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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 novembre 2008
    Documentario

    Sono salito in vetta alla collina
    della dolce poesia e da qui vedo
    il mio sentiero verde giù nel piano
    delle corse sull'erba a perdifiato.

     

    Da allora tanto sole è tramontato,
    la sua luce m'abbaglia da lontano
    ché presto sarà l'ora del congedo
    alla sera che sento già vicina.

     

    Ora i rimpianti fatti semoventi
    per i sogni che oltre non ci sono
    se non quelli degli uomini scontenti
    senza prova d'appello o di perdono.

     

    Guardo ansioso il futuro al cannocchiale
    inverso mentre il tremito m'assale.

  • 29 novembre 2008
    Chiuso il giovedi

    Trucci trucci Romolo
    chi è che va a cavallo...
    io no perché con il mal di vita...
    il Re del Portogallo
    la cavallina zoppa...
    se potessi tornare indietro
    ma è come spingere una corda...
    ma quanto tempo ci vuole
    per imparare la vita?
    E i miei maestri
    dove sono?
    Eppure tra vent'anni
    se li avrò
    sarà dolce questa insoddisfazione.
    Canta ancora
    poeta da quattro soldi!
    Anzi, centesimi.
    (dimenticavo l'euro!)

  • Pagine vulnerabili di vita
    vivo come se non vivessi
    giochi senza fine di una vita bestemmiata [lacerata nel mezzo degli oceani evaporati]

     

    Ho perso la vita nei giorni dell'attesa delle cose possibili
    mercante senza mercanzia, derubato dagli ipocriti
    ora posso vendere la mia anima

     

    Riempio la realtà di cose spudorate e senza vesti,
    sciupo le ore nell'alcova di Dioniso,
    bevo nella coppa dorata il nettare dell'oblio

     

    Le mie ossa sciolte nella pelle scompaginata
    dal travaglio della dannazione del fuoco demoniaco,
    cedo tutto di me agli sciacalli della morte [piacevole piacere dell'indecenza].

  • 29 novembre 2008
    Esaurito

    Bello sarebbe se le parole
    non avessero suoni
    e tu sentissi questa voce
    direttamente dai miei neuroni.

     

    Sarebbe bello perché
    dopo tanto dolore
    troveresti un avvocato difensore
    anche per me.

  • 29 novembre 2008
    Piccolo uomo

    Vai a dormire
    piccolo uomo distratto
    oggi ancora
    non hai fatto
    una cosa sensata!
    Fuma un'altra sigaretta
    una vecchia giornata
    domani t'aspetta
    ma prima cogli da quest'attimo
    di silenzio notturno
    un ultimo grido di speranza
    poi fatti taciturno
    hai già detto abbastanza.
    Metti da parte le illusioni e
    vai a dormire
    piccolo saggio
    sei un granello di sabbia
    fuori dell'ingranaggio.
    Prendi da quest'attimo
    di silenzio notturno
    ancora un grido di poesia.
    Poi sogna
    piccolo uomo:
    di tutta la giornata
    sarà questa la cosa sensata.

  • 29 novembre 2008
    Notte antica

    Così lontano che mi sembra ieri
    mio padre disse: " Su, facciamo un gioco;
    vieni fra le mie braccia e dimmi un poco:
    qual'è il più grande de' tuoi desideri?"

     

    (Avrei dovuto dirgli: siamo seri
    se non abbiamo cibo sopra il fuoco
    come possiamo?) ma gli chiesi roco:
    "Un cavallo però di quelli veri!" (1)

     

    "Allora attento;  guarda questo lume,
    lo spengo con un soffio e tu vedrai
    un puledro che beve in riva al fiume."

     

    Mia madre mi cullò ed io volai
    con Pegaso attaccato alle sue piume.
    La gioia d'un sogno non si scorda mai|!

     

    (1) Infatti avevo un cavallo a dondolo

  • 29 novembre 2008
    A Patrizia

    Il nostro posto, sotto l'acquedotto,
    ci trovava sul prato già fiorito
    mentre intorno scoppiava primavera
    per la natura intatta e dentro noi.

