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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 25 settembre 2010
    Questa pioggia...

    Questa pioggia.
    Finalmente scende.

     

    Non uno scroscio
    (gli alberi assetati e alteri fingono indifferenza),
    ma goccioline fitte  e brevi,
    l’erba allo stremo che spande colore, adesso.

     

    Un ringraziamento corale e tremulo, vedo,
    del prato.(anche le panchine sembrano gradire)
    Bisogna farsi piccoli per bearsi del poco.
    Guarda l’erba. Che tremori, che sospiri.

     

    M’asserena questo brillio,
    quest’umore benevolo che sale dalla terra.
    Sembra promessa di riposo e rinascita.
    Potrebbe forse perdurare eterna una sete? Dico io?
    (se ne morrebbe)

     

    E dunque aspetto.
    Anche io aspetto quel tuo bacio.
    Teneramente, quietamente aspetto.

     

    Andiamocene a spasso sotto la pioggia
    che sarebbe bello vedere i tuoi occhi contro il cielo
    grigio,
    loro
    unico slargo d’azzurro.

     

    E i tuoi umori lieti. E i miei generosi germogli.

  • 25 settembre 2010
    Sino a quando....

    Sino a quando pronunciare il tuo nome farà scendere una lacrima...


    Sino a quando il profumo della pioggia non mi porterà indietro a giorni felici...


    Sino a quando  i posti che ci hanno visti felici non mi faranno pensare a te...


    Solo  allora potrò dire di essere guarita,solo allora il mio cuore non sanguinerà, solo allora ti penserò come un dolce ricordo  e non come un tormento della mia anima.

  • 25 settembre 2010
    Invisibile

    Languente e invisibile,
    scovata
    da farfalle notturne:
    le mani tue
    sulla mia anima lunare.
    Sul fondo ambrato
    della bottiglia,
    una spuma di mare.
    Acquea la notte
    in risacca
    ti chiama,
    io non dimentico
    i tuoi fiori innocenti
    sbocciare su me.

  • 25 settembre 2010
    Volano...

    Prendono il largo
    nei solchi di tepore azzurro
    le sagome libere
    di apostrofi neri fluttuanti
    Le seguo e sospiro
    d’una strisciante invidia
    verso le terre in fondo al sole

     

    Si denudano le spiagge
    in solitudine
    conservando nei ricordi
    gli ultimi
    fragili castelli disfatti
    Volano via le immagini
    che mi volto a stringere
    di una carezza
    tra cielo e sabbia
    nell’oscurità di San Lorenzo

     

    Catturano gli avanzi di un’agonia
    le foto rubate
    all’ultimo tramonto caldo

     

    … e si sgretolano i pensieri
    intorno a cirri informi
    in ansia di squarciare il vento
    giustizieri
    di un’estate che parte…

  • 25 settembre 2010
    ... Parte di me...

    Se Vuoi essere parte di me
    devi ascoltare...
    ... come sono io...
    non vedermi solo come...
    vorresti...
    ... che io fossi...
    Se vuoi essere...
    ... parte di me...

  • 25 settembre 2010
    L'equilibrio imperfetto

    Schizzi di gesso
    al tavolo di pietra
    conchiglie nella borsetta
    caviglie scoperte
    cerchi qualcosa
    travestimenti
    l'agenda, quel nome
    i tuoi anni, ora
    aggrappati
    alla ricerca di lui
    era lì
    lo hai fatto scappare
    dalla tua mano
    nel cuore non visto
    non sopportato
    protetto
    arrivato in ritardo
    amico nascosto
    se c'era, era accanto,
    un numero solo
    come è potuto accadere
    non c'è;
    non è una giornata
    è una stupida idea
    ospite del tuo equilibrio
    morsicata imperfetta
    impadronita di te,
    ma quello era il gioco
    che stavi aspettando,
    più in fondo
    per vedere cos'era
    ancora di più
    per sapere, toccare
    e quella fiammella
    ormai propaga ogni cosa
    la tua idea
    si fa gioco di te.

