username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 05 giu 2016

Oriana Maschio

13 agosto 1961, Bienne - Svizzera
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 05 giugno 2016 alle ore 22:44
    Mattino

    Caffè silenzio e' giorno
    Affiliamo i sorrisi dell'anima 
    C'è un mondo che aspetta

     
elementi per pagina
  • 05 giugno 2016 alle ore 22:41
    Mare d'inverno

    Come comincia: Mare d'inverno. Quando il vento sferza il viso e si impigliano i capelli sulla bocca in un miscuglio di salsedine e lacrime. Era arrivata lì alla spiaggia guidando mezza ubriaca dopo una notte insonne. Giusi amava quel posto di secchielli nascosti nel tempo di estati scintillanti con i bambini che urlavano e le radioline accese. Le sembrava di sentire l'unto della crema dall'odore di cocco sulle mani mentre si spalmava le gambe ed i fiocchi sfilacciati del costume a righe. Ad un tratto vide la sagoma arenata più in là e si avvicinò pian piano. Era un grande uccello con un'ala spezzata che giaceva inerme portato da quel mare d'inverno. Non se ne era accorta, così immersa nei pensieri o forse era stato buttato a riva improvvisamente in pochi attimi. Si chinò e ne colse la tristezza del becco, si specchio' in quelle piume fradice e snervate. La mente vagava. Il telefono con i messaggi. Il tonfo al cuore. Una vita in bilico. Bianco e nero confusi tra un velo misterioso di apparenti incongruenze. Vuoto. Era vuoto il dolore delle cose andate, portate dalla marea che col suo ondeggiante ritorno fa invecchiare. Torno' a guardarlo ma non era più lui, era una medusa rosa squartata nella sua gelatina, i tentacoli velenosi  galleggiavano sulla schiuma del mare. Penso' a sua madre, alla sua bellezza arrabbiata e avvinghiata ad un amore inutile e le sembrò che affondasse inghiottita dalla sabbia. L'orizzonte sembrava spegnersi e Giusi penso' che si stava facendo tardi, non c'era altro tempo per dare respiro ai pensieri . Per fortuna siamo mercé delle giornate che finiscono, sarebbe insostenibile un tempo eterno terreno, così infarcito di turbamenti. Ora li a riva era comparso uno strano groviglio di reti e alghe, l'invito ad un ultimo sguardo. Giusi si inginocchiò e vide brillare una luce splendente come una pietra rara. Accanto uno strano animale verde ed attorcigliato si muoveva. Penso' di impazzire ma il presagio divento' certezza: lei stava dentro ad un sogno, intrappolata nelle sue ansie. Fu il pianto di suo figlio a svegliarla, lascio' a malincuore l'immagine del grande uccello che si librava dal mare impetuoso verso il vento. La vita si trasforma, muore l'amore, si fa veleno, risorge. Eterna danza mescola buio e luce, estate ed inverno. Uno contiene l'altro, un dilemma conoscere la via verso il cielo.