Non ho vagiti tra le mie braccia: eppure mi dolgo
del morso di labbra che verranno.
Forse sono una spina, arroventata allo scirocco d'Aprile.
Io schiero gli aghi quando si arrende la carezza per cui mi ammalo.
Dovrebbero soltanto venir via le cuspidi dei dolori più antichi:
allora sarei mollica senza più guscio.
17 novembre 2011
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