A PIEDI NUDI NEL TUO CIELO
Camminare a piedi nudi sull’erba bagnata,
sentire il profumo della terra
che ti entra nelle narici e annebbia la mente.
Vorresti fare capriole su quel prato di viole,
poi arrivi tu: mi prendi per mano,
mi avvolgi nel tuo mantello ceruleo.
Non sento più il freddo,
solo un calore che avvolge il mio corpo.
E allora mi lascio andare,
come un filo d’erba piegato dal vento,
seguo il tuo passo lento,
la tua voce che sfiora la pelle
come una promessa antica.
Il cielo si apre in un respiro profondo,
le nuvole si sciolgono in una luce morbida,
e io mi ritrovo a brillare
nel riflesso dei tuoi occhi.
Tu mi sollevi dal peso dei giorni,
mi fai spazio nel silenzio,
mi insegni a restare,
a non fuggire più da ciò che arde.
E in quel prato di viole
il mondo si ferma un istante,
come se sapesse che qui,
tra le tue braccia,
io ho finalmente trovato casa.