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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 maggio 2010
    Incubo pomeridiano

    Dove suonano i musicisti impazziti,
    c'è un aria pesante che puzza di morte,
    una bambina a terra che piange sangue,
    che si taglia le vene con un coltello.


    Ci sono poeti che scrivono con lacrime umane,
    che sentono voci ordinargli di soffrire,
    ci sono poeti che si legano le mani,
    per esser liberi di dimenticare il dolore.


    La luna è pallida questa notte,
    filtra tra i rami un ossessione,
    "Puoi evitare d'illuminarmi il volto,
    quando scendo a patti con il diavolo?"


    Le carogne ululano verso il cielo,
    strappano coi denti la poca carne,
    dalle ossa bianche e lucenti,
    occhi colmi di odio e paura.


    Siamo foglie secche bagnate dalla pioggia,
    cittadini del mondo della follia,
    come cera bruciata il viso si scioglie,
    diventa sottile, diventa malinconia.


    Benvenuto tra noi poeta bambino,
    incapace a vivere, incapace a sognare,
    figlio adottivo dei tuoi stessi incubi,
    padre di parole "senza forma nè accento".

  • 31 maggio 2010
    Decadenza

    Tristezza e pioggia,
    lacrime e sangue,
    mica posso morire,
    schioccando le dita.
    La sigaretta è spenta,
    l'alcol finito,
    amici alcuni,
    brave persone.
    A casa tutto bene,
    nemmeno lo sanno,
    che io mi diverto,
    a strisciare per terra.
    La vità è...
    ma cosa volete che sia?
    Un urlo verso il cielo
    raramente viene ascoltato.
    La luce è assente,
    tenui neri mi accarezzano,
    il telefono suona,
    sembra quasi un dovere.
    Si fidano di me?
    O non gliene importa?
    Ho perso la voglia
    di scriver poesia.
    Tanti numeri uno,
    tanti hanno un talento,
    io il mio lo nascondo,
    e un po' mi vergogno.
    Mi manca il coraggio,
    per vivere bene,
    mi sembra più facile,
    restare da soli.
    Poi uno si gira
    e non vede persone,
    un'ombra a volte
    è capace a parlare.
    Scendono aghi,
    ma non bucano niente,
    la strada sterrata,
    è piena di dolore.
    Quanto silenzio,
    pagherei per averlo,
    una sberla in faccia,
    non può mica far male?
    Riconosco ancora
    il mio labbro dalla mia lingua,
    sono un gran bastardo?
    Voglio stare da solo?
    Non lo so nemmeno,
    io lo trovo carino,
    iniziamo a giocare?
    Cominci il mio declino.

     

  • 31 maggio 2010
    Ricordo d'orrore

    Una mano tesa verso i miei occhi
    mi chiede aiuto in una notte scura.
    La pelle è secca, la forma è magra,
    vorrei aiutarla, ma ho troppa paura.
    Lei s'irrigidisce, ha uno spasmo, cade,
    si spezzano le ossa facendo rumore.
    Ed io in silenzio prendo la scopa
    e spazzo via quel ricordo d'orrore.

  • 31 maggio 2010
    Acromatici

    Tu emuli l'essere che non sono io
    E allora
    Che fa
    Ci ritroviamo l'uno di fronte all'altra
    Uno specchio ci illustra
    Il fumo
    E i colori che noi siamo
    Il bianco impeccabile del tuo amore
    E il nero profondo dello sporco
    Nostro
    Nulli
    Persi
    Vuoti
    Ma insieme
    Noi due
    Amor mio
    Creeremo il mondo

  • 31 maggio 2010
    Scappa.

    Perché non sparisci per un po',
    tu, come quel fumo lì.
    Perché non cadi giù,
    come quella lacrima sincera,
    sul tuo volto morto.
    E poi ti rullerei
    e ti brucerei
    e ti fumerei
    e ti getterei
    E prenderei il tuo core nero
    intrappolato nel petrolio
    E persino del tuo amore
    ti priverei
    E aprirei i tuoi polmoni grigi
    del catrame prigionieri
    E anche l'ebbrezza di libertà
    ti toglierei
    Forse già l'ho fatto
    Ma intanto tu
    Scappa.

