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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 settembre 2012 alle ore 3:11
    Mille fotografie

    Ho mille fotografie di te
    son semplici ricordi 
    fissati in un istante
    per esser resi immortali

    Te che non eri mai in posa
    trecento son solo di linguacce,
    duecento sono venute mosse
    per fuggire dal mio obiettivo,
    cento son solo una mano
    per nascondere il sonno
    o il capello storto.
    Cinquanta sono autoscatti,
    dove le nostre teste 
    sono spesso mezze tagliate,
    venti son tutte sfocate,
    perchè troppo ubriachi per farle
    ma solo in una ti vedo piangere, 
    quando ti dissi
    che ci dovevamo lasciare.

  • 30 settembre 2012 alle ore 0:12
    autunno

    "Autunno nei portici marini
    coccolati dal sole
    che volteggia
    tra i rami delle
    nuvole.
    Nell'aria fuochi
    di pupille scure
    vive,
    che si agitano
    insieme alle foglie
    cadentI
    leggere sui prati,
    danzanti
    con quel poco che resta di linfa.
    Un carillon di colori
    nell'occhio serotino del tramonto.
    Il giorno ormai
    sorge un pò stanco
    è un cristallo
    caldo
    come l'anima che esplode
    in turbe gioiose
    e la luna?
    ha la bocca pallida
    spalancata
    per nutrirsi
    degli ultimi chicchi di uva." 

  • 29 settembre 2012 alle ore 21:35
    Due ali per volare

    Due ali per volare
    e una città dove cantare.
    Com'è bella la musica del cuore,
    che ricorda tanto te.

    Tra i miei pensieri
    c'è sempre un tuo sorriso.
    Se fosse quello del mondo,
    sarebbe tutto più semplice.
    Semplice come una stretta di mano.

    Conoscere il vero amore
    non è poi così difficile.
    Ascoltare le sue note....
    Le cerchi sempre nel tuo cuore.

    Non hai bisogno di nient'altro
    per continuare a sorridere.
    Nei miei pensieri,
    nei pensieri di questo mondo.

    Non hai bisogno di una semplice carezza.
    Ricordare a volte basta.

    Due ali per volare
    e una città dove cantare.
    Un posto simile ad un'altro
    per continuare a ricordarti.

    Ricordare la tua musica
    che parla solo d'amore.
    Ricordare la tua voce
    come fosse quella del cielo.

    Ricordare a volte basta,
    per capire quanto si è
    più importanti dopo aver detto addio
    a questo mondo e a questa vita.

    Dedicata ad Alex Baroni.

  • 29 settembre 2012 alle ore 18:09
    A S.

    Per il dolor qui S.  l’esile bianco collo

    a un ramo de la quercia appese sua

    giovinezza  spegnendo brutale fu l’oltraggio

    il passo ferma o viaggiator cortese

    dal prato  un fiore cogli e qui deponi

    lo irrorerà il qui vicino salice piangente.

  • 29 settembre 2012 alle ore 14:33
    Tre Cento trentasei

    Le esequie non hanno orario nè indirizzo, si dispensa dalla lettura, il manifesto è un palco a lutto che recita i pochi parenti affranti: l'indice ed il medio i più stretti, la conca della mano, la sinistra, che le abbracciò vergini, ancora sane.Alla bisogna si raccomanda non una prece ma una virgola, si spera accompagni le defunte al loro sonno.Le mie parole sono morte, ispirarono poi spirarono,il giorno è imprecisato. Dicono abbiano scontato una malattia lunga più dell'inferno. Hanno raccolto i loro grumi, lepidotteri strappati dalle ali, le ali sono tutte messe da parte, i vestiti si tengono ancora cari mentre macera la carne, i gusci sputati via dalle mie falangi. Metterò un cappello o un nastro intorno alla penna, sarà scuro, bordeaux come il vino, come un rubino. Una madre non dovrebbe vivere più del ripieno del proprio ventre, io invece sopravvivo e sono morta, uccisa dalla vita a cui ho dato vita, morirò in più occasioni. Adesso vado, ma non ho orario e non so quante saranno le bare per contenerle tutte. Hanno perso tanto inchiostro, brodo freddo nel piatto bianco.A chi ha parlato con loro nell'ultimo istante, hanno detto belle cose, anche di me.Ma io non c'ero, sono arrivata tardi, perciò adesso me le godo mute in fila verso l'inverno, e non piango. Perchè il mio dolore è sotto il palmo, dove ancora pungono nuovi e cento feti, ma come mi fosse morto il cane, quello che restava quando tutto andava, giuro, per carità, non ne voglio un altro.

