Torna l’ora del tormento:
scava piano, come un tarlo nella notte,
ti piega, ti stringe, ti spezza il fiato.
Ma una voce, sottile come un filo di luce,
ti chiama dal fondo:
sei forte, cammina,
non lasciare che il buio ti tenga fermo.
Rialzati.
La vita non aspetta.
I cocci rotti restano a terra,
non chiedono più nulla.
Lasciali lì:
non sono più il tuo volto.
Costruisci di nuovo,
con mani tremanti,
con il poco che hai,
con il molto che sei.
Ogni passo è un accordo,
ogni respiro un ritorno,
finché il tormento si scioglie
e il giorno, finalmente,
rinasce.
28 gennaio 2026
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