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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 marzo 2007
    Bimbo mio

    A Chiara perchè il dolore porti amore
    e l'amore alimenti il coraggio di crederci ancora

     

    Un soffio di vento, lo stupore è improvviso
    Pensiero stupendo che mi illumina il viso
    Mi fermo un istante e sento il tuo cuore
    Sei parte di me per un atto d’amore
    Porterai con te la luce, bimbo mio
    Ed io sarò mamma per volere di Dio.

     

    … di Dio... di Dio.


    Mio Dio…


    Il sogno si è scontrato col muro della realtà.
    Il rimpianto per quel dono svanito, desiderato
    alimenta il dolore per ciò che poteva ma che non è stato.
    Forte è la tristezza come strana è la serenità
    In me resta la magia di aver sognato di te


    E aver creduto, per un solo istante, di essere in tre.

  • 30 marzo 2007
    Eppure

    Eppure
    con un piccolo
    fremito
    senti
    l'unicorno fatato
    lacerare
    piano piano
    i confini dell'anima

  • 30 marzo 2007
    Quando

    Quando mi ami
    ti sento
    toccarti
    più in fondo
    del buio

  • 30 marzo 2007
    Centofardelli

    Mi sono caricata
    centofardelli
    come asino bardato a festa
    o pagliaccio in lutto
    sono corsa tra i cortili
    cercando quel poco di luce
    che mi era stata promessa
    mentre i cieli improvvisamente chiusi
    hanno saputo del buio
    che vive pianopiano
    nei tombini

  • 30 marzo 2007
    Fuggitivo

    Fuggitivo contro muri di cinta
    delle case di sole
    dove il tintinnio sommesso è di vetri infranti
    come gocce di perle e saggi libri
    e porte che aprono e altro ancora
    contro arcani paesaggi lunari
    ritrovare sereni momenti
    proprio come se nulla fosse accaduto
    e al contrario squarciati dal fondo del lago
    ritorneranno con la sola forza delle loro mani
    come larveproeittili catapultati
    gridando mammamamma
    con ogni fibra del loro non essere
    di dolce stupore e lieta meraviglia
    come gocce di sugo sul vestito nuovo
    macchie di altri umorisapori
    sconosciuti pericolosi segnali di vita

  • 30 marzo 2007
    Prendimi

    Prendimi
    impaziente marea
    premi
    onda caldissima
    tra le mie gambe
    marchio
    d'ambra e di miele
    mare infinito
    sigillo
    del mio desiderio

  • 30 marzo 2007
    Rimani

    Da quegli occhi
    una lacrima usciva,
    ma con sé
    non recava
    rumore.
    Da un anfratto bagnato
    del cuore
    come guizzo felpato
    veniva.
    E ad accoglierla
    c'erano mani
    che rigavano leste
    le gote,
    mentre l'eco di gioie remote
    sussurrava più volte:
    "Rimani"
    ché non voglio più vivere se
    non potrò rivederti
    domani.

  • 29 marzo 2007
    In attesa

    La prima finestra s’apre
    sulla strada cigolando lieve
    sui cardini arrugginiti.
    Pare la bocca sbadigliante
    della casa che si desta
    al nuovo giorno.
    Una testa canuta si sporge:
    una vecchia, ha quasi cent’anni…
    Con dita tremanti carezza
    la pelle rugosa; sospira:
    un altro mattino è già qui,
    conquistato…
    Poi volge lo sguardo
    fra i tetti al cielo lontano;
    ne osserva, in attesa,
    il chiarore – sospira di nuovo –,
    l’azzurra purezza…
    Ora brillano vivi i suoi occhi
    d’intenso sorriso, mentre
    palpita forte il suo cuore
    per quanto ella spera:
    salire – oh, questo solo! –
    un giorno in quel cielo

  • 29 marzo 2007
    Delirium3

    Orde,
    capelli soffiati,
    stati di materia,
    un giorno,
    avviene.
    Coltri, apogei,
    risse di venti.
    Dimentica,
    ascolta la sera.
    Roditori nei palazzi vuoti,
    cantilene e pollini,
    il domani e mani e mani.
    Catapulte di parole,
    ardenti,
    evita, gambe a fuggire,
    incontri incontri,
    tu ami me nel covo dei serpenti,
    niente da me,
    nelle circospezioni della luce,
    un tempo che fummo.

