Amo la trina delle tue parole scalze
come se avessero fretta di sentire la terra.
Amo il mestiere della tua mano
incatenata al verso ed è così che ti sogno tutti i giorni:
seduto nei pensieri a vestire umili lettere
la cui corona sbuca puntuta dai cenci
18 dicembre 2011
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Credo sia più doloroso non essere amati abbastanza piuttosto che non essere amati affatto.