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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 27 agosto 2008
    La valle del Nulla

    La porta resta aperta,
    ma Lei si è dileguata
    dietro un sipario rosso,
    e luci spente,
    candele sospese e fioche,
    odore e versi dell’ultimo peccato
    compiuto, scandito, dimenticato,
    fedeli andati via,
    scesi verso la “Valle del Nulla”
    pronunciano il canto del perdono,
    le loro mani graffiate,
    spezzate, per l’aver tanto bussato,
    accecati dal tempo perduto
    dal suo abbaglio fosforescente,
    da quel trascorrere Infermo,
    assordati dal Silenzio udito,
    camminando,
    percorrendo
    il “Sentiero dell’eterno andare”,
    divenire,
    ognuno con ciò che ha voluto,
    desiderato, smarrito,
    ognuno con ciò che è stato,
    e la notte va,
    elevandosi nella commozione,
    e gli inferi in rivalsa,
    l’urlo nel torpore infetto,
    di lacrime
    pronte a calar giù
    da quella nube Nera

  • 26 agosto 2008
    Adry

    Solleva lo sguardo,
    guardami poiché io sono qui.
    Davanti a te e nulla dietro.
    solo vento e spazi vuoti.


    Luce improvvisa che acceca
    da cui non distogliere gli occhi
    per paura del buio,
    che non fa muovere.


    7 piccole gocce d'acqua
    in un assolato pomeriggio d'estate
    che non bastano mai.


    Onda che alza la schiuma,
    che ti fa gridare di gioia
    e che te ne fa sperare un'altra ancora.

  • 26 agosto 2008
    Sostegno eterno

    Se la luna non ti sorregge
    Uccidi il sole.
    Obbliga nei raggi
    Il gelo dei giorni,
    la luna sarà gelosa
    e si calerà in suo aiuto;
    afferrala con cavi di acciaio
    ed imbragati ad essa.
    Non piangerà,
    sarà indaffarata ad essere
    l’unico appiglio del mondo.

  • 26 agosto 2008
    Schizofrenia

    Non ho con me il fucile stanotte,
    hai mai chiesto al sole di morire?

     

    Potrei donarti solo aghi di pino
    o regalare petali di caramelle.

     

    Non ho con me il fucile stanotte,
    Hai mai udito il lamento della civetta?

     

    Potrei donarti il mio corpo
    o regalare orologi urlanti.

     

    Oggi non ho con me il fucile,
    stanotte farò a meno di lui,
    stanotte farai a meno di lui.

     

    Guarda le mie mani,
    ho lingue di stelle
    e origami di parole.

  • 26 agosto 2008
    Ovali concezioni

    Come ovali concezioni mi insidiano il corpo.

     

    Ora vedo,
    ora sento;
    cado nel cerchio ovale

     

    quadrato,
    triangolare,
    informe.

  • 25 agosto 2008
    Per Lucinda

    Zampettami dentro uovo covato
    oh tu scrittura tondeggiante nei mutamenti
    tornerei
    a giocare gattoni sulla coperta
    al buio dell'estate nella grottacasa sconfinata a vivere
    ho imparato a scrivere le vocali dolci
    col bicchiere pieno di speranze
    Odore
    Azione
    le consonanti con i bastoncini
    madre rumore amniotico
    padre fertilità
    rozzezza modulare tormento
    Aorta
    la principale ectasica sinfonia a caduta libera
    frana il mio pensiero
    sulla pagina che tu stendi a telone dei vigili del fuoco
    oh m'avvampo di questa foresta incendiaria
    nulla vale il fermo tagliafuoco
    lo smeraldo ha preso il grigiognolo della cenere
    verranno le speculazioni letterarie
    verrà speculata la mia pagina nella rottura della terra
    il solco del terremoto ha ingoiato corpi vivi
    ammucchiati in un fil di ferro arrugginitto
    dal regime
    una cascata di stelle perdute nella bocca della notte
    come scollate da un tappeto d'azzurro
    nelle trame di mani d'infanti intrecci sublimi
    io sono chiuso qui a intrecciare parole
    al favonio alla tramontana
    a te nubile nobile nel pensiero
    non farmi catalessìa nelle mie assordati quiescenze
    al capitolo secondo versetto 45 leonino
    dovrò imparare 18 versi i più difficili
    per viaggiare il tuo razzo
    dimenticavo
    prestamelo per raggiungerti

  • 25 agosto 2008
    Dove sei...

    Felicità -
    ti cerco negli occhi-
    ma rimani solo il graffio di un pensiero.

