Sia che vinca,
sia che perda,
di certo
saró presente,
in questa piazza,
con il mio respiro e la carne,
con la sete e con la fame.
Sia che vinca,
sia che perda,
sará presente,
il mio,
quello di sempre,
che non vedo ma esiste,
che si forma in me, perverso
mentre seguo l'immagine
di un altro me,
da amare senza fatica,
bello, che indossi con garbo
l'oro del futuro in cui attendo
la mia felicità,
che é dietro una vetrina
nella casa,
in collina.
24 maggio 2015
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