Il mondo di Pinocchio
Quand'ero bambina
mi raccontavano d'un mondo
che assomigliava
al paese dei balocchi di Pinocchio…
Poi persi l'innocenza
dei miei sguardi trasognati
quando ebbi a difendermi
dagli inganni,
dalle bugie dei giganti.
Dalla gente che condannava,
giudicava,
e per insano piacere umiliava.
Che facevan
tra di loro guerra
mentre dentro al mio cuore annaffiavo i miei alberi d'ulivo.
Il paese di Pinocchio
si mostrò quel che realmente era…
un mondo contorto…
malato
corrotto.
Incline al vizio,
al falso bene
con un crescente supplizìo
inflitto all'anima
dalla propria ignoranza.
Un mondo cieco e muto
davanti al muro della verità,
cacasenno,
dottrinario,
arrestato dai falsi miti,
prigioniero degli inciuci
del potere.
Un mondo in cui il cuore batte
all'accensione d'un display.
‐come un gobbo al teatro
che suggerisce l'applauso‐
Un mondo bigotto
che salva la bestia
e critica l'umano…
Che ama Cristo
e rinnega Dio…
‐Che ti insegna la morale
mentre si lava le mani‐
Un mondo stupido
che insegue idoli buzzurri.
Mentre l'amore,
la poesia,
l'arte,
i tramonti,
i belvedere
muoiono lapidati dall'indifferenza.
Ho perso l'innocenza
nel vestirmi di rabbia …
Ma un barlume di saggezza
e amor proprio
mi ha messo in mano una penna
e versi sul cuore.
Chiudo gli occhi
e torno ad aspergere
i miei alberi d'ulivo,
i miei prati in fiore.
Forse domani,
(dopo oggi)
il mondo sarà migliore,
con qualcosa di vero da dare
da raccontare.