Baci d'autunno
Non cantano più le cicale.
In campi di un agosto oramai lontano,
con raggi di sole a bruciar pelli di lavoratori stanchi;
fronti bagnate da sudore versato ogni giorno,
fare giornata per ciò che più si ama.
Foglie morte si staccano da rami sempre più soli,
accarezzate dai primi venti venuti da est;
si accorciano i giorni dietro ore cambiate di notte,
il tempo torna indietro per un istante.
In un settentrione già baciato d'autunno,
si stemperano mattini dai vaghi ricordi invernali,
riscaldando ambienti familiari in giornate appena partite;
districandosi tra famiglia e lavoro,
ognuno immerso nel proprio vivere.
Giorni che cadono silenziosi
in scatole di ricordi passati;
lasciando l'anima bagnata di vita;
come rugiada in fredde mattine di metà novembre,
mentre tramonti, si spengono su cieli già bui,
nell'attesa di primavere mai troppo lontane.