  • 29 settembre 2012 alle ore 11:48
    Nascita

    come appena
    emerso

    da naufragio di sangue
    a luce
    ferita

    rosa
    del tuo fiato - madre -

  • 29 settembre 2012 alle ore 11:46
    "Dallo scrigno dei miei dolci pensieri" Non sei tu

    Mi sono persa
     nei tuoi lunghi discorsi
    di fiumi di parole
    incantata 
    dalla tua bocca 
    che emetteva ogni suono 
     come melodia d'amore.
    Mi sono persa 
    nel tuo abbraccio,
    nel tuo amore
    nei tuoi baci,
    mi sono persa di te 
    e nelle tue promesse.
    Hai voltato l'angolo
    della tua strada
    e non ti horiconosciuto più: 
    non sei tu
    o non sono io ...

    copyright di Anna Maria Barletta [email protected]

  • 29 settembre 2012 alle ore 10:36
    Dall'Antonia

    Lontano da stadi, serate in cui non contano  reti fatte e subite.
    Fanti di coppe e briscole mal giocate cementano amicizie nel bistrot di pareti ingiallite.
    Tra buvette, vini bianchi e risate, progettando speranze non ancora sopite, riaffiorano nostalgie e ricordi di fiducie tradite.
    Nebbie bianche, foschie, musicanti eccitati, bevuti e stonati,
    vorresti liberare quella danza occitana per dirle riportami ai suoni, riportami al calore dell’alta Val Brembana.

  • 29 settembre 2012 alle ore 8:45
    Tre Cento trentacinque

    Il giorno in cui sono stata fatta era un girone perché mi porto ancora intorno alla vita certe smagliature  da unghiate, come avessero voluto ricacciarmi dentro . Al gorgo, all'imbuto da cui sono inopportunamente passata. Io che ho gabbato il setaccio scendendo a valle con l'oro, con i semi già battezzati, io andavo mondata, messa a bada, legata, corretta. La mano dietro la schiena, la voce modulata sul vento. Il giorno in cui sono arrivata avrei dovuto smettere subito. Ancora non ho chiaro il senso di questo incedere che inciampa, del sollevarmi che mi scava, del cercarmi che mi smarrisce.

  • 29 settembre 2012 alle ore 7:12
    Oggi,29 settembre...59° genetliaco

    Con il corpo ammansito dalla tregua del pensiero,
    la mente sdraiata su sbugiardate adolescenti passioni,
    il silenzio mi travolge,mi consola,m'inebria.
    Cinto di una veste intessuta di speranze,
    cavalco le ondedelle mie certezze,boicottando
    l'eco di cupidigiose voci d'invidia,con la voglia di novità,
    positive e belle,che mi consuma in balìa di un arido
    ritmo quotidiano.Sospinto dal vento delle mie passioni,
    cerco l'attracco sulla riva amorevole del tuo sorriso,
    ogni giorno senza nuvole,e con animo lieto mi rallegro,
    anche se il mio inverno si avvicina sempre più,
    impedendo al vuoto di imporre la sua dittatura.
    Mi immagino vento per poter abbracciare
    il tuo corpo con dolcezza,in un catasto di desideri
    vecchi e nuovi,antichi e moderni,senza illusioni,
    dove,cercando,rinasce il piacere di ritrovar me stesso.
    Mi immagino aria per potermi far respirare da te,
    penetrarti dentro,e assieme,preziosi e unici,
    continuare a calpestare orme già percorse di ricordi sfavillanti,
    non riconoscendoci figli di un Dio minore ,che vanno
    al mercato della vita,pretendendo che degli inesperti ci valorizzino.

