Era il primo Agosto

Era il primo agosto,
E noi ci crogiolammo su aspri e duri scogli,
Che il solleone iniziava a dolere
La lieve superficie dell’acqua,
Di un blu scuro, quasi immemore,
Tratto verde pastellato,
Che paura, che visione,
Oltre venti metri di colosso d’acqua al di sotto di noi,
Della nostra superficie,
Dei nostri piedi,
Che tanto camminammo nel lieto vivere dei nostri anni,
Che di vicende familiari,
Fu straziato il nostro essere.
Tu eri lì,
Aria fiera la tua,
Che da infante quale ero
Per me eri la guida,
Il fratello mai avuto che improvvisamente
Su spalle fanciulle mi issasti,
Come se fosse un incantesimo,
Nel nostro dolce essere e giochi insulsi,
Accompagnavan ilari gioie perlacee.
Ed ora tu eri lì,
Sangue del mio sangue,
Tempo immemore passato a non amarsi,
All’orizzonte sol un costone di roccia infido,
Una pagliuzza bruciava dalle tue labbra
E niente più,
Mentre il sol baciava i miei bianchi ed ispidi capelli,
E fu subito sera,
Al di là dell’infinito
Generazionale.