  • 25 agosto 2008
    Senza umiltà

    Ci insegnano a guardare
    dll'alto in basso
    senza le ali di un uccello
    senza i colori di un aquilone.

  • 25 agosto 2008
    Ciprì

    Bevendo la vita tutta d'un sorso
    sbagliando qua e là per cercar d'imparare
    cane randagio che mai aveva morso
    un giorno Ciprì si gettò nel mare.
    Cuore smarrito ha perduto la strada
    convinto che amare sia vivere in pace
    nessuno sa più dove lui ora vada
    giù negli abissi la sua bocca tace.
    Agli angeli volgo la mia preghiera
    apritegli un varco per farlo passare
    sopra il suo viso è calata la sera
    fate che a Dio si possa spiegare.
    Fate che il cielo sia la sua tomba
    e il suo fiato spezzato fate che sia
    la dolce musica della vostra tromba
    che intona solenne l'Ave Maria.

  • 25 agosto 2008
    Addio agli amanti

    Ad una panchina sedeva
    aspettando che venisse l'ora
    e tra la folla cercava
    colei che nei suoi occhi
    aveva preso dimora.
    Ad un tratto la vide,
    la vide arrivare...
    e gli parve un canto
    il più bello da udire
    e gli parve un racconto
    il più dolce da avere
    per poterlo narrare.
    E gli parve il sonno,
    quello più pesante,
    il più duraturo,
    quello che fa sognare.
    E lei si sedette
    con le gambe strette
    e si mise a scrutare
    oltre il cielo...
    oltre il mare.
    Restaron così
    come resta chi tace,
    come resta chi muore,
    come chi non vuol pace,
    come chi cerca amore.
    Poi lui prese a parlare
    e mi pare sentire
    quel lamento che spezza
    quella voce che rompe
    ciò che tiene una corda
    e non si può più attaccare.
    Mia cara io devo, ti devo lasciare
    è passato del tempo
    non ti posso tenere
    non ti posso più avere.
    Mi hai sconvolto la mente
    son diventato...
    l'altra metà del niente.
    Mio caro, se tu sei diventato
    l'altra metà del niente
    lasciami dire che io ho
    il niente nel cuore,
    perché fra tutto
    perché fra tanto
    se tu sei il nulla
    io mi accontento.
    E lui prese a soffrire
    a soffrire di rabbia
    perché davanti
    aveva un'aquila
    sfuggita alla gabbia.
    Allora le disse:
    - guarda il sole al vespro
    e prova a capire
    dove di notte
    lui va a dormire.
    Dove di notte
    lui vi riposa
    perch'io in quel luogo
    pianterò una rosa
    e sarà rossa
    come la tua bocca,
    e sarà mossa
    da questo stesso vento
    che ci tocca.
    E se al mattino
    ci vedrai la rugiada
    sappi che è una lacrima
    dal freddo gelata.
    Ed ora va...
    compagna di oggi
    certezza di ieri
    nostalgia di domani.
    Da stanotte in avanti
    il mio letto sarà
    uno spoglio giaciglio
    su cui non voglio dormire
    ma solo morire.
    Morire al pensiero
    di quando ti avevo.
    Morire sapendo
    che non ti apprezzavo.
    E se sesso sei stata
    e amor diventata...
    sappi che quando
    poggiavo la testa sul tuo seno
    non c'era bisogno
    che piovesse e tornasse il sereno
    per potere distinguere l'arcobaleno.

  • 25 agosto 2008
    Poeta&Pittore

    Ah! Se solo tu m'avessi amata...
    io sarei stata mare chiaro
    dentro una fontana
    di granito scolpita.
    Ah! Se solo tu m'avessi toccata
    io sarei caduta a terra
    rotta...
    come un vaso di terracotta.
    Perché tu sei un pittore
    che ha smarrito il pennello
    e ha disperso il colore.
    Mentre io son poeta
    che ha conservato la penna
    tra le sue dita.
    Perché tu vuoi la tinta
    mentr'io la sfumatura.
    Perché la tua rosa si è stinta
    mentre la mia ancor perdura.
    Perché tu ami il giorno
    perché ami il sole.
    Mentre io amo la notte
    per me intrisa di parole....

  • 25 agosto 2008
    Mosaico dei sensi

    Riverso sul mio giaciglio,
    scosto le lacrime;
    il cielo si tinge di rosso,
    disegna ombre che si proiettano sul muro,
    come angosce che divorano il cuore.

