Tu l'apostrofo, io la virgola. Tagliamo, sospendiamo, siamo una glottide d'inchiostro in pausa fra un sorso ed il secondo. Ma tu sai come riempire la valigia alla lettera che deve andare, io solo metto una porta chiusa in mezzo ad un giardino. C'è chi ha destino di stella e chi di sasso. E tu stai lassù, uncino e capotreno, sai dove vanno i vagoni. Io resto piantata in basso, sono un passeggero che non vede oltre lo scomparto.Facciamo questo viaggio insieme, ma senza guardarci.
28 gennaio 2012
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La poesia ha la stessa imperscrutabilità del futuro: non si possono prevedere le parole che verranno.