  • 29 marzo 2007
    Amami

    Amami,

    almeno in questo giorno di sole,

    sollevami verso l’infinito volare,

    pensami.

    Son fiori

    I miei pensieri.

    Mi basta il brivido

    Del tuo calore,

    neve di viole che non scioglie.
    Pensami,

    lasciami l’onirica sensazione

    d’essere eterno in cuore tuo,

    guardami, negli occhi,

    almeno oggi,

  • 29 marzo 2007
    Era la guerra

    Tanti nomi a distanza
    Inseguono a memoria
    Le evoluzioni della voce.
    Deliri di fischi di bombe,
    dei profili di sabbia,
    volti indefinibili, divisi solo
    dal colore di una divisa,
    intrisa di odori acri, senza ritorno.
    Difficile riconoscere
    La luna e i tragitti della mente,
    troppo fango, troppo.
    Le mani lo afferrano,
    le armi lo affondano.
    Sguardi divisi a metà
    Tra cielo e terra,
    un cielo che appena si intuisce,
    tra buio e luce.
    Gli ultimi canali portano acqua arsa
    Ed erosa,
    ove scorrono
    i secondi che rimangono.

  • 29 marzo 2007
    L'Eroe Distratto

    Sono un eroe distratto,
    che non conosce le virtù,
    che perde i pezzi nell'atrio del portone,
    le chiavi di casa delle amanti,
    e le certezze e i dolori.
    Ma tu,
    ama il mio tacere e sorridi
    se inciampo dentro il tuo cuore
    Ho perduto battaglie
    perché non sapevo di guerre.
    E mi troverai sul ponte di chiodi
    che ho comprato per andare via da te,
    pronto a passare sulla sponda
    di un nuovo amore.
    Ma non so vivere
    senza la disperazione
    e illuminato dalla luna.
    Vieni qui,
    un passo nella nebbia,
    dove si annusa la libertà,
    vieni, ho parole anche per te,
    e ricordi taglienti,
    per scolpire il mio nome
    sulle tue ossa.
    L'eroe migliore sa come morire
    ma ho scordato il perché.

  • 29 marzo 2007
    Metamorfosi

    Senza stramazzare fra parole e canti,
    senza più inseguire le lune lontane,
    ti soffermi ad immaginare la metamorfosi.
    Non più involucro di fogli arrotolati,
    non più ectoplasma senza forma,
    vedi crescere, senti la tua metamorfosi.
    Sulla strada il tuo andare è un altro,
    non ti riconosce nemmeno il tuo cane,
    hai completato vincente la metamorfosi.

  • 29 marzo 2007
    Tramonto

    Tramonta il sole,
    si accende la Lanterna:
    ecco Genova.
    Alberi in fiore
    ornano la terrazza
    che guarda il mare.
    E noi abbracciati,
    sogno di due ragazzi
    divenuto realtà.
    Dolce ricordo
    di giornate felici
    sempre nel cuore.

  • 29 marzo 2007
    Mappe

    Traccio mappe con le mani, ad occhi chiusi,
    pressioni al limite dell’attrito, disegno contorni,
    linee morbide, mai spigoli solo tondi,
    scivolo su seta  seguo i rilievi,
    quando  posso affondo in umidi recessi,
    ad occhi chiusi, riconosco paesaggi,
     odori e  brividi diversi,
    foreste e piccoli boschi, se toccati,
    si agitatano,  in continui movimenti ,
    terre ora addormentate, unite in un brivido costante.
    Tolgo le mani, il tempo tra mano e labbra,
    il mondo si accende, generosamente si offre,
    il sotto diventa sopra, il deserto  fiume  poi mare,
    labbra umide cercano, quell’essere  insonne ed insolente,
    invidioso del tuo sospiro, per dargli  nome ed affogarlo,
    senziente, nel miele dalla voglia generato.

