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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 25 settembre 2007
    - Senza titolo -

    Come sassi nella gola dei morti.

  • 21 settembre 2007
    Reset di equinozio

    Potrei
    lasciare che la notte mi inghiottisca.
    Un tempo scrivevo col sangue,
    ora siamo io e il mio tempo
    e ticchettiamo.
    Per quanto ancora dovrò cercarti?
    Inseguirti ora e sempre,
    potrei.
    Ma se i pensieri si fanno stanchi
    le mani più difficili da vedere.
    Un tempo gli sbagli si coprivano con una linea
    ma restavano lì
    si vedevano, solcavano
    la pelle.
    Ora c'è un controllo
    facile
    leggero
    e la pagina torna bianca.

  • 21 settembre 2007
    Un attimo

    E abbatterai pareti,
    che dividono il tuo Io,
    in tante stanze piene,
    di rifiuti e Dio.
    E guarderai la strada,
    che prendi per viaggiare,
    scrutando l'orizzonte ed ingoiando il mare.
    E senza lenti o scudi,
    sorpreso ed infantile,
    vedrai pianti e sorrisi,
    cercando paradisi.
    A braccia spalancate,
    raccoglierai Amore,
    fondendo la tua anima
    a goccie di sudore.
    E allora sentirai,
    il canto della Vita,
    che ammalia e ti tradisce,
    esalta e ti ferisce.
    Un attimo soltanto,
    uno scoccare d'ore,
    il cielo si è fermato,
    il vento
    ha già cessato.

  • 21 settembre 2007
    Il corteo

    Resta,
    quel muto corteo
    sfilando nella cruna,
    aghi per trame
    sottese
    pronte
    per sudari candidi.

     

    Mesti
    andremo svelti
    al desiderato verso
    nel controverso
    controcanto.

     

    Resta,
    le mani di pioggia colme
    mentiremo su noi
    di controvento il caos
    a carte coperte
    i castelli fantastici.

     

    Sdràiati ,
    al limite dell'onda leggera
    fiume placido e grigio
    di nebbie umide
    sui ciotoli bianchi.

     

    Resta,
    si alzeranno le Alzavole
    tra i canneti mormoranti
    e nuovi nell'acqua
    saranno presto
    i girini impazienti
    tra le dita
    dei nostri piedi nudi.

  • 21 settembre 2007
    L'ala della mosca

    Partiremo per la destinazione sconosciuta
    quella scala ritorta
    che alzandosi da sotto
    la bella sortita della porta
    andrà avanti più spericolata di noi.

     

    Ma proprio quella dolcezza scattante,
    verrà ambigua e inconsapevole,
    la premura che avanza scalpitando,
    come una serie di cerbiatti appassionati
    nello strappo della sera.

     

    All'improvviso il mormorio andante
    delle nifee che apprezzano la mosca
    appoggiano l'alba sull'ala trasparente ,
    così quando noi andremo avanti
    così fino in fondo.

     

    Allora vedremo
    spazientire l'erba
    laddove prestare i nostri piedi nudi
    per scappare,

     

    involontari dubbi
    ci sono costati
    i volontari specchi assenti ,
    laddove non ci potremo sciogliere
    se non quando vorremo mostrare le mani,

     

    soggiacere le braccia
    intorno al girotondo
    che dall'interno dell'anima
    presta il suo inconsapevole carillon.

  • 20 settembre 2007
    Farfalla mai

    Col piatto in mano,
    sono stato a questuare
    il tuo stare bene,
    nell’orrore del tuo stare male,
    come supplica personale.
    E  poi...
    ti ho scorto,
    improvvisa rivelazione,
    come
    bozzolo  vietato
    che mai si scioglie
    per rendere farfalla,
    ma solo bruco
    che in eterno
    e mai sazio,
    si alimenta,
    del suo sé e del suo ero,
    senza sperare mai,
    rimuginando parole
    e gesti,
    inventando esami
    continui ed insuperabili.
    Cielo quanto male
    e sangue
    lascia,
    questo piatto rotto
    e vuoto nella mano.

  • 20 settembre 2007
    Profumo maledetto

    Sola. Nel soffice oblio
    di un profumo promesso
    riposi nella fragranza
    di un sincero addio.
    Dall' iride infuocato
    traspare il crepuscolo
    con il tempo fatto mio.
    Distesa e silenziosa:
    "Hai il viso di un fiore...
    ... e il sapore di un Dio".

  • 20 settembre 2007
    Il vetro del mare

    Sul porto notturno
    le luci liquide
    ebbre di umidori incerti,
    le navi immense
    (gole di salive sporche
    spellavano corde
    grandi come casti pensieri)

     

    sbattevano il fianco,
    sordo
    di risucchi di miele
    e muschi di fondali.