  • 31 maggio 2010
    It is finished

    Il silenzio ora è diventato pesante, 
    i falsi gemiti dell'amplesso
    hanno lasciato il posto al ritmico respiro del suo sonno.
    Devi avere sensi all'erta 
    e movimenti lenti e precisi per non svegliarlo,
    per non sbagliare.
    Che schifo,
    puzza di rancido questa stanza,
    di umori e sudore. 
    Non bisognerebbe mai addormentarsi 
    accanto a chi potrebbe non meritare fiducia,
    soprattutto se ci sono colpe da pagare.
    La carne marcirà, 
    il viso, prima stravolto da ingannevoli orgasmi, 
    sarà solo una maschera di morte. 
    Bisogna saper fingere se la posta è alta: 
    la trappola ha funzionato alla perfezione,
    molte donne tornano ad amare i loro primi amori,
    e lui ci ha creduto: era quello che serviva. 
    Vorrei lavare il mio corpo,
    ripulirlo dai sordidi liquidi di cui è impregnato,
    e dal senso di nausea che cresce.
    Ma non c'è più tempo,
    neanche per i ripensamenti. 
    Un ultimo sguardo a quel corpo abbandonato,
    ai suoi capelli sparsi,
    assopito tra le lenzuola traditrici.
    Il cuore corre veloce mentre la mano si solleva. 
    "Non prendere una pistola, prima o poi spari",
    qualcuno ha detto. 
    Un lampo accecante, la stanza si tinge di bianco, di rosso, di nero. 
    Ad orecchie lontane risuona un flebile boato. 
    Il silenzio intorno, 
    un filo di fumo di carne bruciata e il vuoto dentro. 
    Lo guardi non dormire più e ti allontani,
    un poco ma non tanto, 
    purtroppo devi stargli ancora vicino, 
    altrimenti perderebbe credibilità.
    L'addio a coloro per cui lo fai,
    una lacrima, 
    il pensiero al vero amore.
    E spari ancora, per l'ultima volta.
    Nessun lampo, nessun colore, 
    solo un atroce dolore alla testa che dura meno di un "fiat".

    "Se hai una pistola prima o poi spari". 
    Hai sparato. 
    Due volte.

  • 31 maggio 2010
    All'emigrato

    Sei vero italiano,
    o fratello lontano.
    Tu combatti da prode,
    non pensando alla frode
    di chi resta a godere,
    pur restando a sedere,
    sole e frescura
    della bella natura.
    Tu hai reso un servigio
    per evitare un litigio.
    Ma i ladri che fanno?
    All'estero vanno...
    non per lavoro,
    ma a celare il tesoro,
    che tu hai sudato
    per volere del fato.
    La delinquenza dilaga,
    la droga è una maga,
    che uccide da anni
    sul fiore degli anni.
    La giustizia è morta,
    l'Italia è una torta
    divisi in partiti,
    che son disuniti.
    Il giovane suda,
    chiedendo un lavoro,
    suo sol rincoro
    il bacio di Giuda.
    La corruzione è onnipresente,
    i valori sono morti e sepolti,
    l'indegnità è la virtù emergente
    in questa società piena di stolti.
    Irresponsabili siamo
    ed, incoscienti, insozziamo
    con luride gesta
    dell'Italia la vesta.
    Ti erigo una statua,
    fratello e signore,
    mio segno di mutua
    ricompensa d'amore.