    cesaremoceo

  • 29 settembre 2012 alle ore 0:31
    Fiducia

    Scrivo, ma forse prego,
    con le dita strette sulla penna
    come mani giunte in preghiera
    All’infinito affido
    i miei bisogni e le mancanze
    e, ognora, una risposta aspetto
    Chiedo sempre,
    con fiducia e con costanza
    che l’attimo futuro
    sia migliore del presente
    così come i presenti
    furon meglio dei passati
    E il giorno che, or ora viene,
    mi si mostra sempre nuovo,
    impertinente mi ricorda
    che ieri, è già “passato”
    lontano è abbastanza
    da mostrarmi ch’è reale,
    che l’oggi è bello e gravido
    di quei momenti
    che appena poco fa,
    erano soltanto
    lampi di promesse.

  • 28 settembre 2012 alle ore 21:00
    Capire

    Ho provato a capire
    se avevi qualcosa per me
    o era solo mentire ,
    quello che piace a te.
    Hi dubbi , non ti fidi di me ,
    di giorno scompari ,
    di notte mi vuoi con te.
    Se ti abbraccio mi scansi ,
    se scherzo ti offendi ,
    mi tieni legato con un filo
    di ipocrisia e sospetto ,
    e mi abbracci forte nel letto.
    Ormai sono tuo ,
    ma ho voluto rispetto ,
    ho alzato la voce ,
    questo lo ammetto.
    Adesso sono vuoto ,
    un manichino al tuo cospetto ,
    in attesa di una parola
    che curi il mio dolore al petto.
    Mi sono perso ,
    non ricordo chi sono ,
    salvami ti prego , ti chiedo perdono.

  • 28 settembre 2012 alle ore 12:52
    Haiku per F. 3

    Spighe di grano,
    urla di festa -
    I tuoi capelli biondi.

  • 28 settembre 2012 alle ore 10:02
    Visioni

    Visioni, parallele a questa dimensione statica, la causa si libera ogni volta dal suono, la mente ha per frutto flotte fruscianti di farfalle, e m'appendo con le dita al grido dell'aquila. E' così che si raggiungono le comete e a quest'ora sono più chiare, sono l'acqua trasparente nell'oceano; visioni... frullano come il disordine, nell'ordine di un bambino. Tagga la fotoAggiungi posizioneModifica Mi piace · · Non seguire più il post · Condividi · Modifica A Cinzia Mammoliti, Elena Maioli e Marcellino Aversano piace questo elemento..

  • 28 settembre 2012 alle ore 1:44
    Haiku per F. 2

    Bimbi che corrono,
    la campana che suona -
    Il mio amore per te.

  • 28 settembre 2012 alle ore 1:29
    Salto nel vuoto

    E guardo il baratro
    indeciso se buttarmi,
    da un lato la mia sicurezza
    dall'altro una tua carezza,
    non concepisco un domani
    senza il tocco delle tue mani.
    eppure per un sospiro
    nato da un tuo respiro,
    potrei chiudere gli occhi
    e  scordarmi del domani.

  • 28 settembre 2012 alle ore 0:36
    In front of me - Traduzione in fondo

    I've watched your lips moving
    drawing words about nothing
    and everything.

    There was a light in your eyes
    that made me want to smile at you.
    I wanted to stop time, hush the noise
    to listen
    to watch
    every sound of you,
    every move of you.

    Despite the crowd
    I wanted to touch you,
    without a reason,
    without excuse.
    I brushed your fingers once,
    but it was not enough.

    I tried to hide it,
    unluckily I suceeded.
    I wanted to show it,
    unfortunately I failed.

    Sometimes all you have is a moment
    when every obstacle evaporates
    under the warmth of your desires
    but then reality, that bitch,
    betrays you with false images
    and your courage fades like the shadows
    under the growing morning light.