     

    Scansando la prua
    salmastre onde,
    nere cortigiane,
    sussurravano
    quel movimento restìo.

     

     La campana dei velieri
    ancora batteva
    al rullo languido
    sonoro e lontano
    come il carro
    del viandante.

     

    Sotto il vetro del mare
    lo scoglio nero
    come una bocca dischiusa.
    Tra bagliori di lampare
    lanciava trepido
    molli accenni.

     

     Così i pesci
    e gli altri
    tutti.

     

    Passando.

  • 19 settembre 2007
    Autoritratto (un interludio)

    Patisco la cardiopatia dell’Immenso.
    Ho desiderato l’Indefinito
    ancor prima di conoscerlo,
    così quando mi si è svelato
    ho creduto fosse il Concreto.
    Continuo a credere nelle stelle
    ed esse non sono che l’opaco alibi
    che mi ha estromessa
    dalla mia fetta di eredità terrena.
    Tutto mi consola,
    persino l’amarezza di sapere
    che ciò non è reale
    e assegno ad ogni pensiero
    solo un orgoglioso biasimo arido
    (l’unico gesto nobile di cui andar fiera
    nell’isterica cronaca della mia giornata).
    I miei passi sono sconnesse frenesie
    verso molteplici orizzonti che,
    per quanto vicini siano,
    difficilmente raggiungerò.
    E poi osservo ogni uomo che non è me
    e provo gelosia.
    Per la sua alterità
    e per le sue menzogne.
    Per tutto ciò che ha fatto di sé.
    Per me provo solo l’astio
    di quanto potevo fare
    e non ho fatto.

  • 19 settembre 2007
    Nuovo amore

    Il CHIARORE dell'alba di un nuovo giorno,
    Il CANDORE del viso di un tenero infante,
    Il BAGLIORE negli occhi di una madre che culla sul petto la sua creatura,
    Il FERVORE di un padre che attende di poter accoccolare a sé il suo pargolo,
    Il TEPORE di un lungo, accorato e tanto atteso abbraccio di un focolare famigliare,
    Il CALORE del fuoco vivo che arroventa i cuori degli innamorati, mentre il pargolo sotto la loro ala protettrice si bea di quell'aura luminescente,
    Il ROSSORE del dio sole che sorge imperioso e regna sovrano sul buio che fu,
    Il COLORE,
    l'ODORE,
    il SAPORE,
    il SENTORE ,
    della genesi di un nuovo AMORE...

  • 19 settembre 2007
    Calmati!

    "Ssh, no, non guardare fuori dalla finestra... il rumore è dentro."

  • 18 settembre 2007
    Aritmia dei sensi

    Sogni e disegni
    sulla pelle fra le dita
    gli occhi appannati
    di nocciole di un tempo

    roccia schiumosa
    avido letto
    tra i seni il dolore
    di olive di ghiaccio

    arsura di labbra
    piegate al cecchino
    le mani ritorte
    sui piedi nudi

    silenzio carico
    di bambini di pietra
    biscotti afoni
    e saliva incollata al buio

  • 18 settembre 2007
    Frottole in Fila_Strocca

    Otto ottangoli imprecisi
    Fan la corte agli indecisi

    Tre funamboli e un artista
    Hanno a cena un musicista

    Il giaciglio più inconsueto
    Fa la balia al mio segreto

    Ma una rosa capricciosa
    Ha deciso per la sposa

    E la musica regale
    Si è già data all’ideale

    Una tenera zampina
    Riferisce alla regina

    “Una terra di duelli
    Ha rubato i suoi castelli”

    Lei radiosa e un poco ardita
    Posa il cielo sulle dita

  • 18 settembre 2007
    Sahara

    Silenzi
    Fuochi sotto i piedi
    Laica preghiera di rumori smunti
    Cordoni attorcigliati agli occhi

    Seta
    I capelli raccolti nella tenda
    Rughe tra pantaloni pelle e scarpe
    Sete di drappi scoloriti

    Soffia
    Il vento sui denti
    Piega il torbido sorriso
    Lega la lingua ai sogni

    Sabbia
    Mormora tra le ciglia
    Il cammelliere è stanco
    Ed è Silenzio

  • 18 settembre 2007
    Sulla cenere del jazz

    Inseguiva consensi
    Morsicava le ore
    Tra i pollici flauti traversi

    Annusava aromi
    Rovesciava i volti
    Tra gli sguardi non riscopriva i suoi

    Ingollava un brandy rauco
    Ripuliva le paure
    Strozzava le sue labbra

    Sulla cenere del jazz

  • 18 settembre 2007
    Per te

    Avrei voluto essere tua madre

    Lisciarti capelli ed occhi
    Gridare con te fra i boschi di nessuno
    Leccarti il cuscino di sogni

    Calciare pugni e palloni
    Rifare il letto della tua adolescenza
    Snodare problemi e scarpe

    Correre tra amori ed erba
    Rischiare il fiato al mattino
    Macchiare la tua pelle di baci

    Dividere le paure con il naso
    Legare i tuoi polsi alla vita
    Fare giri da acrobata sui tuoi pensieri

    Tienimi con te... in cantina o fra le tue piccole mani.