    Dal mio libro: MIELE E FIELE
    Ursini Editore -  Catanzaro 1993

  • 31 maggio 2010
    Italiano

    O italiano, che sai ben parlare,
    ma ad agire non ti sai spronare,
    delle tue pene non accusare l'altro,
    volpone o lupo sempre scaltro.
    Tu stesso, infatti, accordi la fiducia
    a coloro che ti tolgon la camicia.
    Il giorno, in cui c'è la votazione,
    tu voti senza nessuna riflessione.
    Quel giorno di baldoria sembra festa,
    invece, è foriero di venti di tempesta.
    Sii cosciente e responsabile, italiano,
    vivi da uomo e non da cortigiano.
    L'Italia è pregna di deputati e senatori,
    vere sanguisughe e tenaci roditori.
    Come vedi, la tua terra va in rovina,
    perchè costoro fanno ognor rapina
    e tu, italiano, per la tua noncuranza
    rendi servo te e la tua discendenza.

    Dal mio libro: SPERANZE E DELUSIONI 
    Pellegrini Editore -  Cosenza 2007

  • 31 maggio 2010
    Bestia

    Ho venduto la mia anima ai vermi
    Ho reso le mie lacrime agli uccelli
    Ho regalato il mio pudore alle scrofe
    E la mia coscienza perduta
    Vivendo
    E solo il peggio rimasto il mondo
    Ammirando
    Non vorrà
    Giudicherà
    Schiverà
    Butterà
    Attribuirà
    A quella bestia del mio io.

  • 22 maggio 2010
    Le parole fan volare

    Le parole fan volare
    dalla spiaggia i colori
    i profumi ed i rumori
    sugli scogli a parlare
    tra gli spruzzi dei bambini


    le parole fan volare
    esce il fumo dai camini
    ti ritrovi in mezzo al bosco
    in salita per la cima
    lì non serve avere fretta
    serve un sogno per la vetta


    le parole fan volare
    la città si mostra tutta
    monumenti e la sua storia
    camminate in riva al fiume
    sono lunghe le nottate
    posson esser senza fine


    le parole fan volare
    con i figli e la famiglia
    con i giochi ed il lavoro
    le giornate son ricordi
    col sorriso tutto d'oro


    le parole fan volare
    qui vicino alla mia Valle
    passo il giorno in riva al mare
    con il Carso alle spalle


    ora sembra tutto un sogno
    le parole fan volare
    ma se il sogno è così bello
    io continuerò a dormire

  • 21 maggio 2010
    Anche quando

    Ti amo
    anche quando non ci sei
    quando mi manchi come l'aria che respiro
    e la tristezza si fa dolore.

    Ti amo
    anche quando la distanza
    diventa insopportabile e la gelosia
    dei tuoi istanti senza me mi fa bruciare gli occhi.

    Ti amo
    anche adesso che urlo dentro me il tuo nome
    e solo una triste eco mi risponde.

  • 21 maggio 2010
    Per averti

    Sfiorerei le tue labbra con i miei desideri,
    scalderei il tuo corpo con le mie passioni,
    accarezzerei la tua anima con le mie emozioni,
    così da farti entrare sottovoce nei miei occhi
    e sorprendere i tuoi sogni che si specchiano nei miei.

  • 17 maggio 2010
    Foglie d'autunno

    Tremano le foglie
    color di ruggine
    in questa brezza
    nel respiro di novembre.

     

    Sfrangiate, schiacciate
    per terra esse sorridono;
    hanno vissuto la loro
    breve ed intensa vita.

  • Per litora ignota erravi.
    Et sic ut animus inquietus, quiescente commoto,
    algore immenso consumptus est,
    etiam nunc veteribus  monumentis intercido.
    Incredibiles maerores animum  meum laceratum interficiunt,
    cui deus pravus omnia arma ademit,
    ut eum magno cum furore delevisset.


    Ed ora riporto alla mente ogni  ricordo


    Ho vagabondato attraverso luoghi sconosciuti.
    E così come un animo inquieto, agitato mentre dorme,
    viene consumato da un immenso gelo,
    anche ora in antichi ricordi mi perdo.
    Dolori incredibili dilaniano il mio animo lacerato
    il quale, un dio cattivo privò di ogni arma
    per poterlo distruggere con infinito furore.

