Immantinente
come suburra che risorge
la mia anima sorprende
l'apofatismo delle nostre interiezioni
mentre singhiozza l’argine
delle preghiere irrisolte
alla blasfema speme
d’un Dio che si nasconde.
Non temo l’iride
ma l’assenza di riflessi
e il trastullare insipido
di bambini pasciuti.
Fugace è il tempo
senza solfeggi d’aria
e di parole mute
s’ammansisce l’attimo.
Se solo oggi piovesse
comprenderei la consistenza di Dio.
3 febbraio 2020
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