Giorno d’inverno.
Il sole tiepido nascosto dalle nubi
sa di nostalgia e di pianto.
L’aria sparge malinconici
e umidi umori,
e l’anima mia dolente,
ingoia blocchi di delusione
e grigi bocconi
di perdute illusioni,
ricacciando nello stomaco
speranze
e visioni di azzurri bagliori.
Non c’è posto per la rabbia.
Non è il temporale.
Nessun tuono scuote il sentire.
Piove piano,
a lavare con costanza
e pazienza
la polvere
dai tetti che fumano
aliti
di interni calori.
Mi cullo.
Aspettando la notte,
aspetto il sorgere
di un nuovo sole.
28 gennaio 2008
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