     

    O d'inverno, seduti sul cappotto,
    incontravo il tuo sguardo intimorito
    quando, immersi nell'ombra della sera,
    ci baciavamo sulle Mura. Poi,

     

    non ricordo perchè, tornata indietro,
    tu non venisti più agli appuntamenti;
    io non feci domande e li finì.

     

    Trent'anni ha il mio rimpianto e sono qui
    che, ripensando teneri i momenti
    scopro le antiche  lacrime di vetro.

  • 29 novembre 2008
    Amore più

    Amore Pagliaccio
    non prendermi in giro!
    Ho  pagato i tuoi danni
    fino a quando il calendario
    mi ha reso refrattario
    in tutti questi anni.
    Abbi pazienza
    se preferisco fare senza
    ché più  non ce la faccio.
    Vecchio Pagliaccio
    guarda sono vinto
    non tirarmi la giacca
    ho già visto un naso finto
    e una lacrima di biacca!

  • 29 novembre 2008
    Lucca

    Appoggiato al piccolo obelisco
    di Piazza Napoleone
    t'aspettavo nel sole
    e pazza l'anima mia
    faceva capriole.
    Tu dove sei?
    E chi lo sa
    se spazza ancora le foglie
    sopra le aiuole la serva
    o il vecchietto colla mazza
    biascica sempre
    le stesse parole?
    Troppo tempo è passato
    così come niente
    e quanto stupore
    quando torna alla mente!

  • 29 novembre 2008
    Sentieri di luci

    La città della sera
    - come un mappamondo di stelle
    ubriache di malinconia -
    si riflette su un cielo di occhi,
    si perde in una miriade di sentieri
    che si acquietano inondandosi di luci…

     

    Su quale uscio il vento
    venderà il suo profumo?

  • 29 novembre 2008
    Tra il pudore e le stelle

    Cadono parole
    dal cielo di lenzuola
    - appese sulla coscienza -
    al letto di pudore e di stelle
    disfatto su un diario di strada.

     

    L’uomo passa,
    lo raccoglie,
    se ne va.

     

    Nessuno lo rivedrà mai…

  • 29 novembre 2008
    Silenzi

    Ti guardo e intanto ascolto la voce del tuo silenzio.


    Seduta sulla sabbia osservi il mare
    mentre  i tuoi pensieri oltrepassano l’orizzonte,
    le onde s’inseguono gioiose
    andando ad infrangersi nella tua solitudine.


    Vorrei baciarti,
    ma il muro del tempo ci divide
    e allora tendo la mano per afferrarti,
    ma sei così lontana.


    Mi restano soltanto le parole dei tuoi silenzi.

  • Un mistero di silenzio ci separa
    mentr’io ti sento ancor più vicina,
    nei paraggi dell’esistenza.

     

    Nelle tue labbra ordinatrici
    trova ordine la mia vita;
    le tue parole racchiudono inesplicabili spazi,
    varcando senza vesti
    profondissime gote
    ed indugiando librate nell’aria
    (come aloni sospirati dal vento…).

     

    La mia voce tremante
    s’incatena alla tua suadente;
    in ogni mio pensiero
    converge un brivido in fiamme,
    mentre il mediterraneo delle mie labbra
    emette
    scintille
    di fuoco
    - per te -.

     

    Ti ho vista,
    in un momento ti sei persa;
    mi ungesti di luce
    e in un attimo i miei occhi
    presero la forma dei tuoi sguardi,
    liberando per te
    sguardi d’Amore incontrollati
    (vetri spezzati che si specchiano,
    granelli di sabbia che si bagnano…).

     

    Un linguaggio ancestrale
    trasuda dal tuo sorriso,
    mentre la mia mano
    - impigliata nella rete di oggi e di ieri -
    è ancora riversa sulla tua,
    rifugiandosi in una valle d’eternità e d’immenso…

     

    Imprigionato ai tuoi passi
    seguo la tua ombra in simbiosi;
    ogni carezza
    - freccia puntata d’ogni tentazione -
    permuta il dolore represso in un grido,
    mentr’io raccolgo un fiore bianco di magnolia
    per ritrarti un’altra volta.

     

    Abbattuti  muri di resistenza,
    tolgo il sonno alle labbra,
    supero ogni lecito confine,
    perché un bacio ricopra la distanza che rimane
    tra la tua Amicizia
    ed il mio Amore!
    Ed intanto sento sprofondare sotto me un vuoto
    cresciuto all’altezza esatta del piacere
    (pozione segreta da bere
    - rabbrividendo -
    in fretta).