  • 25 settembre 2010
    Sole eterno

    Qual tempesta sorgerà

    a coprir la mia speranza

    lei c'adorna d'ogni danza

    pur se geme e soffrirà.


    La mia vela sei Signore

    non sei vento passeggero

    sei del vento Sommo e Vero

    de l'eterno e vivo odor.


    Passo l'alba su le spine

    passo il giorno su li rovi

    passo il vespro d'aspri odori

    pur di notte, Sole, vive.

  • 25 settembre 2010
    Quel tuo fuoco

    La mia mente vola ed erra
    per le valli dei pensieri
    per i monti su nei cieli
    ove brilla l'alta Stella.


    E languore prende l'occhi
    ogni lacrima richiama
    più d'angoscia è quel che grava
    d'una fiamma spenta e smorta.


    Se morisse pur la face
    in un'alba quel tuo foco...
    mai sarebbe così atroce
    al pensier che mori a poco. 

  • 25 settembre 2010
    Stelle d'eterno

    Piovon le stelle d'eterno

    su li visi dei salvati

    ché mai più saran dannati

    son sottratti d'ogni scherno.


    E qui prego che il Tuo Spirto

    mi dia grazia, gioia e la luce

    quella che per man conduce

    dal sentiero smorto ed irto.


    E il Tuo amore come l'ali

    lega l'alma su nel cielo

    ove fuori d'ogni velo

    son ricordi li tuoi mali.


    La Tua alba lì rifulge

    già la vedo, non mi sfugge!

    Il mio spirto è lì che rugge

    e d'Eterno non si strugge.

  • 25 settembre 2010
    Ad esser sinceri...

    Se mi chiedi cosa penso di te,
    sarò sincero come pochi.

    Non c'è nulla che ti nasconderei
    ti svelerei ogni tuo carattere
    ogni tuo difetto
    con imperdonabile sincerità
    con sincero rispetto
    con benevola comprensione
    con la stima che nutro per te e per le tue debolezze
    con la partecipazione di chi queste debolezze le vive,
    le sente, le odia, le accetta, le ama...

    Non c'è nulla che ti nasconderei
    se mi chiedi di te.

    Ma è questa la Sincerità?
    Avere il coraggio di svelare i tuoi segreti?

    Ad esser sinceri...
    non so se sarò capace di non restare muto
    se chiederai di me.

    Se vuoi che mi denudi,
    forse mi coprirei.

  • In time and space
    forever I'm in a daze.
    When thoughts are near you
    my heart is without a clue,
    cleverness seems to wander
    and by the time I blunder
    who will ever be able to catch
    the falling pieces of a wretch,
    which in my chest is bleeding
    and the evil fruit is seeding
    like some strange kind of poison,
    while in an unthinkable torsion,
    in agony we keep hope alive
    and for some happiness we strive.
    Pointless like reviving a mummy,
    an intensive care stupid dummy,
    but what else moves life's train?
    If there's no love, there's only rain.

    Trad.

    Nel tempo e nello spazio
    per sempre con la testa fra le nuvole.
    Quando i pensieri sono vicini a te
    il mio cuore è senza indizio,
    l'intelligenza va a spasso
    e nel momento in cui faccio una gaffe
    chi sarà mai in grado di afferrare
    i pezzi cadenti di un disgraziato,
    che sanguina nel mio petto
    seminando il frutto malvagio,
    come una strana specie di veleno,
    mentre con una torsione inpensabile
    agonizzando teniamo in vita la speranza
    e combattiamo per un po' di felicità.
    Inutile come resuscitare una mummia,
    uno stupido manichino in rianimazione,
    ma cos'altro muove il treno della vita?
    Se non c'è amore c'è solo pioggia.

  • 25 settembre 2010
    (d)IO

    Ho lacerato al feto
    il pensiero primario,
    trascinando i suoi sogni
    in caverne tenebrose .

    Ho bruciato ai bambini
    la speranza nei giorni,
    Infilando certezze
    in recipienti di dubbi.