  • 17 maggio 2010
    Assenze

    Muta spettatrice di dolcezza e di passione,
    di sguardi complici o imploranti,
    di parole sussurrate con rabbia o con amore,
    di pianti sommessi o silenziosi orgasmi.
    Hai assistito a gesti di possesso e di rispetto,
    a baci casti e voraci bocche.
    Hai ascoltato sensuali versi di poeta
    ed eccitanti gerghi da bordello.
    Hai guardato mani stringersi in un appello disperato
    o intrecciarsi nella danza dell'amore,
    corpi nudi fondersi in un abbraccio bagnato
    e abbandonarsi sfiniti al rapido ritmo del cuore.
    Hai vegliato il sonno di amanti felici,
    stretti nel buio artificiale del mattino,
    e quello ingiusto e agitato della colpa.
    Hai accolto, nel tuo tondo grembo, lindi abiti profumati
    e acri indumenti intrisi di piacere. 
    Ora sei rimasta lì, nel tuo solito posto accanto al letto.
    Ora sei solo una sedia vuota.

  • 10 maggio 2010
    I Martiri

    Vago come anima smarrita
    In questo lembo, di terra conosciuta
    Divorato dagli stessi miei ricordi
    Che del mio sangue fresco sono lordi.

     

    E un’angoscia bruciante… quasi un sudario
    Discende nel mio cuor come un rosario
    Chiedo alla Vita: pietà!
    Anzi la imploro
    Di far uscir da me questo demonio
    Di soffocar per sempre il mio dolore
    Che mi distrugge l’anima ed il cuore.

     

    Ma essa mi rivolse il suo disprezzo
    Dicendo: “la sofferenza tua non ha più un prezzo”

     

    Allor crollai in ginocchio… e avvolto nel tormento,
    Gridai a tutto il mondo il mio lamento!
    Poi con struggenti passi  mi avviai
    Sull’orlo dell’abisso innanzi a me...
    Infine, caddi!

     

    Dall’alto vedo me giacere a terra
    Come un uomo disperso nel suo sogno
    E l’angoscia che avevo dentro al cuore
    disciogliersi, come neve sotto il sole.

     

    Non cerco di nessun la compassione
    Ne voglio l’atto mio giustificare
    Son solo un uomo distrutto dal dolore
    Un martire, che ormai riposa in pace!

  • 10 maggio 2010
    Un angolo

    Un angolo nel cielo e la soffitta trema
    un angolo dei tordi e le piastrellle tremano
    un angolo sul soffitto e litigo come un pazzo
    un angolo e un sogno che si trasforma in incubo
    un angolo nella soffitta della mia casa che non c'è
    un angolo di ripasso e di rimprovero

  • 10 maggio 2010
    Notizie dalla Liguria

    Come si rincorrono
    voci e sospiri
    nel viottolo che
    dalle mia collina
    si butta giù al mare.
    Sembrano,
    in un rotolar veloce,
    liberi, slegati dai
    corpi ancor bianchi
    dei passanti che,
    a pie' veloce,
    scendono
    (spalle cariche di neve)
    a scrollar via l'inverno
    sulla sabbia tiepida
    del golfo.

  • 10 maggio 2010
    Ricordo

    Ricordo lo scorrere di asfalto per la fuga dall’Italia
    Accompagnato da vecchi amici, in mano solo innocenti evasioni.
    Forte lo spirito del gruppo che placa i grigi dubbi e ne crea di nuovi, azzurri e verdi.
    …e le timide incursioni sul mare, che incorniciava risate e discussioni.

     

    Forse il mare francese è sempre diverso, ti chiedi negli sguardi altrui
    se mai passerai di nuovo lì fra mille anni e intanto è già finita.
    Come aerei di carta volano bassi i problemi e ridi ancora.
    Mentre la lingua si fa greve e le terre più miele.

