La nebbia negli occhi

Ci sono persone che camminano
come nebbia tra le stanze,
non fanno rumore,
ma cambiano l’aria.
Hanno occhi che sorridono
prima delle labbra,
e parole lisce come vetro
levigato dal mare.
Ti tendono la mano con dita tiepide,
ma nel palmo custodiscono ombre.
Raccontano storie con voce limpida,
eppure tra una sillaba e l’altra
si avverte un corridoio chiuso a chiave.
Non sai dire cosa sia,
non un gesto, non un fatto,
solo un filo sottile che tira l’istinto
come una campana lontana nella notte.
Sono castelli con finestre
illuminate e stanze sbarrate.
Specchi che riflettono
ciò che vuoi vedere,
mai non ciò che sono davvero.
Ti parlano di trasparenza
mentre cuciono veli invisibili,
ti giurano chiarezza
con lo sguardo che sfugge
un secondo di troppo.
E tu resti lì, in bilico,
tra il desiderio di credere
e quella piccola voce che sussurra:
“C’è un segreto che non ti appartiene.”
Non sono tempesta,
non sono quiete,
sono mare calmo con correnti profonde,
sono sorriso che non raggiunge
il fondo degli occhi.
E impari, con il tempo,
che non tutto ciò che brilla è luce,
che alcuni misteri non chiedono
di essere svelati,
ma solo riconosciuti.

Così li lasci andare,
come si lascia una porta socchiusa
senza entrare,
perché la fiducia è un fiore delicato,
e cresce soltanto
dove il terreno non nasconde pietre.

Aurora Sisi

20 febbraio 2026