    Ho distrutto ai giovani
    la voglia di cambiamento,
    intrappolando gli ormoni
    in celle mediatiche.

    Ho evirato agli uomini
    la sensibilità delle cose,
    ponendo la realtà
    in città di carne putrida.

    Ho atrofizzato agli anziani
    i dolci ricordi del tempo,
    avvolgendo la noia
    in paradisi delle ore morte.

     

  • 25 settembre 2010
    Ora è adesso...

    Ora è adesso...
    ... essere o non essere...
    ... io sono io...
    non sto guardando un film...
    non posso tornare indietro o avanti...
    ... tutto è adesso...
    ... ora è adesso...

  • 25 settembre 2010
    Corvi

    Corvi gracchiano nel divisorio
    della stasi frenetica del domino umano.

     

    Uno, due, tre, quattro.

     

    Si avventano,
    occhi brillanti retrattili,
    pelle di serpente,
    lotta nel fango
    con schegge di gabbie toraciche implose.

     

    Cinque, sei, sette, otto.

     

    Cartoline appese al frigo,
    fotografie bruciate in giardino,
    amplessi di maiali rompono il silenzio,
    le ali frullano,
    teste sbattono su spigoli di cristallo
    in camere asettiche,
    centrifuga rumorosamente la lavatrice.

     

    Nove.

     

    Piume strappate

     

    incollate alla resina degli alberi,
    mosche camminano in cerchio,
    la cenere cade nel posacenere,
    i corvi mangiano di lunedì.

  • 20 settembre 2010
    Toglimi il sonno

    Toglimi il sonno,
    notte.
    Lasciami vivere ancora un po’
    sveglio.
    La mia bella mi attende,
    tra lenzuola fresche e oscure
    come la stiva di un veliero.
    Almeno un’ora…
    Svegliami luna!
    che il tuo regno merita più del giorno,
    ha la stessa atmosfera del sogno
    e lo regola la magia.

     

    Una stanza è il mio castello,
    un letto il mio trono.
    Lei vuole me, non altri,
    ed è disposta all’amore.
    Sei ampia, notte,
    silenziosa e vicina,
    intima anche quando sono per strada.
    Entro nel suo sogno,
    porto in dono magia.

     

    Vivo di giorno, rivivo di notte.
    Trascendo il reale se veglio
    o mi sveglio.
    La stanchezza divora le sue tenere carni.
    Se fossi morto
    dormirei al suo fianco.
    Ma sono vivo...
    Mi alzo, cammino
    e continuo a sognare.
    Questa è la magia.

  • 20 settembre 2010
    Mes enfants

    I piedini sono scalzi nel fango
    tra pozzanghere di respiri invisibili.
    Le notti di primavera sono gelide
    e la landa giardino di boccioli opachi.
    Il mio bimbo ha fame, mi abbraccia, mi stringe
    … poi chiude gli occhi sulle gambe calde.
    L’acqua è torbida tra le case di burro,
    lontano, fuori da Phnom Penh.
    La pentola è vuota, attendo il miraggio, mi chino
    … asciugo le guance umide e lo accarezzo.
    Si disperdono le piccole, grandi anime
    consumate, disprezzate, vendute per le strade.
    Il pancino brontola, lo stringo a me
    … vorrei spegnere il risveglio amaro.
    Torna la sete del padrone estinto,
    l’ombra pungente delle cicatrici
    e una canzone rivoluzionaria per gli innocenti.
    Domani la Cambogia svezzerà gli eletti,
    domani le madri non smetteranno di piangere dentro
    … non smetteranno di piangere fuori.

     

    La Cambogia e le tante anime dimenticate

     

    Molti sono i nuclei famigliari allontanati dalle case in cui vivono a Phnom Penh. Un governo corrotto permette ai costruttori di edificare e costringe le famiglie allo sfratto, ad essere confinate in periferia. Luoghi dove manca acqua potabile e servizi sanitari. Un bimbo gioca in una pozzanghera. Sua madre lo osserva, lo accarezza, lo strige a se. Il suo amore lo scalderà nel cuore ma domani chi lo salverà da un futuro così fragile e corrotto?