     

    Ecco, l’eco di una parola è approdato.
    E’ disteso ora il corpo rabbonito dalla tregua del pensiero,
    primo però tra tutti a voler spulciare colpe e virtù del posto.

  • 10 maggio 2010
    I tuoi occhi

    Occhi scuri

    Profondi come il buio

    Luminosi come la notte
    attraverso le finestre
    della stanza che dorme

    Parlano una lingua sconosciuta

    Sono fuoco freddo

    Sono porte dipinte

    Accesso solo immaginifico a te,
    eterea, indecifrabile
    creatura prestata al mondo.

  • 10 maggio 2010
    Il desiderio

    Nello spazio infinitesimale
    fra un ciliegio e l’altro
    c’è che non ci sei.
    Di sfuggita scivolo
    sulla lontananza
    che sposerà le mie labbra
    che chiuderanno ogni distanza.
    Che sono già tue, anche se
    i fiori lo ignorano.

  • 10 maggio 2010
    Untitled 2

    Anela il mio cuore cercando il tuo.
    Ansimano i miei pensieri nell'affannosa ricerca dei tuoi.
    Scruto gli sguardi della gente per scorgere in essi almeno un pò della luce dei tuoi occhi.
    Cerco nella natura i tuoi colori.
    Ma niente sa raggiungere la tua grandezza.
    La tua profondità.
    La tua purezza.
    La tua vivacità.
    La tua spontaneità.
    Camminare con te dà all'anima una freschezza immane.
    Come respirare aria in un bosco di pini.

  • 10 maggio 2010
    Tu sorridi?

    Ho preso a calci l’ombra
    nei chiusi giorni notturni
    e sono caduto

     

    sgomento il mio cane
    ha fiutato le bestemmie
    alle porte, ai muri… alle scale
    le mie bestemmie a me

     

    sono nudo
    tra gli spigoli in beffarda attesa
    ma c’è - a dispetto degli urti -
    un’alba fresca accucciata dentro me
    sussulta piano
    lo ricordo ancora l’azzurro!

     

    E vedo
    vedo te: sorridi, scuoti il capo
    e non vuoi vedere me

     

     

     

    Poesia edita nella raccolta L’affanno dei verbi servili (Bastogi 2005).

    Vincitrice del Concorso Letterario Europeo Omero Ed. 1999

  • 10 maggio 2010
    Liquido

    Gocce di pioggia

    su Milano
    cancellano ferite,
    rilassano ipnotiche
    ogni mio movimento.
    Ne scelgo una in particolare
    mi sembra diversa, importante...
    e già l’amo come mia.
    Dentro di lei
    mi sento perso,
    eppure a casa.
    Posso osservare
    tra le mie dita
    i legami di idrogeno
    che come ossigeno le danno vita.

    Liquido.
    Ancora un po’.

    Vetrine fredde ad ingrigire
    l’autunno, dei pendolari delle firme.
    Il tram che sferraglia
    per una direzione non mia.
    L’aria pungente
    a traffiggere attimi
    già spesi.
    Mi alzo,
    mi muovo.
    Come lacrima rimpianta
    ... riparto.

    Liquido.
    Ancora qui.

  • 10 maggio 2010
    Il buffone e la schiava

    L'orologio della torre continua a fissarmi,
    memoria delle giornate che trascorrevano in poche ore
    e di quelle che invece non arriveranno mai.

    Quanto vuoi restare ancora dentro di me?
    Guardo il mondo a strisce da qui dentro.
    Dimmi l'unica verità che voglio sentire da te.

    Vuoi qualcosa di più facile, lo so;
    non valgo niente,
    ma almeno ti ho permesso di capire.

    Sei il mio sogno,
    e il mio incubo.

    Volevo il Re,
    invece ho capito di amare il buffone.
    Ma Tu non morirai.
    E' me che ucciderà il boia,
    anche se io non sono la Regina.