E di me, che se ne fò,
In un mondo che mi stritola
E non mi apre nulla,
Sennonché quella porta che cigola.
E di me, che se ne fò,
Ora immobile sull’uscio
E non riesco ad entrare neanche un pò
Nel mondo dei grandi, delle creature innate
Di esistenza qual donate.
A caval donato in bocca non si guardò,
Ma a me neanche un pony,
Che l’assenza vi è di doni.
Or dunque, con fresca pergamena in mano,
In fior dell’esistenza mia,
Fermo immobile come un giunco,
Di me, che se ne fò?
11 marzo 2026
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