    But it's not us who decide,
    mostly fear,
    under false pretences,
    seems to make sense.
    And what if we choose recklessness,
    what if we choose happiness?

    I know nothing about you,
    but if you feel the same,
    then I still hope
    for you to have the courage
    that I lack.

    Trad.

    Ho ossservato le tue labbra muoversi
    disegnando parole su niente
    e tutto.

    C'era una luce nei tuoi occhi
    che mi faceva venir voglia di sorriderti.
    Volevo fermare il tempo, zittire il rumore
    per ascoltare
    per guardare
    ogni tuo suono,
    ogni tuo movimento.

    Nonostante la gente
    volevo toccarti,
    senza ragione,
    senza una scusa.
    Ho sfiorato le tue dita una volta
    ma non era abbastanza.

    Ho provato a nasconderlo,
    sfortunatamente ci sono riuscita.
    Volevo mostrarlo,
    malauguratamente ho fallito.

    A volte tutto ciò che hai è un momento
    in cui tutti gli ostacoli evaporano
    con il calore dei tuoi desideri
    ma poi la realtà, quella puttana,
    ti tradisce con false immagini
    e il tuo coraggio svanisce come le ombre
    sotto il crescere della luce al mattino.

    Ma non siamo noi che decidiamo
    di solito la paura,
    sotto mentite spoglie,
    sembra aver senso.
    E se scegliessimo l'avventatezza,
    e se scegliesso la felicità?

    Non so nulla di te,
    ma se provi le stesse cose
    ancora spero
    che tu abbia il coraggio
    che a me manca.

  • 28 settembre 2012 alle ore 0:01
    Il Mio Lato Oscuro

    E Lì Sul Ciglio Di Un Burrone Inizio' La Mia Avventura...
    Che Strano...Non Ci Avevo Mai Pensato a Cosa Sarei Andato Incontro
    e Non Mi Ero Mai Chiesto Cosa Avrebbe Causato Prendere il Posto
    di Chi in Fila Con Tutti Gli Altri Aspettava Di Tuffarsi Verso La Vita.
    Ho Costretto "Chi Dietro Di Me" a Diventare "Chi Dietro Di Lui"
    e Le Loro Ombre Pallide Ora Vivono Una Vita Che Non Gli Appartiene.
    E' Strano Se Penso a Quel Giorno,Ricordo Le Anime In Fila,
    e Mentre Ognuno Nasceva...Qualcuno Intanto Moriva.
    che Strana Visione Che Ho Dentro,Rivedo Ogni Attimo e Penso
    a Chi Ho Lasciato In Quel Posto...A Chi Oramai Non Conosco.
    Ricordo Quando...Mi Hai Raggiunto Sul Ciglio e Hai Detto..."Non Farlo!"
    Non Sono Bastate Le Tue Parole a Farmi Restare e Pur Sapendo Che Quella Vita
    a Cui Tanto Ambivo Mi Avrebbe Regalato Dolori Immensi Io Non Ho Esitato.
    Ho Visto i Tuoi Occhi Fatti Di Stelle,
    In Quello Stupore Di Chi Non Comprende,
    E Mentre Cadevo...Ricordo Ho Pensato:
    ...Magari Un Giorno Capirai...Perche' Sono Nato.

  • 27 settembre 2012 alle ore 23:41
    Lei (la mia vita)

    Piedi nudi
    sul prato dell’aria
    a raccogliere nuvole
    come cotone da un campo,
    fatalmente immersa
    in questa gioia di schiuma
    da annegarci di sguardi
    e di sapori

    sciolta
    in un ruscello di adesso
    ignorando i macigni affioranti
    e accarezzando ninfee
    dai colori pastello

    …E lei,
    la mia vita,
    che osserva
    ad un palmo di eterno
    questa foga e dolcezza
    di panna
    e cioccolato fondente

    Osserva,
    e non può fare altro.
    senza muovere nulla,
    spettatrice silente
    con il fiato sospeso
    di chi  non osa obiettare
    e non può.