  • 29 marzo 2007
    La fonte

    Zampilla

     

    Il liquido cristallo
    Dall’antica fonte
    È gelida neve disciolta
    Fra pietre lise e muschio
    La sua luce brilla e si espande
    In mille scintille carpite
    Ad un sole crudele

     

    Zampilla

     

    Nel molle meriggio
    Della breve estate
    Nell’incanto del bosco
    delle fate si posa a sorpresa
    una brezza che accarezza
    timide foglie fra le fronde
    con ali di farfalla

     

    ho sete
    molta sete

     

    le mie ciglia fremono
    a tutti quei bagliori
    e m’incammino avida
    come un neonato attaccato
    al seno della madre
    per suggere il più possibile
    ma il fiato presto sfugge
    quando deve bastare

     

    Intorno

     

    Le cicale recitano
    La loro litania
    Liete di quel presente
    Senza alcun affanno
    Se accetto il mio confine
    Il poco diverrà tanto

  • Di sole vestita
    d’argento adornata
    di pallida luna sbiadita.

    A scatti ti volgi ad una soglia socchiusa
    ad uno specchio distratto ti mostri avvilita
    al  giorno che fugge ti porgi atterrita.

    Tendi alla luce che irradia l’aurora.

    Di sole vestita
    d’argento adornata.

    Guardando il cielo piangi delusa
    gridare vorresti, ma non ti senti capita
    gelide voci: vieni rapita.

    Ti struggi, combatti, ti liberi
            e ancora...

    al vento sopito invochi tormento
    al tempo che corre vuoi dare riposo

    t’innalzi maestosa per dire qualcosa
    taci nel vuoto per insoddisfatto sgomento.
     
    Di sole vestita
    d’argento adornata.

    Ritorni alla vita con vigoroso talento
    riponi con maestrìa il tuo ego furioso

    ricoperta di veli come una sposa
    ritrovi la quiete per un solo momento.

    Tace il silenzio nulla ti sfiora.

    Di sole vestita
    d’argento adornata.

  • Presenza. Dolcezza.
    L'impietoso è il cuore,
    l'istinto ne sia il signore,
    il tempo ne è già padrone
    Ma lo stesso ignora
    _io lo so, tu lo sai_
    di quali bolle è fatto il sole
    e allora, balliamo cosi, cuore a cuore

  • 29 marzo 2007
    E' Vita, Sai?

    E' vita, sai...
    Quest' affannoso
    senso di mistero che ti avvolge,
    un continuo affiorare
    di vibrazioni arcane
    sensazioni
    e messaggi che provengono
    da realtà invisibili, lontane
    e ti sottraggono
    da chiare spiegazioni concettuali
    come a domande poste
    a volto enigmatico di sfinge.
    Ed è vita, sai...
    ciò che indocile e mutevole
    ci guida, ci tormenta,
    talvolta,
    e a volte come madre pietosa ci conforta,
    ci fa sentire ramo, foglia, figlia,
    gemma, virgulto,
    a tratti fiume in piena ed altre, goccia.
    Piccola goccia,
    su filo d' erba tenero
    su cui la luna possa rispecchiare
    Ed ancora, è vita, sai...
    il ritorno del sole, domattina
    nell' incanto di un paesaggio silente
    a curiosar tra i rami di un albero
    fremente di vibranti gorgheggi nitidi e gioiosi
    in un appassionato e dolce
    risveglio dal torpore della notte.

  • 29 marzo 2007
    Momento

    Una sensazione mi sconvolge la mente
    un brivido mi pervade il corpo
    quando le tue mani mi sfiorano,
    quando la tua bocca divora
    ogni centimetro della mia pelle.
    Desiderio di urlare
    quanto ti ami
    quanto desideri starti vicina.
    Caldi sospiri si innalzano nell’aria
    sfiorando le corde già tese della passione.
    Riuscire a fermarsi,
    ma la mia mente è cedevole,
    il mio corpo uno strumento
    nelle tue mani,
    mentre le barriere già incrinate del mio Io
    si disintegrano
    come una goccia di cristallo sul duro marmo purpureo.

    A te...
    22 Marzo 2004

  • 29 marzo 2007
    Perché Amo?

