La misura della fiducia
C’è chi è stata troppo ingenua,
con le mani aperte
e lo sguardo limpido,
convinta che il bene
fosse una legge naturale,
una corrente sotterranea
presente in ogni cuore.
Ha creduto alle parole dette piano,
a quelle che sanno sembrare vere
solo perché trovano
una crepa dove entrare,
e, in quella crepa,
qualcuno ha costruito il suo trono.
Ha imparato che l’inganno non urla,
si veste di gentilezza,
si nutre di fragilità come fosse
una virtù concessa,
e cresce dove la fiducia
non ha ancora imparato a difendersi.
Ha imparato a sue spese, sì,
ma non invano,
perché ora distingue
il calore dal fuoco finto,
la verità da ciò che chiede
di essere creduto troppo in fretta.
Non ha smesso di sperare,
ha solo cambiato misura,
non ha chiuso il cuore,
ha imparato a non lasciarlo incustodito,
e sa, adesso,
che non a tutto si deve credere,
ma a sé stessi sì,
quando l’anima avverte quel silenzio
che non mente mai.
Aurora Sisi
16 gennaio 2026