  • 27 settembre 2012 alle ore 23:26
    Turpiloquio

    Che cazzo fai! Che cazzo sei! Che cazzo vuoi! Che cazzo sei venuto a fare! Cazzo! Sei un cazzo! Non sai un cazzo! Non combini un cazzo! Che cazzo ti passa per la testa! Col cazzo che ci vado! Cazzi miei! Cazzo di qua, cazzo di là! O che bel vivere che bel piacere ascoltare sempre “cazzo” parola di qualità! Cazzo da cattia, mestolo. Cazzo da oco. Cazzo da qualcos’altro? Tanto gentile e tanta onesta pare Ma quando dice “cazzo” volgare mi appare. Chi se ne fotte! Fottiti! Vai a farti fottere! Me ne fotto! Ti hanno fottuto! Mi hanno fottuto! Ci hanno fottuti! Si è fottuto! Fotto, fottei, fotterò… Fottere è un verbo che non si trova nel vocabolario. Esiste ma non c’è! Come cazzo del resto. Sono nella bocca di molti, le usano anche in tv. Chi li usa non viene fottuto, ma fotte. Puttana, parola osoleta meglio escort è più in. Pardon ragazza di compagnia. In compagnia quel che fa l’escort non si sa.

  • 27 settembre 2012 alle ore 19:27
    Scarabocchi

    Son solo
    a rimirar
    la notte al davanzale
    coi gomiti
    appoggiati alla ringhera
    ad imparar le stelle
    e i fuochi d'artificio.
    Dove sei?
    E intanto
    un foglio prendo
    a scarabocchi
    per ammazzare il tempo
    e assorto in un sorriso
    faccio cerchi con la mente.

    Ti incontrerò
    in garitta
    di quell'attimo fuggente
    in cui la notte
    al dì bacia la fronte
    a far da sentinelle
    al cambio della luce.

  • 27 settembre 2012 alle ore 17:09
    Il dubbio

    Masticando 
    il tempo che rimane
    vien da pensare
    visto che del doman
    non vi è certezza
    se vivremo ancora
    momenti di allegrezza
    o se invece siam destinati
    allo sfascio culturale
    e al declino nell'oblio
    universale.

  • 27 settembre 2012 alle ore 14:37
    Tre Cento trentaquattro

    Io sono ciò che sollevi con la voce,il mio oracolo è la pagina. Se mi chiedi il nome, arrossisco, se mi fissi, inginocchio gli occhi, ma quello di cui sono capace è il riccio nero sul cuoio del bianco,lo scuro corrimano a cui assicuro le mie vampate, i dissapori del mio esterno, la cecità delle mie gambe quando sfuggono la gioia per sedere puntuali al pianto. Non ho grandi bagliori, il sapore del mio viso è discutibile, ma le mani no, quelle non fanno una piega e si acconciano da dive quando offrono il loro parto a chi non scommetteva niente su tutto quello a cui sono attaccate. Allora sorrido della sorpresa che non viene dal mio ventre, e neppure dalla gola, ma che sta dimessa ed in cenci fra polso ed unghie. Là proprio ho delle bighe, no piuttosto degli aratri e con quelli vado seminando il mio dire silenzioso.

  • 27 settembre 2012 alle ore 13:11
    Haiku per F.

    I tuoi occhi azzurri,
    volo di gabbiano -
    mare d'agosto.

  • 27 settembre 2012 alle ore 11:25
    Congiunti...

    Cammino nell'erba altissima
    quasi mi sommerge
    ti sdraio sul tappeto di fieno
    e sopra di noi
    solamente i bianchi fiocchi di polline
    come neve di maggio
    insieme ti accarezziamo
    sei la piccola principessa da omaggiare
    dolcemente penetrata nell'intimo e nel profondo
    adagiata sul mio cuore
    a cavalcare praterie in fiore
    congiunta
    unita
    disciolta nelle mie mani
    aperta e dischiusa
    vieni ad allargare gli orizzonti
    prendere le nuvole mentre ti prendo
    aggrappiamoci al cielo
    devo spaccare il silenzio
    e sentire solo l'ultimo grido della tigre in amore...