    Ai miei giorni e notti legato
    accarezzando ogni minuto
    dispersi in eterni ricordi
    animati dal sapore d’antico
    di polvere e mucchi d’ossa calcinate
    nella brezza infuocata
    di landa riarsa dal sole.
    Senza apparente ragione
    se non ricerca nel nulla silenzio
    o intima inutile vittoria
    nel guardare il cielo
    dalla vetta di scalata montagna.
    Mi ritrovo viandante
    in questa terra lontana
    smarrito nella stessa ricerca
    chiusa nell’attimo concesso
    troppo grande per trovare risposta
    ma sentita latente
    nel battito del cuore.
    Forse in battito d’ala
    o sorriso di bimbo
    nell’amplesso
    nell’aurora
    nell’amico lontano
    o timore di mamma
    nel buio della notte
    o stella dispersa.
    D’improvviso, inaspettato
    smentendo la duna
    come unica presenza
    nell’aria pura come vergine vestale
    diffuso dolce sensuale profumo
    chiaro richiamo d’offerto amore.
    Attratto come ape
    dal fiore sbocciato
    pensando; ricerca finita.
    Ho trovato
    lui,
    l’albero piú vecchio del mondo.
    Maestoso, possente
    anche se provato dal fato
    vivo nell’amore che l’ha generato
    nell’alto del ramo proteso al cielo
    un unico fiore dal petalo rosato
    da lì nasceva il suo richiamo d’amore.
    Mentre il sole con tuffo improvviso
    lasciava all’ombra
    stendere mantello cosparso di stelle.
    Cercando conforto,riparo
    dal buio diffuso
    scaturito d’anima che cela ogni cosa
    abbracciato all’albero che sa solo amare
    senza chiedere perché.

  • 23 marzo 2007
    Alla luna

    Luna, cosa t’hanno fatto…
    Bandiere e orme
    appena fossi un clown.
    Hanno rubato sabbia, sassi e sogni;
    potevano, in gabbia , adesso in uno zoo,
    o accanto ad un falò senza il tuo cielo.

     

    Un tempo nutrice dolce degli artisti,
    mammelle colme di versi e di leggende:
    orride, piccanti e misteriose,
    specchio di donne, bagliori di bellezze.

     

    E come tale riscaldi a modo tuo.
    Dispensi lacrime e partorisci amori
    colori gli iridi di chi ti sa guardare…

     

    Ciascuno col suo nodo al fazzoletto,
    per ricordare cosa t’hanno fatto.

  • 23 marzo 2007
    Sono

    Volpe presa al laccio senza via di scampo
    Cornacchia ferita da un cacciatore impietoso
    Sono.


    Corrode la mia anima sangue acido
    Non voluto
    Ma versato come tributo
    Alla vita.  

  • 23 marzo 2007
    L'arco della vita

    Vivere.
    Credendo di essere un gabbiano,
    sognare di sorvolare il mare,
    guardare dall'alto i pescatori
    che tornano dalla riva carichi di pesce.

    Vivere.
    Immaginando di essere un fiore,
    gioire nel bere la rugiada
    sperare in un pittore
    che ti doni l’immortalità.

    Vivere.
    Aspirando ad essere un'alta roccia,
    convincerti che nulla possa  abbatterti,
    ammirare la vallata sotto di te
    dove il grano è ormai maturo.

    Morire.
    Capendo di essere stato uomo.
    Scoprendo che tutto ciò che hai vissuto
    nella sua piccolezza,
    è quello che di più straordinario sia mai esistito.

  • 23 marzo 2007
    Mendicante di baci

    Fra i sogni della notte
    erro nei lucidi paesaggi
    che la mente mi offre.

    Mendicante di baci
    busso alla sua porta
    alla  mente socchiusa,
    nitido il ricordo delle sere trascorse
    ovattato il presente
    muschio e cannella
    come fiori per la stanza

    Volo in alto
    cerco un contatto
    tiepido
    leggero
    libera dalle vesti urlo…

    nuvola nel cielo in una notte di pioggia
    è ciò che chiedo
    è ciò che pretendo
    e ricevo.

    Mendicante di baci
    amore e passione
    invocati dal mio cuore.

    Vaniglia si sente nell’aria.
    E’ già mattina.