LA LOGGIA BIANCA
In un piccolo angolo del mondo esiste una stanza bianca,
vasta e profonda nel suo nulla.
Luce, il suo materiale
la stessa che rischiara il pensiero.
Non è vuota,
al centro una coppa,
anch'essa d'etere,
dono degli dèi
privo però del suo nettare.
Sulla non‐parete, tre finestre si aprono
mostrando i fili del destino
tessuti dalle figlie della notte.
Nella prima, Ymir soccombe
sotto i colpi d'Odino e dei suoi fratelli.
Un brivido di colpa attraversa l'uomo,
mentre osserva il massacro primordiale
con la consapevolezza che nulla sarebbe
senza quel primo atto immondo
Nella seconda, Tyr sorride,
siede con Tsukuyomi e Venere:
diversi eppure tre calici di pace.
Tyr conosce il dolore del domani,
sa che il lupo attende la sua carne,
ma non nega al presente la sua quiete.
Nella terza, Aurora passeggia
col suo carro manifestando l'alba
in questa città dai rosa mattoni
come i capelli della dea, che si fondono col cielo,
dove il mio domani non è più attesa,
ma il calmo respiro di chi ha trovato casa.