     

    Scruto nel vacuo spazio i miei pensieri.

     

    L’oscurità che nutre la mia tristezza,
    un freddo mosaico dei sensi;
    futile come lo scorrere del tempo.

     

    Caldo riflesso nell’acqua mite,
    imbevuto di coscienza;
    tiepida resina lega le mie speranze,
    ambra che include le mie certezze,
    solitudine che ripone le mie domande.

  • 25 agosto 2008
    Lacrime tristi

    Vanno ora, semplici istanti;
    vicini o lontani;
    ora sembrano instabili;
    sottili ma deformi;
    capita a volte di
    soffrire.

  • 25 agosto 2008
    Sepoltura

    Bagnato il ponte della tua amabilità
    scivola la pelle nel fiocco di sale,
    e la gelida frescura del bosco
    ha con sé la brina del calice sacro.

     

    E’ costante il moto del mio fruire
    senso alla mia giocondità, 
    per questo sono solo doveroso nel coprire
    il tuo cadavere: è dovuto al caso degli eventi.

  • 23 agosto 2008
    Il mio teatro

    Seduto su questo masso
    Ammiro il mio teatro.
    Una vena di scaglia rossa
    Il mio testo?  e la pietra
    Il mio pubblico?
    Un fiore
    leggo un testo antico
    che nessun libro porta
    una storia che risale
    quando il mondo appare
    solo  Calli nelle mani
    è il mio costume!
    Come orchestra? uno scalpello
    il sipario si è alzato
    ed il  buio è sparito
    ora vado a recitare
    ma per poter recitare devo scavare
    per poter raccontare
    quello che un giorno
    il mondo  fu.

  • 23 agosto 2008
    Esplosione gialla

    Ho bisogno della luna stanotte,
    non della sua luce,
    non del suo apparire:
    chiedo ed imploro il suo silenzio;
    lo specchio di ombre simula movimenti,
    un lieve soffio di aria,
    davanti ad esso la mia anima si scompone
    e l’immagine si nutre di oscurità,
    il freddo penetra ogni fessura
    e la luna scoppia in frammenti gialli.
    Ed il suo boato è udibile
    Nel colore delle stelle.

  • 23 agosto 2008
    Di pietra

    Ergonomico spazio,
    sensore mnemonico.

     

    La scia del mio Ego,
    scava nelle membra.

     

    Silicio nelle ossa,
    conduttore del mio agitarmi:
    friabile, fragile;
    istruzione neurovegetativa,
    eppur se fossi pietra
    vomiterei roccia.

     

    Sono solo un uomo
    di sassi e contrappesi;
    sospesi verso
    il profondo.

  • 23 agosto 2008
    Aspettare

    Quanto meno mi aspetterei,
    che fosse solo tempo;
    non quello che decide,
    né quello che vorrebbe.

     

    Aumentare la manopola
    alla macchina,
    velocità,
    stridio;

     

    Mi aspetto che il tempo
    Possa aumentare,
    altrimenti,
    aspetto solamente di aspettare

  • 23 agosto 2008
    Essenza

    Io sono il niente che,
    grazie ai tuoi occhi,
    diviene qualcosa,
    quando un vuoto
    d'improvviso si colma
    di carne, sensi e cuore
    che sol se da te
    s'allontana già duole,
    amor del sogno
    di cui ho bisogno.
    Divento sospiro di vento
    che conosce sol lamento
    ed aspira a soffiar sul tuo cuor
    null'altro che sentimento,
    sogno dell'amor che
    non alimenta che dolor.
    Io esisto sol se
    i tuoi pensier
    mi san crear
    ed alla vita portar,
    divenendo beltà d'una realtà
    che forse mai verrà,
    perché sol l'amor
    mai sogno lascerà.

  • 22 agosto 2008
    Salici piangenti

    E' una prigione dalle sbarre d'argento
    quella di questi schiavi del job.
    Hanno scelto divise sfavillanti
    ma che dentro racchiudono salici piangenti.
    Che spettacolo raccapricciante!
    Quale sforzo profuso per essere
    gli eletti tra gli inetti!
    Una recita da commedia dell'arte...
    un canovaccio conosciuto ormai da tutti
    che nessuno mai avrà il coraggio di smascherare!

