Avevo negli occhi l'incendio
della mia patria distrutta
ed il tuo cuore piangeva
il talamo con i suoi geli.
Ci spinse per questo la grotta
al dolce rapitoci da tanto dolore
e il cuore riprese forza da amore.
Dopo volevi tenermi per sempre
accanto a te amato sposo
e non compresi che a morte
l'abbandono mio t'avrebbe portato.
All'alba sciolsi le vele
a settentrione puntando
così Pallade volle
forzandomi a seguire la Sorte.
16 settembre 2016
Altri contenuti che potrebbero piacerti
Chi, per sorte, mai ha provato il bisogno, come può pretendere di sapere cosa occorre ai poveri per sentirsi bene? Eppure questo è avvenuto ed avviene. Perché poi stupirsi se i beneficati non mostrano riconoscenza e magari mordono la mano dei "benefattori"?