     

    Addormentata nella strada d’un sogno,
    rivedo te ogni giorno
    nell’orbita di gesti non compiuti,
    di sguardi non sferzati;
    la notte il rosso dei miei pensieri
    tinge le tue vesti di carne
    per dare l’ultimo tocco
    alla tela che ti ritrae folgorante
    (scintilla di sole
    pronta ad infiammare il cielo!).

     

    Il nostro Amore rimarrà
    il sogno irrealizzato d’un bambino,
    il volo accennato d’un gabbiano,
    il frutto non raccolto d’un giardino,
    perché noi siamo 
    come due abissi che s’incontrano:
    un pozzo senza luce
    che fissa il suo cielo senza fondo…

  • 24 novembre 2008
    "Ensemble" di sensazioni...

    Quando è il tuo silenzio a parlare
    tutto
    tace
    all’istante,
    mentr’i tuoi occhi
    esplodono in cielo di stelle.

    E’ un “ensemble” di sensazioni
    che non ha voce…
    (e che s’incendia incatenando il mare!)

  • 24 novembre 2008
    Paradiso channel

    Magari vado a Lourdes
    a chiedere un miracolo
    e mi tronco una gamba
    scivolando su un gradino
    bagnato d'acqua santa.
    Magari vado allo stadio
    a vedere la finale Italia-Brasile
    ed un banco di nebbia
    l'unico in Europa 
    cala sul triangolo di gioco
    nascondendo il goal della vittoria.
    Ma allora tutto va a caso
    senza che io possa farci niente!
    A cosa mi serve
    quel poco che ho imparato
    in questo secolo?
    Magari vado in Chiesa
    proprio mentre il terremoto
    fa precipitare il soffitto
    e nel grande polverone
    è arduo trovare qualcosa
    figurati una risposta soddisfacente.
    Dio mio
    scusa l'ardire
    ma perché di noi te ne freghi?
    Non lo chiedo per me
    lo chiedo per te
    ci tengo alla tua credibilità.
    Su magari qualche volta
    dimostra che sei un bravo ragazzo!

  • 24 novembre 2008
    Il gabbiano

    Ho freddo. E' giovedì. Mi sento come
    avessi tutta l'anima gelata;
    fumo e ti penso bella senza nome
    da questa stanza male illuminata.


    E, mentre fumo, vedo che sul tetto
    c'è un giovane gabbiano tutto bianco.
    Chissà cosa farà? Se vado a letto
    magari sogna questo vecchio stanco.


    Sogna magari e lì reciterà
    gli antichi versi scritti per amore
    e, più degli altri, quelli che ha scordato.


    Ecco la sera! So che passerà
    quest'attimo violento di stupore
    mentre il gabbiano, intanto, è già volato.

  • 24 novembre 2008
    Il manuale dell'impiegato

    Ad ogni Direttore trasferito
    col nuovo devi prenderci la mano
    ragion per cui la parte del ruffiano
    è bene tu la sappia a menadito.


    Diventando il lacchè Suo preferito
    non ti stupire e non ti sembri strano
    se si vede, perfino da lontano,
    il marchio di spione rifinito.


    E poi, se non hai fatto complimenti
    e stracci la stragrande concorrenza
    che lotta sia con l'unghie che coi denti


    in cambio di siffatto meretricio,
    ruffiano di sostanza e d'apparenza,
    ti fa (se ti va bene)... capufficio.


    Da Arrufianati che Dio ti aiuta!

  • 24 novembre 2008
    Foce dell'anima

    Sono spazi decrescenti di vita
    queste lacrime vuote
    che a tratti riemergono in mare
    inondando canali secchi e paralleli
    di pensieri aridi e blasfemi
    che marciscono al fondo,
    alla foce dell’anima.

  • 24 novembre 2008
    La poesia

    Mi sorprende improvvisa
    compagna paziente di lunghi silenzi
    temporale estivo
    in un pomeriggio assolato d’agosto
    onda alta fragorosa
    sulla calma piatta
    di emozioni non dette
    Mi bagna le carni 
    inaridite da notti insonni
    e giorni inutili
    in cui la vita e la morte
    si scambiano i ruoli
    a perpetrare l’inganno.