  • 20 settembre 2010
    Gutta cavat lapidem

    E continuo a scavare parole
    nel granitico manto
    di consunte stagioni
    con la tenacia
    paziente
    della goccia
    che cade
    incessante
    sul medesimo punto
    finché lo perfora.

  • 20 settembre 2010
    ... Dolce notte...

    Dolce notte...
    l'inizio...
    conclusione di una giornata vissuta...
    un pensiero che deve nascere
    ma riempie la mia anima...
    ... dolce sogno...
    desiderio di sentirmi amata...
    ... dolce notte...
    ... non smetterò mai di sognare...
    in un giorno che non so
    in un posto senza tempo...
    mi sentirò amata perchè incontrerò te...
    dolce notte... 

  • 20 settembre 2010
    Un destino morente

    Sanguina di linfa
    l'albero senza foglie.
    Qualcuna ancora salda
    al grappolo di rami
    si inebria di rada rugiada
    spenta al sole cocente.
    E sgorga lentamente
    una macchia silenziosa
    di nebbia, calda e densa
    ingoiandone gli ossuti ceppi.
    Spande furibondo
    il terrore alle spaccature
    vibrando sulle corde
    dei filamentosi lini
    come vene verdastre.
    La paura stringe e azzittisce
    la voce di un genio eccitato,
    come l'albero che muore
    per mezzo di un carnivoro
    destino abietto.

  • 20 settembre 2010
    Tempesta

    Il vento che intreccia i nostri respiri,
    non è lo stesso che muove i lunghi capelli,
    o trascina le piume lontano dall’inchiostro.

    Non è lo stesso vento che spettina le conifere,
    o asciuga le lacrime dei salici.

    Il nostro è un vento di pensieri,
    che ruba il sale dagli oceani,
    e ne fa statue di rimpianto.

    Tu, col volto coperto dai miei sogni,
    accompagni la mia lingua straniera,
    in un bacio che fa delle nostre labbra,
    due pezzi di cielo che si specchiano nell’eterno.

    Chiedilo.
    E le mie stelle fermeranno il loro moto.
    Dillo.
    E la mia immagine scomparirà dalle gocce di pioggia.

    Il tuo nome,
    lo gridano i lampi,
    per questo nell’anima mia,
    è sempre tempesta.

    01/02/2009

  • 20 settembre 2010
    Ognuno dovrebbe, credo...

    Ognuno dovrebbe, credo, dovrebbe
    ecco, trovare un motivo per qualche sorriso.

     

    Uno, due, tre. Al giorno, nel giorno.
    Guarda… il bambino della vicina (carino!)
    E il geranio rosa corallo?
    Quest’anno ce l’ha fatta con le larve. Ha vinto.
    È fiorito. E come è fiorito!

     

    Poi, senti, il profumo della torta di mele,
    che mi dici di quel profumo che viene dal forno.
    Nel primo pomeriggio d’autunno.

     

    A guardar bene, a sentir bene si potrebbe,
    si potrebbe (a volerlo) trovare uno straccio di motivo.
    (lo desidero molto, hai detto. Vediamoci)

     

    No, certo no, non dico per quei sorrisi larghi, stampati,
    quelli che durano più di qualche attimo
    (durano più di qualche motivazione)
    No. Non quei sorrisi, dico.

     

    Altri.

     

    Quelli che sbocciano sulle labbra, negli occhi, (se mi vedessi!)
    quelli che s’aprono improvvisi come una radura.
    E sopra margherite bianche, effimere,

     

    a sera già col cuore chiuso in sé. Meditando…

  • Ti ricordi quando da piccoli si giocava a nascondino?
    Magari a casa, ché fuori pioveva. E ci si metteva dietro le porte.
    Dentro gli armadi. Sotto al letto. Ti ricordi?
    In attesa. Col cuore grosso. Senza respirare.
    (Beh, piano... si respirava piano.) Quatti quatti...
    Che quando arrivavano a trovarci si girava la testa dall'altra parte.
    Devi guardarmi, se no non vale! Non vale! Non vale!
    Occhi negli occhi. Così ci si trova. Così.

