Bruni occhi
Bruni occhi,
Quand’è ch’io mirabile visione,
Vidi il tuo essere armonico,
In perfetta simmetria,
Con l’anima mia.
Che di occhi bruni mi scavi il fosso,
Della peccaminosa anima mia,
Che in un giorno di pioggia,
Si macchiò di insolente delitto.
Perdona il mio essere impulsivo,
Lieve fanciulla,
E permetti che io ti accarezzi mirabil seno,
Che di stirpe feconda conoscesti il creatore,
Che da lui tu fosti illuminata,
Nel tuo divenir boccon vitale,
Dell’esistenza mia.
E ti vidi,
Mentre in fronte a me correva lo spirito,
Di una vita passata a vagabondare,
A cercare nell’elemosina uno sprazzo d’amor
E vita mesta,
Ma nei tuoi bruni occhi,
Si acquieta sacro dolor mio,
E fui perdonato.
E donato,
A te.
Così furon suggellate le tempra,
Così fu donato amor anche a me,
Che tanto male feci,
Con gesti e pensieri
Ma non a te,
A te mai,
Bruni occhi.