Foglio bianco (a Saman)

Ogni giorno entrando da quella porta mi sento libera,
l’aria è più rarefatta, i colori più vividi.
Profumo di vita,
di una libertà che non è scontata.
Ho nella borsa un pezzo di cielo.
Prima di varcare la porta dell’aula
mi avvolgo nell’azzurro che è lo stesso dei tuoi occhi profondi e sinceri,
in quel mare mi specchio,
mi lascio cullare dalle onde del tuo cuore.
È sera,
mi sento più buia della notte,
di questo cielo senza stelle, senza la luna
attraverso il cortile,
le mie scarpe si intonano al mio umore: rigide e scure.
Là c’è la porta di casa,
ma casa è dove batte il mio cuore,
dove poter cantare
urlando strofe nel vento con i capelli sciolti.
È buio e ho freddo,
questa terra mi divora,
io sono qui,
chiusa nel ventre di questo mondo
l’amore che doveva proteggermi
ha schiacciato la mia libertà,
ha schiacciato queste piccole mani,
ha sepolto una vita senza guardarla negli occhi,
senza ascoltarne le suppliche,
mi ha strappato come un foglio bianco,
nel quale non scrivere più nessuna parola
nemmeno un ultimo addio.