosse in realtà questa espressione così usata nelle puntate di "Star Trek", dunque ero prigioniero di un aereoplano deserto che viaggiava nel nulla, cominciai a gridare ed agitarmi, diedi un calcio alla porta della cabina di pilotaggio, finchè esausto decisi di mettermi a dormire, sperando che al mio risveglio tutto sarebbe scomparso.
Riaprii gli occhi esortato da una voce femminile gentile che mi diceva che eravamo giunti a destinazione, era la hostess che mi aveva servito la tequila, adesso i suoi occhi erano caldi e sprizzavano simpatia, sorrisi, ero contento, avevo fatto un brutto sogno, prendo il mio bagaglio a mano e mi avvio all'uscita, quando ad un tratto mi giro verso la cabina di pilotaggio e vedo un'impronta di scarpa sulla porta...le mie scarpe avevano la stessa suola riportata su quella impronta...

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