     

    Ecco. Oggi non mi voglio far trovare.
    Da nessuno.
    Giro gli occhi di lato.
    Non puoi fare tana se non ti guardo.

     

    E non ti guardo. Non ci sono.
    Sono altrove.
    Sul tetto del mondo.
    E mi sporgo.
    Visto da qui, anche il mare più inquieto
    appare fermo.
    Un piccolo lago piatto.
    Non arriva il tumulto.
    E non so. Non voglio sapere
    se c'è.
    S'è steso un filtro di pensieri pallidi,
    estenuati,
    come una vecchia tenda di pizzo antico
    tra me e la burrasca.

     

    Mi protegge il cuore. E gli occhi.
    Attutisce i suoni.
    Dormirò un po' qui, adesso.
    Solo un po'. Va bene?

  • Composta (tu, al pianoforte, tant’anni fa),
    ora magrissima, vacua,
    una vecchia palma avvizzita,
    ti guardavo
    oltre lo spazio, oltre il tempo
    dei tuoi anni e dei miei.
    (ricordi la floridezza?
    E la veste di pannolenci nera? I suoi fiori gialli?)
    Ti guardavo
    (dove la cascata d’oro dei capelli?)
    ti guardavo, ti guardavo e parlavi diligente,( una bambina a scuola),
    cercavi risposte plausibili dal camice bianco, dall’Uomo,
    gli occhi al fermacarte d’argento, bassi,
    come a un ex voto.
    E ai diplomi e diplomi, conforto alla paura.
    Ah, povera!
    Povera! E alle poltrone di pelle nera. Lucente.
    (come è poco elegante, sempre, un luogo così. Come sgomenta)

     

    Una luce c’era, una luce poi, di svelamenti. Di rivelazioni.
    Niente mezzi toni.
    Niente
    mezze verità.
    Per favore.
    Una luce ovunque, sul male, sulla tua fragilità. Sulla mia .
    Sulla nostra. Di tutti. Noi.

     

    Quant’eri stata bella nelle foto di me bambina.
    Francamente sì, ero gelosa, allora.
    Ti ricordi?
    Mamma è bella. Più di te, diceva papà.

     

    [Sparire. Non arrivare a questa resa.
    Dimettersi prima dal gioco.
    Ancora le redini in mano.]

     

    Ma ieri, la gola intenerita, annodata di pietà,
    tu figlia e io madre (potrei dire). È la vita.
    Triste sentir dire è la vita.
    Non mi piace “E’ la vita”

    Ti guardavo e m’evaporavi accanto.
    Dai, attenta, appoggiati a me, t’ho detto.

     

    E non sentivo il peso della tua mano.

  • 20 settembre 2010
    Poetry - Poesia

    What is poetry?
    Words...
    that violently enter our body
    grabbing both
    our heart and our stomach
    then squeezing them
    like ripe olives
    to softly distil a most exquisite
    elixir of pleasure.

    Trad.

    Cos'è la poesia?
    Parole...
    che penetrano violentemente il nostro corpo
    afferrando entrambi
    il nostro cuore e il nostro stomaco
    poi strizzandoli
    come olive mature
    per estrarre uno squisitissimo
    elisir di piacere.

  • 20 settembre 2010
    Qualcosa di più

    Se sapessi raccontarti, con parole semplici,
    la mia verità,
    non sarei quì sola a pensarti
    perché forse mi capiresti,
    apprezzeresti il mio gesto,
    ricambieresti il mio affetto,
    forse mi faresti compagnia,
    in queste sere tutte identiche,
    forse sapresti consolare,
    ma non lo farò,
    perché ciò che sento
    è il segreto che al momento,
    mi aiuta maggiormente
    a guardare avanti
    aspettando il momento
    per raccontarti il mio cuore....
    raccontarlo a te, che so
    sarai capace
    di ascoltare
    e capire...
    ma questo già lo so....
    e per ora mi basta...