  • 22 agosto 2008
    In_Contro

    Desiderai le orme
    volsi lo sguardo lento
    sui quei segni astrali

    (sentieri sotteranei
    si coprirono di piume,
    su leggere tracce di volo)

    Così il pensiero
    prese la forma del tuo sorriso
    che sottile imparò
    la sinuosa strada
    del mio sguardo

  • 22 agosto 2008
    Cos'è il vento

    La lucente incantata parola del vento,
    spegne il sottile desiderio del pensiero

    e

    roteando libera attorno ad un polso
    se rovescia la vena del silenzio.

    e

    Meditando ormeggi, lenti, agli approdi,
    di ogni anima incauta che si accosta,

    e

    riflessiva,
    porterà vento increspato alla riva.
    Insieme alle schiume,

    e

    insieme ai sorrisi,
    insieme ai nostri pensieri faranno rumore di vita.

    e

    Il vento ci sposta le speranze,
    insieme ad una ciocca di capelli ribelli

    e

    alla tua mano che mi lascia inutile
    sfumando i ricordi di deserti innondati di sole.

  • 22 agosto 2008
    batte il suono

    Batte il suono
    dentro il correre a perdifiato,
    sollevando il petto per un sospiro grande,
    attesa
    la risoluzione dell'enigma del dire,
    come un salto
    che avanza un respiro,
    mette da parte un pò di dolore
    prende
    quel raggio discostato
    la sorprendente luna
    fredda e circolare
    nel mentre s'innamora
    della sua variabile ombra.

    Laddove lunghe processioni
    di animali notturni
    impauriscono la strada nera.

    Forse del canto e del battere
    insistente
    ritroverò alla fine
    il salto ardito della civetta,
    occhi larghi
    di solitudine intensa,
    artigli di idee immacolate,
    sentieri divisi,
    rivoli d'acqua lenta a sottile.

    Richiamo di armi e di orme,
    scala armonica
    lavoro di controcanti,
    spettacolari modestie.

    Magmatiche orche assassine
    agonizzanti
    sulle spiagge notturne,
    greti di sassi disperati
    rotoleranno nel mio dire,

    dispendiosi contrordini,
    mormoranti fraseggi
    batteranno
    lenti e immensi,
    come nei quarti delle ore
    inseriti
    negli ingranaggi circolari,
    denti larghi
    di sorrisi timidi e impietosi.

    Presto
    dissi a me stessa
    Presto, ancora di più.

    Battono svelte
    le ritmiche incerte
    nella musica sbalordita
    laddove sèguita e continua
    un passo davanti e un passo passato.

    Un certo nel vuoto,
    un incerto sulla lavagna,
    gesso sottile
    scrive formule
    che il tempo cancella
    a tratti,
    la sorprendente
    sincerità del dire
    il battito
    insistente del fare.

    Sull'onda morbida
    dell’ amore mendicante
    tracce sorridenti e confuse
    lungo la strada
    rotonda di un lago,
    orme di piccoli piedi,
    piume galleggianti
    furono
    gli abbracci silenziosi
    per un vento solitario
    bramoso di parole e tempo
    il soffio caldo
    nell’aria spettacolare.

    Verranno, dissi
    verranno,
    i molluschi trasparenti
    attraversati da ritmici bagliori
    nelle profondità marine,
    abissi perduti
    che non sappiamo,

    impazienti di non capire,
    verranno
    dissi,verranno.
    Andranno, dirò.
    Andrò.

  • 22 agosto 2008
    Nebbie

    Tra le grigie solitudini
    di corpi sollevati 
    e venti improvvisi
    scarni
    modelli di sentiero
    dove sorrise la primula nascosta
    e il pugno di ghiaccio
    nelle tue mani
    molli
    furono il destino.

    Sottile il corvo
    perse la livrea
    metallica
    Solo un gabbiano
    dall'alto delle rupi
    mi disse
    grida
    inesistente orlo
    di vento e sabbia.

    Orme innocenti
    verranno a dissentire
    sul fatto improbabile.

    Il suo orgoglio gretto
    si tolse il bavero dal collo
    e stringendo forte le ciglia
    sospirò la  fredda distanza.

    Tra noi solo solo
    un colpo di vento
    disse
    e forse
    nemmeno quello.

  • 22 agosto 2008
    Girasoli

    Girasoli, verde spettro di sole
    gira il profilo
    che di vetro appare
    sul sorriso di labbra solitarie

    Che di sentieri voltino al fondo
    se del bicchiere di vino
    che brinda al cielo
    i tuoi occhi mesti
    di luce propria accesi
    sia lontano
    quel sospiro grande...

    tale che il cielo
    giri i suoi petali
    attorno ai grandi fiori
    che del sole
    ne facciano girando
    un magnifico carrillon