Nella tua incapacità d’amare
ti addentri silenzioso negli spiragli lavici
del mio sorprendere assensi di vita
scalpiti sulla linea del tallone
marcata da sonorità di realtà negate
Si fan forti in quella mia espansione vitale
sagaci porzioni di tempo
ove far rivivere angoli in penombra
impreziositi da sguardi consapevoli
e slanci di polsi liberi
da legami trascendenti il senso del caduco
12 marzo 2012
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