L'artigiano del silenzio

C’è un’invidia arcaica un’ombra che insegue
chi cammina nel proprio giardino segreto,
chi fa del suo amore un mestiere muto
senza chiedere al mondo né luce né orizzonte.
In questo tempo che è un guscio cavo,
dove il giorno si sbriciola e di nulla si nutre,
si resta a guardare il proprio moto interno:
un fiume sotterraneo che non cerca la foce.
E si scava, con la forza dei polsi,
togliendo pensieri come pietre dal solco,
perché la mente è terra che vuole il suo rito,
e dove c’era il vuoto, ora nascono storie.
Non è solitudine, è un atto di guerra
contro il rumore che non sa più ascoltare:
nutrirsi di pane, di polvere e attesa,
e farsi racconto per non svanire.