  • 18 settembre 2007
    Georgia on my mind

    Il tuo giardino...
    Calpesto destino e chiodi

    Mi stendo
    ... sweet song... pioggia arresa

    I fianchi informi
    come un caffè antico...

    Affondo i gomiti
    e rubiconda attesa...

    Please...
    schiamazzi sul naso

    E ammasso rose
    e ossute labbra...

    Don't tell me...

  • 18 settembre 2007
    Chi è stato!

    E’ stato un falco irruento
    O un batter d’ali cortese
    Un accordo stordito
    O una lingua di miele

    E’ stato un peccato rovinoso
    O un bacio lastricato
    Una vecchia con mille cappelli
    O la mano più piccola che ci sia

    E’ stato il suo amore apostata
    O una schiena piegata bene
    Un tappeto a gradini
    O uno scivolo a perdersi

    E’ stato il ruvido mantello
    O un foulard di seta bianco
    Il mare incessante
    O il vento randagio

    Chi ti ha portato via… da te…

  • 18 settembre 2007
    Nulla

    Inutili baci
    allacciati alle gote
    di un amore irreale

    Non era la pioggia
    a cantare sul balcone
    del talamo la notte

    E le tazze
    al mattino
    non erano due

    Il pianoforte
    non suona da un decennio
    ormai

    Muschio ruvido
    di un presepe
    senza Dio

  • 18 settembre 2007
    Una giostra…in fila_strocca

    Tre giganti e un cane cieco
    stanno tutti sotto un vetro

    una donna scostumata
    tinge gli occhi dell'odiata

    un antico e duro cuore
    schiaccia il muso del pudore

    due donzelle addolorate
    hanno chiuso le cordate

    un ometto riccioluto
    mangia tanto pane muto

    e un'insolita Ginostra
    cuoce tutti sulla giostra.

  • 18 settembre 2007
    In Fila_strocca al bar

    Un caffè con 4 amiche
    c'eran "So" "Le" "Tue" "Ferite"
    un servizio raffinato
    3 cucchiai e il mio Passato

    2 bustine di cannella
    sono andate alla più bella
    3 coriandoli di alloro
    a chi serba un gran tesoro

    "Dimmi allora il tuo amore
    ti ha spezzato proprio il cuore"
    "Oh, di grazia, è la vita
    Ho begli occhi
    e dieci dita!"

    "Lui ha scelto i miei capelli
    rossi, ricci e sempre quelli!"
    "Io mi inchino alla ragione
    ha riavuto la
    passione!"

    "Però adesso devo andare"
    "Non rimani a consumare?"
    "No, no grazie ho da fare"
    "Che peccato non parlare!"

  • 18 settembre 2007
    Divani a morsi

    Ancore trascinano i capelli
    Ancora attorcigliati ai sensi
    L’odore dei cingoli sonanti
    L’ardire di un’anziana donna

    E’ festa tra gli assenti
    E’ frusta di memorie
    L’ora di far tardi
    L’ira dell’imbecille

    Vedo stravaganti arcieri
    Vado in pasto all’infinito ma
    Domani è già straripante, di
    Divani presi a morsi

  • 18 settembre 2007
    Alte Mura

    Onda incestuosa
    sul tuo braccio fermo

    Muscoli tesi
    a respingere il tempo

    Africa deserta
    di assetati denti

    Donna inchiodata
    da ferri usati

    Il ragazzo che guarda
    ma non parla più

    Alea di tende pesanti
    su troppa polvere arresa

  • 18 settembre 2007
    2 ali e 3 lune d’amore

    La sua voce non cade di un tono
    callosa, acuta, metodica, sola

    Il suo ritmo suona ancora
    virile, ostinato, lieto, glabro

    I suoi pensieri inseguono la via
    costanti, redenti, compagni, nemici

    Il suo pianoforte accompagna una donna
    bella, giovane, incantata, forte

    Il suo stomaco chiede pace
    lontano dalle emozioni

    E mette a tacere per sempre 2 ali e 3 lune d'amore

  • 18 settembre 2007
    Con_chiglia

    Anfore di velluto
    in fondo agli occhi

    Rugosi volti di marinai
    vogliono ripescarle

    Nulla si muove
    di un incastro
    senza Luce