     

    E torna a tremare il cuore.

  • 24 novembre 2008
    Entrare adagio

     


     


    Basta basta basta basta basta
    non parliamone più.
    Oggi mi sento bene
    la giornata è splendida
    il pranzo era ottimo
    e a tutto voglio pensare
    tranne che a te.
    Ho capito ho capito
    non c'ero
    non ci sono
    e non ci sarò mai.
    Mi prendo tutte le colpe
    senza discutere.
    Se tu me ne avessi levata una
    una soltanto
    magari pensando:
    poveretto ha cercato di rimediare....
    invece niente.
    Con la corda al collo
    aspetti che precipiti nella botola
    per quel tanto che....
    basta basta basta basta basta
    non parliamone più.
    altrimenti va a finire che piove
    mi rovino la digestione
    (venticinque euro
    senza fattura
    bevande a parte)
    e sarebbero quattrini
    buttati via.


    Da Figli? Con le ragadi soffri meno!.

  • 24 novembre 2008
    Lacrime, compagne di viaggio

    Singhiozzo rapito dai miei dubbi
    E dalla mia sfrenata volontà egoistica

    Riempo i miei vuoti del nulla
    E mi sento pozzo profondo e muto

    Medito nell'intima solitudine
    Dei miei eterni, lagrimanti, desideri

  • 24 novembre 2008
    La barba (Riccardo Luchena).

    Per anni mi sono chiesto cosa  nascondesse sotto la barba.
    Già la barba.
    Sono nato 28 anni dopo.
    Da  quando sono nato ho visto sempre e solo la barba.
    Mai un baffo, un pizzetto, una mosca. Solo  e soltanto la barba.

     

    Potrebbe essere un personaggio dantesco, shakespeariano.
    Un patrizio romano, un satrapo persiano.
    Un greco delle polis, un letterato  fiorentino.
    E’, più semplicemente, un medico salentino.

     

    Mezzo secolo di vita.
    Cinquanta primavere.

     

    Conoscendolo più a fondo ho capito cosa nasconde dietro la barba.
    Nasconde una faccia pulita, un grande cuore ed una grande mente.
    O non nasconde niente perché tutto traspare.
    La voglia di fare, di inventare, di creare.
    La voglia di imparare, ancora molto, di essere più che apparire.
    La voglia di stupire, emozionare con le sue tele.
    E la voglia di spiegare le vele
    e continuare la sua avventura in questo mare chiamato vita.

  • 20 novembre 2008
    [Lyrics]

    L'alba,
    con la sua timidezza, d'uccelletti
    scampata ai gatti o peggio ancora,
    m'impolpettona:
    e sto preso dentro questa luce di sbobba
    stralunato
    e senza mutande,


    stralunato soprattutto
    e poco avvezzo alla tenerezza
    a bordo
    di un superalcolico amore,

     

    oltre le (h)ombre(s) dei fichi
    da sogno.

  • 20 novembre 2008
    Fecondazione assistita

    Ho preso la licenza elementare
    a forza di pedate e di schiaffoni
    perciò qualcuno mi dovrà spiegare
    che cosa sono le " fecondazioni ".


    E' tanto che ne sento ragionare
    dai grandi opinionisti chiacchieroni!
    E poi perché  "assistita"? A ben pensare
    è roba che sapranno i sapientoni!


    L'altra notte, rientrando a casa presto,
    ho sorpreso la casta Nicoletta
    con uno che è scappato lesto lesto.


    L'ha fecondata? Boh, chi ne sa niente?
    Ma se gli davo un'altra mezz'oretta
    mi sa che diventavo... l'assistente!

  • 19 novembre 2008
    Guardami

    Guardami
    mentre straccio le vesti


    (guardami)
    e di te fioriscono le ampolle


    (guardami)
    mentre l’onda cresce
    e le mani ti cercano.


    Guardami
    mentre mi strazio le labbra


    (guardami)
    e i miei fianchi ti invitano


    (guardami)
    mentre divento acqua
    che ti offro da bere.


    Disseta la tua arsura
    con la promessa che
    domani avrai di nuovo sete
    e berrai ancora il mio corpo.