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Poesie di Paul Valery

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  • Che puro gioco di lampi sottili
    consuma ogni diamante
    d'impalpabile schiuma,
    e quanta pace che sia nata sembra;
    quando sopra l'abisso un sole posa,
    opere schiette d'una causa eterna,
    scintilla il tempo e il sogno è conoscenza.

  • 04 aprile 2006
    L'ape

    Quale che sia, e mortale,
    e fina la tua punta,
    il mio cestello tenero
    non ti velo, ape bionda,
    che d'un sogno di trina.

    Pungi al seno la bella
    mela, cui posa Amore
    e vi langue o vi muore;
    alla mia carne tonda
    e ribelle che affiori
    di me vermiglia un poco.

    D'un alacre tormento
    bramo l'offesa; meglio,
    cresciuto e vivo, un male
    che una sopita pena.

    Illumini il mio senso
    l'infima sveglia d'oro,
    di cui se privo, Amore
    perisce o s'addormenta.